In Medio Stat Virtus

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lunedì, 30 marzo 2009
Luoghi comuni

Dopo il crollo del comunismo, è il momento di quello del luogocomunismo. Un sorprendente dato diffuso da Experian, una società  di servizi per la consulenza creditizia, ci informa che le famiglie della Liguria sono tra quelle che in Italia, anche in questi tempi di crisi, più onorano i debiti. Insomma, chi vive tra Ventimiglia e La Spezia, è più solvente dell'acquaragia. Cade dunque un pregiudizio antichissimo e ci auguriamo che sia il primo di una lunga serie, in quest'epoca di devolution fiscale (che non significa evadere le tasse con indosso il costume regionale).

Il ligure, quindi, non ha il "braccetto corto", come si è insinuato meschinamente per tanti anni: dalle regioni vicine, finalmente, orde di confinanti caleranno pieni di entusiasmo per farsi offrire un caffè, ottenere grossi sconti e magari anche ingenti prestiti. E' un momento bellissimo: non c'è infatti niente di peggio di una credenza sbagliata, se si esclude un tavolo che traballa. Ora ci aspettiamo tante altre novità , per quanto riguarda le nostre tradizioni regionali, che non possono di certo continuare a dormicchiare pigramente, anche perchè è ormai risaputo: il sonno della Regione genera mostri. L'analisi finanziaria, ma soprattutto antropologica, iniziata da Experian, ci rivelerà  probabilmente, nei prossimi mesi, aspetti comportamentali insospettabili nelle varie genti che costituiscono il popolo italiano: i napoletani in realtà  sono seri, lavoratori ed estremamente corretti; i milanesi cantano continuamente e tirano a campare; i sardi sono estroversi e spensierati, gli abruzzesi accondiscendenti e disponibili, i toscani hanno il massimo rispetto per i santi, gli umbri sono dei provetti navigatori, gli emiliani prediligono una dieta ipocalorica, i calabresi detestano il piccante, i veneti hanno una passione sfrenata per gli extracomunitari, i torinesi sono veraci e scontrosi (altro che falsi e cortesi). Non ci resta quindi che aggrapparci ai luoghi comuni degli altri, sperando che non cambino: i francesi hanno la puzza sotto il naso, i tedeschi sono molto rigidi e gli svizzeri sono puntuali e fanno un'ottima cioccolata. Dopo i grandi cambiamenti climatici ed economici, quelli dei caratteri regionali saranno la vera, rivoluzionaria innovazione nazionale.

E il romano? Com'è diventato oggi il romano? L'antica sigla S.P.Q.R. si può tradurre ai giorni nostri Silenziosi, Pazienti Atque Riservati. Venisse composta ora "la società  dei magnaccioni", una fra le canzoni più celebri nel descrivere la personalità  degli abitanti dell'Urbe, suonerebbe pressappoco così: "Nun ve movete, se spostamo noi/ li giovinotti de 'sta Roma bella/ semo ragazzi calmi ed educati/ che le ragazze vonno rispettà ...". Si tratta di mutazioni forse inevitabili ma che, in molti casi, fanno perdere fascino e simpatia a chi le subisce. E poi non è detto che il cambiamento si fermi qui. L'evoluzione è come il debito pubblico: non si ferma mai. Magari, di qui a cento anni, noi Italiani (un piccolo cambiamento oggi, un piccolo cambiamento domani), ci sveglieremo una bella mattina trasformati in svedesi. A quel punto, dovremo accettare la realtà  dei fatti. Indubbiamente, il ragù fatto con la carne di renna rimane un filo pesante, ma si sa: paese che vai, usanza che trovi.

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dito ar qlo

domenica, 29 marzo 2009
Delitti d'Italia

I telegiornali dei giorni scorsi hanno accolto con smisurata eccitazione la notizia di un nuovo delitto a Garlasco: il cadavere di una donna seminuda trovata in un canale. La parola 'seminuda', secondo gli studi di settore, vale da sola almeno due punti di share, ed è per questa ragione che i cadaveri di donne vestite hanno uno smercio mediatico molto più scadente, e a volte vengono riconsegnati ai parenti con qualche parola di rimprovero.

Ma è soprattutto alla parola 'Garlasco' che le casalinghe lasciano cadere in terra la pentola con i broccoli emettendo un urlo di orrore, anche se la televisione sta dando la notizia di un ingorgo stradale. Il secondo delitto di Garlasco spalanca dunque le porte a un nuovo filone della cronaca nera, quello dei delitti-bis commessi nello stesso luogo già  teatro di crimini di grande gradimento popolare. Vediamo i principali casi di sicuro successo.

Il secondo delitto di Erba Nella villetta degli orrori, così chiamata a causa della impressionante bruttezza, i nuovi inquilini litigano con i nuovi dirimpettai perchè stendono i panni sulla parabolica oscurando 'Amici' di Maria De Filippi. Li sterminano con il topicida e danno fuoco alla tangenziale per cancellare le prove. Vengono arrestati due rumeni che assomigliano in modo impressionante a Olindo e Rosa.

Il secondo delitto di Cogne Nella baita degli orrori, posta accanto a casa Franzoni e così detta perchè ospita la più grande collezione italiana di nani da giardino, un padre orco violenta per 3 mila volte la figlia proprio come quello austriaco, ma tutte e 3 mila nello stesso giorno. Si giustifica sostenendo di essere davvero un orco e di avere recitato in 'Shrek' come doppiatore, ma non viene creduto. Vengono arrestati due rumeni molto somiglianti ai due arrestati di Erba. Tutte le persone coinvolte nel caso, compresi gli inquirenti, sono seminude, e grazie a questo particolare il secondo delitto di Cogne conquista l'apertura dei telegiornali per due mesi.

