In Medio Stat Virtus

Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.

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giovedì, 29 novembre 2007
Sesso e amore, da Dante a Berlusconi

Cari Italiani,
con immensa allegria e col cuore che cinguetta come un fringuello appena nato, il 29 novembre in diretta su RaiUno, staremo un paio d’ore insieme a parlare del regalo più bello che ci è cascato addosso.
Dobbiamo capire cos’è l’amore. Ne tracceremo la storia.
Dal primo libro della Genesi, all’ultimo libro di Bruno Vespa, dalla lettera di pace di San Paolo ai Corinzi: «Per quante cose io assuma in mio conto se non ho l’amore io non sono nulla».
Alla lettera di scuse di Berlusconi a sua moglie: «...E dai Verò, stai buona, so’ bagattelle...»
Dalla rottura della Pace tra Greci e Troiani secondo Omero : «Causa ne fu la Divina femminilità di una Donna», alla recente rottura della pace tra AN e Forza Italia secondo Vittorio Feltri: «La causa è una sola, problemi di gnocca».
Vedremo gli enormi passi avanti fatti dall’Umanità su questo tema.
Sì, parleremo del sesso, il motore del mondo, percorrendolo nei suoi aspetti più estremi. Dalla libidine sfrenata alla totale repressione. Insomma da Casanova a Sandro Bondi.
Parleremo di politica, da Voltaire : «Non sono d’accordo con quello che dici ma sono pronto a morire purchè tu lo dica» a Silvio Berlusconi: «Chi vota a sinistra è un coglione».
Parleremo della grandezza dell’Italia cercando di capire che cosa abbiamo fatto di bello per meritarci città come Milano, Firenze, Roma dove sono nati uomini come Manzoni, Michelangelo, Cesare e cosa abbiamo fatto per meritarci città come Arcore, Ceppaloni, Montenero di Bisaccia e... non mi ricordo dove è nato Buttiglione.
E poi lasceremo parlare Dante. Ci faremo dire da lui cos’è quella nostalgia dell’infinito, quella ventata di annientamento che ci precipita addosso quando ci si innamora e smantella tutta la nostra vita, quella sensazione felice, pericolosa e rara che unisce sensualità e tenerezza e ci rende immortali.
Ce lo faremo dire da lui con parole antiche e commoventi che hanno attraversato i secoli per posarsi sulle nostre labbra.
Nulla di solenne, semplicemente la bellezza.
A giovedì.

(Roberto Benigni)

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copio e incollo

martedì, 27 novembre 2007
Tutti in piedi

Maledizione!!! Alla fine hanno trovato il modo per riabilitare una delle più grandi tragedie dell’uomo contemporaneo: la cena in piedi, con le olive ascolane che ti rotolano fuori dal piatto che tieni a stento in una mano, mentre con l’altra deformi un bicchiere di plastica e cerchi contemporaneamente di non far cadere le posate.

Secondo un sorprendente studio americano condotto dall’Università del Missouri e pubblicato sulla rivista medico-scientifica Diabetes, stando in piedi ci allunghiamo la vita, dato che questa posizione giova enormemente al sistema cardiovascolare, aiutando a prevenire l’infarto. Inoltre, rispetto a chi sta seduto, l’ “impalato” consuma ben 2.300 calorie in più al giorno, oltre alle suole delle scarpe, naturalmente. In sostanza, quando uno ha un malore e, giunto all’ospedale, i sanitari gli dicono che non ci sono posti letto, in realtà lo fanno per il suo bene. E noi che per anni abbiamo creduto che ci fossero di un qualche aiuto footing, pilates, saune, palestre, diete, abbiamo sudato, speso soldi e sofferto nel respingere un bignè: bastava scegliere la fila più lunga alle casse del supermercato per essere sani come pesci. Un’amara riflessione scaturisce da questa notizia inattesa: in una gara ciclistica, quelli che curano veramente la propria forma e salute non sono gli atleti in bicicletta che arrancano in salita, ma gli spettatori che, a bordo strada, li incitano rimanendo immobili.

