Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
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I computer sono come le belle donne:
ti piantano quando meno te lo aspetti.
Settembre 1999. Sembra ieri. E invece sono passati già otto anni. E porto ancora in me vividi i ricordi di quel giorno. Benvenuti all'Inferno. Alte torri nascoste nella nebbia sputano lingue di fuoco e neri fumi che offuscano la vista. Più in basso deformi rialzi dai colori innaturali si gettano in mare, in un'acqua che ribolle ed effonde aspri odori. No, non siamo all'Inferno, ma vi siamo molto vicini.
Il gommone di Greenpeace sfrecciava veloce sull'acqua della Laguna Veneziana. Mentre i turisti attoniti si reggevano saldamente alle funi, ci avviammo sulla strada del ritorno. Anche questo viaggio nell'incubo di Porto Marghera è finito. Un breve ma intenso viaggio dal paradiso di Venezia all'inferno, il Petrolchimico della laguna. Breve: sono solo 3 chilometri di acqua a separare la poesia di Piazza San Marco dalle atmosfere irreali del polo industriale. Intenso: perchè per molti sarà. Un viaggio da ricordare, forse più delle passeggiate tra cale e canali.
E' l'estate alternativa di Greenpace, l'ennesima tappa della guerra contro chi vuole mettere a rischio una delle città più belle del mondo, di chi vuole continuare ad avvelenare gli abitanti delle laguna, a uccidere gli operai del Petrolchimico, di chi tenta di insabbiare le proprie malefatte dietro rassicuranti comunicati stampa e una sterile campagna promozionale. Da anni ormai indagini, ricerche e studi effettuati da organizzazioni ambientaliste, dall'Istituto Superiore di Sanità, da magistrati e da università di tutto il mondo hanno provato lo stato agonizzante della Laguna Veneta. L'aria, l'acqua e la terra sono costantemente, da troppo tempo, oggetto di ogni tipo di inquinamento: si chiama inquinamento ubiquitario, è ovunque e non si può fare nulla per evitarlo.
Causa di tutto è il tristemente famoso Petrolchimico. Il gommone di Greenpeace passa velocemente in rassegna le principali "attrazioni": la raffineria dell'Agip, i fanghi colorati del Canale industriale Ovest, gli scarichi SM3 ed SM15.
Alle prime luci dell'alba di mercoledì 15 settembre 1999, quattro gommoni di Greenpeace calati in mare dalla nave ammiraglia dell'organizzazione, la Rainbow Warrior, hanno dato il via all'occupazione non violenta del petrolchimico di Porto Marghera. Da parte nostra era non violenta.
Dopo essere entrati nell'area industriale, sei membri dei venticinque impegnati nell'azione, hanno scalato una ciminiera del polo industriale che sovrasta il famigerato canale di scarico SM15, principale collettore degli scarichi tossici degli impianti di produzione. Dalla ciminiera è stato steso un grande striscione lungo circa 20 metri sul quale capeggiava il testo "MORTO MARGHERA". Questo il messaggio di Greenpeace per sintetizzare quanto sta accadendo a Venezia: la morte degli operai esposti ai composti cancerogeni prodotti nel petrolchimico, la morte dell'ecosistema lagunare, il grave rischio al quale sono sottoposti gli abitanti.
Alle ore 9,30, dopo tre ore di occupazione di una delle ciminiere del polo petrolchimico di Porto Marghera, fummo aggrediti da circa 100 operai che ci scagliarono contro sassi e pietre. Alcuni operai, dopo essersi arrampicati sulla ciminiera, strapparono lo striscione e picchiarono chi lo avevano esposto senza però riuscire a farci scendere.
L'aggressione contro Greenpeace venne condotta in presenza della Digos, delle forze dell'ordine e del servizio di sicurezza interno al petrolchimico che non sono intervenuti, mentre due motovedette allontanavano gli operatori sui gommoni impedendo le riprese. Ci spruzzavano addosso l'acqua delle sentine, gli scarichi e le ripuliture delle petroliere. Da navi vicine ci "bombardavano" con fusti ripieni d'acqua, allo scopo di affondarci.
A distanza di anni sento ancora addosso l'odore sgradevole dei liquami sparatici addosso. A distanza di anni provo ancora pietà per quegli operai che, aizzati da un padrone senza scrupoli, dovevano di mantenere il proprio posto di lavoro cacciandoci via. O noi o loro. E ora alcuni di loro non ci sono più, morti per aver degustato le vongole provenienti da sotto gli insediamenti industriali, inquinate dalla diossina e rivendute nei mercati veneziani a prezzi stracciati.
E ancor oggi si trovano cozze e vongole sotto costo nei mercati italiani, in barba ai cartellini che dichiarano la provenienza come frutti di mare Caraibici o Spagnoli.
