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martedì, 29 settembre 2009
Muoia lo zanzarone con tutti i filistei

Certe volte il rimedio è peggio del problema (senza nessun riferimento al ministro Tremonti e alla crisi economica, sia chiaro). Un inquietante studio francese pubblicato dalla rivista "BMC Biology" ci rivela che uno dei principali ingredienti dei repellenti contro le zanzare, il Deet, è nocivo anche per la nostra salute. Insomma, muoia il zanzarone con tutti i filistei. Viene da pensare: perché una notizia del genere ci viene data ad agosto, proprio mentre ci stiamo spruzzando sulla pelle, come dei disperati, prodotti antizanzara di tutti i generi ? Adesso ci aspettiamo che, a metà pomeriggio del 31 dicembre, la televisione ci dica che lo zampone, accostato alle lenticchie, genera le terribili radiazioni gamma. D’altronde, così su due piedi, è praticamente impossibile trovare altri repellenti efficaci, a meno che non si abbia sotto mano una foto di Gigi Marzullo.

Gli scienziati Vincent Corbel e Bruno Lapied, dell’Università di Montpellier e Angers, sottolineano nella loro ricerca che questa sostanza serve a ingannare la zanzara, confondendola e depistandola, un po’ come si è fatto nel nostro Paese per Ustica, Piazza Fontana e in tante altre occasioni, senza che peraltro venissero registrati effetti collaterali, se non una leggera nausea nell’opinione pubblica. Il Deet, secondo gli studiosi francesi, manda sì in tilt il sistema nervoso dell’insetto, ma rischia di nuocere seriamente anche al nostro. In sostanza, non vieni punto ma corri il pericolo di veder interrotta la comunicazione tra i neuroni, fenomeno che la medicina ufficiale definisce sindrome di Giletti. La paura delle autorità sanitarie internazionali è che adesso possa scatenarsi una psicosi di massa: ad esempio, dopo aver proposto le bandiere regionali al posto del tricolore, al capogruppo leghista al Senato, Federico Bricolo, è stato chiesto, con grande tatto, dai medici di Palazzo Madama se per caso avesse utilizzato prodotti antizanzare in dosi massicce nelle ultime 24 ore.

Contro queste minuscole creature volanti così fastidiose, l’essere umano ha sperimentato di tutto, nel corso dei secoli. C’è chi crede nei metodi naturali, che dalla citronella ai vasi di geranio, passando per le finestre dipinte di azzurro, possono portare fino ad alcuni antichissimi rituali maya, molto pittoreschi ma poco pratici da realizzarsi in un condominio. Ci sono poi i sistemi altamente tecnologici, tipo gli ultrasuoni che riproducono il richiamo della zanzara maschio: non hanno effetti, se non farti pungere da una zanzara femmina che ostenta atteggiamenti languidi. Recentemente, l’odio cieco verso questo insetto ha portato la razza umana all’utilizzo di tecniche spaventose, come la finta racchetta da tennis elettrificata, sperimentata con successo dai laboratori di Wimbledon, e la disinfestazione preventiva, che elimina le zanzare ma anche le loro potenziali vittime umane, costrette a trascorrere un’intera notte d’estate con le finestre chiuse ad una temperatura media di 38 gradi. L’unico sistema veramente ecologico, a dirla tutta, è la vecchia ciabattata sul muro, ma ormai nessuno sembra più incline a quei safari notturni che, un tempo, caratterizzavano questo periodo dell’anno. A meno che l’idea delle ronde non venga estesa alle zanzare. Un dato positivo ci sarebbe senz’altro: finalmente l’iniziativa del ministro Maroni riscuoterebbe un consenso unanime.

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dito ar qlo

domenica, 27 settembre 2009
Il lupo perde il pelo ...

MichelleMichelle si sarà detta: «Chi è questo tizio che mi si sta avvicinando, tutto contento e saltellante e col sorrisone a sessantadue denti? Ah, sì, è quello del G8 all’Aquila, come si chiama.....? Burlesconi, mi pare».

I due stanno al vertice di Pittsburgh. Silvio, trenta centimetri in meno di lady Obama, alza lo sguardo per ammirarla tutta. E poi, prima di darle la mano e di provare a scalarla per darle un bacio ma capisce che non è aria e si blocca, fa una plateale smorfia di ammirazione per la mastodontica beltà di Michelle.

