In Medio Stat Virtus

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giovedì, 31 gennaio 2008
La marcia su Roma

Lo psiconano minaccia la marcia su Roma se non si vota subito con la legge porcata che fece approvare in tutta fretta nel 2006. La legge mantenuta in vita allegramente per due anni dal centro sinistra TOGLIE al cittadino il voto di preferenza. Vuol dire, ad esempio, che Cuffaro e Cirino Pomicino possono essere eletti senatori da Casini e da Berlusconi e i cittadini possono solo stare a guardare.
Testa d’asfalto non le manda a dire sul rinvio delle elezioni: "Milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle”. Bossi ha
rincarato la dose: “Se non si va al voto facciamo la rivoluzione. Ci mancano un po' di armi, ma prima o poi quelle le troviamo”. Qualche simpatizzante gli ha inviato dei proiettili calibro 38, così si porta avanti con le munizioni. In un Paese normale queste persone sarebbero almeno agli arresti domiciliari.
Il probabile futuro capo del governo, del quale abbiamo perso il numero di prescrizioni, ha
un paio di processi aperti. Uno per corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato David Mills che dovrebbe concludersi ad aprile. Straordinaria coincidenza con le elezioni anticipate. E per il quale rischia sei anni di carcere. Un altro per presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset. In nessuna democrazia del mondo una persona potrebbe candidarsi premier con due processi a carico. Pensate a Obama o a Hilary accusati di corruzione. Ho il sospetto che l’Italia non sia più, da tempo, una democrazia, ma una dittatura morbida.
Alla marcia su Roma va data una risposta ferma e implacabile. Italiani!!!!!!!!!!
Tutti alla “Gita su Roma”.

marciaSe lo psiconano suonerà le sue trombe, noi suoneremo le nostre campane. In caso di marcia organizzerò una gita turistica di massa nella Città Eterna. Il percorso si snoderà attraverso le sedi di partito. Un’occasione irripetibile per vedere dal vivo i ruderi della politica. E fotografare i nostri dipendenti. Un evento da raccontare ai nipoti. Meglio della caduta del Muro di Berlino. Italiani!!!!!!!!!

(dal blog di Beppe Grillo)

Scritto alle 07:00 | link | commenti | commenti (popup)
umorismo, sociale

lunedì, 28 gennaio 2008
O mangi questa minestra ...

Lo ha sedato per due anni con il preciso intento di tenerlo buono: in sostanza, quello che ha cercato di fare Prodi con Mastella senza risultati apprezzabili.

Una donna di Giarre, una giarrettiera diciamo, è stata arrestata per aver somministrato farmaci al coniuge, con lo scopo di inibirne il desiderio sessuale e concedersi, in maniera esclusiva, al suo amante. Per spiegarla in due parole: sedava e si dava. Per il povero marito siciliano sono stati due anni terribili, privi di soddisfazioni, durante i quali non ha combinato niente, un po' come il biennio di Giancarlo Cimoli alla guida dell'Alitalia. Ad accorgersi del turpe inganno sono stati i medici che, dopo le analisi di rito, hanno invitato il poveretto a sospendere l'assunzione di farmaci che lui non sapeva di ingerire, quotidianamente, mischiati al cibo. C'è da dire che la moglie fedifraga non è stata fortunata: vista la situazione della Sanità italiana, l'astuto espediente farmacologico avrebbe potuto essere scoperto tra vent'anni e forse più. L'uomo, ignaro di tutto e debole come una maggioranza al Senato, parlava con imbarazzo di questa sua condizione e temeva che la mancanza di rapporti potesse alzare un muro, poi rivelatosi un bromuro, tra lui e la consorte.

