Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
![]()
Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!
RebeccaPB in Nobel a Obama
RebeccaPB in Villette per tutti !...
RebeccaPB in Da Montessori a Mont...
RebeccaPB in 89.24.24
yasmine73 in Da Montessori a Mont...
Soami in Da Montessori a Mont...
ladolceheloisa in La battaglia di Da...
ladolceheloisa in Il lupo perde il pel...
Soami in Brutto è bello
yasmine73 in La crisi è finita (...
C.m.a. :-)
Cazzeggio
DJ Mixx
Dott. De Vulvis
Fior di cactus
Gatti & Co
La cioccolateria all'angolo
Liberi passi
Mammagatta
Mitica Helo
Monica Maggi
NotteBlu
Pensieri in controluce
Ra
Rebecca
Rosdrudi
Una storia coi baffi
Una vignetta
Yasmine
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
9/11
io
anti-berlusca
anti-padania
as roma
copio e incollo
curiositÃ
dito-ar-qlo
dito ar qlo
donne
felini
how to
informatica
ipse dixit
musica
racconti
sesso
sex
sociale
squola
trenitalia
umorismo
viaggi
vita a 2
Dal 18/06/2005 sono passati *loading* visitatori
Un bicchiere di quello buono ti mette in pace con te stesso e con il mondo intero. Ecco cosa prevede l'annata vinicola 2008/2009. Toscana: Migliorare la qualità non era più possibile. E così, per rimanere al vertice della produzione nazionale, anche quest'anno Sassicaia e Ornellaia hanno agito sui prezzi, raddoppiandoli. In compenso, l'acquisto di una bottiglia comprende una serie di servizi aggiuntivi molto prestigiosi: in presenza del cliente, l'etichetta viene letta ad alta voce da Giorgio Albertazzi. Tutti i tappi di sughero sono rollati tra le cosce di un'operaia, come i sigari cubani, e possono essere fumati a fine pasto. Molte le aziende acquistate dai miliardari russi, che hanno voluto conferire ai vini toscani un inconfondibile tocco di raffinatezza inserendo nelle bottiglie di alta gamma un veliero in miniatura. Piemonte: I miliardari russi hanno comperato parecchi ettari nelle Langhe. Il loro barolo si distingue per il forte retrogusto di banconote da 500 euro, fermentate in botte. Non contenti, chiedono anche altre variazioni del capitolato: per esempio, la possibilità di lanciare anche una linea di bottiglie con palline di polistirolo che galleggiano nel vino, per ottenere l'effetto neve. Resistono all'assalto dei russi le aziende storiche, specie i piccoli produttori molto legati alla tradizione. Come i fratelli Poiretto, che vendemmiano con il cappello in testa come il padre e il nonno e pigiano le uve in una vecchia Bianchina. O come i valdostani Genesio e Walter Bonnet, che coltivano la vigna più alta d'Europa a 1.800 metri e dai pochi grappoli superstiti, pigiati con il gatto delle nevi, ottengono il rinomatissimo Glasson, un vino ghiacciato dal forte retrogusto di gasolio. Veneto: Il boom economico del Nord-est premia anche i vini del Veneto. Oltre ai tradizionali vini per uso alimentare, la prodigiosa laboriosità dei veneti è riuscita a invadere i mercati mondiali anche con vini per uso industriale, dal Marghera Rosé, eccellente per sgrassare i macchinari, all'Inchiostro di Schio, un vino nero imbevibile ma molto usato per tingere i tessuti. Molto temuta la concorrenza dei cinesi, diventati abilissimi non solo nell'imitazione dei prodotti veneti, ma anche nell'imitazione dei produttori: parlano perfettamente dialetto e presentano biglietti da visita con falsi nomi come Bepi Ciang. I miliardari russi hanno acquistato l'intera produzione di Amarone, bevendola sul posto. Alto Adige: I bianchi di Alto Adige hanno ormai raggiunto un livello aromatico così straordinario che si vendono solo in profumeria. La confezione spray è richiestissima. Un sommelier di particolare sensibilità è riuscito a registrare in un solo bicchiere di Traminer aromi di lampone, cocco, roast-beef, vaniglia, anice, pizza, lenzuola usate, aringa, calcestruzzo, tappeto turco, liquirizia e schedina del Totocalcio. Subito dopo ha perso i sensi. Liguria: I vini strappati alla montagna, terrazza dopo terrazza, sono l'orgoglio della viticoltura ligure. Grande successo del Condominio, un pigato coltivato sui balconi delle seconde case di Alassio e Rapallo, dal forte retrogusto di geranio. Si sta cercando di piantare la vite anche nei parcheggi del Tigullio, uniche zone non cementificate della regione. I miliardari russi hanno comperato il teatro Ariston e commerciano il prezioso Festival, un rosso ottenuto dalla pigiatura delle poltrone del teatro. Sicilia: Produzione di ottima qualità, ma la piaga del furto di vigne penalizza i produttori onesti. La mafia, non contenta di dirottare l'acqua degli acquedotti, dirotta interi filari facendoli smottare nei propri terreni con la dinamite. Il problema è aggravato dall'omertà: alcuni vignaioli, pur essendosi ritrovati insieme alla loro vigna un chilometro più a valle, sostengono di non avere notato niente di anomalo.