I figli so' piezz 'e Corea (del Nord): secondo la stampa locale, il primogenito del dittatore Kim Jong Il, tale Kim Jong Nam, avrebbe avviato le procedure per recarsi in Francia. La diplomazia mondiale ha subito sperato in un'apertura coreana verso l'Occidente, un inatteso tentativo di distendere le relazioni con il mondo democratico, invece, ci rivelano i giornali, il rampollo asiatico avrebbe solamente intenzione di visitare Eurodisney. Insomma, invece che in Vallettopoli, il giovane Kim Jong Nam sarebbe rimasto coinvolto in Paperopoli.
Per altro, non sarebbe la prima volta che il trentaseienne erede del dittatore cerca di entrare in un Paese straniero, in passato addirittura con documenti falsi, per poter visitare dei parchi divertimenti: nel 2001 venne arrestato all'aeroporto di Narita mentre cercava di raggiungere illegalmente Tokyo Disneyland e l'anno dopo provò a fare la stessa cosa proprio in Francia. Comprendiamo il grande imbarazzo di Kim Jong Il nel ritrovarsi un figliolo che, come referenti ideologici, al posto di Marx e Lenin, preferisce Pippo, Pluto e Paperino. Gli psicologi parlano di "Sindrome di Leader Pan", un disturbo della personalità che spinge il giovane successore a un ruolo di potere, a tentare di protrarre il più possibile l'età dell'innocenza.
Anche il figlio del colonnello Gheddafi, come ricorderete, ha giocato per anni a far finta di essere un calciatore, aspirazione che, insieme a quella di fare l'astronauta e il cow boy, resta una tra le preferite dai bambini. E non si tratta di un caso isolato: lo stesso figlio di Gorge H. W. Bush senior, l'attuale Presidente degli Stati Uniti, Giorgino per intenderci, viene accusato in patria di giocare ancora troppo con i soldatini. Nel caso coreano però, la profonda diversità tra padre e figlio risulta ancora più chiara dai nomignoli con cui il popolo li ha ribattezzati: "Grande Timoniere" e "Faro del Domani" il primo, "Giuggiolone del socialismo" il secondo.
Inizialmente l'anziano Capo di Stato aveva provato a dare fiducia al figlio scapestrato, ponendolo al vertice dei servizi segreti della Repubblica Democratica Popolare, ma la sua abitudine ad apparire in pubblico e nelle riunioni ufficiali vestito da Paperinik, con tanto di stivaletti a molla, ha indotto il genitore a rimuoverlo dalla carica. Approfittando di questo aspetto fanciullesco nel carattere di Kim Jong Nam e considerata la delicata situazione internazionale dopo gli esperimenti nucleari della Corea del Nord, l'Italia starebbe per proporre all'assemblea dell'Onu un nuovo vertice internazionale per la pace e la sicurezza, da tenersi a Gardaland: D'Alema e i sottosegretari Vittorio Craxi e Ugo Intini si sono dichiarati disponibili a partecipare travestiti da Qui, Quo e Qua. Speriamo che la proposta del nostro Foreign Office venga presa seriamente in considerazione, tenendo presente che oltre a Gardaland esistono nel nostro Paese altre sedi strategiche capaci di ospitare un summit di questo livello: il giardino di Collodi, Mirabilandia e il parco dei mostri di Bomarzo.
Forse c'è ancora una speranza per il pianeta: Kim Jong Nam sarà pure un bambacione, ma è sicuramente meglio per chi ha responsabilità così importanti e delicate come quelle di governo, rifugiarsi in un mondo di fantasia piuttosto che in un bunker antiatomico.
Nonostante dopo Vallettopoli nel mondo del calcio l'album delle figurine sia stato sostituito da quello delle figuracce, le foto dei calciatori ci sono sempre ma costano decisamente molto di più e forse non le vedremo mai; un aspetto innocente, quasi infantile, rimane ancora in questo sport e culmina nella domanda che da bambini tutti ci ponevamo, quando si scendeva a giocare sotto casa, dopo i compiti: «Chi porta il pallone?».
All'asta della Lega Calcio, che si è chiusa venerdì alle ore 12 per la fornitura del pallone ufficiale per i campionati di serie A e B dell'anno prossimo, non ha partecipato nessuna azienda e, di conseguenza, non è arrivata nessuna offerta. In sostanza, ad oggi, i tornei professionistici 2007-2008 si disputeranno senza pallone, il che, a detta dei commentatori sportivi più accreditati, rischia di rendere le partite meno avvincenti. O forse andiamo verso un football che, avendo messo in primo piano le polemiche del lunedì, le veline, il doping, gli intrallazzi con gli arbitri, le tangenti e la violenza, può fare a meno di quella sfera di cuoio a 32 pannelli che ormai anche per i giocatori è diventata solo un fastidio, con tutto quello che hanno da fare tra spot pubblicitari di compagnie telefoniche e acque minerali.