Il secondo delitto di Perugia Nella casa degli orrori, così chiamata perchè appartiene alla famiglia Orrori, il capofamiglia Luigi Orrori lascia la figlia diciottenne sola in casa per andare a lavare la macchina. Lei, con una sua amica studentessa americana molto avvenente, organizza un festino a base di salsicce e tequila. Ma non succede assolutamente niente, e la famiglia Orrori riceve una nota di protesta dalla Federazione della Stampa, danneggiata dal mancato delitto. Fortunatamente, un mese dopo, il fratello quattordicenne della studentessa compie una strage nel suo college in Nebraska. Particolare raccapricciante, ha sbagliato college: non era il suo. Data la particolare gravità  del delitto, questa volta non vengono arrestati due rumeni, ma tre, uno dei quali non assomiglia a nessun altro rumeno e per questo viene accusato di essersi sottoposto a plastica facciale per sfuggire agli inquirenti.

Il secondo branco di cani randagi a Modica Rilasciati tra le polemiche da un magistrato per decorrenza dei termini, i cani randagi di Modica ricostituiscono il branco, questa volta rinforzato da un paio di puma fuggiti da un circo, e sbranano due rumeni seminudi, quasi identici ai due rumeni sospettati del delitto di Cogne perchè molto somiglianti ai due rumeni di Erba. Il centrosinistra chiede l'aggravante razziale. La Lega propone la castrazione chimica di tutti i cani siciliani. Il branco omicida viene recluso nel canile degli orrori, così chiamato perchè è gestito da una anziana animalista inglese che non si pettina dal 1985.

Il terzo delitto di Erba Viene commesso a Cogne da uno squilibrato di Garlasco, ma viene chiamato 'terzo delitto di Erba' perchè sia l'assassino che la vittima odiano i vicini di casa. L'atroce delitto viene consumato in una villetta seminuda. Viene arrestato un solo rumeno. L'altro ha un alibi di ferro: non è rumeno.

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dito ar qlo

giovedì, 26 marzo 2009
Puttane & spose

soragemma

Eh, bei tempi

Non che siano cambiati in effetti ... dalle lire c'è stato l'adeguamento (all'eccesso) per l'euro e anche i prezzi delle signorine sono cambiati. Dalle "trenta di bocca e cinquanta d'amore" del vecchio conio le lavoratrici autonome sono passate, rispettivamente, a trenta e cinquanta euro.

Eppure il prodotto è sempre lo stesso, non è che dalla raccolta ai campi fino al mercato rionale è passato per varie filiere e quindi sono aumentati i costi. Però, sono aumentati del 100%. Perchè da quando c'è l'euro è tutto raddoppiato (chi doveva vigilare non ha vigilato, in quanto padrone dei vari supermercati e centri commerciali, quindi chi controlla il controllore ?), quindi anche i prezzi delle lavoratrici autonome è lievitato. In fin dei conti debbono anche loro mangiare, vestirsi, mettersi sul mercato e combattere l'agguerrita concorrenza straniera. E, in questi tempi di crisi, qualcuna azzarda anche il 3x2, dove ogni due cospicue  "consumazioni" la terza è in omaggio. Insomma anche loro si fanno un culo così per arrivare a fine mese, dove ogni piccolo centesimo risparmiato è tutto sudore della fronte.

Ben diversamente da chi conduce una vita al di sopra degli altrui mezzi, spesso essendo regolarmente sposate, non disdegnano di accompagnare uomini in ristoranti, teatri e piano bar, per poi conceder loro una mezz'ora di ludico intrattenimento in una lussuosa stanza d'albergo. Se vogliamo fare un'analisi dei costi, quest'ultimo genere di lavoratrici autonome sono ben più costose ... soprattutto per le tasche degli italiani, visto che spesso e volentieri queste spese vengono poi detratte dalle note spese dei vari deputati, provenienti dai più disparati paesini della penisola italica e si ritrovano soli e sconsolati nella grande metropoli.

A questo punto la domanda sorge spontanea: chi è la vera puttana ?

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donne, sesso, sex , dito ar qlo

mercoledì, 25 marzo 2009
Cos'è un bacio ?

Il bacio è un intimo segreto che viene sussurrato sulle labbra, è una sinfonia per due, mentre tutto il resto è silenzio. Il bacio può essere profondo come gli abissi marini, fino a sfiorare il proibito, essendo l'anticamera di un'intimità  più grande. Ma è indubbio che la donna veda nel bacio più significati di quelli visti dall'uomo.

Ok, ma cos'è realmente un bacio ?

Per i romantici è un apostrofo rosa fra le parole t'amo, un segreto detto sulle labbra, una gioia intollerabile, il mare del cuore che annuncia la marea. E' come la musica, il solo linguaggio universale, la più alta poesia dell'amore.

Per i medici è un fenomeno che mette in moto 34 muscoli, può provocare fino a 120 battiti cardiaci al minuto e fa smaltire 6,4 calorie al minuto.

Per gli antropologi è un segnale affettivo che viene dalla antica abitudine degli uomini preistorici di nutrire i piccoli passandogli il cibo sminuzzato attraverso la bocca.

Per i biologi è un fatto chimico: la donna sceglierebbe il partner ideale per la riproduzione "assaggiando" la sua mappa genetica.

Per i grandi amatori è solo un atto erotico e può essere catalogato nei tipi a ventosa, a farfalla, mordicchiato, soffiato o ad altalena (mentre nel Kamasutra sono indicati i tipi toccante, rotato, premuto e combattuto)

Per i mafiosi è un segno di complicità  e di rispetto (un famoso politico italiano è stato una volta accusato di aver baciato un superboss mafioso e questa accusa è sembrata più grave di un crimine).

"Baciamo le mani!" è anche un'espressione di saluto.

Non parliamo poi del bacio di Giuda, del bacio accademico, del baciamano ormai in disuso, del bacio sull'anello del Cardinale, del normalissimo bacio sulla guancia per salutare (2 baci su 2 guance in Italia!, quantità  diverse in nazioni diverse, baci sulle labbra nel nuovo Continente e in Russia), degli affettuosissimi baci che si danno ai bambini o dei provocatori baci sul collo.

E per i magistrati?

Per i magistrati il bacio può essere un reato (almeno se è dato contro la volontà  di chi lo riceve). La Corte di Cassazione infatti dice che diventa violenza sessuale se in realtà, anzichè essere diretto alla guancia, zona non erogena, il bacio mirava alle labbra e solo il fatto che la donna lo abbia schivato ha fatto sì che il contatto sia avvenuto solo con la guancia. La stessa Corte ha detto però che l'uomo che animato da sincero amore provi a baciare la donna di cui è innamorato non può essere accusato di molestia se la vuole sposare.