Avviso per gli spettatori, la pirateria audiovisiva è un reato.
Chi utilizza ON-LAIN acquista o noleggia materiale pirata rischia sanzioni fino a 1.032 euro.
Chi trae profitto dal commercio di materiale audiovisivo illegale rischia fino a 4 anni di reclusione e fino a 15.500 euro di multa.
Mentre, a chi ha fatto falsa testimonianza sulla P2, a chi è accusato di corruzione, di tangenti alla guardia di finanza, di finanziamento illecito ai partiti, a chi è accusato di falso in bilancio, frode fiscale e corruzione antigiudiziaria nonché concussione,
A QUELLO NON GLI FANNO UNA SEGA.
Quindi dai retta a me, BASTA con la pirateria e inizia a rubare seriamente, che è meglio.
Mah ... !!!
Monica Bellucci? Me ne faccia tre etti.
Da una ricerca compiuta da “Eta Media Research” su 110 assicuratori e pubblicata dal settimanale Donna Moderna, risulta che sta prendendo piede sempre di più, tra i personaggi dello spettacolo e dello sport, la moda di stipulare delle polizze su una parte del corpo. Insomma, il vip lo si paga a trance, come il pesce spada. Ad esempio, il décolleté della Bellucci, a detta degli esperti, varrebbe sei milioni di euro, ma non sappiamo se la polizza copra solo furto e incendio o anche la responsabilità verso terzi (nel caso in cui qualcuno, ammirandolo su un manifesto pubblicitario, vada a sbattere contro un palo). Si tratta senza dubbio di una cifra cospicua: viene da pensare che quello dell'assicurazione sia l'unico premio cui l'attrice umbra possa aspirare. L'intera persona di Valeria Marini, invece, sempre a detta dei broker assicurativi interpellati per il sondaggio, meriterebbe solo un milione di euro. Certamente non è un gran che, considerando che la valutazione riguarda non solo il petto, ma anche la coscia e il collo della ruspante showgirl sarda. In sostanza, una singola tetta della Bellucci vale tre volte l'intera Marini.
Come per le automobili, con il passare degli anni il costo delle assicurazioni riguardanti queste parti anatomiche dovrebbe subire un forte calo (fenomeno che, peraltro, dovrebbe verificarsi anche per il décolleté della Bellucci). Immaginiamo l'entusiasmo con cui i periti delle assicurazioni, abituati a discutere con gente inviperita e a fotografare paraurti ammaccati, si presenteranno alla porta di fascinose star del cinema per un'attenta valutazione dell' "oggetto" da assicurare. Dopo anni di arida routine, un po' di soddisfazione anche per loro. A questo punto non ci rimane che ipotizzare quali parti della loro persona saranno prossimamente assicurate da alcuni italiani illustri: il polso per Valentino Rossi (cui consigliamo una polizza kasko, visto il lavoro che svolge), gli occhioni da cerbiatta per Mara Carfagna (pare che valgano un ministero), le orecchie per Jovanotti (non le sue, quelle di chi ne ascolta le canzoni).Sembra che nei giorni scorsi si sia presentata presso la sede di una grande compagnia assicurativa anche Michelle Hunziker per assicurare il suo talento. Purtroppo, dopo un sopralluogo durato circa otto ore, i periti non sono riusciti a individuare il valore da mettere sotto copertura, e la cosa è finita lì. Inevitabilmente, i corpi dei vip finiranno per assomigliare sempre di più a dei quarti di bue, in cui non tutti i tagli hanno la stessa importanza e lo stesso prezzo.