Certo la signora Angela, questo il nome della mantide di Giarre, si era rivelata la moglie più comprensiva del mondo: "Ma no caro, non preoccuparti... lo sai che non bado a queste cose... anche se il giorno del nostro anniversario ti sei addormentato sulla pasta alle sarde, non c'è problema. La cosa più importante è la stima reciproca...". Forse alcuni piccoli segnali avrebbero dovuto insospettire il malcapitato, come ad esempio il fatto che la moglie, quando tornava dalla spesa, avesse molte più buste della farmacia che del droghiere. O anche il fatto che la donna gli suggerisse continuamente letture sulla meditazione e la spiritualità nel rapporto di coppia e che lo tenesse continuamente occupato con commissioni di fondamentale importanza, come andare a comprare i cotton fioc alle undici di sera. Ma spesso l'amore, la fiducia e soprattutto le sostanze psicotrope, non ti fanno vedere cose che ad altri paiono palesi. Possiamo solo immaginare il drammatico crollo di autostima del cinquantenne catanese in questione, a causa delle sue inesistenti prestazioni sotto le lenzuola.

Ora non ci resta che attendere gli sviluppi processuali della vicenda, dopo che i carabinieri di Fiumefreddo hanno arrestato la donna ed il suo amante con la pesante accusa di "adunata sedativa". Un solo dubbio, un solo interrogativo rimane a turbare le riflessioni e le discussioni da bar dei concittadini della vittima: perchè ricorrere ai farmaci, pericolosi e facilmente riscontrabili nelle analisi cliniche, per annientare qualsiasi istinto vitale, quando sarebbe bastato sottoporre il pover'uomo alla visione di una qualunque puntata di Porta a Porta, per ottenere lo stesso risultato? La signora Angela ha voluto strafare e l'hanno beccata. Il crimine non paga.

Resta un problema: con gli arretrati che ha, il marito in questione rappresenta un pericolo per qualunque forma di vita presente nella Regione Sicilia, fichi d'India e Presidente Cuffaro compresi.

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dito-ar-qlo, dito ar qlo

sabato, 26 gennaio 2008
A volte ritornano

Il ritorno sulla scena degli operai ha fortemente sorpreso gli studiosi di ogni ordine e grado, convinti che la specie fosse estinta da almeno un paio di generazioni. L'ipotesi più diffusa era che gli operai fossero scomparsi in seguito alla caduta di un gigantesco meteorite. Secondo uno studio di Confindustria, gli operai si sarebbero invece evoluti in 'risorse umane', una forma di vita inerte, del tutto priva di caratteristiche antropomorfe. Piuttosto accreditata anche la tesi della morte per fame, propugnata da un ricercatore che ha trovato una busta paga fossile durante gli scavi per la trasformazione della Innocenti in un residence.

Solo da un paio d'anni voci incontrollate sostenevano che gli operai erano tutt'ora rinchiusi nelle fabbriche, loro habitat tipico. Ma la diceria contrastava nettamente con la convinzione diffusa che le fabbriche fossero tutte dismesse, e trasformate in loft per pubblicitari e architetti. Ed è stato proprio un pubblicitario milanese, trasferito da poco nel reparto pistoni dell'Alfa Romeo da lui ritenuto un enorme open space ideale come abitazione, a dare l'allarme. Insospettito dal fragore spaventoso che gli impediva di dormire, si è reso conto che tra il living e la sauna era ancora in funzione una catena di fusione con trecento addetti, carrello su rotaia per trasportare le scorie, mensa aziendale e sirene di fine turno. Una convivenza impossibile, soprattutto quando al cambio turno di notte centinaia di operai passavano dalla sua camera da letto chiacchierando maleducatamente. Il pubblicitario ha subito avvertito le autorità: gli operai esistono ancora. Il problema adesso è: che farne?

Riqualificazione È possibile riqualificare gli operai, adattandoli alle mutate esigenze di immagine delle aziende moderne? Nonostante la loro natura rozza (si nutrono soprattutto di trippa, frittata di cipolle, salumi e vino rosso, disdegnano i cibi destrutturati e il sushi), alcuni esperti sostengono che si può fare. L'obsoleta tuta blu chiazzata di unto e bucherellata dai frammenti incandescenti può essere sostituita dalle nuove salopette a vita bassa disegnate da Lapo Elkann, in vivacissimi colori acidi, con il pratico tascone portabulloni e l'indispensabile berretto di tweed con la scritta 'top manoval'. Obbligatorio il biglietto da visita che ogni operaio avrà cura di scambiarsi ogni mattina con i compagni di reparto: non serve a niente, ma conferisce al lavoratore un tratto di managerialità. Le buste-paga rimarranno invariate, ma saranno ridisegnate da un grafico giapponese: suggestivi ideogrammi sostituiranno le cifre.