Il dottor Mark Hamilton, capo degli scienziati che hanno realizzato la ricerca, fa notare che sono moltissime le attività che si possono svolgere stando in piedi: gli impiegati dovrebbero farlo lavorando al computer, le centraliniste ai telefoni, gli insegnanti dietro la cattedra, gli artigiani nel loro laboratorio. Per i tassisti il discorso appare più complicato, ma è inevitabile che ci siano delle eccezioni. Una svolta così radicale nel comportamento potrebbe trovare delle resistenze in un Paese come il nostro, dove l’attrazione verso la poltrona è fortissima, nel parlamentare come nel cittadino medio. Ma l’attenzione verso la salute non potrà non aprire una breccia in vasti strati della popolazione. Anzi, probabilmente gli stessi medici terranno conto della scoperta dell’Università del Missouri e nelle loro prescrizioni consiglieranno: “Allora... mi stia in piedi 2 ore, prima e dopo i pasti”. I nuovi simboli della salute saranno cavalli e vigili urbani, insieme alle altre categorie costrette dalle rispettive nature a passare molto tempo in piedi: “Sano come un cameriere!”, è la similitudine che sentiremo usare comunemente di qui a qualche anno.

Quello che ci rimane da fare, quindi, è comportarci come si faceva a scuola da bambini, quando entrava in classe il preside e la maestra, con zelo vagamente servile, ordinava: “Tutti in piedi!”. Del resto, ci abbiamo messo milioni di anni a raggiungere la posizione eretta e non può essere stata un’impresa realizzata solo per cambiare più facilmente le lampadine. Diamola una soddisfazione al vecchio Darwin, che ha speso tutta una vita a cercare di dimostrarlo. Un dubbio assale inevitabilmente l’ingenuo lettore di fronte a notizie di questo genere: si tratterà di una grande rivelazione destinata a cambiare profondamente le nostre abitudini o di una baggianata spaventosa? E’ difficile dirlo così, su due piedi.

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dito ar qlo

lunedì, 19 novembre 2007
Lo spettegolo deve continuare

Non c’è rosa senza spine: vale anche per la cronaca. Una sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che è vietato, su giornali e media, fare pettegolezzi “lubrici” su persone note, a meno che questi non siano oggettivamente rilevanti per la collettività.

Ma quand’è che il gossip sui vip è rilevante per la collettività? In quale caso serve al Paese essere a conoscenza che il famoso centravanti è stato cornificato dalla velina? Quando ad esempio, conoscendo i grattacapi e soprattutto i sopracapi del povero calciatore, il Ct eviterà di fargli tirare un rigore decisivo ai Mondiali, accortezza che senza dubbio salvaguarda uno dei principali interessi nazionali. Di certo, questa sentenza avrà gravi e durature ripercussioni sulla società civile: ci saranno retate delle forze dell’ordine nei saloni di parrucchiere e nelle sale d’aspetto dei medici e Michele Cucuzza sarà costretto a tornare a fare il giornalista. Iniziative durissime ma inevitabili. Inoltre, l’operato della Cassazione causerà sicuramente molta disoccupazione: i vari Alfonso Signorini, Silvana Giacobini, Klaus Davi e compagnia bella si troveranno nella deprecabile condizione di dover andare a lavorare.

La piccola maldicenza fa parte della vita di tutti, è un bisogno insopprimibile dell’Italiano, connaturato profondamente dentro di noi, come l’assumere una colf senza pagarle i contributi. Un’esigenza che non può essere soffocata da un semplice tribunale. È chiaro che i vip avrebbero diritto alla loro sacrosanta privacy, si tratta spesso di persone schive e introverse, desiderose soltanto di vivere la loro vita tranquillamente, proteggendo i propri affetti e vendendo con riservatezza le foto dei loro matrimoni a rotocalchi veramente seri. Finora hanno dovuto sopportare, ma adesso le cose potrebbero cambiare radicalmente. C’è da dire che, mentre a un Ministro belga o danese il gossip (avere, per intenderci, una giovane soubrette per amante) può procurare il mortificante giudizio popolare di “inaffidabile”, per un collega italiano la situazione è decisamente diversa. Al massimo, corre il rischio che i suoi elettori lo bollino con l’ammiccante appellativo di “paraculo”.