Tutto sommato questa vicenda, anche se ci fa pensare per un attimo al mostro di Frankenstein e alla sua gigantesca e spaventosa figura, tutta composta da pezzi provenienti da corpi diversi, un lato positivo ce l'ha: se le cose dovessero andar male, i vip in questione otterrebbe almeno un risarcimento. Di questi tempi ci sembra una grande consolazione. Fino ad oggi, e vale la pena ricordarlo, la sola assicurazione cui una giovane attrice poteva aspirare, era quella di un dirigente televisivo che le sussurrava ammiccando: «Questa sera, verso le 19 venga nel mio ufficio... Saremo soli e non ci disturberà nessuno, stia tranquilla, le assicuro una parte».
Dopo pochi giorni è toccato alla comunità del Corsaro Nero, un forum un pò misero rispetto a Colombo ma in ogni caso abbastanza valido. In ogni caso in via di crescita. Ma l'apoteosi è con la chiusura di Pirate Bay. "We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators. This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire. We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time. We have already changed IP for the website - that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to OpenDNS so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And please, everybody should also contact their ISP and tell them that this is not OK and that the ISPs should appeal. We don’t want a censored internet! And the war starts here…" E' quanto si apprende dal loro blog, ma è anche la dura realtà. Se ve lo siete scordati, durante l'altro governo Berlusconi venne approvata la legge Urbani che condannava il P2P nonchè l'aumento dei costi dei supporti magnetici per contrastare la pirateria !!!! Ma come, tu, ladro figlio di ladri, che ti sei fatto tutta una serie di leggine per salvarti il culo dai magistrati che ti vogliono (giustamente) ingabbiare vieni a far guerra ai poveracci che devono fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese, che non si possono permettere il lusso di portare i figli al cinema oppure di comprare l'ultimo CD musicale del loro autore preferito e preferiscono affidarsi alla rete per risolvere in maniera economica! E tu, brutto stronzo pelato, non esiti a mandare in galera il poveraccio che si è scaricato un film o un brano musicale, perchè altrimenti le tue case discografiche o i tuoi distributori cinematografici non fanno più soldi !!! Proprio tu parli che hai rubato a destra e a manca, hai messo le mani nelle tasche degli italiani a più riprese, con la storia dell'euro hai raddoppiato tutto il raddoppiabile mentre dovevi vigilare contro le speculazioni (chi controlla il controllore ?), hai promesso un milione di posti di lavoro e hai generato quattro milioni di precari. La legge NON è uguale per tutti !!!
«Access denied in execution of an Italian Court Authority injunction». Accesso vietato in esecuzione dell’ingiuzione di un tribunale italiano. Con questo epitaffio i pirati di «Colombo-bt. org» hanno calato l’ancora al loro galeone corsaro: il più grande sito italiano di «torrent» è stato chiuso dopo un blitz delle Fiamme Gialle. Fuori dal gergo di Internet la notizia è questa: è stata sbarrata una «porta», aperta su un mondo dove film, cd, software, videogiochi e persino libri erano gratuiti. Il sito viveva della solidarietà degli utenti, che «scaricavano» a piacimento e (qualche volta) mettevano mano alla carta di credito. Sistema sicuro Il segreto per non pagare nulla rischiando poco si chiama «torrent»: si tratta di file che consentono di accedere a distanza a una serie di computer collegati, ognuno dei quali dispone di un buon archivio di cinema e musica. Una sorta di chiave per entrare in casa d’altri e prendere, con il permesso dei proprietari, quello che più ci piace. Il menù di «Colombo» non era soltanto ricco, ma anche curatissimo: ognuno dei file in elenco era stato rigorosamente controllato per garantirne la qualità e accompagnato da un commento. Un messaggio avvertiva che chi avesse messo in elenco file «corrotti» - malfunzionanti o portatori di virus - sarebbe stato cacciato per sempre dalla comunità.


Stiamo correndo un rischio che non ci possiamo assolutamente permettere: quello di diventare virtuosi. Il Rapporto mensile sul saldo di cassa della Ragioneria generale dello Stato (ma non potrebbero farlo semestrale, almeno soffriremmo solo due volte l'anno?), pubblicato l'8 agosto, ci informa dell'inatteso crollo degli introiti tributari derivanti da Lotterie, Lotto e consumo di sigarette. Se dovesse crollare anche la vendita degli alcolici, sarebbe il segno ineluttabile di una spaventosa mutazione genetica che ha colpito impietosamente il nostro Paese all'inizio del terzo millennio: ci stiamo trasformando in svizzeri.