Insomma, di “pallonari” nel calcio italiano ce ne sono a bizzeffe, ma di palloni, al momento, nemmeno uno. Per i tradizionalisti, quelli affezionati al cross e al gol per intenderci, si prospettano varie possibili soluzioni: non essendo permesso dai regolamenti giocare in serie A con il Super Tele, il pallone leggerissimo di plastica che si vinceva con i ghiaccioli, si potrebbe ricorrere ai prodotti cinesi, che in fin dei conti sono quasi identici ai nostri. A Pechino rifanno perfettamente le borse e le scarpe dei nostri stilisti, figuriamoci che ci mettono a produrre delle sfere da prendere a calci. Un imprenditore cinese si è dichiarato addirittura disposto a riprodurre Luca Toni, identico all'originale e solo un po' meno rifinito.
Un'altra ipotesi è quella del pallone unico: non lo stesso tipo per tutti i match, ma proprio un solo pallone da utilizzare in tutte le partite. Il sistema è semplice: le 20 squadre di serie A dovrebbero giocare nello stesso stadio (tanto a norma ce n'è praticamente solo uno) dalle otto di mattina alle quattro del giorno successivo, un incontro dopo l'altro. Il problema probabilmente si presenterà di volta in volta nello svuotare e poi riempire gli spalti con le diverse tifoserie, ma vedrete che il ministro Amato se ne inventerà una delle sue. Certo, si tratta di misure estreme, cui speriamo non si debba ricorrere.
Anche perché il pallone è sempre stato il protagonista delle nostre domeniche, un oggetto meraviglioso nella sua rotonda semplicità: una camera d'aria in butilene e nylon, con materiale esterno sintetico e strato interno di speciale gommapiuma. Una descrizione che coincide con due terzi delle nostre donne di spettacolo, ad essere sinceri. Non vorremmo che questo inquietante fenomeno si estendesse ad altri sport e magari ci ritrovassimo in futuro a commentare i Mondiali di nuoto a piscina vuota o gli Europei di scherma con l'ombrello. Ci rifiutiamo di credere che nel calcio nostrano, dove è sempre stato possibile comprare qualsiasi cosa, dai grandi fuoriclasse agli arbitri, non si riesca a comprare dei semplici, banali palloni.
Diamo tempo al tempo, vedrete che Matarrese risolverà anche questa.
Ebbene si ... arriva il momento di staccare la spina. E questo è il luogo ideale per staccare per bene e ricaricare le pile.
La meta finale è Glorenza. Con i suoi 850 abitanti circa è la città più piccola del Tirolo e d'Italia, ma può vantare una struttura incredibilmente compatta.
Girare per la cittadina, con i suoi edifici storici, i portici, le chiese e i cammini di ronda, significa immergersi in un passato vivo, viaggiare nel tempo, ritornare nel Medioevo.
Le mura di cinta della città con le loro torri d'angolo rotonde richiamano alla mente tempi di guerra e di politica sovrana nonchè l'epoca in cui questa rappresentava un passaggio obbligato per il commercio delle mandorle salate tra la Germania meridionale, l'Austria e la Lombardia.
La cosa più bella è che si trova vicino la fabbrica della birra Forst e a due passi dalla Svizzera e dalle Alpi.
Facendo due + due ... io sparisco per un pò ... divertitevi senza di me 
In questo periodo nel nostro Paese ci sono molte cose che hanno la tentazione di arrivare in anticipo: la primavera, le elezioni e adesso anche la pubertà. Una ricerca della Federazione Italiana Medici Pediatri della Lombardia ci rivela che la maturazione sessuale dei nostri giovani arriva sempre prima, i segni inconfondibili si presentano già a sette anni di età, contro i diciassette del secolo scorso. In sostanza, l’italiano va verso lo sviluppo istantaneo, come la Polaroid. Ormai si passa dal triciclo al ciclo in un lasso di tempo brevissimo e il fenomeno sembra dipendere da fattori anomali, come un’alimentazione troppo ricca di estrogeni, l’esposizione a contaminanti industriali e gli stimoli della società dei consumi. Questa crescita così precoce crea preoccupazioni di vario genere: se diventi adulto prima, ad esempio, avrai diritto ad andare in pensione in anticipo ed è una notizia che getta nello sconforto l’Istituto previdenziale di Stato, che non è in grado di sopportare novità di questo tipo.