Un bacio e' un apostrofo rosa fra le parole "ti", e "trombo" !!!

I baci non durano. Saper cucinare si'.

Il bacio e' l'unica cosa dolce che non fa cariare i denti.

E per me ?

Per me il bacio è un punto di contatto, un modo per rafforzare un amicizia, è il riconoscere una persona amica, un modo di comunicare ... peccato che non tutte le persone la pensano come me ...

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donne, io , sesso, vita a 2

lunedì, 23 marzo 2009
Finchè Giove non vi separi

Finchè Giove negativo non vi separi: un marito di Savona ha chiesto la separazione dalla moglie, perché lei è ossessionata dagli oroscopi, al punto da condizionare la vita familiare e l’educazione dei figli. Insomma, siamo passati, nel giro di qualche decennio, dal metodo Montessori a quello Barbanera. Sulla base delle previsioni astrologiche, a quel che dice il marito esasperato, la signora decideva se mandare o meno i figli a fare attività sportiva, se invitare i parenti, se uscire per andare al cinema, se cucinare la parmigiana per cena (con Urano in terza casa, può essere pericolosissimo).

Del resto, conoscere il futuro è da sempre una delle principali ambizioni dell’essere umano e dell’italiano in particolare: se l’astrologo ti dice che lei ha un altro, allora è inutile impegnarsi per quel mutuo prima casa. È tradizione nazionale aspettare un aiuto dall’esterno per risollevare la situazione, per risolvere un problema: che si tratti degli influssi planetari o della rottamazione, poco importa. Per di più, in questo momento di grave crisi globale, affidarsi all’irrazionale può essere una via d’uscita da non sottovalutare. Se non dovessero, ad esempio, funzionare le misure anticrisi che il governo sta varando in questi giorni, un ministro potrebbe in futuro presentarsi alla Camera e, allargando le braccia, dire: «Non è colpa nostra, purtroppo il transito di Plutone non ci ha permesso di realizzare il programma. Speriamo nella Luna in Capricorno il prossimo mese...».

I ritmi di vita del povero savonese devono essere stati un inferno: anche per fare l’amore bisognava aspettare il trigono tra Marte e Venere. Sembra inoltre che, tra le altre fissazioni, la moglie in questione pretendesse di selezionare le amicizie sulla base dell’intesa zodiacale, idea che, se venisse estesa alla politica, eviterebbe tantissimi problemi ad entrambe le coalizioni. Gli avvocati divorzisti, interpellati dai giornalisti, affermano che le "fissazioni" di un coniuge, per la Giurisprudenza, benché assurde e insopportabili, difficilmente incidono sul calcolo degli alimenti (vengono infatti definite dalla Cassazione "bagatellari", termine che non dà l’idea di motivazioni inattaccabili). Ci sembra giusto, se dovessero influire sugli alimenti le fissazioni dell’ex, sarebbe la fine degli assegni di mantenimento: la passione per il calcio comprendente le amichevoli estive, l’obbligo dei sabato pomeriggio all’outlet, l’integralismo alimentare, l’attrazione per il cinema iraniano, l’ascolto reiterato del brano "Tutto quello che un uomo" di Sergio Cammariere diventerebbero infatti motivi più che validi per chiudere il portafogli dopo un divorzio. Alle manie nell’ambito della vita coniugale, come alle sostanze stupefacenti, dovrebbe essere applicato il concetto di "modica quantità".

E poi, diciamola tutta: anche il marito savonese, in questa bizzarra vicenda, ha le sue innegabili responsabilità. Se infatti, prima di sposarsi e di legare per sempre la propria esistenza ad una oroscopo-dipendente, avesse controllato su una rivista del settore o su Internet l’affinità di coppia astrologica con la sua futura signora, probabilmente non si sarebbe arrivati a questo punto.

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domenica, 22 marzo 2009
Cosa ci vedi dentro ?

Rorshach

Cosa ci vedi dentro ? Un'immagine così lascia spazio alla fantasia, passando da un ambiente ittico ad altri ambienti sempre situati in profondità.

Fatto sta che questa è una delle tante immagini che vengono proposte a una persona nel momento in cui mette piede dentro uno studio di psicologi. Trattasi delle famose macchie di Rorshach con le quali, se dai l'interpretazione errata, ti giudicano pazzo e totalmente inaffidabile, nonchè maniaco sessuale e depravato.

Ma con immagini così che vai a dire ? Che ti sembra un misto di paranza servito su un letto di lattuga e salmone ? Va da sè che anche se ti sembra che sia la cosa più ovvia cerchi di andare per estrusione visiva, cerchi di vedere oltre, cerchi soprattutto di essere normale. Perchè gli anormali sono proprio gli psicologi, che cercano in ogni virgola del tuo discorso un appiglio per farti sembrare un essere anomalo, quindi bisognoso di cure e di essere ricoverato in cliniche specializzate e curato con anti depressivi. Nonchè renderti la vita, che fino ad ora è stata normale, un inferno.

Ti fanno sdraiare sul quel lettino, ti ipnotizzano a parole, ti fanno scavare dentro la tua infanzia, rovistano e rovesciano la tua vita come un calzino, ti insidiano in mente dubbi esistenziali, ti alterano il tuo rapporto di vita con genitori e amici, ne esci alla fine convinto che sono tutti contro di te, che il mondo è popolato di mostri deformi, di novelli zombie che vagano per le strade, pronti a far loro la tua vita e il tuo animo, a succhiarne ogni linfa vitale per renderti schiavo e succube dei tuoi propri incubi.

Esiste un modo solo per combatterli: lo scetticismo, far vedere quello che vogliono vedere, rendere uno psicologo soddisfatto del proprio lavoro e nel momento in cui esci dal loro studio, farsi una risata e pensare "che si fottano", perchè nessuno può alterare il mio mondo con un'immagine distorta della realtà.

Cosa ci vedi dentro ? Io una frittura di pesce ... e voi ?

