Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
![]()
Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!
yasmine73 in Prove di dittatura
yasmine73 in Corsi e ricorsi stor...
Soami in Giustizia italiana
GARDI in Il mio corpo che cam...
yasmine73 in Razzismi animali
C.m.a. :-)
Cazzeggio
DJ Mixx
Dott. De Vulvis
Fior di cactus
Gatti & Co
La cioccolateria all'angolo
Liberi passi
Mammagatta
Mitica Helo
Monica Maggi
NotteBlu
Pensieri in controluce
Ra
Rebecca
Rosdrudi
Una storia coi baffi
Una vignetta
Yasmine
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
9/11
anti-berlusca
anti-padania
as roma
copio e incollo
curiositÃ
dito-ar-qlo
dito ar qlo
donne
felini
how to
informatica
ipse dixit
musica
politica
racconti
sesso
sex
sociale
squola
trenitalia
umorismo
viaggi
vita a 2
io
Dal 18/06/2005 sono passati *loading* visitatori
È il momento del capitalismo etico. Primo effetto: all'ultimo vertice dei paesi ricchi, i primi ministri hanno consumato la cena di lavoro invitando i camerieri a sedersi a tavola con loro. Un duro colpo all'idea di privilegio di classe, che ha avuto il suo momento culminante con la gara di rutti e il pokerino finale tra le stoviglie unte. Per la cronaca, hanno vinto i primi ministri e i camerieri hanno dovuto pagare sull'unghia settemila euro. Questi gli altri provvedimenti varati, di ordine tecnico ma anche politico-culturale. Banche Da tempio della speculazione smodata, devono diventare la sede ideale del risparmio virtuoso. Basta con le filiali imponenti e lussuose, d'ora in poi gli sportelli saranno ispirati alle vecchie botteghe artigiane: una modesta vetrinetta sulla strada, un solo impiegato molto alla mano e un grosso salvadanaio nel quale i clienti infileranno le monete potendone udire il tintinnio. Gli esperti concordano: l'immaterialità della valuta è stata la causa principale della spirale debitoria, urge restituire al denaro la sua perduta sostanza. In progetto la moneta da cento euro, grande come un frisbee, e quella da mille euro, una ruota di pietra con un buco al centro per inserire i semiassi e trasportarla più agevolmente. A Natale le enormi strenne fotografiche in regalo ai clienti, in genere dedicate ai pioppeti della Lomellina, verranno sostituite da un foglio ciclostilato con una sola fotografia, sempre di un pioppo della Lomellina. Bancomat Per favorire il risparmio ed evitare prelievi inutili, i bancomat verranno ripensati. Non basta più il Pin: si deve anche abbassare una leva posta al fianco dello schermo, come nelle slot machine, e solo se verranno tre prugne o tre ciliegie si potrà usufruire del servizio. Altrimenti si perderà per intero la somma richiesta, che servirà a ripianare il buco finanziario della banca. Licenziamenti Il licenziamento etico prevede una nuova prassi: la lettera che lo comunica dovrà essere rigata dalle lacrime del capo del personale, che renderanno illeggibile la cifra della buonuscita impedendo al licenziato di avanzare pretese. Il padrone allegherà alla lettera anche una sua fotografia particolarmente brutta, che dia al licenziato l'idea di profondo disagio esistenziale che il suo datore di lavoro sta vivendo. Lusso Con l'avvento del capitalismo etico finisce l'ostentazione volgare del lusso. Parola d'ordine: sobrietà. Già pronte sagome di cartone da applicare sulle Bentley e le Maserati per farle sembrare furgoni da idraulico. Carte da parati trompe l'oeil, con ragnatele o finte macchie d'umido, diventeranno il segno di distinzione nelle case dei ricchi etici. Molto ricercati anche i sopra-cravatta cinesi, con orribili motivi a losanghe, per avvolgere le cravatte di Marinella. Di moda le nuove lampade a raggi Uva retroversi, che assorbono l'abbronzatura appena ottenuta sulle nevi svizzere conferendo al volto un pallore da muratore moldavo. I ristoranti più costosi già servono le ricercatissime ostriche 'en travesti', avvolte in foglie di lattuga oppure nascoste nel nodo del tovagliolo. Le carte di credito non si chiameranno più Golden e Platinum ma Truciolar e Ruggine. Profitto Il profitto rimane il valore-base, ma verrà reso meno impopolare grazie all'introduzione del profitto etico: il capitano d'industria o il finanziere che ha appena incassato cento milioni di euro affamando gli operai o rovinando i risparmiatori dovrà mostrarsi molto dispiaciuto, scuotere il capo e allargare le braccia senza darsi pace. Una apposita commissione valuterà il grado di dispiacere, conferendo un ulteriore premio governativo in denaro a chi risulterà più avvilito.