Ricerca scientifica Finanziato dalla Thyssen-Krupp, un pool di ricercatori sta studiando la possibilità di riciclare gli operai per esperimenti scientifici. Più completo del ratto da laboratorio, meno tutelato dello scimpanzè, pare che l'operaio, abituato agli spazi ristretti dei condomini di periferia, sia particolarmente adattabile alla vita in gabbia, e si affezioni facilmente ai suoi aguzzini in cambio di quel cibo caldo che non è più in grado di procacciarsi da solo.

Parchi tematici Il piano prevede di sostituire la manodopera con i robot, e destinare gli operai a popolare parchi tematici, denominati Cipputi Park, per turisti e visite scolastiche. Famiglie operaie al completo verranno lasciate libere in ampi spazi suburbani, completi di discariche, semafori rotti e giganteschi discount. I visitatori potranno osservarli mentre si nutrono di surgelati e giocano a ramino. Sarà vietato lanciare cibo agli operai, ma consentito sottrarglielo di bocca, per abituarli a conservare le condizioni di vita caratteristiche della specie. In giornate particolari, suggestivi cortei operai con fischietti e campanacci attraverseranno il parco tematico per la gioia dei bambini. Il Cipputi Park di Berlino calcola di triplicare i suoi incassi grazie al turco Kemal, l'operaio albino frutto di una rara mutazione genetica per avere inalato vapori di candeggina.

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sociale, dito-ar-qlo, dito ar qlo

giovedì, 24 gennaio 2008
Nasce una nuova carta di credito ...

Mastecard

Ecco la Mastelcard e prevede tre formule: la Basic, la Gold e la Platinum.

Coloro che la richiederanno potranno usufruire di tutti, ma proprio tutti i privilegi del ministro. Fra i quali: viaggio sull'Airbus presidenziale per il gp di Monza, pensione di giornalista senza aver fatto nemmeno un articolo, possibilità di mantenere in vita un giornale clandestino. E ancora: uno speciale indulto facile, la possibilità di avere sei appartamenti sul Lungotevere a un terzo del prezzo di mercato.

"Tutto è possibile con Mastelcard"

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umorismo, dito-ar-qlo, dito ar qlo

lunedì, 21 gennaio 2008
Punti premio

Punti rubati vergognosamente: sembrerebbe l’ennesimo triste episodio di calciopoli, invece per una volta, incredibilmente, Luciano Moggi non c’entra niente. È successo a Passoscuro, patria della suggestiva sagra della Tellina, a pochi chilometri dalla Capitale, dove un signore è passato dalla Centrale del latte alla centrale della polizia in pochi minuti, denunciato dall’azienda comunale di cui è dipendente per il furto di migliaia di “punti fedeltà” rimossi dalle confezioni. L’uomo li raccoglieva freneticamente sulle apposite schede e li inviava all’azienda, il tutto sotto falso nome. Cosa ha insospettito i funzionari della Centrale del latte? Forse l’identità usata dal quarantenne pregiudicato: aver firmato i moduli per la richiesta dei premi con nomi come George Bush o Leonardo da Vinci, può aver convinto i responsabili del settore premi ad avviare delle indagini. Oppure la preoccupazione, vista l’enorme quantità di punti e quindi di prodotti acquistati, che un cliente stesse tentando il suicidio con i latticini. Insomma, un individuo disperato.

Con il colesterolo in zona Uefa, un kamikaze dello yogurt. Sta di fatto che le mucche dell’Agro Pontino non ce la facevano più a tenere il passo con il consumo che la spaventosa raccolta punti del soggetto in questione lasciava immaginare. Sembra che gli allevatori minacciassero un sit in di frisone sotto Montecitorio, per protestare contro lo stress dei loro animali. Il raggiro andava avanti ormai da sei mesi e l’abitazione del truffatore era piena di piccoli elettrodomestici, articoli sportivi, completini per bambino, biancheria per la casa e un servizio da prima colazione in ceramica sufficiente per l’intera caserma della Cecchignola. Può darsi anche, però, che a spingere questo nostro connazionale verso il crimine non sia stata la banale avidità, ma il desiderio irrefrenabile che ogni Italiano cova dentro di sé, di accaparrarsi premi di qualunque tipo con le raccolte punti. Per questa ormai radicata tradizione, siamo pronti a tutto, anche alle ignominie più efferate: acquistare una tonnellata di carta igienica doppio velo o di confezioni di merendine, per portarci a casa magari una tovaglietta del buon mattino o il pratico aspira-briciole a batteria.

