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martedì, 25 settembre 2007
Miss Ita(g)lia 2007

E' innegabile. Un'edizione di "Miss Italia" così peciona non s'era mai vista.  Per ringiovanire la platea di ospiti i Mirigliani hanno pensato bene di invitare Pippo Baudo. Piccola considerazione: ma ormai 'st'uomo fa il suo ingresso con la sigla di Sanremo anche quando entra nei bagni chimici del Palacotonella? E comunque, tocca ammetterlo, a parte un piccolo incidente (Pippo Baudo ha litigato con il suo parrucchino perché è entrato venti minuti prima di lui senza avvertirlo), la sua presenza ha portato una ventata di freschezza alla manifestazione.

La conduzione è stata all'insegna della lucidità. Mike e Lorella, quando era inquadrata la ragazza numero 51, presentavano la 65. Se veniva inquadrata la trenta, facevano il nome della sette. Inquadravano il truccatore Robin e Mike esclamava: "Sempre bella la nostra Arianna David!".

Esilaranti le presentazioni degli ospiti. C'è da dire che sommando l'età dei giurati si otteneva una cifra che approssimativamente è il diametro di Plutone in millimetri, ma a parte questo i siparietti con i conduttori sono stati memorabili. Mike ha esclamato tutto eccitato: "E ora un divo della tv!" e mentre tutti attendevano l'ingresso di David Letterman, le telecamere inquadravano Sandro Mayer. Poi: "E ora Alina Seredova che ci regala uno scoop, il bimbo che aspetta è un maschietto!", senza sapere che 'sto scoop è uscito pure su "Io e la mia beccaccia" sei mesi fa dopo la prima ecografia. Alla Palombelli: " La vediamo sempre in tv!", poi un meraviglioso quanto inspiegabile: "Ed ecco l'intelligenza in persona, Eleonora Giorgi!" e mentre sei lì che t'aspetti che aggiunga "E ora miss Bikini 2007, Ennio Morricone", chiude la carrellata di assurdità affermando: "Infine, il fascino internazionale di Amanda Lear!" (in effetti qui e a Casablanca non si parla che di lei).

Capitolo Loretta Goggi. Lo so, passo per un femminista. Per uno che si accanisce sulle gnocche senza testa e fa il tifo per le donne magari meno belle ma che hanno qualcosa da dire. Io la Goggi dovrei sostenerla, ne sono consapevole. Dovrei stare dalla sua parte. Ebbene sì, lo confesso. Fossi stato lì l'avrei presa a mazzate con lo scettro di Miss Italia. Non s'è azzittita neanche quando le hanno cambiato l'Algasiv alla dentiera. Ha sciorinato un repertorio di imitazioni che neanche Valentina Persia alla sagra della melanzana di Soverato. E quando ha tentato la strada della freddura affermando: "E ora Sabrina Passante! Beh, con questo cognome se non passa lei…!" , giuro che ho sognato di strozzarla con la fascia di Miss Roma. Quando ha ricordato che le ragazze di Miss Italia sono magre sì, ma sono tutte sane, mangiano e fanno tanto sport, il tutto mentre sullo sfondo si vedeva Miss Rocchetta che tentava di procurarsi il vomito per espellere una bacca mangiata due mesi fa infilandosi in gola la corona Miluna, ho sperato che da un momento all'altro facesse il suo ingresso una biga guidata da Flavia Vento con un carico di duecento "miss maglietta bagnata" e la mettesse sotto. So che anche la più accanita delle femministe mi capirà.