E apre le braccia come a dire «che schiantoooo!!!!», riferendosi anche all’eleganza dell’abbigliamento della signora. Lei gli sorride e si dimostra divertita e apprezzata. Burlesconi, in quel momento, si sarà sentito un «conquistatore» e il tipico «playboy italiano che fa sempre colpo su tutte, fin da quando stavo al liceo dai salesiani», oppure ha fatto la figura del nonnetto venuto da una piccola repubblica di bananas al quale concedere un buffetto non costa nulla?

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dito ar qlo, anti-berlusca

venerdì, 25 settembre 2009

La battaglia di Daniela Santanchè contro l'oscurantismo islamista è appena agli inizi. I punti fondamentali della campagna politica sono quattro:
1. Strappare il burqa alle donne;
2. Strappare la barba agli imam;
3. Strappare le palle a qualcuno;
4. Costringere l'intero harem dello sceicco Al-Quaraquak, detto l'Iracondo, a partecipare al Festival di Sanremo con la canzone 'Sesso a volontà'.
Giudicato troppo cruento anche dallo staff della signora, formato da ex legionari, preti lefebvriani ed ex pugili della palestra Duce della Balduina, il programma è stato ripensato in chiave più conciliante.

Burqa In un dettagliato documento, Santanchè individua il vero punto dolente dell'indumento: in caso di lifiting facciale, non è possibile mostrare i risultati in pubblico. La comunità musulmana replica che il lifting rende impossibile l'identificazione delle donne soprattutto a volto scoperto, perché diventano tutte identiche a Sophia Loren da vecchia, anche se hanno diciotto anni. Tanto vale tenere il burqa. Si sta cercando un compromesso. Santanchè propone di incontrarsi a metà strada: un burqa all'occidentale, disegnato dai costumisti di Mediaset, con culo e tette di fuori, che faccia sentire le donne musulmane integrate nei nostri costumi. 

Dialogo Sempre in segno di conciliazione, Santanchè si è recata in visita al venerabile imam Alì, detto il Purissimo, impugnando un enorme salame di Varzi. Su suggerimento del ministro Calderoli, la festosa delegazione governativa era accompagnata dalla Corale delle Osterie Padane che intonava il canto popolare 'Ma alle donne, caso strano, il salame piace sano'. L'imam Alì ha apprezzato lo spirito amichevole, ha fatto disinfestare il quartiere e subito dopo è svenuto. I colloqui sono stati rimandati. 

Scambi culturali L'associazione Minareto, formata da anziani capi tribù appena arrivati da Pakistan e Afghanistan, è stata invitata da Santanchè ad assistere a 'X Factor'. Dopo essersi consultati, gli anziani hanno fatto una proposta alternativa: andare tutti a casa della Santanchè per celebrare nel suo salotto l'antico rituale della Battaglia delle Capre: montoni inferociti che si affrontano a cornate tra le urla della folla. Possibile compromesso: il rito tribale potrebbe svolgersi negli studi di 'X Factor' sostituendo alle capre i concorrenti. Ipotesi due, invitare tutti al Palio di Siena che gli antropologi considerano ideale per far sentire come a casa loro le comunità arcaiche di tutto il pianeta.

Polemiche ll circolo culturale Sorelle inflessibili, animato da anziane massaie fondamentaliste che indossano il famigerato burqa a casetta (un prefabbricato munito di tapparelle, angolo cottura e citofono) non ha gradito la proposta della Santanchè di destinare i loro burqa ai terremotati, con cerimonia in diretta a 'Porta a Porta'. Un buco nell'acqua anche la proposta governativa di dotare i burqa di rotelle e targa: la Motorizzazione civile, che sta ancora sbrigando pratiche di cambio di proprietà degli anni Settanta, non è in grado di provvedere in tempi utili all'immatricolazione dei burqa come ciclomotori.

Kebab Santanchè propone di regolamentare severamente la vendita e il consumo di kebab. Con una delle sue tipiche azioni dimostrative, ha fatto irruzione in una rosticceria araba di Lambrate avvolgendo il kebab nelle pagine più veementi dei libri di Oriana Fallaci. La clientela, divertita, le ha giudicate abbastanza croccanti, ma dal sapore molto discutibile. Il nuovo regolamento comunale prevede che il kebab, per rispettare e usanze gastronomiche e le norme igieniche lombarde, debba avere le uvette e i canditi come il panettone, essere impanato come le cotolette e servito insieme a un bicchiere di Baygon con funzioni di disinfettante.