Nel nostro Paese è in atto un’autentica decadenza dei costumi, compresi quelli di Carnevale. Infatti, secondo l’associazione che tutela consumatori e turisti, Telefono Blu, quest’anno saranno 9 milioni gli italiani che festeggeranno questa simpatica ricorrenza. Il dato più rilevante è però, a nostro giudizio, che i restanti 51 milioni faranno finta di niente. Del resto, viviamo un momento in cui è difficile per il cittadino comune distinguere il Carnevale dalla normale attività parlamentare, quindi la necessità di distrarsi con i lazzi carnascialeschi è senza dubbio minore. L’aspetto trasgressivo di questa antichissima festa popolare (uomini travestiti da donne, abiti sgargianti, trucchi, parrucche vistose ed esagerazioni di vario genere) è poi ampiamente superato da una qualsiasi seconda serata televisiva, che offre tutto l’anno una galleria di personaggi in confronto ai quali il Carnevale di Rio sembra un congresso di dermatologi. Inoltre, lo scanzonato periodo delle mascherine dovrebbe precedere la Quaresima ma, visti i dati dell’economia, il periodo di astinenza e digiuno in Italia è già iniziato da tempo (in tal senso, domani più che un martedì grasso si dovrà parlare di un martedì leggermente sovrappeso). Anche la tradizione ludica, i famosi scherzi di Carnevale che un tempo consistevano in fialette puzzolenti e polvere pruriginosa, appaiono adesso sorpassati: sono assai ben poca cosa, ad esempio, rispetto allo scherzetto che Massimo D’Alema ha fatto qualche giorno fa a Veltroni. Quindi, il declino di questa ricorrenza è ineluttabile, a meno che non si riesca ad attualizzarla, a metterla al passo con i tempi: si potrebbero fare i coriandoli sminuzzando i testi delle intercettazioni telefoniche ormai inutilizzabili, oppure, al posto dei variopinti ma costosi carri allegorici, basterebbe montare su ruote direttamente Valeria Marini, la contessa De Blanck, Renato Balestra, tutti soggetti che sembrano usciti dal laboratorio di Rambaldi. E che dire degli spensierati gruppi di ragazzi che una volta si aggiravano per i quartieri delle nostre città, importunando magari i passanti con pistole ad acqua e manganelli di plastica? Tra poco avremo ronde di cittadini che animeranno giorno e notte strade e piazze, raccogliendo e ampliando il concetto già in nuce in questa bella usanza goliardica. La friabilità del più caratteristico dolciume carnevalesco, la frappa (conosciuto in Toscana come cencio e in Nord Italia come crostolo), potrebbe invece essere degnamente rappresentata dalla precarietà del posto di lavoro di decine di migliaia di nostri connazionali. Questi piccoli aggiornamenti renderebbero certamente il Carnevale un momento più attuale e moderno, anche se risulterebbe allegro come una fila in auto sulla litoranea la domenica pomeriggio. Nonostante il malinconico spirito anacronistico del Carnevale, c’è ancora chi ha paura di questa festa: il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha firmato un’ordinanza in cui si vieta, pena una salata multa dai 200 ai 400 euro, di acquistare, vendere o usare bombolette spray con sostanze imbrattanti o tirare farina, uova o acqua verso persone, veicoli, edifici. Visti i recenti accadimenti partenopei, teme probabilmente che li lancino verso Comune, Provincia e Regione.

