Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
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L'annuncio di una cordata guidata dai figli di Berlusconi per sottrarre le spoglie di Alitalia ai francesi è stata accolta con grande interesse dagli analisti finanziari. Secondo alcuni la liquidità della famiglia, finora destinata soprattutto all'acquisizione di centinaia di ville identiche, con patio e pozzo rustico, in tutte le località turistiche del pianeta, basterebbe da sola a ripianare l'intero deficit nazionale e risollevare le sorti di tutti i comparti industriali. Sono allo studio diversi interventi risolutivi. Vediamo i principali.
Malpensa La famiglia Berlusconi rileverà Malpensa soprattutto per riqualificarla dal punto di vista estetico e urbanistico. Ogni pista sarà dotata di patio e ogni aereo di un prestigioso pozzo rustico, proprio dietro la cabina del pilota. Le sale d'attesa, delimitate da anonime vetrate secondo la sciatta usanza mondiale, saranno finalmente perlinate per conferire all'aerostazione il giusto orgoglio 'local', molto apprezzato dalla Lega che ha già fatto perlinare l'intera provincia di Varese. Ogni passeggero, con una modica spesa aggiuntiva, potrà ricoprire la sua valigia con uno speciale cellophan pitonato, ideato da Marina Berlusconi in persona, e prendere posto nelle salette vip, che saranno identiche alle altre ma si distingueranno per la scritta 'saletta vip', la presenza di soli passeggeri con bagaglio pitonato e una hostess che si premura di chiudere personalmente la bocca dei passeggeri che si addormentano con la bocca aperta.
Autogrill Le tristi cataste di caciotte e peluche, grazie alla gestione Berlusconi, verranno soppiantate da allestimenti di tutt'altro livello: le caciotte saranno confezionate in prestigiosi reggiseni, i peluche non rappresenteranno più i soliti orsetti e delfini, ma donnine nude, alcune a grandezza naturale, in grado di dire 'ti amo' con una semplice pressione sulle natiche. L'idea di moquettare l'intero tracciato dell'Autosole è invece stata abbandonata dopo avere valutato i costi del battitappeto. Si è ripiegato sulla moquettatura delle sole aree di parcheggio. I caselli saranno sostituiti da pozzi rustici, nei quali gettare il denaro contante, oppure da Telepass di nuova concezione, che riconoscono l'automobilista, lo salutano con nome e cognome e gli gridano di tornare subito indietro perché deve ancora ascoltare alcuni consigli pubblicitari, pena il raddoppio della tariffa.
Caffè Greco Perché lasciare il più prestigioso caffè di Roma nel suo decrepito aspetto di locale storico? Piersilvio Berlusconi in persona intende rilevarlo e trasformarlo in sushi bar. I vecchi camerieri potranno rimanare al loro posto ma verranno tatuati e dovranno servire i clienti a torso nudo, con un gilet argentato, danzando al suono della musica techno. Gli anziani clienti (senatori, intellettuali, professori con la gotta, turisti americani per bene) saranno costretti dai buttafuori a intingere il sushi nel cappuccino. In alternativa, a farsi un piercing. Un medico interno provvederà a soccorrere il presidente Napolitano quando, appena entrato nel locale, cadrà per terra inseguendo il suo caffè che fugge sul nastro rotante.
Fiat I modelli della gamma attuale rimangono legati a un concetto di popolarità che mortifica le ambizioni nei nuovi proprietari. Nemmeno la Panda con le basette lanciata da Lapo Elkann per ricordare il nonno viene ritenuta sufficientemente pacchiana dallo staff di Berlusconi, che intende rivoluzionare la produzione, valorizzando l'esperienza immobiliare del gruppo. Via la Punto e la Croma, arriveranno l'ammiraglia 'Superattico', con pozzo rustico nel bagagliaio, la media 'Prestigioso quadrilocale', con citofono, e l'utilitaria 'Soluzione interessante', parcheggiata sempre a soli venti minuti dal proprietario. Attesa anche la city-car per signore 'Luana', con il paraurti anteriore rifatto. Tutti i modelli avranno la possibilità di montare ruote col rialzo e come optional un avvocato seduto al fianco del guidatore.