Sulla base della decisione della Suprema Corte, solo i Magistrati nell’esercizio delle loro funzioni verranno a conoscenza dei fatti privati di personaggi noti coinvolti in un’indagine. Questo farà sì che vengano assediati da casalinghe, portinai, coiffeur, impiegati pubblici e privati, desiderosi di conoscere le ultime chiacchiere su attrici e imprenditori. Futuri imprevisti del mestiere. Saranno felici i vip della nuova inviolabilità della loro privacy? Non crediamo affatto. La nostra impressione è che il gossip giovi a chi ne è vittima: dopo che Lapo Elkann ne è stato oggetto, la Fiat ha avuto un clamoroso rilancio; Gigi D’Alessio, a seguito della sua love story con la collega Anna Tatangelo, ha venduto migliaia di cd; Gianfranco Fini, separatosi dalla moglie e in attesa di un bebè da un’altra donna, si appresta a diventare il nuovo leader del centrodestra. Tutti esempi a sostegno di questa tesi. Anche perché il carrozzone mediatico non si può fermare.

Come dice un vecchio motto di Hollywood: “The show must go on”, frase la cui traduzione in italiano, a questo punto, dovrebbe suonare così: “Lo spettegolo deve continuare”.

Scritto alle 15:13 | link | commenti (1) | commenti (1) (popup)
dito-ar-qlo

sabato, 17 novembre 2007
Navigatore vendesi

Causa inutilizzo vendo navigatore praticamente nuovo. Nel pacchetto includo:
- cartine di navigazione per tutto il mondo
- grosso display (si puó girare a 360 gradi)
- lo si puó usare sia per la macchina sia per la moto
- montatura universale
- colore: deep-blu

Allego foto

navi

Scritto alle 19:45 | link | commenti (1) | commenti (1) (popup)
umorismo

martedì, 13 novembre 2007
La parabola del Punto G

Svelato tra l'incredulità generale il quarto segreto di Fatima. Dopo la moltiplicazione del prezzo del pane e del quantitativo di capelli in testa, Berlusconi annuncia al mondo intero di aver scoperto dove si trova il famoso punto G : “il punto G delle donne è l'ultima lettera di shopping”. Delusa Maria Vittoria Brambilla che dichiara “dopo tanta dedizione speravo si trattasse della G delle mia giarrettiera” mentre Calderoli chiede l'immediata espulsione di Fatima dal nostro paese “fuori gli stranieri pericolosi per la sicurezza dei cittadini italiani” e poi si chiede “ma che significa shopping?”.

Dura la condanna delle autorità ecclesiastiche “abbiamo appena riconosciuto alle donne l'anima e già chiedono il riconoscimento del punto G, se andiamo avanti di questo passo finirà che un giorno chiederanno di ragionare con la loro testa”. Pronte però le rassicurazioni di Berlusconi “in verità vi dico che ogni donna sogna di diventare una velina e io lotterò fino alla fine dei miei giorni per realizzare il loro sogno”.

Silenzio invece da parte degli esponenti di governo che dopo questa rivelazione si interrogano sulla possibilità di tutelare i ministeri senza portafoglio in mano alle donne. Si tratterebbe come al solito di un restyling sul nome: da ministeri senza portafoglio a ministeri senza carta credito.

Soddisfatto infine il parlamentare Luxuria “lo dicevo io che la sessualità degli esseri umani la si deve stabilire sulla base delle proprie inclinazioni” a cui ribatte risentita la Santanchè “Non diciamo sciocchezze, c'è una bella differenza tra il punto G di Luxuria e quello della mia borsa di Gucci”.

Scritto alle 01:13 | link | commenti (2) | commenti (2) (popup)
umorismo, dito-ar-qlo

lunedì, 12 novembre 2007
Rimozione della paura

Senza bisogno di scomodare la bioetica né l’ecologia, ci sentiamo di dire che modificare un topo come fosse un motorino non sia una cosa encomiabile. Soprattutto se la modifica genetica apportata ad alcune cellule nervose fa sì che la bestiolina non abbia più paura dei gatti. È quello che hanno fatto dei ricercatori dell’Università di Tokyo guidati da un grande luminare, il professor Hitoshi Sakano: nel roditore sono stati spenti i recettori che registrano l’odore dei felini e quindi generano paura. Di conseguenza, il topo si avvicina al gatto con lo stesso entusiasmo con cui un sottosegretario si accosta a una soubrette. Il sorcio così mutato artificialmente non è affatto in grado di riconoscere il pericolo, la stessa cosa, in fin dei conti, che capita all’italiano medio quando va a votare. Spegnere i recettori cerebrali dell’odore può indubbiamente servire sulla metropolitana in estate, ma altri benefici onestamente non ne vediamo.