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donne, io , sesso, sex , curiosità

sabato, 21 marzo 2009
Stalking & dintorni

L'introduzione del reato di stalking, che punisce le molestie gravi e reiterate, sta riscuotendo grande successo tra gli italiani, che finalmente hanno un'arma legale per difendersi. Ecco i casi più eclatanti all'esame della magistratura.

Gasparri Le denunce sono così numerose che è possibile ritirare presso i posti di polizia un modulo prestampato. Si deve barrare la casella relativa al numero di apparizioni televisive indesiderate di Gasparri (1: più di dieci; 2: più di cento; 3: ho perso il conto; 4: troppe comunque; 5: una sola ma veramente spaventosa) e allegare le spese di riparazione del televisore centrato dal lancio di una scarpa. I moduli per denunciare Capezzone e Cicchitto sono disponibili sia singolarmente sia in un kit cumulativo (Gasparri-Capezzone-Cicchitto) che rende possibile anche le aggravanti del reato associativo. Al vaglio degli inquirenti il caso di un invalido di Pordenone, immobilizzato a letto, che sostiene di avere visto il trio, a notte fonda, riunito in un'unica inquadratura, con la stessa cravatta, mentre pronunciava la stessa dichiarazione.

Blacking Quanti di noi, pur non avendone alcuna intenzione, sanno tutto della maglietta indossata da Amanda durante la sesta udienza del processo di Perugia, delle pantofole della Franzoni, degli scatti fotografici di Alberto Stasi sulla tour Eiffel nel corso di un weekend a Parigi, di quale detersivo usavano Olindo e Rosa per lavare il balcone ? Grazie al reato di blacking, è finalmente imputabile chiunque diffonda cronaca nera in misura molesta e continuativa, producendo turbe emotive in milioni di persone convinte di essere in pericolo di vita perché il vicino di casa gli fissa le scarpe in ascensore. Già agli arresti domiciliari Bruno Vespa.

Spotting Lo spotting è la variante pubblicitaria del reato di stalking. Riguarda tutti quegli spot pubblicitari che vanno in onda più di venti volte al giorno e hanno contenuti di particolare efferatezza, tipo la banca dove i clienti ballano per la felicità appena entrati nell'atrio, l'assicurazione che illumina le vittime di una catastrofe con un raggio miracoloso, la scema che cammina a piedi nudi sul tetto delle macchine, la ninfomane che rinuncia volentieri alle mutande ma non al suo orologio, l'idiota che canta un allegro motivetto perché mangia lo yogurt, e altre situazioni di demenza sociale proposte come momenti edificanti. Tra le pene previste per questo reato, particolarmente odioso, l'obbligo per tutti i dipendenti dell'agenzia pubblicitaria imputata di recarsi ogni mattina in questura mimando davanti agli agenti lo spot di loro ideazione. Uno dei più celebri e pagati copy milanesi ha dovuto ballare nudo sul tetto di una Volante, cosparso di yogurt, cantando "amo la mia banca" e ferendosi con una roncola per attirare la benevolenza della sua compagnia di assicurazione.

Berlusconi Nel suo caso è limitativo parlare di stalking, e i giuristi preferiscono il neologismo mass-balling, mutuato dalla formula 'massacrare le palle'. È stato calcolato che ogni italiano è perseguitato dalle immagini e dalle parole di Berlusconi in misura tale da non poter trovare rifugio neanche nella cabina armadio. Politica, calcio, televisione, edilizia, assicurazioni, banche, chirurgia estetica, barzellette: non esiste comparto nel quale non sia obbligatorio imbattersi in questo singolare ometto sorridente che ti spiega quello che devi fare, aggiungendo che comunque non riuscirai mai a farlo meglio di lui. Protetto dal Lodo Alfano, il premier non può essere processato. Lo spiegherà a reti unificate, sorridendo e battendo una mano sulla spalla di un figurante, seduto al suo fianco, che rappresenta l'italiano medio.

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dito ar qlo, anti-berlusca

martedì, 17 marzo 2009
Auto ... rigenerazione

L’invito a togliere ogni limite alla ricerca scientifica da parte del presidente Barack Obama, è stato immediatamente accolto dagli scienziati americani: l'Università del Mississipi meridionale di Hattiesburg, ha annunciato dalle pagine di Science l'invenzione della vernice per automobili che si auto-ripara. Il vescovo Brown della diocesi di Boston ha immediatamente condannato la scoperta, ottenuta attraverso esperimenti sulle cellule embrionali di un cofano. Si tratta di una tappa importantissima verso l'obiettivo finale: l'Arbre Magique che profuma in eterno. In pratica, se la vernice di un'autovettura subisce un graffio, questo scomparirà da solo un'ora dopo essere stato esposto al sole. In fin dei conti, la stessa cosa che capita all'affiliato di una cosca, quando scadono i termini di detenzione preventiva.

Il nuovo rivestimento è costituito da chitosano, un polimero contenuto nel guscio di granchi e gamberetti. Quindi, la carrozzeria sarà intonsa, ma si avrà la sensazione di guidare una frittura mista. C'è purtroppo un risvolto negativo, come ci spiega il professor Marek Urban: l'abrasione si potrà auto-rimarginare una sola volta. Il concetto di "Una Tantum" così caro al leader del Pd Dario Franceschini, poco apprezzato in patria, riceve quindi l'approvazione della comunità scientifica internazionale. Sembra peraltro che i tecnici della Fiat, da sempre attenti alle innovazioni, abbiano chiesto informazioni ai colleghi d'oltreoceano sulla possibilità di applicare il principio di "auto-riparazione" anche ai bilanci aziendali. Grande, invece, è la preoccupazione delle associazioni di carrozzieri che, con un comunicato, hanno evidenziato i possibili danni che la categoria potrebbe soffrire a causa di questa clamorosa innovazione: allo studio del Governo l'ipotesi di un sussidio "verniciatura a fuoco" per fronteggiare l'eventuale crisi del settore. Anche il Comitato Nazionale "Vandali del metallizzato", che riunisce tutti coloro i quali con le chiavi di casa sfregiano impunemente portiere e cofani, ha annunciato l'apertura di un gruppo di protesta su Facebook.