Quest'uomo è disposto a tutto, pur di vincere le elezioni. Pensa se riuscisse a diventare il salvatore di Malpensa, l'Uomo della Provvidenza Lombarda, il neo Garibaldi del "Qui si fa l'Alitalia o si muore". Comprereste un aereo usato da quest'uomo che è disposto perfino a mettere in gioco le sudate paghette dei propri figli? Già una volta giurò sulle loro teste senza alcun ritegno ora vuole andare di soppiatto a romper loro i maialini di terracotta per arraffare l'ennesimo conflitto di interessi. Dopo le televisioni e le Poste, anche le linee aeree nazionali? E' disposto a tutto e chiede un prestito (!!) al governo italiano, cioè a noi, per formare una cordata che, se l'affare va male, potrebbe avvolgersi attorno al collo degli imprenditori coinvolti. Si sente un gran puzzo di tavolo da poker e di bluff. Ricorda Le Chiffre, il cattivone dell'ultimo film di James Bond. O Berlusconi ha una scala reale in mano o solo scartine. In ogni caso se andasse male direbbe che è stato frainteso, che lui non aveva mai detto di voler comperare l'Alitalia.
Avete mai visto la faccia di un coglione DOC ? No ? Andate a vederlo qui: http://dailymotion.alice.it/video/x4raif_il-video-di-friedrich_news?pmk=nothpstr2
oppure qui:
http://profile.myspace.com/index.cfm? fuseaction=user.viewprofile&friendid=77229684
Questo tizio ha ucciso due turiste a Roma con la sua auto, completamente ubriaco con un tasso alcolico nel sangue quattro volte superiore al consentito (si è rifiutato di sottoporsi al narcotest), ed è scappato senza prestare soccorso, ma è stato fermato dopo aver investito altre auto parcheggiate e cassonetti della spazzatura finendo la sua corsa contro un'edicola. Una pattuglia dei vigili della zona Prati lo ha bloccato e il magistrato lo ha posto agli arresti domiciliari.
L'investitore, 32 anni, è il figlio di Roberto Vernarelli, ex presidente del XVII Municipio di Roma e ufficiale della polizia municipale in pensione che ha dichiarato candidamente: "Mio figlio è un bamboccione"
(http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=fc1005b4-f501-11dc-b66e-0003ba99c667)
A voi i commenti ...
Roma, 6 feb. (Adnkronos) - ''Quando il Governo deve schierarsi dalla parte del cittadino o della Casta a parole dice di essere con il cittadino ma nei fatti sta sempre con la Casta''. Lo afferma il leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, che spiega: ''La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione''. ''E poi parlano di voler fare l'election day per ridurre i costi della politica -ironizza- Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perché questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l'inganno''.
Questa è quanto si riceve in posta elettronica in questi giorni ... io me lo sono andato a ricercare nelle notizie ufficiali, per verificare se fosse la solita bufala oppure no. E sul sito di Adnkronos ho trovato e riportato la notizia.
Il problema ora è un altro. Ricevo questa mail (e già mi girano i cosidetti perchè non è la prima che ricevo e non sarà neanche l'ultima), penso seriamente di aggiungere l'ennesimo filtro contro lo spam ma oramai ho talmente tanti di quei filtri che non passano più neanche le email serie. E allora m'incazzo: m'incazzo contro chi mi manda sempre lo stesso tipo di mail ("ah come sei permaloso e io che ne potevo sapere"), m'incazzo perchè questa mail come è arrivata a me sarà arrivata ad altri 50 milioni di italiani che la cestineranno e non verrà mai loro in mente di pensare "uniamoci, scendiamo in piazza e chiediamo il voto il 6 aprile cosi mandiamo affanculo Berlusconi e tutta la su' razzaccia infame con una settimana d'anticipo", m'incazzo perchè se tutto va bene quando andrò in pensione io dovrò sopravvivere con circa 500 euro al mese mentre qui c'è gente che va in "pensione" con bei soldoni e non debbono preoccuparsi di arrivare alla fine del mese ... m'incazzo perchè incazzarsi non serve a nulla se non a farti aumentare la bile.