Ora, per par condicio, sarebbe giusto che gli scienziati nipponici creassero in laboratorio un gatto intollerante alle carne di topo, ma dubitiamo che questa iniziativa compensativa rientri nei loro programmi. L’utilità di questo topo scatenato appare alquanto discutibile, visto che mette il piccolo mammifero in condizioni di grande pericolo, senza procurargli nessun vantaggio. Al contrario, ci sembra infinitamente più proficuo sviluppare la capacità di riconoscere i nemici naturali: istinto spiccatissimo in molte specie viventi, tra cui Clemente Mastella che, grazie ad esso, è riuscito a mettersi in salvo dalla minaccia De Magistris. E poi, a cosa porterebbe questa svolta pacificatrice, diremmo quasi ecumenica, nell’equilibrio della Natura? Se il leone vive in armonia con l’agnello, il gatto con il topo e la mangusta con il cobra, si arriva inevitabilmente ad una sola conclusione: il governissimo, possibilità di cui in Italia si parla spesso e che rappresenta una manipolazione genetica della politica decisamente contro natura.

Per una volta, vincendo la ripugnanza che molti provano verso di esso, mettiamoci dalla parte del topo: se gli togliamo la possibilità di percepire il gatto come un pericolo, lo rendiamo del tutto indifeso, considerando anche le difficoltà che il roditore potrebbe incontrare nel procurarsi una Beretta calibro 40 semiautomatica con canna rototraslante e fusto in tecnopolimero. La paura è la sola arma di cui spesso disponiamo: si tratta di una forma di autodifesa indispensabile, che ci impedisce di esporci a grandi rischi, comportarci dissennatamente e accendere un mutuo ventennale a tasso variabile. Altrimenti, se si decide di rimuoverla, tanto vale andare oltre e creare in laboratorio direttamente il topo kamikaze, che si lancia spontaneamente nella bocca del micio, seguito dalla quaglia che nidifica nei forni ventilati e dall’orata che si spina da sola. Bizzarrie che ci ricordano alcuni film di fantascienza degli anni ’50 e l’esito degli ultimi lifting di Ornella Vanoni.

A meno che, lo sconvolgente esperimento realizzato dall’equipe giapponese non venga ripreso dagli studiosi italiani e porti alla creazione di una categoria veramente utile alla nostra tormentata società: l’evasore fiscale che finalmente si avvicina senza nessun timore all’anticipo Irpef e lo versa con gioia.

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dito-ar-qlo

mercoledì, 07 novembre 2007
Assolutamente spettacolare


Fight For Kisses //// www.ffk-wilkinson.com
envoyé par killafather

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curiosità

Omaggio a Enzo Biagi

E' difficile non desiderare la donna d'altri, dato che quelle di nessuno di solito sono poco attraenti.

Se Berlusconi avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice.

Si può essere a sinistra di tutto ma non del buon senso.

I giornali sarebbero ansiogeni ? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto ?

La democrazia è fragile, a piantarci sopra troppe bendiere si sgretola.

Dopo tre apparizioni in video, qualunque coglione che viene intervistato dice la sua e anche quella degli altri.

Scritto alle 01:40 | link | commenti (1) | commenti (1) (popup)
copio e incollo

lunedì, 05 novembre 2007
Purificazione nazionale

Ecco perché, dopo Tangentopoli, l’operazione “Mani pulite” non ha avuto il successo sperato: è un concetto troppo riduttivo per noi Italiani.