L'arrivo sul mercato di questa sorta di botulino automobilistico ci fa inevitabilmente riflettere su come siano cambiati i tempi. Il graffio sulla fiancata è senza dubbio uno dei peggiori incubi del nostro popolo. Adesso, grazie al chitosano, l'immagine dell'Italiano che delicatamente, quasi affettuosamente, accarezza la carrozzeria con la pasta abrasiva rischia di scomparire per sempre e di entrare a far parte di un vecchio album di ricordi, dal titolo Italian Graffiati. L'équipe del professor Urban garantisce che, in futuro, l'invenzione potrà essere utilizzata anche per rivestire mobili, pareti, cristalli e attempate soubrette. Ci auguriamo che il brillante risultato raggiunto dagli studiosi statunitensi sia di buon auspicio per il Centro Ricerche della Normale di Pisa, che ormai da anni lavora all'ambizioso progetto di un tappetino auto che si sbatte da solo sui muretti per pulirsi. Siamo comunque convinti che in Italia questa nuova vernice riscuoterà un grande successo, anche perché, oltre ad avere un'indiscutibile utilità, tocca una caratteristica radicata nella nostra mentalità, in politica come in economia o nella vita quotidiana: la speranza che, prima o poi, le cose si aggiustino da sole.

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lunedì, 16 marzo 2009
Crisi ? La soluzione italiana

Ripartire dal mattone: come non averci pensato prima? L'Italia è un paese poco costruito, dalle coste ancora vergini, mai lambito dalla speculazione edilizia. Ecco dunque il piano governativo per dare finalmente un futuro a un settore ancora ai primi passi.

Aumento della cubatura Ogni italiano, ha spiegato Berlusconi, potrà aumentare del 20 per cento la cubatura della propria casa. Il sistema più pratico è sfondare una parete e annettersi una stanza del vicino, il quale a sua volta si rivarrà con un altro vicino. Il condomino più esterno, non potendo espandersi ai danni di alcuno, costruirà un'enorme protuberanza sulla facciata, oppure sfonderà il tetto erigendo un superattico. Il classico circolo virtuoso che imita il modello del termitaio: ogni palazzo aumenterà di dimensioni fino ad assumere la tipica forma di un gigantesco panettone bitorzoluto. Gli esperti del governo suggeriscono di aggiungere alla malta grandi quantità di lievito: un locale di venti metri cubi potrà gonfiarsi, in una sola notte, fino alle dimensioni della Sagrada Familia.

Lodo Alfano Previsto per le tre più alte cariche dello Stato, ora è esteso anche ai geometri. Il primo a usufruirne è un geometra di Conegliano Veneto che ha progettato centinaia di ville bianche con portico ad arco, infissi di alluminio, botti interrate e pozzo finto, il tutto sopraelevato su montarozzi di terra lungo la Statale. Condannato dalla Corte dell'Aja per crimini contro l'umanità, detto "il Milosevic della carta millimetrata", noto per avere suggerito a un cliente di perlinare anche l'automobile in tinta con la tavernetta, ora è libero di esercitare e non è più costretto a lavorare solo per una ristretta clientela di non vedenti.

Villette a schiera interregionali Evoluzione della normali villette a schiera. L'idea è di costruire una fila di villette a schiera così lunga da unire diverse regioni. Il primo lotto dovrebbe partire da Torino e raggiungere Trieste, interrando autostrade e ferrovie per non interrompere la continuità tra le siepi di ligustro e le fioriere con le petunie (l'Ansaldo ha già progettato fioriere di dieci chilometri). Poiché già nelle attuali villette a schiera sono pochissime le famiglie che riescono a rincasare ogni sera in quella giusta, è stato affrontato e risolto il problema dell'orientamento: due enormi videocitofoni (uno a Torino, uno a Trieste) daranno indicazioni ai proprietari che avessero percorso l'intera tratta senza riconoscere il proprio portone.

Clonazione Ogni comune italiano, anche se piccolissimo, potrà finalmente costruire una città satellite nei pressi dell'attuale centro abitato, sul modello di Milano Due, con laghetto dei cigni, vialetti e ponticelli, e palazzi di dieci piani con facciata a specchio per riflettere laghetto, vialetti e ponticelli. I sindaci dei paesi di montagna si sono detti interessati ma hanno chiesto di potere imbragare con reti metalliche i caseggiati sospesi sui dirupi.

Ponte sullo Stretto Ospiterà anche una pista ciclabile, un tram a cavalli, un percorso-vita per i pedoni e un autogrill con specialità di pesce. Sul modello di Ponte Vecchio a Firenze, sono previste anche aree commerciali con botteghe di lusso, e vie di fuga per gli abusivi inseguiti dai commercianti. A causa del pittoresco affollamento di turisti e di curiosi, le automobili potranno evitare di ingorgarsi sul Ponte ricorrendo al pratico sistema di traghetti già in uso.

Lego In previsione dell'esaurimento delle scorte di calcestruzzo, verranno immessi sul mercato nuovi Lego giganti, a sei buchi e quattro buchi, con i quali ogni italiano potrà edificare una villa rossa e gialla, personalizzata.

Pollaio Il tradizionale condono del pollaio, trasformato in villetta per gli ospiti, verrà facilitato con l'introduzione di una nuova figura giuridica: la gallina intestataria di prima casa.

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dito ar qlo, anti-berlusca

martedì, 10 marzo 2009
Oscuramento della rete ?

Entro un mesetto alla Camera si dovrebbe votare sul decreto sicurezza già approvato al Senato: per intenderci, quello che legalizza le ronde e chiede ai medici di denunciare i clandestini. Ma nel pacchetto che si discuterà a Montecitorio c'è anche una norma che sta facendo molto discutere in Rete: un emendamento scritto da Gianpiero D'Alia (Udc) che prevede l'oscuramento completo di tutti i siti in cui ci sono apologie di reato o istigazioni a delinquere. Infilato all'ultimo minuto, l'emendamento D'Alia avrebbe un effetto esplosivo perché consentirebbe alla Polizia Postale di chiudere in Italia non solo siti come Facebook e YouTube, i cui contenuti sono prodotti dagli utenti e che quindi non mancano di componenti scorrette, ma anche migliaia di blog dove basterebbe un commento 'sbagliato' inserito da un lettore per far abbassare la serranda all'intero sito.