E' morto Socks, il gatto bianco e nero che al fianco della famiglia Clinton era diventato il "first cat" più amato d'America. Con il suo arrivo alla Casa Bianca aveva rivoluzionato la tradizione presidenziale canina e ora si è spento, da tempo malato, ad un'età di circa 18 anni.
1) “Non farò come quel generale argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi aprivano lo sportello tiravano il pallone e dicevano: c’è una bella giornata, andate un po’ fuori a giocare… che fa ridere ma è drammatico”. Silvio Berlusconi, campagna elelttorale in Sardegna, Cagliari 13 febbraio 2009.
2) “I partigiani titini portavano i prigionieri italiani a prendere un po’ d’aria nel Carso e ogni tanto qualcuno cadeva nelle foibe. Ma erano belle giornate di sole, con l’erba alta le buche non si vedono, capita… fa ridere ma è drammatico”. Silvio Berlusconi, in collegamento con la risiera di San Sabba a Trieste Giornata del ricordo.
3) “Campo di concentramento. Un giorno un Kapò dice agli ebrei: oggi ho una buona notizia per voi. Dopo tre anni potete cambiarvi le mutande. Cominciamo: numero 54 con 51, 3 con 26, 19 con 9″. Gennaio 2009 Comizio a Nuoro.
4) Un kapò all’interno di un campo di concentramento dice ai prigionieri che ha una notizia buona e un’altra meno buona: “metà” di voi sarà trasferita in un altro campo”. E tutti contenti ad applaudire. La notizia meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù…», indicando la parte del corpo dalla cintola ai piedi. Gennaio 2009 Comizio a Nuoro5) Campo di Auschwitz: arriva un nuovo ebreo: “Lei è il milionesimo ingresso. Ha diritto a tre desideri”. “Vorrei la grazia”. “Bene”. “Vorrei la grazia anche per mia moglie e mio figlio”. “Bene e il terzo desiderio?”. “Vorrei l’appalto del gas”. Febbraio 2009 Cagliari.
Eh si, pensa ancora di fare il buffone su una nave, pensa ancora che con le sue battute diventa ancor più simpatico ... ma non pensa che potrebbe scatenare seri incidenti diplomatici. A quando la barzelletta sull'araba pompinara durante una conferenza di pace in medio-oriente ?
I bambini che crescono con i nonni, da adulti avranno grossi problemi: quindi Heidi, con ogni probabilità, da grande diventerà una pornostar o una lanciatrice di bicchieri in un reality show.
Uno scioccante studio dell'Università di Londra, condotto su cinquemila infanti nati tra il 2000 e il 2001 e pubblicato nei giorni scorsi dal Times rivela che i nonni sono i peggiori educatori. Quindi, è molto meglio lasciare i bambini all'asilo, con la baby sitter o addirittura con Michele Cucuzza, se si rendesse disponibile. Risulta infatti che i pargoli affidati ai parenti anziani sviluppino disturbi del comportamento e addirittura di socializzazione. Se il nonno fosse Franco Califano, sarebbe comprensibile. Invece gli studiosi britannici ci dicono che il fenomeno è molto frequente e una grossa percentuale dei piccoli cresciuti dai nonni risulta essere iperattiva, asociale e maleducata. Insomma, lasciateli ai nonni e vi troverete in casa degli opinionisti televisivi. Del resto, il nonno è accondiscendente, dice sempre di si, un po' come gli alleati del Presidente del Consiglio, e di conseguenza i bambini tendono ad avere il sopravvento e a crescere viziati.
Si tratta di un durissimo colpo a quella che è una delle poche istituzioni italiane ancora funzionanti: da noi, i nonni sono sempre in servizio permanente effettivo (e affettivo), si occupano dei pupi spesso 24 ore su 24 e di frequente incassano anche le feroci critiche dei figli. Devono essere una sintesi tra Mastro Geppetto, Maria Montessori e un sergente dei Lagunari. Da loro si pretende che sopportino serenamente le provocazioni, le critiche e l'ingratitudine (in tal senso, il Presidente Napolitano rappresenta davvero il nonno d'Italia). Insomma, gli anziani, appena smettono di lavorare, si vedono inevitabilmente appioppare gli ingovernabili marmocchi dei figli, per poi sentirsi dire, oltretutto, che sono incapaci di crescerli. Sarà per questo, probabilmente, che abbiamo la classe dirigente più vecchia del mondo, in politica come in economia: i rappresentanti della terza età cercano disperatamente di restare sulla breccia per evitare di occuparsi dei nipoti. Pensare che un tempo, la panchina era la loro grande ambizione (in fondo, la stessa del disoccupato Roberto Mancini, anche se nel nostro caso si parla dei giardinetti).