La polemica di Guillermo Mariotto sulla necessità di vedere anche il didietro delle miss è proseguita. Fatemelo dire: io sono d'accordo con Guillermo. Ci sono particolari, nel fisico di una donna, che hanno un'importanza fondamentale nella valutazione estetica complessiva. Però facciamo che visto che le misure del sedere di una donna sono decisive e che nel 2007 gli uomini sentono la necessità di star lì a parlare dell'importanza delle misure delle nostre chiappe, alla prossima edizione de "Il più bello d'Italia" i candidati si tirano giù le mutande. Il dibattito si chiude tra i fischi con Guillermo che consegna la fascia di Miss Eleganza (eufemismo per dire Miss Culo) ad una tizia che pare la Toffanin e con Patrizia Mirigliani che ci tiene a sottolineare che hanno premiato una bellezza ben tornita. Ben tornita? Gentile signora Mirigliani, quella ragazza lì pesa quanto un pacco di penne rigate De Cecco, se ci vuole convincere di voler cambiare la storia e i canoni di bellezza, dia un "premio di rottura" e consegni la fascia "Miss in gambissima" a Maria Giovanna Maglie, altrimenti ci risparmi 'ste sceneggiate ipocrite.

Ovviamente non poteva mancare il momento televisivo più deprimente della storia dell'etere dopo le televendite con Stefano Bettarini e gli scazzi tra Lady Chioccia e Tina Cipollari, ovvero le domande alle ragazze volte a dimostrare che oltre alle gambe c'è di più. La schiettezza delle ragazze come al solito l'ha fatta da padrona. Alla domanda:"Se fossi davanti a un bivio, ovvero trasferirti a Parigi o rimanere qui col tuo ragazzo che faresti?" la miss, anziché rispondere : "Il mio ragazzo può anche buttarsi da una scogliera, io me ne vado a Montmatre e mi accoppio selvaggiamente col primo che mi dice bonjour!" lei risponde che se lo amasse davvero rinuncerebbe senza esitazione. Quando Mike le chiede: "Mettiamo caso che il tuo fidanzato esca e il suo telefono sia sempre irraggiungibile, tu cosa pensi?" e lei, anziché dire: "Che sta all'hotel Flora con due diciassettenni bielorusse", risponde, matura e posata, che in un rapporto se non c'è la fiducia non si va avanti.

Fabrizio Del Noce era pettinato come il mago Casanova, tanto che Buongiorno, in un attimo di distrazione, gli ha assegnato la fascia "Miss Wella".

A metà serata la miss uscente Claudia Andreatta scende dalle scale con la sua consueta, elegante andatura da capitano della nazionale di rugby neozelandese. Mike ricorda al regista Croce che è il momento di prendere la corona e di posarla sul cuscino. Tutti si girano di scatto preoccupatissimi verso Mirigliani ma la figlia effettua subito la prova specchietto: avvicina il portacipria alla bocca del padre e il vetro si appanna. Sollievo generale.

Eros Ramazzotti, tanto per mettere a tacere le malelingue, s'è presentato ad un concorso con cento ragazze in bikini in compagnia di sei ragazzoni di colore che gli facevano da coro e ha parlato con la Goggi del singolo inciso con Ricky Martin dal titolo "Non siamo soli". La Goggi: "Eros, raccontami di questo duetto con Ricky. Quello artistico, intendo.". Non ho capito, cosa voleva farsi raccontare 'sta donna? La trama di Brokeback mountain?
A proposito di pettegolezzi. Secondo voci di corridoio Enzo Mirigliani, durante il concorso, avrebbe trovato una seconda giovinezza: si è infatti innamorato perdutamente della Goggi ma avrebbe deciso di non diffondere la notizia perché teme un'accusa di pedofilia.
Intorno a mezzanotte accade ciò che deve accadere in ogni edizione di Miss Italia che si rispetti: tutte le ragazze che da casa appaiono indiscutibilmente le più belle vengono eliminate. Quelle con un accenno di tette vengono lapidate e buttate in una fossa comune in un bosco a pochi chilometri da Salsomaggiore (in questa edizione poi l'unica con una quarta faceva pure di cognome Ciullo, figuriamoci). La tizia che fino a quel momento era stata dileggiata da tutti i capofamiglia d'Italia con le solite frasi di rito del tipo "Ahò, ma questa l'aveva capito che stava a partecipà a un concorso di bellezza o se pensava che fosse quello per le guardie forestali ?", "Amò, te la mattina senza trucco sei mejo de questa!", è una delle tre finaliste. Poi ce n'è un'altra, Miss Lazio, che è inspiegabilmente la preferita delle altre Miss nonostante somigli in maniera inquietante alla mora spiritata della Premiata ditta. E infine c'è lei, Silvia Battisti, la vincitrice: occhi azzurri, capelli castani, le fossette quando sorride. Ovviamente, manco a dirlo, è, come nei propositi sinceri e credibili di questa edizione, ben tornita: complessivamente trenta chili di peso e solo se pesata assieme ad abiti, scarpe, trono, corona, Ettore Bassi e le sue tre sorelle.