I dati in questione, diffusi indelicatamente a pochi giorni dal Ferragosto, fanno tremare i polsi: nei primi cinque mesi del 2008 l'erario ha incassato il 18,9% in meno, rispetto allo stesso periodo del 2007, per una perdita netta di 486 milioni di euro. La situazione economica dell'Italia non è minimamente in grado di sopportare un cambiamento così radicale nel comportamento dei suoi abitanti: servono gli incassi dei Monopoli di Stato su questi vizietti nazionali, sono fondamentali in un momento così drammatico di congiuntura internazionale (espressione che si usa quando non si sa come dire alla popolazione che non c'è più un euro in cassa). Inoltre, se l'improvvisa ondata moralizzatrice dovesse aggravarsi e aggredire altri settori dell'economia, il pericolo sarebbe enorme. Se gli Italiani improvvisamente dicessero no all'evasione fiscale, alle fatturazioni in nero, agli aiuti di Stato al limite del lecito, gli elementi fondamentali che ancora fanno marciare la nostra traballante economia, subirebbero un colpo mortale.
Il cittadino che gioca allegramente i suoi risparmi al Lotto confidando nella fortuna, si beve un bel bicchiere di vino per non pensare ai guai e, alla fine, si accende una gustosa sigaretta per rilassarsi un po', è stato per decenni lo stereotipo dell'Italiano-tipo, quello che ha garantito il benessere di intere generazioni. L'OGN (l'Osservatorio Godereccio Nazionale) lancia l'allarme e informa che nei prossimi mesi monitorerà con estrema attenzione il comportamento e l'interesse dei maschi italiani nei confronti delle turiste straniere: se anche in questo settore, dovesse verificarsi una preoccupante flessione, bisognerà correre seriamente ai ripari. E in tempi brevi.
In queste ore frenetiche, il ministero della Pubblica istruzione, magistralmente guidato da quel fior di nocchiero che è Mariastella Gelmini, ha annunciato che è al vaglio dei tecnici di viale Trastevere l'istituzione di una nuova materia di insegnamento da introdurre nella scuola dell'obbligo: la diseducazione civica. Si tratta di insegnare ai giovani, fin dai banchi delle elementari, l'importanza della botta di fortuna (apprezzerete l'eufemismo), dell'alcol, del fumo e di tutte quelle piccole debolezze che hanno portato l'Italia alle massime conquiste del vivere civile, prima fra tutte il digitale terrestre. Comportandoci come ci siamo sempre comportati, giocando la schedina e grattando disperatamente talloncini argentati, affollando le sale Bingo, fumando e bevendo con spensieratezza, siamo entrati virtualmente, e non da ieri, tra gli otto Paesi più industrializzati del mondo. Virtualmente, non virtuosamente.
Il governo ha deciso di distribuire un opuscolo di orientamento sui nuovi divieti: accattonaggio permesso solo se di corsa e accuse di simulazione per le cadute dalle impalcature dei cantieri. Approfittando della pausa estiva, il governo sta cercando di rimettere le mani nel complesso pacchetto di divieti, ammende e interventi di ordine pubblico. La raffica di provvedimenti nazionali e locali ha infatti disorientato la popolazione: per esempio il divieto di frugare nei cassonetti a Roma e di fotografare i bambini in piscina a Trento ha spinto molti romani a frugare nei cassonetti di Trento, e molti trentini a fotografare i bambini nelle piscine romane. Ecco dunque la decisione di distribuire un opuscolo che chiarisca una volta per tutte le nuove misure di sicurezza. Accattonaggio. L'accattonaggio è severamente vietato nelle posizioni 'seduto' e 'sdraiato', che secondo il ministro Brunetta indicano chiaramente l'appartenenza alla categoria dei fannulloni. Verrà tollerato solo l'accattonaggio dinamico, effettuato camminando rapidamente o correndo sotto i portici, cercando di afferrare al volo le monete lanciate dai passanti. Impostazione analoga anche per i lavavetri: basta con i capannelli ai semafori, si potranno lavare i vetri solo alle auto in corsa, inseguendole a piedi oppure sbucando improvvisamente da una siepe e parandosi di fronte al veicolo lanciato a forte velocità. Nei