Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
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Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!
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Dal 18/06/2005 sono passati *loading* visitatori
Quest'anno gioco di anticipo per evitare congestionamenti di traffico dell'ultimo minuto. E con circa 48 ore di anticipo vi auguro pertanto un proficuo 2008 :) ricordandovi che
siamo condannati poeticamente a vivere, perchè la vita è bella.

Se vedete una slitta nel cielo stellato,
se vedete una cometa che vi mostra il cammino,
se vedi me che vi faccio gli auguri...
State tranquilli, anche quest'anno è arrivato il Natale.
Mi rivolgo a tutte quelle persone generose che hanno la possibilità di adottare un cucciolo piccolo, tenero triste e solitario.
Come si può vedere dalla foto sotto riportata, lo hanno abbandonato sul pianerottolo, davanti la porta di casa.
Se veramente sei interessato ad adottarlo, allora puoi contattarmi per fissare un appuntamento.
Grazie, Grazie Mille.

TEMA DEL CORSO: diventare intelligente quanto una donna (quindi essere perfetti )
OBIETTIVO PEDAGOGICO: corso di formazione che permette agli uomini di sviluppare quella parte del cervello della quale ignorano l'esistenza.
PROGRAMMA : 4 moduli di cui uno obbligatorio.
MODULO 1: CORSO DI BASE OBBLIGATORIO
1. imparare a vivere senza la mamma (2000 ore).
2. la mia donna NON è LA MIA MAMMA (350 ore)
3. capire che il calcio non è altro che uno sport (500 ore)
MODULO 2 : VITA A DUE
1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore)
2. smettere di dire boiate quando la mia donna riceve i suoi amici(500 ore)
3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore)
4 non faccio pipì fuori del water (100 ore, esercizi pratici con video)
5. riuscire a soddisfare la mia donna prima che cominci a far finta(1500 ore)
6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500 ore)
7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare (300 ore)
MODULO 3 : TEMPO LIBERO
1. stirare in due tappe (una camicia in meno di due ore: esercizi pratici)
2. inventarsi qualcosa che piace anche a lei.
MODULO 4 : CORSO DI CUCINA
Livello 1 (principianti) : gli elettrodomestici: ON = ACCESO - OFF = SPENTO
Livello 2 (avanzato): La mia prima zuppa precotta senza bruciare la pentola. Esercizi pratici: far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti e metterci poco sale.
Sono inoltre previsti dei temi speciali d’approfondimento; a causa della complessità e difficoltà di comprensione dei temi i corsi avranno un massimo di 8 iscritti:
TEMA 1 : il ferro da stiro; dalla lavatrice all'armadio: questo processo misterioso
TEMA 2: tu e l'elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazioni (anche la più basilare)
TEMA 3 : ultima scoperta scientifica : cucinare e buttare la spazzatura non provocano nell’impotenza ne' tetraplegia (pratica in laboratorio)
TEMA 4: perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei
TEMA 5 : il rullo di carta igienica: 'nasce la carta igienica nel portarullo?' (esposizioni sul tema della generazione spontanea)
TEMA 6: si può fare un regalo appropriato purché impari ad ascoltarla a scorgere quello che effettivamente ha bisogno, quindi essere attenti!
TEMA 7: farla sentire una regina non è da favola, reca soltanto piacere.
TEMA 8: gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti (testimonianze)
TEMA 9: la lavatrice: questa grande sconosciuta della casa
TEMA 10: è possibile fare pipì senza schizzare fuori dalla tazza? (pratica di gruppo)
TEMA 11: differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo (esercizi in laboratori di musicoterapica)
TEMA 12: l'uomo nel posto del passeggero: è geneticamente possibile non parlare o agitarsi convulsamente mentre lei parcheggia?
TEMA 13: la tazza della colazione: levita da sé fino al lavandino? (esercizi diretti da Silvan)
TEMA 14: comunicazione extrasensoriale: esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio non domandi 'in quale?'
TEMA 15: essere curati (in due modalità: interiormente a livello spirituale e a livello fisico)
TEMA 16: cos'è e come funziona un centro di bellezza.
Un popolo che per anni, in una famosa pubblicità, ha elevato a simbolo della fiducia nazionale una caciotta, è inevitabile che alla fine non sappia più di chi fidarsi.
Tra le tante notizie che ci arrivano dal Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese per l’anno 2007, spicca quella secondo cui l’85,9% degli Italiani non ha fiducia nella politica e in chi la fa. Ci amareggia pensare che così tanti nostri connazionali diffidino del bel volto franco e patriottico di un Sergio De Gregorio o di un Lamberto Dini, ma purtroppo è così. Non vorremmo che un banale dato statistico, come quello secondo il quale quasi un terzo dei nostri parlamentari è indagato, possa gettare un’ombra sulla credibilità di uomini che danno tutto per l’Italia, senza nulla chiedere in cambio se non una cospicua pensione, centinaia di benefit tra i più vari, alcune decine di sani privilegi, possibilità di raccomandare il cugino ed eventualmente, straziati dalla terribile solitudine cui lo statista è costretto, la disponibilità di alcune soubrettine procaci e ammiccanti. Sta di fatto che il rapporto Censis parla chiaro: ottenere la Fiducia non è solo un problema del governo Prodi, ma di tutta la nostra classe politica. Gli Italiani, a leggere questo implacabile Rapporto annuale, non hanno fiducia nello Stato, nel Parlamento, nella Regione, nella Provincia, nei Comuni, e via via così, fino al condominio nel quale vivono.