Anche la formica operaia vuole il figlio dottore: una interessante ricerca condotta dall’entomologo inglese William Hughes e dal danese Jacobus Boomsma ci rivela con crudezza che le formiche non sono affatto altruiste, anzi, nella loro società vige il classismo, il nepotismo e la corruzione. Accidenti, questo davvero non ce lo aspettavamo: le formiche sono come noi. A meno che non si tratti di una calunnia messa in giro dalle cicale, comprensibilmente rancorose a causa della famosa favola di Esopo, si tratta di una sorpresa sgradita che ci fa crollare un’altra illusione, dopo quelle sull’esistenza del Tesoretto e sull’aumento dei salari.
Secondo gli scienziati, le formiche più furbe ed intraprendenti, grazie ad una vera e propria “spintarella” genetica, sono capaci di garantire una carriera reale all’interno del formicaio, fino al ruolo di regina, a chi vogliono loro. Insomma, come in una qualunque nostra Università. Gli Italiani hanno sempre nutrito stima e simpatia verso questi operosi imenotteri, tranne naturalmente quando se li trovano nella cucina del villino a Ladispoli, di conseguenza le rivelazioni pubblicate sull’ultimo numero della rivista americana Proceedings of the National Accademy of Sciences non possono che amareggiarci. Dunque, la società perfetta non esiste, neanche nel regno animale: la minuscola formica che guardiamo, ammirati e inteneriti, trasportare sulla schiena un chicco di grano molto più grande di lei, probabilmente sta pensando a come rivenderlo a prezzo maggiorato alla coccinella. Si, d’accordo, sono le uniche che ancora, apparentemente, rispettano la fila, ma se ci si ferma ad osservarle con attenzione per qualche minuto, si noterà che anche tra le formiche c’è quella che cerca di passare avanti, dicendo «Scusate, faccio presto... porto solo un granello di zucchero!». Caduto questo caposaldo della giustizia sociale il formicaio cosa altro verremo a sapere prossimamente dagli etologi, quale altro mito verrà sfatato dalla spietata logica della ricerca scientifica? Che le api costruiscono le loro cellette nell’alveare abusivamente, sperando nel condono? Che i topi lottizzano i canali delle fogne come facciamo noi con quelli televisivi?
Forse siamo solo agli inizi di una serie di clamorose scoperte riguardanti il mondo della natura. Non vorremmo che questo creasse un comodo alibi a tutta una serie di comportamenti molto discutibili di noi Italiani: Non pago le tasse? Ma neanche i tacchini lo fanno. Sono assenteista sul lavoro? E il koala allora, che non fa niente dalla mattina alla sera? Ho accettato la bustarella? E del canguro che vogliamo dire, che ci ha addirittura il marsupio? Tutte motivazioni che a molti potrebbero apparire ineccepibili, crediamo. Ma c’è una differenza fondamentale e macroscopica tra la nostra società e quella pur imperfetta delle formiche. Da noi, per liberarci di un politico corrotto, di un finanziere disonesto o di un cantante privo di talento, possono volerci decine di anni e la persona in questione può sempre rispuntare all’improvviso in una lista elettorale, in un reality show o come riscoperta in un programma di revival.
Nella società delle formiche invece, esiste una forma di giustizia rapida, indiscutibile e definitiva: il mocassino di un passante frettoloso.
Barbara sposami, perché quello che mi piace di te è il tuo sorriso, non certo i tuoi soldi.
Perché con te vicino sento che non dovrò più fare l'estratto conto alla terza settimana per vedere se bastano.
Perchè finalmente non vivrò più in una camera doppia alla periferia di Roma, ma potrò comprarmi l'intero quartiere.
Perché finalmente non dovrò più preoccuparmi di pagare la rata dell'auto, ma mi potrò comprare direttamente la società finanziaria che mi ha concesso il credito.
Perché con te non dovrò fare i turni per chi pulisce casa o lava i piatti.
Perchè con te non dovrò più preoccuparmi se i miei genitori invecchiano e avranno bisogno di assistenza che io non potrò dar loro, perché so che mi regaleresti una casa di riposo da mettere in giardino.
Barbara sposami perché più di ogni cosa non vedo l'ora di passare amorevoli serate davanti al caminetto con mio suocero a chiedergli come fece, in quell'aprile del 2008, a perdere quelle elezioni che aveva in tasca appena un mese prima....