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dito ar qlo, anti-padania

lunedì, 21 settembre 2009
Mi appello all'art. 21 della Costituzione Italiana

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anti-berlusca

sabato, 19 settembre 2009
La crisi è finita (dicono ...)

In Italia la crisi economica si è chiusa ufficialmente ieri, alle 11 e 23. L'operaio cassintegrato Mario Rossi, nel popolare emporio genovese 'Solo belinate', ha acquistato un telefonino Multiplex Photonic Hg400, con tastiera a sei piste, in grado di telefonare da solo, gemellarsi con la Nasa, giocare in Borsa e tostare le arachidi. Grazie ai 450 euro versati in contanti da Mario Rossi nella cassa di 'Solo belinate', è scattato su tutto il territorio nazionale il jackpot di Fine Crisi e l'operaio, incredulo e felice, si è trovato circondato da centinaia di telecamere e da una folla plaudente. Il ministro Tremonti in persona ha voluto telefonare a Mario Rossi che per l'emozione non è riuscito a rispondere perché continuava a digitare il tasto per tostare le arachidi. Sarà insignito di Medaglia d'oro al valor civile e, quando sarà il momento, avrà i Funerali di Stato.

Altri eroi Non solo Mario Rossi. Verranno insigniti di onorificenze, e ricevuti con tutti gli onori a Palazzo Chigi, anche altri oscuri eroi dell'economia che non hanno voluto arrendersi al disfattismo. Come l'impiegato campano Puccio Mazzaruotolo, che nonostante abbia dovuto rinunciare alla sua automobile, pignorata, ogni mattina appena alzato ha bevuto stoicamente un litro di benzina. O come la casalinga emiliana Elvira Strafogacci, inventrice del popolarissimo tortellino della crisi: troppo caro il ripieno di carne, Elvira metteva in ogni tortellino un cartiglio con un pensiero positivo di Silvio Berlusconi.

Altri parametri Anche altri parametri sembrano indicare la fine ufficiale della crisi e il ritorno ai tempi felici di una volta. Ha finalmente riaperto i battenti la mitica Lehman Brothers, il cui crack trascinò l'intero pianeta nella catastrofe finanziaria. Per adesso un solo sportello nel cuore del Bronx, nel retrobottega di un locale di lap-dance per portoricani. Una ripartenza umile, volutamente di basso profilo, che però garantisce ai suoi clienti un servizio prestigioso: i soldi dei correntisti vengono investiti in titoli di Stato di Atlantide. Al cliente viene anche fornita la prestigiosa Gonzo Card. Si sono già formate lunghissime code. In Italia fa ben sperare la forte impennata del mercato della prostituzione, anche se gli esperti non si spiegano l'irregolare distribuzione sul territorio nazionale: fortissimi picchi dei consumi a Roma e Bari, situazione stazionaria altrove.

Mercato immobiliare Le cose vanno meglio. Negli Usa le eleganti ville in stile neocoloniale tutte di legno, viste in tanti telefilm, sono le grandi protagoniste del clamoroso rilancio di un settore, quello delle segherie, che negli ultimi anni era stato piuttosto in ombra. Qualche spiraglio anche per gli immobiliaristi disoccupati: in molti hanno trovato impiego nei circhi, dove si esibiscono raccontando al pubblico come vendere cinquecento metri quadrati di casa a un facchino disoccupato.

Cultura I consumi culturali, in crisi in tutto il mondo, sono in forte risalita in un solo paese, l'Italia, grazie agli sforzi del governo. Forti incentivi per l'acquisto di rilegature di libri senza il libro dentro, facili da spolverare e comodissimi da leggere: c'è solo il titolo. Il governo ha anche accettato un emendamento dell'opposizione, che chiedeva con fermezza che il titolo non fosse lo stesso per tutti i libri. La Rilegatoria di Stato ha ritirato dalla circolazione 300 milioni di copertine di colore diverso, ma tutte con il titolo 'Furia Cavallo del West: dietro le quinte', promettendo di sostituirle con almeno altri due titoli di maggior spessore culturale, concordati con l'opposizione: 'Furia Cavallo del West nel percorso freudiano' e 'Furia Cavallo del West e i moti equini del primo Novecento'.