Non è un qualcosa di già visto e sentito questo emendamento ? Basta dare un'occhiata a qualsiasi testo di storia ed ecco le analogie.

Quando nel 1946 i Costituenti si misero al lavoro per scrivere la Costituzione Repubblicana del 1948, avevano le idee molto chiare in materia di libertà di manifestazione del pensiero. Necessitava una rottura con l’ordinamento fascista, nato sotto la vigenza dello Statuto Albertino del 1848 (una sorta di "Costituzione flessibile", cioè modificabile con legge ordinaria) nel quale mancava totalmente una norma che garantisse la libertà di manifestazione del pensiero, intesa come diritto dell’individuo. D’altro canto, le leggi del fascismo fin dal 1923 avevano conferito ai Prefetti (che costituiscono l’articolazione periferica del Governo) un potere pressoché assoluto di procedere al sequestro di quotidiani e periodici, nonché all’allontanamento dei loro direttori. Un potere reso possibile dalla timidezza con cui l’art. 28 dello Statuto Albertino pretendeva di garantire la libertà di stampa ("La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi").

La rottura col passato fascista avvenne con la formulazione dell’art. 21 Cost., comma 1°, secondo cui "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" (si badi bene: "ogni altro mezzo di diffusione", come è oggi internet). Un diritto costituzionale di tutti, quindi, non di una ristretta cerchia di soggetti assunti da giornali costantemente sotto il tiro dei prefetti. E per la stampa veniva prevista al comma 2° una libertà incondizionata: "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure", ossia i due istituti utilizzati sistematicamente dai prefetti fascisti.

Tuttavia, i Costituenti sapevano bene che la rottura definitiva col Ventennio fascista poteva avvenire soltanto stabilendo inequivocabilmente, e a livello costituzionale, l'assoluta incompetenza di qualsiasi organo facente capo al Potere Esecutivo (come sono i prefetti) di intervenire in materia di libertà di stampa. Nacque così il terzo comma dell’art. 21 Cost., il quale stabilì che la stampa può essere oggetto di sequestro "soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi". In altre parole, limitazioni alla libertà di stampa possono provenire soltanto dal Potere Giudiziario, ossia da quella magistratura che secondo l’art. 104, comma 1, Cost. "costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere", segnatamente dal Potere Esecutivo.

E in armonia con quanto stabilito dall’art. 21 Cost., con legge n. 645 del 1952 (art. 8) il legislatore conferì alla magistratura il potere di sequestrare giornali, pubblicazioni o stampati utilizzati per l’apologia del fascismo. Una legge significativamente intitolata "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione", ossia quella che vieta "la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista". Questo rappresenta l’unico caso in cui la magistratura può sequestrare un giornale o un periodico, in obbedienza al precetto costituzionale che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista.

Alla fine degli anni ’90 il fenomeno internet dilaga. La Rete diventa strumento privilegiato di diffusione del pensiero. Il legislatore interviene con la legge n. 62 del 2001, dando all’art. 1, comma 1°, la definizione di "prodotto editoriale", includendovi il sito internet. Stabilisce al comma 3° che al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’art. 2 della legge sulla stampa (ossia indicazione, su ogni stampato, di luogo, data di pubblicazione, nome del proprietario), nonché l’obbligo di registrazione presso il tribunale (l’obbligo di cui all’art. 5 della legge sulla stampa) nel caso in cui il prodotto editoriale venga "diffuso al pubblico con periodicità regolare".

Qui appare evidente la tendenza del legislatore ad accostare la libera manifestazione del pensiero veicolata tramite la Rete al concetto di "stampa". Una tendenza di cui il legislatore non può fare a meno, se vuole in qualche modo controllarne i contenuti, che però produce alcuni "effetti indesiderati". Primo fra tutti, l’imbarazzo di quei magistrati che per oscurare un sito attraverso cui viene commesso un reato (in genere la diffamazione) sono soliti ricorrere al sequestro preventivo, strumento di carattere generale che la magistratura può sempre utilizzare sul presupposto che "la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati" (art. 321 del codice di procedura penale). Insomma, uno strumento utilizzabile per qualsiasi tipo di reato. Per capirci, è lo strumento che permette al magistrato di sequestrare l’immobile che il proprietario adibisce a deposito di droga.

L’imbarazzo deriva dal fatto che quanto più la libertà di manifestazione del pensiero in Rete viene dal legislatore accostata al concetto di "stampa", tanto più finisce per godere di una tutela rafforzata (di natura costituzionale: art. 21, comma 3°) che impedisce l’applicazione dell’art. 321 del codice di procedura penale (che ha valore di legge ordinaria). Come già detto, attualmente l’unico reato per il quale la magistratura può procedere al sequestro (e alla chiusura) di un giornale o periodico è l’apologia del fascismo, caso previsto in esecuzione di quella norma costituzionale che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista. Non, ad esempio, la diffamazione, reato che potrebbe costituire presupposto per un sequestro preventivo solo dissociando nettamente la Rete dal concetto di "stampa" (cosa che il legislatore non ha mai fatto e non farà mai).

Tutto questo aiuta a comprendere quanto grossolana sia l’incostituzionalità del cosiddetto emendamento D’Alia, ossia l’art. 50 bis del disegno di legge sulla sicurezza in corso di approvazione al Senato. La norma stabilisce che"Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato […] e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il ministro dell’Interno […] può disporre con proprio decreto l’interruzione dell’attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine".

Ma la grossolana incostituzionalità non sta tanto nel voler sostanzialmente prevedere un’ipotesi di sequestro al di fuori di una norma costituzionale (come quella che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista e che ha ispirato, come si è visto, l’art. 8 della legge n. 645 del 1952, che consente alla magistratura di sequestrare pubblicazioni o giornali che inneggiano al fascismo). La grossolana incostituzionalità sta nel voler attribuire il potere di sequestro di un sito internet, che è mezzo di diffusione del pensiero (sempre più assimilato dallo stesso legislatore al concetto di "stampa") al ministro dell’Interno, che è organo del Potere Esecutivo.