ISTANZA DI MATRIMONIO RACCOMANDATA A.R. Roma, 13 marzo 2008 A Pier Silvio Berlusconi Oggetto: Istanza di matrimonio (ai sensi delle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008)
Il/La sottoscritto/a ______________________, nato/a a _________ il _______________, residente a ______________, in Via/Piazza _________________________, (Codice Fiscale ____________________), lavoratore/trice precario/a della Repubblica italiana, facendo seguito alle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008 rivolte ad una giovane lavoratrice precaria, che si riportano per intero: "Io, da padre - ha risposto Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". ED ESSENDO IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI DALLE SUDDETTE DICHIARAZIONI (CONDIZIONE DI LAVORATORE/TRICE PRECARIO/A E LODEVOLE SORRISO, - n.b. requisito quest’ultimo acquisito a seguito dei ripetuti colloqui per i rinnovi dei contratti) CHIEDE di potersi sposare con Lei e nelle more dell’espletamento della cerimonia di poter essere mantenuto/a con adeguato assegno di mantenimento. Ai allega a tal fine foto attestante il requisito del lodevole sorriso. Si dichiara altresì di non aver inviato analoga istanza ad altro milionario. Città, ………… (data) FIRMA (nome e cognome leggibili)
Vice Presidente Mediaset
Viale Europa 46
20093 Cologno Monzese (MI)
Una volta, la sola cosa che un uomo italiano medio avrebbe sentito il bisogno di plastificare, sarebbe stata la patente o la carta d'identità, oggi la situazione è radicalmente cambiata. Secondo un rapporto del Censis relativo al 2003, su un totale di 150.000 interventi di chirurgia plastica nel nostro Paese, 12.000 sono eseguiti su uomini, e la percentuale maschile sale al 20% al Nord. Evidentemente, di questi tempi, vista anche la situazione dell'economia nazionale, gli imprenditori stanno più attenti all'andamento delle borse sotto gli occhi che a quello delle borse internazionali. Si tratta di industriali e dirigenti d'azienda che probabilmente si sono fatti da soli, ma per "rifarsi" hanno deciso di fare ricorso ai chirurghi estetici.
Fino agli inizi degli anni '90, per sentirsi sicuro di sé, l'Italiano aveva bisogno di una solida posizione sociale, di un conto in banca cospicuo e di un buon titolo di studio, ora sembra essere sufficiente un contorno occhi senza zampe di gallina e un naso che non sembri un tubero informe. Le vecchie, sane liti di coppia, causate dalla gelosia o dalle intromissioni della suocera, sono ormai state definitivamente sostituite da quelle per stabilire chi ha finito la crema esfoliante o chi debba usare per primo il gel per il contorno labbra. Gli specialisti del settore ci informano che i trattamenti più richiesti dagli uomini sono la liposcultura per fianchi, addome e torace, oltre al trapianto di capelli e la rinoplastica. Un insieme di interventi costosi e definitivi, che danno origine a degli autentici (si fa per dire) mostri di bellezza. Insomma, se il barone Victor von Frankenstein decidesse oggi di creare una creatura in laboratorio, con ogni probabilità finirebbe per dare la vita ad un tronista della De Filippi. Così come se Narciso, da secoli simbolo dell'umana vanità e dell'amore per se stessi, cadesse in acqua di questi tempi per specchiarsi, non affogherebbe: con tutto il silicone che avrebbe addosso, galleggerebbe come un canotto.
Se l'utilizzo di sostanze plastiche continuerà a dilagare, oltre che tra le signore anche tra gli uomini, di qui a qualche anno per le tumulazioni bisognerà ricorrere alla raccolta differenziata: la carne e le ossa da una parte, la plastica dall'altra. L'unico rischio che forse si corre, in questo tourbillon di corpi maschili e femminili che si alternano nelle sale operatorie, è che un attempato commerciante di Varazze si risvegli dall'anestesia con una splendida quarta misura di seno. Purtroppo, la scienza reclama da sempre le sue vittime. Nell'immaginario collettivo, un tempo solo i latitanti, tra gli uomini, si facevano cambiare i connotati per non essere riconosciuti e attirare l'attenzione delle forze dell'ordine. Adesso, invece, si ricorre al bisturi proprio per attirare l'attenzione ed essere riconosciuti da coloro che ci circondano e che poi diranno sottovoce, dandosi di gomito "Hai visto Franco? Con il naso nuovo sta molto meglio…".