pochi istanti precedenti l'impatto, il lavavetri dovrà pronunciare ad alta voce il proprio numero di matricola. Cassonetti. Vietato frugare nei cassonetti, ma anche infilare l'avambraccio nei water degli autogrill alla ricerca di monetine eventualmente cadute agli avventori. Il provvedimento ha effetto retroattivo: chi in passato abbia frugato nei cassonetti, deve restituire al Comune di Roma (è stato aperto un apposito sportello) tutti i materiali prelevati abusivamente. Lo staff di Alemanno conta così di recuperare diverse centinaia di tegami arrugginiti, riviste vecchie ma ancora leggibili se ripulite dalle bucce e dai fondi di caffè, bastoncini per le orecchie spesso utilizzati solo da una parte. Capannelli. Il sindaco di Novara ha dato l'esempio: vietato sostare nei parchi in più di due persone per evitare capannelli sospetti. Verrà fatta un'eccezione per le coppie con bambino in carrozzina, a patto che la carrozzina sia telecomandata e segua o preceda i genitori di almeno dieci metri. Gruppi di quattro o più persone potranno sostare nei parchi solo divisi due a due, comunicando a distanza con un megafono o con un walkie-talkie. La legge ha però delle smagliature: per esempio una coppia che tromba in un parco, pur essendo formata generalmente solo da due persone, è lecita? Incidenti sul lavoro. È severamente vietato morire sul lavoro. Fortunatamente, dopo le osservazioni del leghista Castelli, quasi tutti i casi di morte sul lavoro sono defalcati a un reato meno grave, quello di simulazione. Chi si abbandona in posizione inerte da un'impalcatura rientra nella categorie dei fannulloni e verrà licenziato dal ministro Brunetta, sgridato da Castelli, multato dal sindaco di Novara e sepolto in terra sconsacrata. Casi gravi. Incrociando i provvedimenti di cui sopra, si deducono facilmente i casi più gravi di devianza sociale e di violazione delle leggi: cadere da un'impalcatura in più di due persone contemporaneamente; fare la questua in piscina davanti ai bambini; fotografare un minore che cade in un cassonetto precipitando da un'impalcatura; chiedere l'elemosina in capannello seduti su un cassonetto situato davanti a una piscina frequentata da minori; buttare un cassonetto in piscina fotografandolo; sostare in un parco pubblico in capannelli formati da un questuante, un fannullone e un morto sul lavoro. Infine (ai vertici della gravità) fotografare in gruppo, in un parco pubblico dotato di piscina, un minorenne che fruga in un cassonetto.
Per avere successo di questi tempi bisogna senza dubbio avere dei numeri: quelli telefonici.
L’indagine della Nielsen Company, pubblicata in questi giorni, infierisce senza pietà su quella che sembra ormai essere diventata la grande fissazione del Belpaese: il telefono cellulare. Stiamo dando una grande soddisfazione al povero Antonio Meucci, dopo tutto quello che ha dovuto sopportare in vita. Il sondaggio infatti ci informa che, tra tutti i Paesi europei, il nostro è quello con il maggior numero di schede telefoniche pro capite (il 46% degli Italiani ha almeno due Sim), seguito a distanza dalla Spagna e dalla Germania: “Sim ’e Napule, paisà” appare più che mai il nostro slogan nazionale. Non sappiamo come si comporteranno i nostri atleti nel corso delle Olimpiadi cinesi appena iniziate, ma questo record non può strapparcelo nessuno. Visti i dati resi noti dalla Nielsen, gli arbitri coinvolti in Calciopoli che, oltre all’utenza ufficiale, avevano la seconda scheda svizzera regalatagli da Moggi sono stati semplicemente dei precursori incompresi di una tendenza generale del Paese. E come spesso capita ai precursori, sono stati perseguitati (non fosse stato per il vago odore di cioccolato al latte che usciva dai loro cellulari, non li avrebbero mai scoperti). Un tempo l’espressione “due di tutto” si riferiva esclusivamente al corredo (due paia di lenzuola, due camice, due tovaglie...), oggi la locuzione può essere tranquillamente estesa a oggetti decisamente meno tradizionali come l’automobile e, appunto, la scheda telefonica.