E’ il ripristino del potere di sequestro che vigeva nel regime fascista, conferito questa volta a livello centrale (ministro anziché prefetti). Nella irreversibile tendenza ad accostare la libera manifestazione del pensiero in Rete al concetto di "stampa", il legislatore è arrivato ad attribuire al Potere Esecutivo ciò che l’art. 21 Cost. attribuisce in via esclusiva al Potere Giudiziario. Tra l’altro, si noti come l’emendamento preveda, contro il provvedimento di sequestro emesso dal ministro, la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria. Insomma, il Potere Giudiziario, costituzionalmente titolare del potere di sequestro in materia di stampa, addirittura degrada ad organo di riesame.

Ammesso che tale norma venisse approvata, avrebbe certamente vita breve: la Corte Costituzionale ne rileverebbe l’incostituzionalità. Ma in attesa della decisione della Consulta, quella sciagurata norma sarebbe destinata a lasciare parecchi feriti sul campo, e a far retrocedere ancora l’Italia nella classifica mondiale della libertà di stampa. Paragoni con paesi come Cina, Birmania, Corea del Nord sono sempre meno azzardati.

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sociale, anti-berlusca

Cementificazioni & nucleare

Circa il 15 per cento degli elettori che nel 1987 votarono contro il nucleare sono ormai deceduti, dunque la consultazione va considerata nulla. Con questa motivazione il governo ha sgomberato il campo da un'inutile disputa, dando il via al piano per le nuove centrali nucleari.

Centrali francesi Berlusconi ha acquistato dalla Francia quattro centrali nucleari di terza generazione, con la formula 'usato sicuro'. A ogni centrale verrà allegato il libretto di istruzioni in francese. In omaggio un impianto hi-fi, con sirene d'allarme d'autore (Gilbert Becaud e Charles Trenet, prediletto da Berlusconi). Le quattro centrali verranno smontate dagli attuali siti d'Oltralpe: i bulloni arrugginiti verranno trattati con lo Svitol. Tutti i pezzi saranno numerati, trasportati attraverso il Monginevro da un corteo di elefanti nel corso dell'operazione 'Memorial Annibale', infine rimontati insieme agli altri pezzi in quattro siti italiani. A Caorso, dato il costo eccessivo dello smantellamento dell'attuale centrale, la nuova centrale verrà sovrapposta alla precedente, ottenendo un suggestivo edificio alto 350 metri. Per gli altri tre siti, forti candidature di Sicilia, Calabria e Campania, dove gli appalti sono prenotati da tre misteriosi consorzi (Lupara spa, Aspromonte Limited e New Gomorra). Particolarmente ambiti gli enormi piloni di calcestruzzo, dentro i quali, secondo gli studi di fattibilità, possono trovare spazio fino a 300 cadaveri per pilone.

Centrali mobili Per evitare inutili discussioni tra le diverse regioni, verranno costruite anche dieci centrali mobili, trasportabili su ruote. A rotazione, ogni località italiana potrà così avere il suo sito nucleare, il cui festoso arrivo sarà preannunciato dalla banda dei carabinieri e accolto dalla benedizione del parroco.

Centrali domestiche Sul modello dell'eolico e del fotovoltaico, il governo punta all'installazione di migliaia di centrali nucleari domestiche, con manutenzione a cura delle famiglie. Indossando il pratico scafandro protettivo, il capofamiglia ogni mattina provvederà a lubrificare il reattore e a mettere una pastiglia di uranio arricchito nell'apposito buco. La moglie provvederà ad aggiungere l'ammorbidente. Molto richiesti il modello Harry Potter, che trasforma i vicini di casa in pitoni e piace molto ai bambini, e il modello Suv, molto gradito dai maschi sulla quarantina perché rumoroso e ingombrante: durante la fusione si sposta per casa travolgendo ogni ostacolo. Più ardua del previsto la vendita del modello Chernobyl, voluto dal premier in persona per cementare l'amicizia italo-russa.

Scorie Basta non ingerirle, spiega il ministro Scajola, per evitare le conseguenze più gravi. L'importante è smaltirle a regola d'arte: accanto ai tradizionali contenitori per vetro, plastica, carta e umido, verrà aggiunto uno speciale cassonetto per le scorie. Si tratta di un tunnel profondo dieci chilometri, che si addentra nelle viscere della terra e sbocca negli speciali caveau 'Jules Verne', anche quelli di ideazione francese. La massaia, dopo avere depositato gli altri rifiuti nei relativi cassonetti, si lascerà scivolare lungo il tunnel fino alla profondità richiesta, abbandonerà il suo sacchetto di scorie e risalirà in superficie il giorno successivo, scortata da agenti speciali. In caso di embolia potrà rivolgersi alle autorità sanitarie.

Fonti alternative Il ritorno del nucleare non impedirà al governo di investire sulle fonti alternative. Da Sarkozy arriva un prezioso suggerimento: il camembert, specie se lasciato al sole, sprigiona vapori oleosi che, raccolti in bottiglioni, sono un eccellente carburante per motorini a due tempi. In progetto anche il mini-eolico, piccole girandole distribuite in ogni casa: soffiandoci sopra almeno 20 ore al giorno producono l'energia necessaria per l'abat-jour.

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dito ar qlo, anti-berlusca

lunedì, 09 marzo 2009
Tradizioni perse

La legge punisce i fabbricatori e gli spacciatori di manicaretti falsi: l'Accademia italiana della cucina sta lanciando in queste ore un allarme inquietante. Sembra infatti che prenda sempre più piede nel nostro Paese la falsificazione culinaria, cioè la tendenza a stravolgere le ricette tradizionali con l'aggiunta di ingredienti estranei e completamente avulsi. Dopo il falso in bilancio e i dilaganti seni rifatti, ecco un tipo di contraffazione che non ci aspettavamo: la finta carbonara, con la salsiccia piccante al posto del guanciale. Una barbarie che neanche un tedesco ubriaco alla fine dell'Oktoberfest si azzarderebbe a compiere. Speriamo che i vari comitati di Bioetica, che tanto si danno da fare, si occupino al più presto di questa drammatica emergenza: gli esperimenti su risotti e tortellini, al pari di quelli sugli esseri umani, ci sembra debbano essere al più presto banditi da ogni società civile. Il fenomeno è grave, oltre il 70% delle vivande controllate dall'Accademia è risultato in qualche modo manipolato: lasagne con sottilette al posto della besciamella, cotolette al di fuori dei parametri regolamentari di impanatura.