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dito ar qlo, anti-berlusca

mercoledì, 16 settembre 2009
Trenitalia informa

Scritto alle 10:18 | link | commenti | commenti (popup)
trenitalia, dito ar qlo

lunedì, 14 settembre 2009
Brutto è bello

Un recente studio dell’Università britannica di Stirling, pubblicato dal Daily Mail, afferma che, in fatto di seduzione, ha più successo chi si circonda di amici brutti. Ora, il problema è: con chi deve uscire l’onorevole Buttiglione per sperare di rimorchiare? Riguardo questa eventualità, per il momento, l’Ateneo scozzese non si è espresso.

Viene, dunque, clamorosamente smentita dalla scienza ufficiale la madre di tutte le raccomandazioni genitoriali, quella che centinaia di adolescenti si sono sentiti rivolgere dai familiari: «Cerca di evitare le brutte compagnie». Adesso apprendiamo che invece è assolutamente necessario ricercarle, se si vuole conquistare un partner. A essere sinceri, la natura dell’essere umano già di suo spinge l’individuo a non circondarsi di possibili avversari durante i periodi di caccia amorosa. Se sei un incrocio tra Quasimodo e un Gormita, eviterai senza alcun dubbio di mostrarti in pubblico con George Clooney. Chi scrive, ammette di essersi trascinato dietro, durante la tormentata età puberale, degli autentici fagotti umani, nella speranza di vincere la difficile lotta per l’accoppiamento. In tal senso, i potenziali amici poco attraenti, bassetti, brufolosi e con le orecchie a sventola, diventano una merce preziosissima. L’unico fattore che può sovvertire questo equilibrio ancestrale, è il reddito: se l’amico brutto guadagna dieci volte più di voi, la ragazza da conquistare potrebbe risultare più attratta dalla sua Porsche che dalla vostra Panda.

Ma si tratta di circostanze estreme, naturalmente. Questa strategia comportamentale (circondarsi di figure meno dotate per amplificare le proprie qualità) può venire applicata anche ad altri ambiti. In un panorama istituzionale come il nostro, in cui ognuno apre bocca e le dà fiato, il semplice buonsenso del presidente Fini lo fa apparire un gigante della politica. In un attacco come quello della Nazionale italiana di calcio, Iaquinta rischia di fare la figura di un nuovo Levratto. In un Festival di Sanremo come quelli visti negli ultimi anni, anche Marco Carta può sembrare un cantante. È tutta una questione di parametri, in fin dei conti. Se paragoniamo la nostra economia a quella del Burkina Faso, possiamo illuderci di essere ancora negli anni del boom economico.

Tornando alla notizia diffusa dal quotidiano inglese, potrebbe causare una grave discriminazione: le belle donne non troveranno più un’amica con cui uscire. O accetteranno di imbruttirsi, o saranno condannate a girare per strada in solitudine. Al contrario, le donne avvenenti non devono mai stare da sole, almeno a seguire l’esempio del nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che a Palazzo Grazioli le ha sempre fatte entrare a gruppi di cinque. Del resto, è comprensibile che chi è stato meno favorito dalla sorte, cerchi di difendersi dalla fortuna altrui. Addirittura il Principe Azzurro, che per di più era anche belloccio e aveva un’attività ben avviata, quando arrivò alla bara di cristallo di Biancaneve per baciarla e ridestarla dall’incantesimo, non ebbe dubbi. Si fece accompagnare dai sette nani.

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sabato, 12 settembre 2009
Ego te absolvo ...

Dopo i recenti dissapori, sono a buon punto le febbrili trattative tra Chiesa e governo di centrodestra per ristabilire i solidi e affettuosi rapporti di sempre. Le rispettive diplomazie stanno mettendo a punto una Carta di Riconciliazione che verrà resa pubblica il 29 settembre, in occasione del compleanno del premier, che sarà celebrato in San Pietro. Questi i punti principali.