Ma come mai sentiamo l’esigenza di avere due diversi numeri di telefonino? Uno per il lavoro, l’altro per la famiglia, è la prima risposta a rigor di logica. Oppure per sfruttare le tariffe migliori di diversi operatori (ecco un’altra argomentazione inattaccabile, l’avvocato Taormina vi costruirebbe sopra il processo del secolo). Ma forse, dietro questa curiosa bigamia telefonica dell’Italiano si nasconde qualcosa di più inquietante: una doppia identità, come Batman, il cavaliere oscuro. Solo che, nel nostro caso, il concetto di Batmobile si riferisce evidentemente alla telefonia. Usufruiamo un po’ tutti della tariffa “Jeckyll” e di quella “Hide”: la prima ci serve per comunicazioni come “arriverò con cinque minuti di ritardo alla riunione” o “dai un bacio da parte mia a zia Egle”, la seconda per messaggi del tipo “vorrei cospargerti tutta di marmellata di lamponi” oppure “dì all’assessore che porterò solo banconote di piccolo taglio”. La doppia scheda serve probabilmente proprio a questo, a separare cioè diversi ambiti della nostra esistenza: accendere o spegnere uno dei due cellulari, corrisponde quindi all’azione di ingurgitare la pozione o il suo antidoto da parte del geniale scienziato creato da Robert Louis Stevenson. A questo punto, si corre un solo grande pericolo: quello di fare confusione e mandare all’anziana nonna un sms ad alto contenuto erotico, e alla procace cassiera del bar i migliori auguri per l’ottantesimo compleanno.
L’unica soluzione, a nostro modesto avviso, sarà applicare a quelle telefoniche lo stesso principio rigidamente utilizzato in Italia per le schede elettorali, nelle ultime due elezioni politiche: controllarle e ricontrollarle. Con le schede non si può mai stare tranquilli.
Care Amiche ed Amici,
in questi ultimi tempi ho ricevuto via posta elettronica numerose e-mail contenenti storielle e/o allegati che quasi sempre ho provveduto a pubblicare, pensando che i lettori condividessero gli stessi miei gusti ed il piacere bonario dello scherzo e della giovialità che da sempre mi contraddistingue.
Purtroppo, a quanto sembra, non tutti erano d'accordo, anzi qualcuno di loro mi ha fatto notare, talvolta in modo anche abbastanza irritato, che i "contenuti" di queste e-mail erano dichiaratamente a sfondo sessista, oltre che decisamente superficiali, offensive e provocatorie.
Ho quindi ritenuto che da oggi farò pervenire soltanto immagini di carattere culturale, artistico o naturalistico, o quantomeno attinenti al patrimonio architettonico Europeo. In altri termini tutto ciò che è in grado di elevare il livello culturale generale.
In quest'ottica, per un buon inizio come si suol dire, ho pensato di allegarVi una veduta del famoso 'Pont Neuf' che si trova nella città di Toulouse (Francia). I lavori di costruzione cominciarono nel 16esimo secolo e terminarono in quello successivo.
Fu inaugurato dal Re Luigi XIV il 19 ottobre 1659.

A pochi giorni dalla cerimonia d’inaugurazione e dopo frenetiche trattative ai massimi livelli della diplomazia internazionale, ormai possiamo dirlo con relativa certezza: le Olimpiadi 2008 dovrebbero svolgersi in Cina. Dopo mesi di totale riservatezza, di censure, insomma di autentica cortina di ferro, venerdì inizieranno i Giochi di Pechino, il cui simbolo (considerate le durissime repressioni nei confronti dei monaci tibetani e dei dissidenti) sono un nuovo genere di cerchi olimpici: cerchi rogna. Da molte parti del pianeta, nel corso di questo ultimo anno, si sono levate voci di protesta favorevoli al boicottaggio dei Giochi contro lo spietato regime cinese. L’obiettivo era far sì che i partecipanti non si presentassero, che nulla funzionasse, che la stampa criticasse aspramente la gestione dell’operazione: insomma, fare in modo che le Olimpiadi somigliassero come una goccia d’acqua all’Alitalia. Ma il tentativo è fallito.