Si tratta di un dato estremamente doloroso, quasi straziante: scolpisse oggi, Michelangelo Buonarroti, invece della Pietà, probabilmente realizzerebbe la Pietanza. Pare, purtroppo, che il Consiglio dei ministri abbia bocciato nei giorni scorsi un interessante provvedimento, riguardante la formazione di ronde di cittadini buongustai che avrebbero dovuto girare per ristoranti e trattorie, controllando il corretto dosaggio degli ingredienti nei piatti regionali. Tutto è cominciato con lo stravolgimento della pizza tradizionale: alle tradizionali margherita, napoletana e capricciosa, venne affiancata quella bresaola e rughetta e poi, via via, un'interminabile lista di rielaborazioni contro natura, come la pizza gamberetti e salsa rosa e quella al salmone. È chiaro che senza un'apposita Authority, un Garante per la protezione del ricettario della nonna, la situazione è destinata a degenerare ulteriormente. Il grande pericolo, a questo punto, è che la contraffazione si estenda dalla gastronomia a tutte le nostre tradizioni. Chi ci garantisce che, di qui a dieci anni, il secolare Palio di Siena non si corra in groppa a dei buoi muschiati canadesi? E che a Ferragosto il classico bagno di mezzanotte venga sostituito dalla sabbiatura delle tre e un quarto? Non possiamo correre il rischio di vedere la corsa dei ceri a Gubbio trasformata in quella delle lampadine a basso consumo, né di veder sostituire gli scacchi viventi di Marostica col wrestling.

In tal senso, alcuni segnali negativi sono già sotto gli occhi di tutti: la tradizionale ricorrenza del 25 aprile, ad esempio, già non viene più festeggiata da buona parte dei nostri politici. È strano: in Italia modifichiamo le cose che non ne hanno bisogno (come le tradizioni, appunto) e non mettiamo mano a quelle che invece necessiterebbero di interventi (riforma delle pensioni, riforme istituzionali…). Speriamo che le future generazioni non debbano assistere a orrori come la tarantella rap, la lista di nozze presso una ferramenta, la "gita a li Castelli" da casa con la webcam. Ma si sa: le tradizioni, come i capelli e come Pollicino, si vanno perdendo.

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dito ar qlo

Breaking news

Questa mattina un guasto ha bloccato Internet per tre ore, gettando la nazione nella produttività.

L’interruzione ha causato un’improvvisa grande attività da New York alla California impedendo di fatto a circa 120 milioni di lavoratori americani di cazzeggiare sul web durante l'orario di lavoro.

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umorismo, dito ar qlo

martedì, 03 marzo 2009
Pasta ... d'oro

500 grammi di farina di grano duro, due uova, un cucchiaio d'acqua e un rincaro del 51,8%: ecco gli ingredienti della vera pastasciutta italiana, seconda la ricetta che ci ha rivelato la scorsa settimana l'Antitrust. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato infatti ha sanzionato con una multa complessiva di quasi 12,5 milioni di euro il 90% delle aziende produttrici di pasta, per aver concertato tra loro il prezzo di vendita dal 2006 al 2008. Alla luce di questi fatti, si spiega perché l'espressione "avere le mani in pasta" sia da sempre usata per descrivere comportamenti loschi.

Viene da chiedersi cos'altro potrà venire a galla, dopo questo inatteso scandalo sull'alimento simbolo del nostro Paese. Che cosa scopriremo nei prossimi mesi? Il racket della pizza capricciosa? Un traffico illecito di supplì? La parmigiana connection? Senza dubbio, i furbetti del bucatino stavano per realizzare un delitto perfetto, minuzioso, ben congeniato. Al dente, diciamo. I consumatori, in effetti, erano stupiti di pagare cifre così alte per un prodotto molto comune sulle nostre tavole, e di uso quotidiano anche per le famiglie a basso reddito. In molti si chiedevano, con l'ingenuità di chi per generazioni ha creduto che la marca di un formaggio volesse dire fiducia: ma se qui in Italia la pastasciutta costa cifre del genere, in Australia che quotazioni avrà raggiunto? A Melbourne i fusilli li terranno in cassetta di sicurezza? A Toronto le mezze zite saranno quotate in Borsa? A Vladivostok gli strozzapreti costeranno più del caviale? Misteri cui il cittadino medio non sapeva trovare una risposta.

La responsabilità del fenomeno veniva attribuita ad oscuri fattori dovuti alla congiuntura internazionale che sta angosciando il pianeta: il rincaro delle mietitrebbiatrici, l'invasione del mercato da parte dei rigatoni cinesi, gli scioperi selvaggi nel settore della pasta all'uovo. Niente di tutto questo, in realtà. Si erano semplicemente messi d'accordo tra loro. Del resto, e la cronaca ce lo dimostra, dalla pastasciutta alla pastetta ci vuole un attimo. Quel che più dispiace in questa vicenda di tagliatelle e di conchiglioni, di trenette e di maltagliati, è che, alla fin fine, la figura degli gnocchi l'abbiamo fatta tutti noi Italiani. Probabilmente, le principali aziende alimentari coinvolte nello scandalo faranno ricorso. Intanto, si difendono dichiarando la loro totale estraneità al fatto: un paio di esse, addirittura, ha affermato di non produrre pasta, ma pannelli termoisolanti che in effetti, conditi con sugo al pomodoro, risultano essere inaspettatamente gustosi.

A questo punto, l'opinione pubblica si aspetta che il prezzo della pasta si abbassi vistosamente e rapidamente, ma si sa che di questi tempi, a differenza del calcio e dei decreti legge, la logica non è il nostro forte. La speranza è che questa storia non finisca insabbiata come troppe volte succede nel nostro Paese, anche se, in questo caso, i trasgressori della legge possono contare su un grosso vantaggio. Far sparire le prove per loro è facile, molto facile. Basta mangiarle.

Scritto alle 06:37 | link | commenti | commenti (popup)
dito ar qlo