Sì, perché quando è gratis, tutto sembra estremamente utile, anche se si tratta di oggetti che non useremo mai, per tutto il corso della nostra esistenza. Cosa infatti può spingere un europeo, magari di cultura media e benestante, a cercare disperatamente di ottenere, raccogliendo i punti di uno stracchino, servizi da macedonia e scaldacornetti elettrici? Non esiste una risposta razionale a questa domanda. Ecco perché chiediamo clemenza per questo dipendente della Centrale del latte che, probabilmente, è entrato nel tunnel della raccolta premi, senza più trovare la forza di uscirne. Anche perché, come già detto, poco dopo che l’oggetto omaggio ti è entrato in casa, provi il ragionevole desiderio di liberartene al più presto. A tale proposito, sembra che la drammatica emergenza rifiuti in Campania, che tante polemiche sta suscitando in Italia, non sia stata determinata dalla mancanza di inceneritori, ma dalla sfortunata coincidenza, che ha portato migliaia di napoletani a liberarsi simultaneamente dei premi ottenuti dalla Centrale del latte di Napoli.

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dito-ar-qlo, dito ar qlo

lunedì, 14 gennaio 2008
Dalle pattine al pattume

Forse Mani Pulite è fallita, ma due camere e cucina pulite sembra essere un’operazione che riesce perfettamente nel nostro Paese. Un arguto studio britannico, svolto da Datamonitor, una compagnia che si occupa di analizzare i consumi, ha decretato che gli Italiani sono il primo popolo europeo per spesa in prodotti per la pulizia della casa, seguiti dagli Spagnoli e, a grande distanza, dai Paesi del nord Europa.

I Tedeschi avranno l’industria pesante e gli Inglesi il prestigio internazionale, ma un salotto pulito come il nostro non ce l’ha nessuno nel vecchio continente. È una notizia che ci fa particolarmente piacere e ci rincuora, specie in un momento come questo, in cui l’immondizia partenopea sta facendo una tournée per tutta l’Italia, neanche fosse una rockstar di successo. Obiettivamente, all’aspetto e alla pulizia della nostra casa ci teniamo moltissimo ed è un attenzione certamente lodevole. Il problema è che, come usciamo sul pianerottolo, questa tendenza al lindore scema immediatamente. Dalle pattine al pattume: questo potrebbe essere il titolo di un nuovo, commovente episodio del libro Cuore. L’italiano perde due ore a lucidare le maniglie e poi lascia che il proprio cane la faccia sul marciapiede sotto casa. Mette a posto la cucina con dedizione maniacale, ma un attimo dopo scrolla la tovaglia dalla finestra. Ci teniamo moltissimo che nostro zio noti il corretto utilizzo dell’anticalcare sulla rubinetteria di cucina e bagno, ma se poi il pover’uomo deve scavalcare cumuli di immondizia per arrivare al nostro citofono, non ce ne frega un granché. Questo atteggiamento potrebbe portare qualche osservatore straniero a ritenere che abbiamo uno scarso senso dello Stato e la cosa ci dispiacerebbe. La verità, forse, è che tutto ciò che non riusciamo a fare con le Istituzioni (le riforme, rinfrescare la Costituzione, fare una pulizia profonda tra i nostri rappresentanti in Parlamento), lo facciamo con ingresso, tinello e camera da letto.