La serata si chiude con Enzo Mirigliani a centro palco travolto dalle Miss in festa che ringrazia la Goggi dicendo : "Grazie Milly, mi spiace se hai bisticciato con Carlo Conti ma pazienza, tanto Sanremo è Sanremo!" e la voce, fuori campo di Pippo Baudo che, preoccupatissimo grida al vento: "Dovete chiudere, dovete salutare la gente!" .
Troppo tardi. Mike e Loretta sono già stati smontati da Daniela Zuccoli e Gianni Brezza e riposti nelle rispettive scatole con le istruzioni, in attesa della prossima, scoppiettante edizione.

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lunedì, 24 settembre 2007
Le ali della libertà

“Assolto perché il naso non sussiste” oppure “per insufficienza di orecchio”: queste probabilmente saranno le innovative motivazioni di future sentenze nei tribunali italiani. Un trentanovenne palermitano, dopo essersi fatto un anno e otto mesi di carcere per rapina a mano armata, è stato riconosciuto innocente: la sua colpa è solo quella di avere una grande somiglianza con il vero rapinatore. Dopo una perizia antropometrica richiesta dai suoi legali, il Tribunale di Palermo ne ha finalmente preso atto. Le sue orecchie a sventola, infatti, sono molto più pronunciate di quelle del colpevole. Il poveretto, un pregiudicato probabilmente noto negli ambienti malavitosi col nomignolo di “U deltaplanu” per via di questa particolarità della sua fisionomia, è tornato libero. L’ineccepibile linea difensiva dei suoi avvocati ha sostenuto a lungo che Antonino questo il nome dello sfortunato protagonista della vicenda non poteva essere responsabile del crimine attribuitogli perché, proprio a causa delle enormi cotolette ai lati della testa, non sarebbe mai potuto fuggire rapidamente attraverso l’angusta porta girevole della banca. L’esame fisiognomico, basato sulle immagini riprese dalla telecamera a circuito chiuso, ha inoltre evidenziato che non corrispondevano neanche le dimensioni del naso, il taglio degli occhi e l’attaccatura dei capelli: insomma, è come se avessero scambiato Bin Laden per Cino Tortorella.

Ma soprattutto forma e dimensioni delle sue orecchie, i cui padiglioni sono simili ci par di capire a quelli della Fiera di Milano, lo hanno scagionato definitivamente dalle accuse. I periti di parte hanno dimostrato che, sulla base dei tratti somatici, tra Antonino e l’uomo del filmato c’è identità al 46 %, una percentuale apparentemente bassa ma che in Italia basta abbondantemente a tenere in piedi un governo. Venuto a conoscenza di questo incredibile caso, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha chiesto di acquisire immediatamente le immagini del dibattito sulla Rai al Senato, per verificare se sia stato veramente un suo ministro, Clemente Mastella, a rischiare di farlo cadere, o si sia trattato di un sosia ingaggiato con grande scorrettezza dall’opposizione.

Alla luce dei fatti, Antonino deve ringraziare quello che probabilmente a lungo ha considerato un difetto e che, sicuramente, avrà costituito per lui un complesso più fastidioso degli Zero Assoluto. Magari a scuola lo avranno preso in giro per anni, qualche ragazza non sarà voluta uscire con lui, durante i primi passi nel mondo del crimine avrà incontrato serie difficoltà a infilarsi il passamontagna. Ora però le sue orecchie sono come ali che lo portano verso la libertà. Ed è davvero un bell’insegnamento, in quest’epoca in cui l’Immagine conta più di qualunque altra cosa ed ogni piccola imperfezione estetica viene arrestata, come un lavavetri a Firenze. Tutto è bene quel che finisce bene, insomma.