Oggi come oggi la bocciofila, il torneo di briscola, un tè con le amiche, sono delle chimere irraggiungibili per il nonno medio italiano. Di questi tempi, una volta uscito dal mercato del lavoro, rischi di ritrovarti a fare il lavoro più difficile e faticoso che ci sia: il genitore. Ed in più, devi anche sentirti dire che stai rovinando le nuove generazioni, manco fossi Marilyn Manson. Siamo ormai una Repubblica fondata sui nonni, non dimentichiamolo. Il nonno è una sicurezza, non è quotato in borsa, non teme l'oscillazione del Pil, né la concorrenza dei cinesi. E soprattutto, il nonno lavora gratis, dato non trascurabile con questi chiari di luna. Non sappiamo quelli inglesi, ma i nonni nostrani fanno una vitaccia. A tale proposito ricordo un antico modo di dire della tradizione popolare toscana che, sul delicato argomento dell'educazione dei bambini, ci regala una perla di saggezza: "Ulli ulli… chi li fa, se li trastulli!"
Secondo un sondaggio, alla domanda "Come mai non comperi subito un'automobile nuova?" il 70 per cento risponde "Piuttosto m'impicco" e il 30 per cento "Perché non te le comperi tu, invece di rompere le balle a me?". Gli esperti sospettano che avere già tre macchine pro capite possa sconsigliare di acquistarne una quarta, e che una delle ragioni che penalizzano il mercato sia da individuare nell'impossibilità di guidare due macchine contemporaneamente. Ciononostante, governi e industria sono disposti a tutto pur di rilanciare le vendite di automobili. Queste le principali iniziative allo studio. Rottamazione Molto vantaggiosi gli incentivi per la rottamazione, che possono arrivare fino a duemila euro se si rottama un'auto appena acquistata. Duemilacinquecento se la rottamazione avviene ancora nella vetrina del concessionario mentre l'acquirente ingoia le chiavi ricevute in consegna. Il governo pensa di estendere gli incentivi anche agli elettrodomestici e agli oggetti di casa: il bonus più allettante è stato ottenuto da una anziana coppia di Treviso che ha dato alle fiamme la propria villetta a schiera completa di mobili, vestiti, tv e badante. Supersconti Tre Punto al prezzo di due: è l'ingegnosa offerta di un concessionario di Vercelli. Il cartello 'Siamo impazziti!' campeggia sull'ingresso dei molti rivenditori che gesticolano nudi all'indirizzo dei passanti e sparano bengala per richiamarne l'attenzione. Molto diffusi gli 'sconti sorpresa': banconote da cento euro sono nascoste in vari anfratti della vettura, sta all'abilità del cliente riuscire a scovarle. Alcuni air-bag sono pieni di monete da un euro e al primo incidente l'abitacolo si riempie festosamente di spiccioli. Clamoroso lo sconto sulla nuova Fiat Rublo, costruita in Russia prima della caduta del muro e offerta gratis a chi si rechi a ritirarla a Novosibirsk. Per sbrinarla bastano due giorni. Risparmio Imminente il lancio della Panda Lefebvre: consuma come le altre, ma gli strumenti di bordo negano che il livello della benzina stia effettivamente scendendo. Lapo Elkann propone la Fiat 'Occhiali da sole': si tratta di un paio di occhiali da sole da utilizzare al posto della macchina, andando a piedi. Vantaggio non secondario, gli occhiali di Lapo costano come un'automobile e dunque il cliente non si sente umiliato. Peugeot e Citroën confidano di raggiungere l'incredibile risultato del 'consumo zero' lanciando la Sosta, una city-car concepita per rimanere sempre ferma in garage. Molto interessante l'offerta di Honda e Toyota, che in ogni nuova vettura venduta collocheranno, sul sedile accanto al guidatore, un operaio giapponese licenziato che sostituisce il navigatore fornendo indicazioni sul percorso, anche se non lo conosce. Nei modelli di lusso viene fornito anche l'interprete. Complimenti L'aspetto psicologico conta molto. Ogni acquirente di un'auto nuova troverà sotto il tergicristallo una lettera