Da una ricerca realizzata dalla rivista Salute Naturale il nostro è il popolo più pulito d’Europa, seguito dagli Svizzeri e dai Danesi, mentre agli ultimi posti si piazzano Francesi, Inglesi e Irlandesi. Se andate in vacanza in uno di questi pur civili Paesi, lo capirete: troppi bidet ci separano. Insomma, in Italia ci troviamo di fronte ad un’autentica dittatura dei bagnoschiuma e dei detergenti neutri, in sostanza viviamo in un vero e proprio “Stato di pulizia”. Ormai possiamo dirlo, non ce ne importa granché del debito pubblico né del degrado della politica, ma la gora sotto le ascelle non possiamo tollerarla. Secondo lo studio in questione, passiamo in media ogni giorno 68 minuti in bagno per curare la nostra igiene personale, abitudine che genera apprezzamento nel nostro prossimo e liti furibonde nelle famiglie senza doppi servizi. Viene da chiedersi: trascorrere più di un’ora in toilette è comprensibile per un minatore, un allevatore di suini o un tecnico delle fognature, ma un impiegato o un insegnante, che diavolo faranno tutto questo tempo di fronte allo specchio? Sorprende inoltre un dato: gli uomini dedicano alla cura della propria persona lo stesso numero di minuti delle signore, con la notevole differenza che i maschietti non si truccano. A meno che, come campione, non si sia preso Silvio Berlusconi prima di un’intervista televisiva.

L’Italiano, durante le sue lunghe “riunioni di gabinetto”, si lava, si pettina, si rade, si depila, si deodora, si taglia le unghie, si pulisce ogni recondito anfratto con cotton fioc, filo interdentale e addirittura spazzola netta-lingua, in una marcia trionfale che ci conduce verso il nuovo oggetto simbolo del nostro Paese: dopo il telefono di Meucci e la radio di Marconi, il tagliapeli elettrico per naso e orecchie. A interpretare con la dovuta attenzione questa ricerca, si possono probabilmente trovare i veri motivi della grave crisi dell’Alitalia. È evidente che un popolo che ci tiene tanto al proprio beauty-case, pur di non vederselo svuotare dagli shampoo, deodoranti, pomate e forbicine a causa delle recenti norme antiterrorismo, preferisce non prendere affatto l’aereo. Ma forse c’è una spiegazione a questa nostra mania di lavarci ossessivamente: siamo ormai talmente abituati a sentire dappertutto puzza di bruciato (nel calcio, nella pubblica amministrazione, nell’aumento dei prezzi, nel sistema bancario...), che desideriamo più o meno inconsciamente togliercela di dosso, ricorrendo a una buona doccia, seguita dall’uso di profumi di tutti i generi.

È umano, bisogna capirci, prendiamone atto serenamente, senza drammi o polemiche inutili. Anzi, partendo proprio da questa esigenza purificatrice nazionale, quando si cominceranno a realizzare le Grandi Riforme di cui in Italia si parla sin dall’epoca in cui Muzio Scevola aveva ancora entrambe le mani, bisognerà senza dubbio partire dalla riscrittura dell’articolo 1 della nostra Costituzione, che suonerà dunque così: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavare”.

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dito-ar-qlo

domenica, 04 novembre 2007
Novembre

RIPQuando accadrà, perchè accadrà, perchè malgrado le mie prospettive di campare tanto, fino a cento anni e oltre, di scassare le sfere al prossimo tuo ancora per tanto, la mia tomba dovrà essere così, a due metri sotto terra, così se russo non sveglio chi mi dorme nel loculo accanto.

Non fiori ma opere di bene, quali distribuzione illimitate dei sorgenti di Windows, intere discografie dei migliori gruppi musicali che hanno caratterizzato il XX° e il XXI° secolo in formato MP3, intere filmografie in formato Divx, enorme database su tutti i codici di attivazione dei seriali. Il tutto collegando un hard disk portatile alle prese USB che saranno collocate direttamente sulla lapide, con schermo touch screen, connessione wireless con l'altro mondo per sedute spiritiche senza tavolino a tre zampe, rete WAN a banda ultralarga con i cimiteri di tutto il mondo.

Tutto questo avrà però un prezzo: quello di recarsi spesso in un cimitero a rendere omaggio ai propri cari. Solo dopo aver apposto un fiore, dato una pulitina alla lapide, aver recitato seppur mentalmente una preghiera, si apriranno le porte del paradiso informatico. Altrimenti la mia tomba resterà così: un freddo pezzo di marmo inaccessibile anche al più bravo degli hacker.

Scritto alle 10:22 | link | commenti (3) | commenti (3) (popup)
io