Unico neo, la prevedibile drastica diminuzione degli interventi di chirurgia estetica tra i malavitosi, che da oggi si terranno ben stretti i propri difetti fisici. Il sistema giuridico italiano, che troppo spesso viene accusato di inefficienza e di scarsa elasticità, ha dato prova in questa occasione di essere capace di ripensamenti, specie quando qualcuno, stavolta è il caso di dirlo, gli mette una pulce nell’orecchio.

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dito-ar-qlo

mercoledì, 19 settembre 2007
Onorevoli wanted

Enzo Carra (Deputato Margherita): 1 anno e 4 mesi definitivi per false dichiarazioni al pm su tangenti Enimont.

Massimo Maria Berruti (Deputato Forza Italia): 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.

Marcello Dell'Utri (Senatore Forza Italia e membro del Consiglio d'Europa): 2 anni definitivi per frode fiscale e false fatturazioni a Torino (false fattura Publitalia); ha patteggiato a 6 mesi a Milano per altre vicende di false fatture Publitalia.

Giorgio La Malfa (Deputato PRI, ministro politiche comunitarie): condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito Enimont.

Umberto Bossi (eurodeputato e segretario Lega Nord): 8 mesi definitivi per tangenti Enimont.

Giorgio Galvano (deputato Forza Italia): Ex sindaco socialista di Asti, nel ‘96 ha patteggiato 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute politica (per l’inquinamento delle falde acquifere) e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e Valleandona (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti).

Augusto Rollandin (senatore Unione Valdotain-DS): Ex presidente della giunta regionale Valle D’Aosta è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione nel ‘94 a 16 mesi di reclusione, 2 milioni di lire di risarcimento dei danni delle Regione per abuso d’ufficio: favorì una ditta “amica” nell’appalto per la costruzione del compattatore di rifiuti di  Brissogne. Dichiarato decaduto dalla Corte d’Appello di Torino, in quanto “ineleggibile”, nel 2001 si candida al Senato con l’Union Valdotaine, i Ds e i Democratici.

Antonio Del Pennino (senatore Forza Italia): 2 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito Enimont; 1 anno 8 mesi e 20 giorni patteggiati per i finanziamenti illeciti della metropolitana milanese.

Antonio Tomassini (senatore Forza Italia): medico chirurgo condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso.

Egidio Sterpa (deputato Forza Italia): Condannato a 6 mesi per tangente Enimont.

Walter De Rico (senatore Forza Italia): 1 anno e 4 mesi patteggiati per truffa ai danni del Ministero del Lavoro e della CEE per 474 milioni di lire in cambio di falsi corsi di qualificazione professionale per la sua azienda.

Roberto Maroni (deputato Lega Nord e ministro del Lavoro): Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.

Calogero Sodano (senatore UDC): Già sindaco di Agrigento, condannato definitivamente a 1 anno e 6 mesi per abuso d’ufficio finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali.

Gianni De Michelis (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa): 1 anno e 6 mesi patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del Veneto; 6 mesi patteggiati per finanziamento illecito Enimont.

Giampiero Cantoni (senatore Forza Italia): Come ex presidente della Bnl in quota Psi, inquisito  e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta, ha patteggiato la pena e risarcito 800 milioni.

Vittorio Sgarbi (deputato Forza Italia): 6 mesi definitivi per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato cioè al Ministero dei Beni Culturali

Vincenzo Visco (deputato DS): Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria; 10 giorni di arresto e 20 milioni di lire di ammenda, più “l’ordine di pristino dei luoghi”. Cioè la demolizione delle opere abusive.

Alfredo Biondi (deputato Forza Italia): 2 mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova. La sentenza di condanna a suo tempo resa dal tribunale di Genova nei confronti di Alfredo Biondi è stata revocata in data 28 settembre 2001 per intervenuta abrograzione del reato.