autografa di complimenti di Silvio Berlusconi. Appena messa in moto la macchina, l'autoradio diffonderà l'Inno di Mameli cantato da Cannavaro. Un apposito sensore registrerà le reazioni del guidatore, concedendo un ulteriore sconto di cinquanta euro a chi canta l'Inno insieme a Cannavaro e comminando una multa di mille euro a chi ride. Un decreto legge prevede anche una mobilitazione patriottica suggestiva e soprattutto molto funzionale. Si chiama 'Carburatori alla Patria', consiste nella raccolta spontanea di pezzi di ricambio da consegnare in ogni piazza italiana a un funzionario dell'Aci con la fascia tricolore. Assemblando i pezzi raccolti la Fiat costruirà la Mosaico, una monovolume informe e inguidabile, molto simile a una pila di rottami, che è già un oggetto di culto tra gli italiani più patriottici.
Anche la Famiglia tiene famiglia. In quest’epoca di crisi economica globale, tutte le grandi aziende nazionali sono costrette a fare i conti con l’attuale difficile situazione, la Toyota in Giappone, la Microsoft negli Stati Uniti, la Mafia in Italia.
Il Pubblico ministero antimafia di Palermo Maurizio De Lucia ha dichiarato, in un’intervista ad un’agenzia di stampa, che i boss si stanno adeguando al problematico momento finanziario: nelle estorsioni ai commercianti, accettano il pagamento a rate. Più che di pizzo (troppo costoso, specie se in seta), si tratta ormai di semplice cotone. L’azione criminosa lascia dunque il posto alla dilazione criminosa e le “comode rate” entrano finalmente a far parte anche del vocabolario della criminalità organizzata, accanto a “omo de panza”, “pezzu di novanta” e “lu carugnuni”. Il taglieggiamento comunque va pagato e la percentuale richiesta rimane del 3% (in fondo, meno di un’immobiliare). È evidente che anche la Mafia, il cui fatturato sfiora i 70 miliardi di utile netto secondo le recenti stime di Eurispes, come tutte le grandi aziende dovrà correre ai ripari con delle misure anticrisi. Sembra sia allo studio dei tecnici della Cupola un’ipotesi di rottamazione delle coppole, l’utilizzo negli incendi dolosi dell’alcol etilico al posto della benzina, i pizzini in carta riciclata e, al posto delle teste di cavallo mozzate per terrorizzare la vittima, delle più economiche teste di tacchino. La carta estrema, dolorosa e finora accantonata dai mammasantissima, potrebbe essere la cassa integrazione dei dipendenti: oltre 5.000 picciotti rischiano il licenziamento. Sarebbero inoltre auspicabili misure protezionistiche contro la concorrenza di mafie straniere, come quella russa e quella cinese, che cercano di strappare il crimine di bocca ai delinquenti nostrani.
Un’altra strada da battere è sicuramente quella delle promozioni rivolte alla clientela, ad esempio “Porta un amico alla Mafia”: se il commerciante taglieggiato segnala un collega ancora esente da estorsione alla cosca locale, ottiene uno sconto dello 0,2% sulla rata annuale. Per risparmiare sulla mano d’opera (cioè, i riscossori), si sta pensando di permettere il pagamento del pizzo presso le tabaccherie e gli uffici postali e, naturalmente, online. Il Pm De Lucia, nel suo dettagliato rendiconto, ci informa che si sta diffondendo anche negli ambienti malavitosi, proprio a causa di questa scarsità di liquidi, il pagamento in natura. Purtroppo però, quest’ultimo sistema potrebbe rendere facilmente localizzabili gli estorsori. Un signore in doppiopetto che trasporta continuamente cassette di generi alimentari, attira senza dubbio l’attenzione: o hai un ristorante, oppure sei il noto pregiudicato Totò u’ strozzacani. Non ci rimane che sperare che le forze dell’ordine riescano ad approfittare di questo momento di fragilità economica del malaffare, intervenendo a bordo delle loro gazzelle e pantere con impianto a gas (se il Male non può scialacquare, anche il Bene purtroppo deve fare economia).