Indulgenze L'istituto dell'indulgenza, travolto secoli fa in seguito a un'indegna campagna della stampa protestante, verrà reintrodotto con reciproca soddisfazione delle parti contraenti. I Peccatori verseranno alla Chiesa un obolo proporzionale all'entità del peccato. Per Silvio Berlusconi si è stabilita, forfettariamente, una somma di dieci miliardi di euro da versare entro la fine del 2009, in cambio della quale gli verrà consegnato dalla Cei un certificato di verginità (Charta Rinverginationis). Per evitare polemiche strumentali, la somma sarà versata in monete da un euro durante la questua domenicale. In ogni chiesa italiana i sacrestani si presenteranno con una sacca da due metri cubi, munita di rotelle e argano, che verrà riempita di monete da emissari di Palazzo Chigi e da volontari del Pdl. Il contenuto delle sacche, provenienti da tutta italia, sarà poi versato in uno speciale silos dello Ior al centro di Piazza San Pietro. Il tintinnio del denaro, amplificato dagli altoparlanti, sarà udibile fino a cento chilometri da Roma: si prevede l'arrivo di milioni di pellegrini.

Scuola Raggiunto il compromesso tanto atteso: anche le scuole pubbliche avranno diritto ai finanziamenti dello Stato.

Confessione Una commissione congiunta, formata dall'avvocato Ghedini e basta, proporrà al Parlamento l'adozione del Lodo Ego Te Absolvo, che dichiara estinti tutti i reati dichiarati in confessionale, equiparando l'assoluzione del prete a quella della Cassazione. Per smaltire le code davanti ai confessionali, tutti i sagrati italiani verranno transennati. I magistrati che si sentissero esautorati da questo provvedimento potranno facilmente ovviare entrando in seminario e prendendo i voti.

Stampa Dimenticato l'incidente Boffo, dovuto a uno spiacevole malinteso (Feltri intendeva solo fare uno scherzo), la Chiesa ha messo a disposizione del governo il suo antico sistema di imprimatur, molto più efficace delle maldestre ritorsioni fondate su querele e censure a posteriori. L'imprimatur impedisce ab ovo la pubblicazione di notizie sgradevoli. Qualunque articolo di giornale o servizio televisivo sarà vagliato preventivamente da una commissione di suore orsoline. I palinsesti Mediaset, che senza la messa in onda di tette e culi sarebbero costretti a chiudere, avranno una speciale dispensa tette e culi (Exceptio tettarum et culorum). Le altre reti dovranno mandare in onda solo l'Angelus papale e, per pluralismo, anche qualche funzione ortodossa, purché sottotitolata. Dichiarazione di politici e intellettuali non credenti andranno in onda nell'apposita rubrica 'Dov'è l'errore?', concorso popolare abbinato alla Lotteria Italia.

Nomine Rai All'insegna del pluralismo: un gesuita a Raitre, un barnabita al Tg3. In consiglio di amministrazione siederà anche una nuova figura, il cappellano della Rai, che avrà il compito di benedire i programmi prima della messa in onda, e la Littizzetto durante la messa in onda.

Nuovo ministro Il ministro Calderoli, il cui matrimonio celtico e il cui divorzio varesotto sono stati sanati da uno speciale indulto del parroco, è nominato ministro plenipotenziario per i rapporti con la Santa Sede. Per volontà di entrambe la parti, è stata aggiunta una clausola che invita Calderoli a non presentarsi in shorts ai colloqui con il Papa. Più difficile sarà ottenere anche dal Papa un abbigliamento consono.

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venerdì, 11 settembre 2009
Never forget

FDNY

WTC

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9/11

martedì, 08 settembre 2009
Il cuore ha le sue regioni

Dopo il letto, anche il dialetto matrimoniale finirà per diventare presto uno dei principali sogni delle giovani coppie di fidanzati. Giovedì scorso 3 settembre 2009 è stato ricordato (ma se ve lo siete dimenticato, non perdeteci il sonno) come il giorno del primo matrimonio in dialetto nel Comune di Como. Chissà se, per completare degnamente la splendida cerimonia lombarda, gli sposini, all'uscita dal Municipio, sono stati festeggiati con un allegro lancio di risotto alla milanese. E magari, come bomboniera avranno scelto una cotoletta in capodimonte oppure una piccola ampolla per l'acqua del Po in peltro. A celebrare le nozze il leghista Diego Peverelli, assessore comunale all'Ambiente, un preciso punto di riferimento per le pernici e le beccacce padane, nonché un acerrimo nemico di qualsiasi specie migratoria attraversi il suo territorio. È lui il brillante ideatore, circa un anno fa, del centralino telefonico comunale in lingua locale, primo, determinante passo verso una svolta imminente e fondamentale: la polizia municipale in abiti vichinghi. Le cronache ci dicono che i due innamorati comaschi avrebbero voluto che le nozze venissero celebrate solo in lingua lombarda, ma purtroppo un fastidioso contrattempo, che per brevità chiameremo legge della Repubblica Italiana, ha imposto loro una cerimonia bilingue.