I Partiti sono i primi a suscitare diffidenza nell’italiano medio e, in questo caso, è difficile dargli torto. Chi darebbe fiducia a un tale che cambia continuamente nome? Se un tizio che conoscete come Carlo, vi si presenta in seguito come Ubaldo e dopo una settimana come Ignazio, probabilmente lo giudicherete un soggetto equivoco e da evitare. Ebbene, è la stessa cosa che fanno le nostre principali formazioni politiche, che cambiano nome, simbolo e valori, con la stessa rapidità con cui una valletta di Baudo cambia l’abito da sera al Festival di Sanremo. D’accordo, gli Italiani non fanno affidamento sulla politica, ma senza dubbio ci devono essere delle istituzioni alternative in cui confidano. Le banche no: tra scandali e costi per gli utenti, ormai gli stessi rapinatori, più che nelle agenzie con la pistola in pugno, ambiscono ad entrare nei consigli di amministrazione. Il Calcio neanche: se fosse ancora fra noi il povero Barone Decoubertin, a causa di quello che è successo ultimamente nel nostro campionato, si sarebbe già beccato un’ulcera perforante che, per dimensioni, avrebbe potuto essere inserita tra le Grandi Opere.
Informazione, Giustizia e Sanità sono un trio la cui credibilità appare minore di quella dei Ricchi e Poveri nei confronti di Wolfgang Amadeus Mozart. Una volta c’era almeno il macellaio di fiducia, che ti metteva da parte il filetto migliore e toglieva via il grasso dalla bistecca prima di pesarla. Dopo Mucca Pazza, anche questa figura è stata tristemente archiviata. In cosa possiamo ancora avere fiducia a questo punto? Solo due baluardi rimangono ancora in piedi, in questo nostro tormentato Paese: la mamma e il mattone. La mamma non ci tradirà mai e sulla sua lasagna calda la domenica a pranzo potremo sempre contare. Il mattone rimane ancora l’unico investimento sicuro e, vada male, lanciato in una vetrina può fruttare sempre qualcosa.
Molto presto le scuole chiederanno ai genitori italiani di apporre la loro pregiata firma, non sul libretto delle giustificazioni dei loro figlioli, bensì su un congruo assegno bancario. Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, molto amato dagli studenti perché ha un cognome che genera facili e gustose rime in caso di manifestazioni di protesta, ha varato una direttiva che prevede sanzioni fino a 30.000 euro per chi diffonde foto o filmati realizzati a scuola. Verrà punito duramente chi riprende e fa circolare immagini vergognose o lesive della dignità umana: inizialmente si era sparso il panico sia a viale Mazzini che a Cologno Monzese, il clima si è disteso solo quando una nota del Ministero ha chiarito che la direttiva è rivolta unicamente al mondo della scuola.
L’iniziativa di Fioroni si riferisce a chi fa un uso improprio del telefono cellulare e qui sorgono dei dubbi legittimi. Se un tale afferra l’apparecchio telefonico di casa e con esso colpisce belluinamente un venditore porta a porta, indubbiamente ne fa un uso improprio. Ma se nel telefonino un ragazzo trova inclusa la videocamera digitale, la macchinetta fotografica, il lettore Mp3, internet, un tagliabasette e un flipper, è evidente che finirà per usare il cellulare in tanti modi diversi che, viste le potenzialità del mezzo, non possono essere definiti impropri. Semplicemente, li usa tutti. Le intenzioni del Ministro Fioroni sono certamente condivisibili, anche perché i video realizzati tra le mura scolastiche non ritraggono mai studenti che esultano civilmente dopo un nove in matematica, ma solo capoclasse impiccati, supplenti torturate e bidelli antropofagi seminudi che chiedono il pizzo per la chiave del bagno. Il tutto, naturalmente, per essere diffuso sul web entro poche ore. Inoltre, la punizione finisce per colpire più i genitori che gli studenti, visto che 3000 euro (sanzione minima prevista dalla direttiva) appare decisamente al di sopra della paghetta media di un adolescente, se si esclude quella che Emanuele Filiberto di Savoia ha chiesto di recente a tutti noi.
Forse l’unica strada da percorrere è la normalizzazione del videofonino: farlo diventare una nuova materia di studio. Questa auspicabile innovazione farà si che, nella tanto bistrattata scuola italiana, il primo problema non sia più l’assenza di palestre, ma una eventuale assenza di campo. Oppure si potrebbe utilizzare un altro sistema, non privo di fascino, e dire ai ragazzi quando entrano in classe: adesso spegnete quei cavolo di cellulari e metteteli negli zaini fino alla fine delle lezioni. Ma è evidentemente un sistema troppo semplice per poter avere successo in un Paese come il nostro.