In Italia, dove, come ci dice lo studio inglese non badiamo a spese, esiste una quantità di prodotti per la pulizia della casa assolutamente impressionante: per i pavimenti, per il legno, per tutte le superfici, mangiapolvere, bevigrasso, umilia cattivi odori, prodotti per i tessuti dei divani, per specchi e vetri, per impedire che nonno smollichi sulla poltrona damascata. La prova più impegnativa cui viene sottoposta la nuora media italiana, è la visita a casa della suocera. Se il pavimento non è uno specchio e le tende del salone non sono pulite, il giudizio sarà sicuramente duro e definitivo: “Il mio bambino poteva pretendere di meglio”. La notizia che ci arriva dalla Gran Bretagna è comunque positiva, non ci resta che sperare che la pulizia tracimi dalle nostre abitazioni e raggiunga le strade, gli ospedali, le stazioni, i giardini pubblici. Siamo i più puliti della Comunità Europea, nonostante tutto e qualunque cosa accada. Potremmo sempre ricevere in casa uno svedese, un portoghese o un polacco e gonfiare il petto pieni d’orgoglio di fronte al nostro water immacolato. L’economia vada come vada, quand’anche la situazione dovesse peggiorare e non sono pochi gli esperti che lo ritengono possibile potremmo sempre vantarci per la nostra abilità nei lavori domestici.

Magari torneremo nelle palafitte, ma saranno delle palafitte pulitissime.

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lunedì, 07 gennaio 2008
So tutto io !!!

La società occidentale somiglia ormai sempre più ad un gigantesco cruciverba senza schema: tutti gli incroci sono possibili, anche i più assurdi. In questi giorni una grande associazione britannica che promuove il sapere scientifico, Sense About Science, ha polemizzato con le star di Hollywood Nicole Kidman e Gwyneth Paltrow, accusandole di parlare a vanvera di medicina. In una ipotetica traduzione in italiano, sarebbe come se Antonino Zichichi litigasse con Deborah Caprioglio sui principi della fisica quantistica. Sense About Science rimprovera alle due attrici di non essersi informate adeguatamente prima di pubblicizzare prodotti che, in realtà, non hanno nessuna validità scientifica. La sola cosa su cui le due belle signore si sarebbero informate, a detta dei maligni, è la cifra dei loro cachet.

Si potrebbe obiettare, seguendo questa logica, che anche il nostro Mike Bongiorno, prima di reclamizzare una marca di prosciutto, dovrebbe lavorare per alcuni mesi in un allevamento suino. Ma Mike, ad essere onesti, non si è mai prestato ad ambigue comunicazioni pseudo-scientifiche. La Tuttologia, cioè la scienza che permette di affrontare qualsiasi argomento e di esprimere pareri illuminati, specie se non si ha su di esso nessuna competenza, è molto praticata in Italia: da anni a Porta a Porta si può ascoltare Alba Parietti parlare di politica, Giovanni Trapattoni commentare l’andamento dell’indice Mib, Gianfranco Vissani caldeggiare la diffusione degli infissi in alluminio e Topo Gigio disquisire di teologia. La nuova regola è questa: l’ospite deve pronunciarsi su questioni che non conosce minimamente. Di questo passo, è immaginabile in tempi brevi una nuova edizione di Colpo Grosso presentata da Roberto Formigoni. Anche la politica nostrana ci ha abituato a lungo a vedere personaggi ricoprire cariche, senza avere la necessaria preparazione: abbiamo avuto ministri di Grazia e Giustizia laureati in Ingegneria, titolari del dicastero della Salute che non avevano mai fatto neanche un’iniezione, responsabili del bilancio pubblico che avrebbero avuto da imparare da un qualsiasi normalissimo ragioniere. Dopo il prossimo Festival di Sanremo, probabilmente Anna Tatangelo potrà aspirare al ministero delle Pari opportunità, visto che presenterà una canzone sul tema scottante dell’omosessualità.

A questo punto, per gli italiani si aprono nuove, interessanti prospettive per impiegare il tempo libero: se una sera non c’è niente in televisione, si potrà uscire ed andare a partecipare alla riunione di un altro condominio. Se Valeria Marini mette bocca sul rilancio del Mezzogiorno, perché noi non dovremmo dire la nostra sull’orario di accensione dei riscaldamenti della palazzina di fronte? Forse è questo uno dei principali problemi del nostro Paese: molti aprono bocca e le danno fiato.
Finché lo fa il barista parlando della Nazionale di calcio, passi, quando invece lo fa un sottosegretario parlando di politica estera, la cosa può essere pericolosa.