Insomma, bisogna prenderne atto: il pagamento a rate rappresenta la nuova proposta della criminalità organizzata nei confronti degli onesti cittadini. Una nuova proposta che ci appare addirittura più inquietante di quelle del Festival di Sanremo.
Giugno 2009 Battisti scrive un giallo in portoghese che riscuote molto successo nel quartiere degli intellettuali di Rio, la famosa Riva Esquerda che fu teatro dell'esistenzialismo brasiliano, che si distinse dagli altri esistenzialismi perché animato da calciatori incompresi dall'allenatore. In un'intervista fornisce altre prove della sua innocenza, spiegando che dal 1971 al 1984 agì sotto l'effetto di una forte sbornia di frizzantino. Il governo brasiliano sembra appoggiarlo e lo dichiara incedibile, ma alla fine cede alla proposta di uno scambio con Kakà. Battisti si sente tradito e fugge in Giappone. Febbraio 2010 Battisti è a Tokyo e si guadagna da vivere scrivendo gialli in giapponese, molto apprezzati nel quartiere degli intellettuali, il famoso Uramaki, dove si consumano uova di triglia recitando i versi di Baudelaire. I gialli sono orribili anche perché Battisti non sa il giapponese, ma la critica è entusiasta del clima dark creato dalle macchie di inchiostro e di uova di triglia che imbrattano le pagine. In un'intervista, il fuggiasco afferma di non poter essere estradato perché negli anni Settanta aveva un forte mal di testa. Il governo giapponese gli crede e lo nomina cittadino onorario, ma Battisti fugge ugualmente all'estero perché gli viene diagnosticata un'incompatibilità alimentare con le uova di triglia. Maggio 2010 Battisti scrive un giallo in groenlandese, e scala la classifica locale dei libri anche grazie al fatto che gli scrittori in groenlandese sono solo due: lui e un autore di manualistica per la concia delle pelli di foca. Per diverse settimane è secondo in classifica e conquista il quartiere degli intellettuali della Groenlandia, un isolotto battuto dai venti dove vivono soltanto lui e l'autore di manualistica. È a lui che Battisti concede un'intervista spiegando che negli anni Settanta non era ancora nato. Il governo groenlandese, composto da lui e dall'autore di manualistica, rifiuta di concedere l'estradizione, ma Battisti fugge ugualmente perché si annoia. Agosto 2010 Il mondo intellettuale di Samoa è in fermento: un nuovo scrittore italiano ha preso la residenza nel quartiere colto del luogo, il palmeto di Uraroa, celebre nel mondo perché gli intellettuali locali sono inspiegabilmente allegri e si lanciano ridendo noci di cocco. Ma il giallo in samoano di Battisti non ottiene il successo sperato: nella trama c'è un morto, e la cultura samoana non concepisce la violenza. Il libro viene stroncato dalla critica locale e Battisti, indignato, prende il largo su una piroga fuoribordo, concedendo al pilota un'intervista nella quale si dichiara innocente perché per tutti gli anni Settanta si era addormentato sul divano di casa. Gennaio 2011 Battisti è in Borneo, dove gli indigeni lo accolgono come un dio perché un'antica leggenda annunciava l'arrivo dal mare di un giallista. Spiega al capo tribù la sua versione degli anni Settanta, ma il capo non lo capisce perché nel Borneo gli anni Settanta non sono chiamati 'anni di Piombo' bensì 'anni del Tapiro'. Tenta di incidere su una grossa corteccia un romanzo giallo in borneese, ma la fretta lo tradisce: non conoscendo abbastanza la scrittura cuneiforme del Borneo, scrive per errore la frase "gli abitanti del Borneo sono tutti finocchi" ed è costretto a riprendere il largo inseguito da un nugolo di frecce avvelenate. Luglio 2011 Battisti è a Innsbruck, popolarissimo nel locale quartiere degli intellettuali, la celebre Bierhenoffenguttenstrassen dove i maestri di sci bevono grappa alla pera intonando gli jodel maledetti della nuova scena punk austriaca. Scrive un giallo in tedesco nel quale addossa tutte le responsabilità dei suoi delitti a Gustavo Thoeni. Viene creduto e nominato maestro di sci onorario, a patto che non scriva mai più quegli orribili gialli e si cerchi un lavoro normale.