Lo strapotere economico del colosso cinese ha messo sotto scacco tutti i Paesi del mondo, con un atto di forza che ha spento ogni protesta: dopo le borse e le scarpe sono riusciti a copiare l’iPhone, mettendone in commercio un clone interamente fatto di pongo, con le stesse funzioni dell’originale, ma un prezzo di soli 3 euro. In questi giorni, il comitato organizzatore dei giochi (Bocog) ha diramato una serie di regole per i 500.000 turisti che invaderanno Pechino, una lista di divieti dal nome gentile, “Buoni costumi per Giochi di successo”, consultabile sul sito ufficiale della manifestazione: ad esempio, è severamente vietato apparire nudi in luoghi pubblici, il che in Italia causerebbe la chiusura di decine di rotocalchi da parrucchiere. Sarà proibito ubriacarsi e dormire all’aperto, attività che qui da noi hanno reso caratteristico e molto pittoresco Campo de’ Fiori a Roma. Tutte regole rigidissime che, dopo i casi Riccò e Baldini, forniranno un alibi inattaccabile ai nostri atleti che decideranno di doparsi: potranno dire che l’hanno fatto per dimenticare il clima opprimente e liberticida del villaggio olimpico. Inoltre, non si potrà sputare per terra, pronunciare parole che cominciano con “dir” (come diramazione, diretto, dirigibile, perchè potrebbero far pensare all’espressione diritti umani), usare parole di critica nei confronti degli involtini primavera, radersi ricorrendo a rasoi bilama in quanto «un Lama come recita un comunicato ufficiale ci basta e avanza».
Insomma, i divieti saranno i veri protagonisti di questa grande manifestazione sportiva cinese. Ma ce n’è uno che assolutamente non può essere tollerato da un vero sportivo: il divieto di offendere gli arbitri. Passi per i diritti umani, ma il diritto fondamentale di dare del “cornuto” al direttore di gara non può essere negato da nessun regime politico. A tale proposito c’è una storiella che gira fra i comitati olimpici di tutto il mondo. Un cane occidentale, vagabondando per le strade, incontra un cane proveniente dalla Cina. «Come ti trovavi nel tuo Paese?», chiede il primo. «Molto bene risponde il collega orientale in Cina c’è sempre qualcuno che si occupa di te, ti stanno vicino, ti danno da mangiare, ti curano se sei malato... ». «E allora perchè sei venuto via?», domanda incredulo il cane occidentale. «Ma che vuoi che ti dica... M’era venuta una tale voglia di abbaiare... ».
" ... No suspicion required for search of laptops, devices at border. The policies are truly alarming"
E' quanto ha affermato oggi il senatore Russ Feingold in merito alla delicata questione che sta affliggendo un pò tutti, americani e non: il vedersi sequestrare alla frontiera, sia in entrata che in uscita, il loro palmare, il loro notebook, il loro lettore MP3. Tutto ciò che è un dispositivo elettronico che abbia capacità di memoria, anche fosse solo di un kb, viene sequestrato per motivi di sicurezza nazionale. Oggi ho provato a parlare con un addetto alla sicurezza esponendogli una teoria: tutto, ma proprio tutto, in America è elettronico e tutto, ma proprio tutto, ha il suo bel banco di memoria, spesso e volentieri una flash rom (una memoria che può essere riscritta anche dopo essere installata). Anche un forno a microonde. Per cui se io mi compro un forno a microonde, nella ROM di gestione dei cibi ci tolgo la funzione di scongelamento e ci metto le mappe di accesso alla Casa Bianca, teoricamente mi dovrebbero sequestrare anche quello alla frontiera! E' un dispositivo, con una memoria, che sto tentando di far valicare oltre confine e, quindi, potrebbe finire nelle mani di Al Qaeda come nelle mani di un arredatore di interni. L'agente McRyan ha convenuto con me che ci potrebbe essere questo rischio e mi ha suggerito di comprare un forno a microonde in Italia, se non altro per non dover impazzire poi con l'adattatore delle spine. Fatto sta che al momento se mi voglio comprare un Iphone (che qui costa 499$ - 330 euro) c'è il rischio che me lo sequestrino e chissà se lo rivedo indietro in tempi ragionevoli.
Nei giorni scorsi mi sono recato in un career building (il nostro centro di collocamento) per dare un'occhiata alle varie offerte di lavoro, ma più che altro a scopo di curiosità. Come ogni struttura che si rispetti, il career building si trova all'interno di un edificio che ospita varie agenzie per il lavoro, dove nessuna fa concorrenza all'altra. Anzi, in caso di necessità, si aiutano tra di loro. Per cui ne ho scelto una a caso, sono entrato, un'addetta ai lavori mi ha dato una postazione Intranet dalla quale poter inserire i miei dati anagrafici e il mio curriculum vitae.