Gianstefano Frigerio (deputato Forza Italia): Condannato a Milano a oltre 6 anni di reclusione definitivi per le tangenti delle discariche (3 anni e 9 mesi, corruzione) e per altri due scandali di Tangentopoli (2 anni e 11 mesi per concussione,  corruzione, ricettazione e finanziamento illecito).

Paolo Cirino Pomicino (eurodeputato Udeur): 1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi patteggiati per corruzione per fondi neri ENI.

Lino Jannuzzi (senatore Forza Italia): Condannato definitivamente a 2 anni e 4 mesi per diffamazioni varie, è stato graziato dal Capo dello Stato proprio mentre stava per finire in carcere.

“CHI È STATO CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA NON DEVE PIÙ SEDERE IN PARLAMENTO. UN PARLAMENTARE NON PUÒ RAPPRESENTARE I CITTADINI SE È STATO CONDANNATO DALLA GIUSTIZIA ITALIANA IN VIA DEFINITIVA. E SE LA LEGGE LO CONSENTE, VA CAMBIATA LA LEGGE.

È POSSIBILE ESSERE ANCORA RAPPRESENTATI DA QUESTA GENTE CHE È STATA CONDANNATA? QUESTA LISTA DOVREBBE APPARIRE TUTTI I GIORNI SUI MEZZI D’INFORMAZIONE.È PROFONDAMENTE IMMORALE CHE SIA LORO CONSENTITO DI RAPPRESENTARCI.”

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sociale, dito-ar-qlo

lunedì, 17 settembre 2007
A.I.

Negli Stati Uniti, l'inventore David Hanson ha creato un figlio-robot, una creatura sintetica da curare e allevare con amore. Da noi in Italia, purtroppo, siamo ancora molto indietro: al massimo, riusciamo a creare dei test sintetici di ammissione all'Università per i figli dei primari. L'inventore texano invece ha costruito un bambino meccanico alto 43 centimetri e del peso di tre chili, capace di crescere e sviluppare la propria intelligenza insieme al figlio naturale dello scienziato, che così potrà diventare grande vicino a quello che, più che un fratello di latte, si può definire un fratello di latta. A voler essere patriottici, tempo fa, in un paesino toscano, un certo Mastro Geppetto ebbe un'idea simile, ma dopo la sfibrante contesa tra il nostro Meucci e Bell, non ci sembra il caso di alimentare una nuova polemica nella comunità scientifica internazionale.

Lo straordinario pupazzo inventato da Hanson ancora non sa camminare né parlare ma è in grado di imparare, a differenza di Mastella e Calderoli i quali però, a detta di alcuni, non sono fatti di metallo ma di coccio. Ogni materiale del resto ha le sue caratteristiche. Il frugolo meccanico, mostrato alla fiera dell'intelligenza artificiale di Los Angeles, presenta un viso intenso, con una vasta gamma di espressioni, la qual cosa ha suscitato vivo interesse nell'agente di Riccardo Scamarcio, che ha chiesto informazioni sulla possibilità di impiantare la stessa tecnologia sul volto del suo assistito. L'affascinante creazione dello studioso cibernetico statunitense ha, com'è inevitabile, dei pro e dei contro: il lato negativo è che non può darti l'affetto e il calore di un bambino in carne e ossa, quello positivo è che, se comincia a fare i capricci e a strepitare, lo puoi spegnere. In questi casi, un inevitabile Comitato di Bioetica finirà per dire la sua: obietterà sicuramente che una creatura del genere non è minimamente affidabile, perché non ha una coscienza né un'anima. Ma a pensarci bene, si tratta di una definizione che può essere applicata ai due terzi dell'Umanità.