A nostro modesto parere, non è casuale che questo straordinario boom della chirurgia plastica maschile si manifesti in concomitanza con una delle più accese campagne elettorali dal dopoguerra ad oggi. Con tutti i politici che hanno perso la faccia in questi ultimi anni, la chirurgia plastica può rilanciare la carriera di una buona parte del nostro Parlamento.
Drammatiche notizie dal Paese Reale, inteso nel senso di monarchia britannica. Il principe Carlo, in vista della sua ascesa al trono, ha realizzato la prima grande riforma per andare incontro alle principali e più urgenti esigenze del popolo inglese: ha ordinato ai suoi chef di non comprare più il foie gras. Più avanti, un altro passo decisivo: mai più il tartufo sul risotto ai funghi.
L’erede al trono di S.Giacomo non vuole più consumare questo tipico prodotto francese, per protesta contro le inaccettabili condizioni di allevamento delle oche, alimentate forzatamente fino allo spappolamento del fegato. Si tratta di una lodevole iniziativa animalista, anche se viene da chiedersi: perché no al foie gras e sì alla caccia alla volpe? Perché le oche sì e le volpi no? Forse si tratta di una questione di affinità: in questi anni, il principe Carlo non ha dato proprio l’impressione di essere una volpe, mentre con le oche potrebbe trovare delle convergenze. Una motivazione ineccepibile, ma troppo semplicistica per spiegare una presa di posizione così dura e radicale. In realtà, il principe di Galles ha sempre mostrato una grande sensibilità nei confronti del degrado ambientale, anche perché un ambiente più degradato di quello della corte britannica non è facile da trovare: figli turbolenti, mogli ingovernabili, cognate ciuccia-alluci, scandali, raccapriccianti cappellini materni.
Certo, la sua decisione non potrà non causare gravi contraccolpi internazionali, da oltremanica arrivano già le prime reazioni: Sarkozy ha definito «un’autentica schifezza» il roast beef, mentre Carla Bruni ha dichiarato che tra il profitteroles e la zuppa inglese non c’è paragone. Dal canto suo, il nostro Vittorio Emanuele di Savoia, per solidarietà con il principe britannico, ha dichiarato che non mangerà più il capitone a Natale ed Amedeo d’Aosta faccia come gli pare. Insomma, la scelta di Carlo può suscitare polemiche, consensi e risvegliare storiche rivalità. Pur comprendendo il suo grande amore per gli animali (è arrivato al punto di sposare un cavallo), avrebbe forse dovuto agire con maggior diplomazia. Non riusciamo poi ad immaginare in cosa consisteranno, da oggi in poi, gli spuntini a Buckingham Palace: pane e salame sembra un’accoppiata troppo plebea, il ciambellone per essere buono dev’essere fatto dalla mamma, e la regina Elisabetta non ci sembra il tipo. E trovare una pizzeria a taglio a Londra non è cosa semplice. Eppure ci pare di capire i motivi profondi che hanno spinto il rampollo dei Windsor a prendere una decisione così grave ed estrema. Carlo comprende profondamente la tragedia, il dolore, l’insopportabile condizione delle oche in attesa di trasformarsi in quello che è considerato uno dei piatti più prelibati della cucina mondiale. In tanti anni, questo sessantenne dalla carriera così modesta (alla sua età, è ancora principe), ha dovuto subire tradimenti, rimproveri di tutti i generi, crudeli critiche ai propri padiglioni auricolari, la ribellione dei figli, infamanti accuse dai tabloid di tutto il mondo, crollo della fiducia dei suoi sudditi superiore a quello degli ascolti di Sanremo, pesanti insinuazioni sull’avvenenza del grande amore della sua vita, netta sensazione che la madre si sia incollata la corona in testa con il vinavil.
È comprensibile che lui stesso, come le povere oche francesi, abbia il fegato che sta per scoppiare.