Se in futuro il vostro elettrauto, magari in un momento di scarso lavoro, si proporrà per estrarvi un molare, non trattatelo male. È una inevitabile, modernissima, devastante tendenza nazionale.

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domenica, 06 gennaio 2008

Sexy Witch

Non è vero che la befana vola a cavallo di una scopa, non è vero che è cartaimpecorita a causa dell'avanzata età e, soprattutto, non è vero che ha le scarpe tutte rotte.
Io posso dirvelo con certezza, perchè proprio oggi in un centro commerciale della mia città, l'ho vista; ho visto la befana!
Era alta, mora, sui trentacinque anni e indossava un tailleur color carta da zucchero con un generoso decoltè dal quale, con un po' più di intraprendenza da parte mia, avrei potuto scorgere anche il pizzo del reggiseno che, per la cronaca, era di colore nero con ricami a motivi floreali e la chiusura nella parte anteriore per mezzo di un piccolo fermaglio a forma di rosa.
Avanzava per le corsie dell'ipermercato spingendo un carrello colmo di ogni ben di Dio, altro che sacco di juta pieno di carbone, e lo faceva ancheggiando senza ostentazione, su un paio di gambe tornite da un mano suprema, vestite da calze autoreggenti color glacè, sormontate da una balza in pizzo che finivano dentro ad un paio di scarpe a tacco alto, che facevano pendant coi capelli.
Nel suo incedere, lasciava nell'aria una delicata scia di profumo; 'Versace Crystal Noir', direi.
Nei pressi della cassa, poco prima di finire di riporre la merce acquistata nei sacchetti della spesa, ha alzato lo sguardo verso di me, abbozzando un timido sorriso.
Nonostante la mia proverbiale freddezza, la carta di credito con la quale mi apprestavo a pagare mi è caduta di mano e, quando mi sono risollevato dopo averla raccolta, lei non c'era più.
Per me, fino a prova contraria, quella era la 'befana'. Sono pronto a scommettere, anche adesso che è mezzanotte, ed io sto' qui in trepidante attesa.

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umorismo, sex , curiosità

'Na tazzulella 'e cafè

A differenza del caffè nella macchinetta, lo straniero continua a non passare, oggi come durante la Grande Guerra. Alcuni giorni fa abbiamo appreso dalle colonne del Financial Times che l’Italia non è tra le priorità strategiche della multinazionale americana del caffè Starbucks. In poche parole, hanno rinunciato, almeno per il momento, ad imporci la loro ciofeca.

Sul fronte dell’abbigliamento, dell’Informatica e su quello dell’hamburger abbiamo capitolato già da anni, l’espresso rimane quindi l’ultimo baluardo di un italianità ancora fedele al motto “Moka e buoi dei Paesi tuoi”. Inoltre, la definizione di “colosso americano del caffè” attribuita alla Starbucks dai media ci sembra decisamente fuori luogo e alquanto velleitaria, come se da noi nascesse il “gigante molisano del sushi” o la “multinazionale friulana del whisky”. Ma si sa che gli americani hanno una propensione naturale per il kolossal e bisogna avere pazienza. Per di più, la Starbucks propone alla sua gentile clientela varie reinterpretazioni della nostra bevanda nazionale con aggiunte che a Napoli, e forse anche a Rovereto, provocherebbero delle autentiche insurrezioni popolari: alla menta, alla vaniglia, alla cannella, al ginger. Al confronto, il caffè della Peppina di uno Zecchino d’oro di tanti anni fa, che si faceva con la marmellata, il formaggino e le ali di farfalla, ci sembra un’ottima idea per iniziare bene la giornata. Probabilmente, gli Americani non hanno capito bene cosa significhi il caffè qui da noi: si tratta di un meraviglioso monumento al pluralismo, quale nessun sistema proporzionale sarà mai in grado di erigere: in tazzina, al vetro, corto, lungo, macchiato caldo o freddo, con panna.