D'altro canto, l'ammirevole invenzione di Hanson potrebbe dimostrarsi una soluzione interessante e forse decisiva per aggirare la nostra legge sull'inseminazione artificiale, che tanto fa discutere tutt'oggi entrambi gli schieramenti: l'on. Buttiglione recentemente ha proposto di fare ricorso alle ovaie alterne (un giovedì ovulano le donne nate nei giorni pari e il giovedì seguente quelle nate nei giorni dispari), mentre il premier Prodi si è sempre detto perplesso sulla eterologa, pur essendo un profondo conoscitore del problema, visto che sono anni che cercano di impiantarlo nel centrosinistra come leader. Il piccolo Zeno comunque-così si chiama il bambino robot- suscita gia l'interesse delle multinazionali, che ne hanno intuito le potenzialità e vorrebbero produrlo su vasta scala, dotato di optional che lo renderebbero appetibile al grande pubblico: il bimbo frullatore, il bimbo aspirapolvere e il bimbo a microonde potrebbero diventare presto una realtà, capaci di colmare vuoti affettivi e dare anche una mano dentro casa.

Una sola ombra su questa vicenda così edificante: sono stati notati alcuni ingegneri della McLaren aggirarsi intorno all'abitazione di Hanson. Se la vettura che presenteranno il prossimo anno sarà in grado di imparare le tabelline, sapremo da chi hanno preso l'idea.

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dito-ar-qlo

martedì, 11 settembre 2007
9-11

911_1

A ricordo degli innocenti morti per una follia assurda !

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lunedì, 10 settembre 2007
E dopo il VaffaDay ...

Ne uccide più la pennetta che la spada. Il 13 settembre, per protestare contro l’aumento dei prezzi, gli Italiani hanno deciso di alzare la voce e dire basta, anzi, “pasta”: le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori invitano i propri iscritti a non consumare pastasciutta. Un gesto forte ma civile, rispettoso delle regole democratiche e capace di prendere con chiarezza le distanze da quelle frange estremistiche che, come è stato rivelato nei giorni scorsi da un alto dirigente della Digos, stavano organizzando un fitto lancio di fusilli e maccheroni contro le più alte cariche dello Stato.

Purtroppo, la tendenza all’associazione clandestina è, nel bene e nel male, una prerogativa specifica degli Italiani che, nel corso del Risorgimento, aderirono con entusiasmo ai moti carbonari e oggi sembrano intenzionati a dare vita a dei nuovi ma non meno coinvolgenti moti alla carbonara. Di certo però, quello che accadrà il 13 settembre sfugge a ogni strumentalizzazione di parte, a qualsiasi tentativo di appropriazione politica del centrodestra o del centrosinistra. Si tratta di una mobilitazione culinaria che si prefigge uno scopo ben preciso: far passare sotto le “forchette caudine” le aziende produttrici del cibo nazionale, ree, secondo l’accusa, di aver creato un cartello per uniformare i prezzi al rialzo. Dopo quello dei petrolieri e quello delle compagnie assicuratrici, ci mancava il trust delle mezze zite. I Sindacati confederali, nel confermare con un documento unitario il loro totale appoggio alla manifestazione, hanno invitato i lavoratori ad astenersi addirittura dal consumo della pasta fatta in casa ed hanno indicato le pappardelle al sugo di cinghiale quali principali responsabili di un atteggiamento gravemente provocatorio nei confronti delle fasce più deboli della popolazione.

L’iniziativa dei gruppi di consumatori appare francamente giusta e, almeno per una volta, denota un comportamento diverso dal solito nei nostri connazionali, in genere maggiormente portati a lamentarsi che a reagire. Forse in futuro assisteremo a nuove forme di lotta per combattere le ingiustizie più palesi: il rifiuto collettivo di ammalarsi contro l’aumento del ticket sui farmaci oppure la discesa in piazza completamente spettinati in risposta all’aggravio delle tariffe di parrucchieri e barbieri. Il Bucatino day inaugura probabilmente una moderna stagione di lotta e di rivendicazioni, anche se, come spesso capita in questi casi, ci saranno inevitabilmente delle vittime innocenti: proviamo a immaginare quanti ignari turisti stranieri, dopo passeggiate chilometriche nei centri storici delle nostre città d’arte, con i piedi in fiamme e lo stomaco in rivolta, ordinando un piatto di spaghetti in una qualunque trattoria si sentiranno rispondere dal gestore:“Mi dispiace, non possiamo per motivi ideologici”.