Al termine dell'inserimento mi è stata rilasciata un'utenza e password con la quale, anche da casa, posso verificare se ci sono posizioni aperte per il mio profilo. Dopodichè l'addetta agli inserimenti, dopo aver verificato l'esattezza dei miei dati (sospirando "Rome, the holy town") ha effettuato un breve colloquio per approfondire maggiormente determinati aspetti del mio passato lavorativo in Italia e quello che sto facendo ora negli States. Dopodichè, ha consultato il suo database e mi ha proposto tre opportunità lavorative, due in DC e una a Quantico, con una buona retribuzione mensile. Io ho spalancato gli occhi. Immediatamente ? Ora ? "Yes, what's goin' on ? Any problem ?".
Stavo per spiegarle il problema ma mi ha interrotto immediatamente "Coffee break, come on", portandomi allo Starbucks (nota catena di caffetteria) a prendere un caffè. E li le ho spiegato il mio problema: il mio visto di soggiorno è in scadenza, debbo rientrare in Italia e, visto che ci siamo, le ho spiegato anche come funzionano i centri di collocamento italiani, le varie agenzie interinali, ecc.
Dopo che ovviamente si è fatta due risate (le avevo messe in conto) mi ha spiegato come funziona in America. Si parte dal principio che se non hai voglia di lavorare e vuoi fare i soldi subito devi rivolgerti alla malavita. Ma se invece vuoi lavorare, le strutture per la ricerca del lavoro sono molto efficienti: la domanda è spesso superiore all'offerta e nel giro di pochi giorni, se non di poche ore, il lavoro si trova facilmente. Se si ha spirito di adattabilità si passa dal lavare i vetri alle finestre dei grattacieli al stare dietro una scrivania senza drammi, perchè quello che spesso conta non è tanto l'esperienza maturata in un determinato settore ma la voglia di lavorare del singolo individuo. Poi, se si cerca un qualcosa di specializzato in base alla precedente esperienza lavorativa, nell'arco di un paio di giorni si passa da un'azienda all'altra. A tutte le pratiche burocratiche ci pensa l'agenzia per il lavoro e, nel caso di straniero in forza lavorativa (come nel mio caso), ci pensa il datore di lavoro stesso a far avere un permesso di soggiorno per lavoro, superiore ai 90 giorni canonici.
Tutto questo ha un nome: flessibilità. In effetti il tempo indeterminato, nella maggior parte delle aziende, non esiste: c'è il continuo flusso, i continui arrivi e partenze di lavoratori, perchè, grazie alla flessibilità, ti mettono in condizione di poter cambiare lavoro, cambiare azienda, senza che te ne stia disoccupato. Se io mi stancassi un giorno di lavorare per l'azienda X e voglio passare a qualcosa di più qualificato, mi rivolgo a un job career che, nell'arco di poco tempo mi da un ventaglio di possibilità, consentendo di dare un minimo di preavviso al datore di lavoro. Che, in alcuni casi, arriva a fare le controproposte monetarie, per mantenerti al suo servizio. E, nel caso che un individuo dovesse restare senza lavorare per un pò di tempo, vuoi per fallimento aziendale, vuoi per malattia, vuoi per un problema legato alle assunzioni nella tua città, il governo interviene in aiuto del lavoratore disoccupato, invitandolo a presentarsi ogni 15 giorni presso un career building sia per valutare le nuove proposte, sia per ritirare un assegno di mantenimento (solitamente pari a circa l'80% dell'ultimo stipendio percepito) come forma di temporaneo sussidio (la durata è variabile, fino circa a dodici mesi).
Se si va ad analizzare un pò il discorso, questa cosa in Italia fu copiata dal precedente governo Berlusconi, facendo nascere agenzie interinali ovunque, seguendo il discorso della flessibilità. Purtroppo fu copiata solo l'idea ma non la fattibilità dando luogo a forme di precariato lavorativo, mancata flessibilità nel mondo lavorativo dove domanda e offerta non sempre s'incontrano, retribuzioni mensili non adeguate al costo della vita e soprattutto a lunghi mesi di disoccupazione senza percepire un soldo.
Ho lasciato l'addetta al job career con il sorriso sulle labbra, probabilmente fino a sera si farà ancora delle risate su quanto le ho raccontato e chissà quante altre persone farà ridere questa cosa.