Carne bianca, pesce azzurro e conto in rosso: questa è la nuova dieta mediterranea. Preoccupata dalla complicata situazione economica, la Regione Piemonte ha infatti deciso di suggerire ai propri cittadini una dieta poco costosa e, al tempo stesso, nutriente. Finalmente, il Paese archivia la dietrologia, da sempre sport nazionale, a favore della dietologia. Si tratta di una lodevole iniziativa del governatore Bresso, che cerca così di farsi perdonare il fatto di chiamarsi Mercedes nella regione della Fiat. Grazie a enormi manifesti affissi in duemila punti vendita tra supermercati e negozi di alimentari, verrà consigliato ai consumatori come mangiare in maniera sana: 1.900 calorie al costo di soli tre euro al giorno. Per la prima volta nella storia della Repubblica, le Istituzioni si preoccupano di noi, come delle nonne premurose: "Hai mangiato? Ma hai mangiato abbastanza? Non ti riempì di merendine, che ti attoppano...". Di questo passo, dopo la campagna alimentare, ce ne sarà una per la maglia di lana, una per la corretta pulizia del collo e delle orecchie e una perché si guardi in entrambe le direzioni prima di attraversare la strada. Lo Stato, da entità lontana e vagamente ostile, diventa una presenza affettuosa, vicina, insomma, uno Stato di Famiglia. Certamente, il difficile momento di congiuntura, termine oscuro che si usa per scaricare ogni responsabilità sul Fato, recita un ruolo fondamentale: ci troviamo nella stessa situazione del dopoguerra, senza neanche la guerra come alibi. Finora, l’unico aiuto statale all’alimentazione pubblica è stata la cicoria che si poteva cogliere, appunto, ai margini delle statali, con il coltellino in mano e la busta di plastica appesa alla cintola. Adesso, il discorso è molto più serio e organizzato, basato sui consigli di illustri nutrizionisti: con una spesa minima, ci si può concedere un menù vario e sano, basato su pasta, petto di pollo, formaggio fresco e verdura di stagione. Conoscendo la tendenza nazionale agli incentivi pubblici, ci si aspettava qualche sforzo in più, tipo la rottamazione delle melanzane o un bonus spezzatino con i piselli, ma probabilmente ci si arriverà nei prossimi mesi. Insomma, dopo il patto sociale, che per tanti anni ha permesso al Paese di trovare le giuste soluzioni ai suoi numerosi problemi, è il momento del piatto sociale, una risolutiva proposta istituzionale per salvaguardare il portafoglio e la salute degli Italiani. L’importante, e il premier ce lo ricorda ormai a giorni alterni, è avere un atteggiamento ottimistico verso il futuro: così, quando si va a fare la spesa, è necessario sforzarsi di vedere il carrello mezzo pieno e non mezzo vuoto. Una quindicina di anni fa, nella cornice di un’Italia indubbiamente più ricca, spensierata e spendacciona, andava in onda una pubblicità televisiva in cui una signora, con un cappello giallo improponibile ed un atteggiamento snob, chiedeva al suo anziano chauffeur di nome Ambrogio qualcosa contro l’improvviso "languorino" che la tormentava. Il pover’uomo, nei cui occhi per un attimo balenava un’idea palesemente oscena, finiva per offrirle un cioccolatino, mentre l’intera Nazione pensava sghignazzando a un panino con la porchetta. Oggi, quel cioccolatino rischia di dover coprire un buco che va dalla prima colazione fino alla cena.