Un solo appunto, a voler proprio spaccare il capello in quattro, può essere mosso agli organizzatori di questa giornata della disobbedienza gastrica: il 13 settembre cade di giovedì, giorno in cui la rinuncia alla pasta non sembra drammatica. Perché, anche se in queste ore potrebbe dare l’impressione di essere un motto controrivoluzionario, non possiamo fare finta di ignorare una realtà consolidatasi durante millenni di Storia: giovedì gnocchi.

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dito-ar-qlo

lunedì, 03 settembre 2007
H2O

Gli scienziati ci dicono che l’Uomo è una creatura composta per circa il 70% d’acqua, il che ci rende parenti stretti della granita alla menta. Il prezioso elemento è essenziale alla vita di qualsiasi essere vivente sul nostro pianeta, dalla quercia millenaria a Emanuele Filiberto di Savoia. Per questo ci ferisce e preoccupa il rapporto relativo al 2002, rivelato da Eurostat e diffuso dalla Commissione di Bruxelles, secondo cui l’Italia è il Paese europeo che maggiormente spreca l’acqua, molto più di Francia e Germania. Certo, in questi due Paesi non si usa il bidet, dato inconfutabile ma senza dubbio non sufficiente di per sé a giustificare l’enorme differenza di consumo rispetto alla nostra penisola. Cosa diamine ci facciamo con 56.200 milioni di metri cubi d’acqua l’anno? L’orgoglio patrio ci porterebbe a dire che la impieghiamo per un importante utilizzo igienico: ci laviamo molto, continuamente e, considerata la densità di scandali nella politica, nell’economia e nello sport nazionali, buona parte di quest’acqua è evidentemente fondamentale per far sparire le tracce. Ma l’attività purificatrice non basta a spiegare il perché di uno spreco così cospicuo.

Proviamo a ipotizzare insieme le ragioni di questa emorragia idrica. Abbiamo gli acquedotti più malridotti d’Europa, una rete antiquata e malconcia che fa acqua da tutte le parti, neanche fosse il bilancio dell’Inps. Questa carenza però non ci aiuta a comprendere, nella sua gravità e complessità, il fenomeno. Molte altre sono le concause che fanno dell’Italia il primo scialacquatore idrico del vecchio continente. Alcuni milioni di litri, ci dicono le statistiche, vengono utilizzati dalla mafia, la camorra e la ’ndrangheta, che da sempre basano la loro fiorente attività su un principio elementare ma idricamente molto dispendioso: “acqua in bocca”. Un’altra ingente quantità viene sprecata a causa del nostro problematico sistema giudiziario: prima di arrivare a una sentenza definitiva, ne deve passare di acqua sotto i ponti. Una massa impressionante di questo indispensabile liquido è invece servita e serve tuttora per le riforme istituzionali, di cui tanto si parla, e che da sempre nel nostro Paese vengono fatte all’acqua di rose. Se a questo conteggio si aggiunge l’atteggiamento dei nostri politici, che tradizionalmente tirano acqua al proprio mulino, e la crisi dell’Alitalia, la quale trovandosi da vari anni con l’acqua alla gola ne ha consumata una quantità spaventosa, ci si avvicina ai 56.200 milioni di metri cubi che l’Unione Europea ci imputa. Il colpo mortale, infine, viene inferto, ci svela la relazione annuale dell’ A.N.A.I. (Associazione Nonne Affettuose Italiane), dalla preparazione settimanale, e a volte addirittura bisettimanale, di ciambelloni, torte di mele e crostate, il cui impasto richiede l’uso di litri e litri d’acqua.

Il grande problema planetario di quest’inizio di terzo millennio è certamente l’emergenza idrica, una tematica di cui l’Italia, un Paese fra i primi produttori al mondo di emergenze e affini, non può non tenere conto. Dobbiamo cambiare rotta e in tempi molto brevi. L’acqua non va sprecata, mai e comunque, per un motivo semplice e banale, ma allo stesso tempo convincente e capace, per una volta, di mettere d’accordo gli opposti schieramenti: senz’acqua si schiatta.

Scritto alle 06:53 | link | commenti (3) | commenti (3) (popup)
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