La pausa caffè per gli Italiani è il principale momento di socializzazione, una delle poche regole condivise a destra come a sinistra, l’occasione per dimostrare generosità ad amici e colleghi (“Oggi il caffè lo offro io!”), il parametro ideale per una giusta mancia (“Tenga... si prenda un caffè”). Il barista di fiducia è una precisa figura di riferimento, con cui scambiare due parole sul tempo o su un fuorigioco inesistente, difficilmente sostituibile da una decina di ragazzotti che, a rotazione e in divisa, si avvicendino dietro il bancone. Insomma, se ci sono delle cose che sappiamo fare bene sono proprio le azioni che ruotano intorno al caffè: prepararlo, servirlo, offrirlo, degustarlo. Qualora esistessero delle multinazionali americane specializzate nella diffusione a livello mondiale di riforme pensionistiche, fair play sportivo, che sapessero lanciare catene di locali nei quali imparare l’educazione stradale o la raccolta differenziata, ebbene da noi potrebbero trovare un mercato e riscuotere, probabilmente, un certo successo. Ma sul caffè ci devono lasciare stare, è forse l’unico campo nel quale neanche i cinesi hanno mai provato ad imitarci.

A meno che gli Americani non tentino una vendetta tardiva per i nostri spaghetti western degli anni ’60, ma ci sembra un’ipotesi improbabile. Per di più, i saloon e gli accampamenti apache in Puglia noi li ricostruivamo molto bene, sulla qualità del loro caffè invece sorge più di qualche dubbio. Teniamoci dunque il nostro espresso, il Patto Atlantico non sarà messo in discussione da questo. Anche perché , a detta dei maligni, di corretto in Italia c’è rimasto solo il caffè.

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dito-ar-qlo, dito ar qlo

sabato, 05 gennaio 2008
Il cetriolo

1. La lunghezza media e' di 25 cm
2. Il cetriolo, se vuoi, lo puoi mangiare
3. Quando lo compri, puoi prima vederlo e toccarlo, prima di decidere se portartelo a casa
4. Puoi prenderti quanti cetrioli vuoi
5. Sai sempre dove il tuo cetriolo e' stato prima
6. Non ti sorprenderai mai, se scopri che il tuo cetriolo è sposato, finocchio, sta con te ma si fa tua sorella
7. Non importa quanti anni hai, puoi sempre trovarti un cetriolo fresco
8. Il cetriolo accetta che tu la mattina vuoi essere lasciata in pace
9. Il cetriolo lascia sempre il coperchio del cesso come lo trova
10. Al cetriolo non importa che periodo del mese e'
11. Il cetriolo non e' mai geloso del ginecologo, del massaggiatore, del parrucchiere
12. Il cetriolo non arriva mai tardi la sera ubriaco con i suoi amici
13. Il cetriolo non russa
13. Il cetriolo non ti lascia mai per un'altra donna, un altro uomo, un altro cetriolo
14. Il cetriolo non ti chiederà mai di mettere biancheria di cuoio e di farti frustare
15. Non ti farà mai una scenata, se ti trova con altri cetrioli
16. Non ti dirà mai che le dimensioni non sono importanti
17. Il cetriolo non dirà mai ai suoi amici che non sei più vergine
18. Il cetriolo non chiederà mai: "Sono il migliore?"
19. Il cetriolo non chiederà mai: "Sono il primo?"
20. E' facile lasciar uscire un cetriolo
21. Il cetriolo te lo puoi portare dietro al cinema
22. I cetrioli rimangono duri per tutta la settimana
23. I cetrioli non ti chiederanno mai di fare dei cetriolini, prima o poi
24. I cetrioli non si mettono mai a parlare di cose che non capiranno mai
25. I cetrioli non sbavano sul tuo cuscino
26. I cetrioli non lasciano un cattivo sapore in bocca, dopo
27. I cetrioli rimangono duri per tutta la notte, e poi non devi dormire nell'umido
28. I cetrioli non lasciano in giro le loro mutande sporche
29. I cetrioli non ascoltano le tue telefonate o prestano la tua macchina agli amici
30. I cetrioli non sono mai troppo agitati

Scritto alle 23:08 | link | commenti | commenti (popup)
umorismo

Finalmente !!!

Finalmente!

"Le assicuriamo un periodo di proroga ben superiore alle sue aspettative ..."

Infatti ... ben 30 giorni .. non mi faranno male ?

Scritto alle 10:34 | link | commenti | commenti (popup)
io , umorismo