A pensarci bene, il matrimonio officiato unicamente in dialetto presenta degli innegabili vantaggi, che potrebbero contribuire a una rapida diffusione di questa nuova formula nuziale: fuori dalla propria regione d'appartenenza, si può affermare con una certa consapevolezza giuridica che il vincolo matrimoniale non sia valido. In sostanza, a Varese sei sposato e la tua signora, se fai il galletto, può spezzarti le zampette, ma se vai a La Spezia o a Campobasso, ti puoi considerare single e, quindi, comportare tranquillamente di conseguenza. Speriamo che anche il matrimonio religioso non vada in questa direzione, altrimenti, dopo quello anglicano e quello luterano, si verificherebbe pure, con ogni probabilità, un doloroso scisma padano dalla Chiesa di Roma. In questa pittoresca vicenda, così esemplare dell'Italia dei nostri giorni, un paradosso appare evidente: una coppia di Promessi Sposi cresciuti sulle rive del Lario, è protagonista del romanzo che viene considerato l'autentico manifesto della lingua italiana. Oggi, dopo oltre centosessanta anni dalla pubblicazione del capolavoro manzoniano, due epigoni di Renzo e Lucia la rifiutano in maniera clamorosa. Viene un po' di malinconia e anche di orrore, specie se si pensa a una sposa tutta vestita di verde, come una specie di enorme ramarro. Certo, i due morosi avranno avuto i loro romantici motivi per fare una scelta del genere, ma si sa: il cuore ha le sue Regioni, che la ragione non può capire, come diceva il grande filosofo Pascal (che peraltro, pochi sanno essere, in realtà, nativo di Cernobbio).

Comunque, che sia stato celebrato in italiano o in lombardo, che si sia svolto di fronte a un assessore o a Brighella, che la sposa sia arrivata in ritardo, secondo tradizione, o con una puntualità tutta nordica, non ci rimane che fare gli auguri più sinceri ai piccioncini in questione nel "giorno più bello della loro vita". Auguri e figli comaschi.

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domenica, 06 settembre 2009
... occorre aumentare le possibilità di entrare ...

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sabato, 05 settembre 2009
The untouchable

Untouchable

"L'Intoccabile" ti guarda dai muri di New York: nelle strade di Soho, il quartiere alla moda, nei vicoli di Little Italy, nei vialoni del Lower East Side, l'ex ghetto di ebrei, italiani e banditi che oggi è tutto localini e botteghe chic.

"L'Intoccabile" naturalmente è lui, Silvio Berlusconi, Quello-Che-Comanda-Tutto che anche gli americani stanno imparando a conoscere: grazie ai reportage del settimanale radical The Nation, agli speciali della conservatrice Fox tv, alle cronache dell'allarmato Wall Street Journal e, ieri mattina, del compassato New York Times, che ha portato in prima pagina lo scandaloso "licenziamento" di Dino Boffo. Ma da un paio di giorni il premier che alle domande dei giornalisti risponde chiamando la magistratura è finito anche al muro, a New York. Una serie di manifesti ispirata agli "Intoccabili", il capolavoro di Brian De Palma dedicato, guarda un po', ad Al Capone, con il faccione del primo ministro e la scritta: "L'intoccabile". Sotto, un gioco di parole tra "Untouchable" e "Unimpeachable", cioè che in Italia sfugge all'impeachment che pure in America sfiorò perfino Clinton.

E ancora: "Nessuno può toccarlo, nessuno può fermarlo". Il mistero dei poster potrebbe essere presto risolto: dietro all'iniziativa ci sarebbe un gruppo di studenti e professionisti, da tempo negli Usa, che si definiscono "I nuovi carbonari". L'operazione sarebbe costata 4 migliaia di dollari ("Autotassazione...") ma i manifesti sarebbero solo l'inizio e nuovi blitz sono allo studio. Per la cronaca, tra un paio di settimane Berlusconi l'Intoccabile qui dovrà sbarcare, atteso con gli altri leader mondiali per il vertice Onu.

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Libertà di stampa

La concorrenza spietata tra 'Libero' di Maurizio Belpietro e 'il Giornale' di Vittorio Feltri renderà particolarmente vivace la ripresa autunnale. Le due testate si contendono con ogni mezzo il pubblico di destra più appassionato. Ecco le prossime tappe della contesa.

Attacco all''Avvenire' 'Libero' accusa 'il Giornale' di essere stato debole e compromissorio con il quotidiano cattolico: con il titolo 'Sono tutti finocchi!' Belpietro rivela che non solo il direttore, ma l'intera redazione dell''Avvenire' è omosessuale e si reca al lavoro in minigonna, come testimonia una negoziante dei dintorni che ha venduto ottanta minigonne negli ultimi due mesi. "Ottanta è esattamente il numero dei giornalisti dell''Avvenire'", scrive Belpietro, "e questa non può essere una coincidenza". Feltri accusa il colpo e rilancia. Con il titolo 'Finocchi anche i lettori!' accusa di omosessualità anche i lettori del quotidiano cattolico, nessuno escluso. Con una prosa insolitamente sorvegliata, Feltri spiega nel suo editoriale che "chi è abituato a inginocchiarsi spesso è già allenato a compiere atti sessuali contro natura". Prima pagina di 'Libero' del giorno dopo: 'E zoccole le sorelle'. Lettori in visibilio.

Altri scoop 'Libero': "Esiste anche una sorella di Prodi. Indovinate che mestiere fa?". 'il Giornale': "Gianni Agnelli non capiva niente di calcio. Quando il portiere prendeva la palla con le mani gridava 'rigore!". 'Libero': "Dalla scienza una speranza per gli intellettuali: possono guarire". 'il Giornale': "Spetta a Luciano Moggi l'eredità degli Agnelli".

Strategie editoriali La stagione dei titoloni insultanti mostra la corda. Il pubblico sembra saturo, vuole di più. La prima mossa è di Feltri: lancia la prima pagina col sonoro. Nelle edicole convenzionate l'edicolante, con un sovrapprezzo di soli dieci centesimi, leggerà urlando al cliente il titolo di prima pagina. Per la giornata d'esordio il titolo è 'La sinistra sa solo grugnire', gli edicolanti più abili riescono a leggerlo imitando scherzosamente il verso del porco. 'Libero' passa al contrattacco. Arriva in edicola nella speciale carta piranha, che grazie alla sua composizione chimica divora le pile degli altri giornali. Feltri inventa il quotidiano arrotolato: arriva in edicola già pronto per essere dato in testa al lettore di sinistra gridandogli 'vergogna!'. 'Libero' non si lascia intimidire, e propone ai suoi lettori il formato lenzuolo, che ha un doppio pregio: è scritto in caratteri così enormi che anche le previsioni del tempo sembrano aggressive e insultanti, e se arrotolato ha le dimensioni e il peso di una clava.

Guerra delle firme Feltri lancia Amos Mannaggia, un ex pugile espulso dalla Federboxe perché si spacciava per peso mosca pur pesando centodieci chili. Prosa spiccia ma efficace, molto apprezzata dai lettori. Nel suo primo editoriale, intitolato 'Ostia!', Mannaggia replica così alle polemiche contro il governo: "Piantatela opur si non la piantate vi facio una faccia cusì, ostia!". Entusiasma la genuinità dello stile popolare, in contrasto con la prosa barocca e decadente degli intellettuali di sinistra. Non si fa attendere la replica di 'Libero'. Licenziato Marcello Veneziani (da un dossier non firmato, Maurizio Belpietro viene a sapere che si tratterebbe di un intellettuale, anche se Veneziani rifiuta di ammetterlo), viene assunto Hans Oberer, un perseguitato nazista che si è rifugiato in Argentina. Fa sensazione il suo elzeviro di esordio: "Foi tofete stare zitti, altrimenti io fi torko il collo fino a ke non fi pentite ti essere nati!", nel quale Oberer interviene nella polemica con il gruppo Repubblica-Espresso.

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