Un’infanzia che assomiglia a un bignami, seguita da un’adolescenza lunghissima: si tratta di un cambiamento gradito solo a Gigi D’Alessio, che vede così la schiera dei suoi fans allargarsi a macchia d’olio. Per di più, alla luce delle statistiche, il raggiungimento più rapido dell’età adulta non comporta nella nostra società un’altrettanta sbrigativa emancipazione dalla famiglia d’origine: a quarant’anni infatti i nostri “ragazzi” sono spesso ancora rintanati nella casa paterna e neanche un’irruzione della Digos riuscirebbe a farli uscire.
Che conseguenze avrà questa pubertà anzitempo? Gli sponsor della prossima edizione dello Zecchino d’Oro saranno Gillette e Collistar? Le calze da attaccare al camino per la Befana dovranno essere a rete? Forse anche le favole classiche avranno bisogno di una revisione per renderle credibili alle orecchie dei nuovi bimbi adulti: Cappuccetto Rosso diventerà la storia di una precaria che, dopo un colloquio per l’assunzione con uno dei tanti lupi famelici che si incontrano nel mondo del lavoro, riesce con l’aiuto di un consulente sindacale, il cacciatore, a ottenere per la nonna un trattamento di fine rapporto più conveniente. D’accordo, mette tristezza, ma dobbiamo adeguarci ai tempi.
Il paradosso nel quale ci troviamo a vivere attualmente, dunque, è quello di avere dei bambini che crescono sempre più in fretta e una classe dirigente tra le più anziane del mondo, aggrappata alle proprie poltrone e per nulla disponibile a fare spazio a questi giovani. Considerata l’età media dei nostri parlamentari, molti di loro, nell’utilizzare la parola “urne”, dovrebbero pensare più al Verano che non alle elezioni. Anche al Festival di Sanremo, i partecipanti tra le Nuove Proposte, in molti casi, sembravano più adatti alla sezione Nuove Prostate. Ma forse ha ragione Milva : “L’età è quella che uno si sente dentro”.
Insomma, non solo quello delle fave e dei carciofi, ma anche il tempo delle mele arriva con grandissimo anticipo e dobbiamo farcene una ragione, benché la cosa ci appaia innaturale e vagamente inquietante. Nascesse oggi in Italia, la grande scrittrice americana Louisa May Alcott non farebbe in tempo a completare il suo lavoro. Prima di arrivare a scrivere la prima parte del suo “Piccole donne crescono”, quelle sarebbero già belle che cresciute.
Così con questa scusa ci fregano sempre !!!
Ariete,
Approfitterai della giornata per far viaggiare la fantasia, elaborerai nuovi percorsi professionali che stimoleranno il tuo estro. In ambito affettivo, qualcuno ti guarda da lontano ma tu sembri troppo impegnato a guardare altrove. Un consiglio: sii piu' disponibile.
Sii più disponibile ? Più di così ? Ultimamente mi sto facendo in quattro per accontentare un pò tutti e non riesco a trovare più un angolo di tempo per me ... ho un hard disk da 500 Gb fermo li a prender polvere che non riesco a trovare il tempo di montarlo, tanto per fare un esempio. Oppure la bici da corsa che va smontata e risistemata. Oppure una sana passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia a respirare aria nuova ... e invece ...
"... ho preso la wireless ma non so come installarla ..."
" ... argh mi entrato un virus ..."
" ... il pc è un pò lento ..."
Il tutto si risolve, l'utente (amici o colleghi di lavoro) è soddisfatto, ti ringraziano con una stretta di mano, con "ah che farei se non ci fossi tu" e fine ...
Mi sa che è il caso che inizio a farmi pagare ...
Nella scienza i giapponesi aprono sempre nuove strade, ma qualche volta le chiudono anche: a Kyoto è stato realizzato un sofisticato sistema a ultrasuoni che impedirà a cani e gatti di espletare i loro bisogni nelle strade private e nei parchi pubblici. La tecnologia contro la maleducazione, un duello paragonabile ad altri scontri epici come Davide contro Golia, Maciste contro Sansone, Dracula contro l'Uomo Lupo e il sen. Turigliatto contro il Governo.
Andiamo senza dubbio verso l'uso di sistemi tecnologici raffinatissimi. Nuove tecnolgie realizzate per risolvere piccoli problemi quotidiani: ultrasuoni alle frequenze di 18-20 kilohertz per spaventare animali incontinenti, la scissione dell'atomo contro la forfora, fasci di protoni contro le macchie più ostinate. Il geniale marchingegno nipponico dotato di sensori a infrarossi produce delle vibrazioni che inibiscono le deiezioni dei nostri simpatici amici a quattro zampe: il contrario di quello che avviene da noi, dove le Vibrazioni e, se vogliamo, anche gli Zero Assoluto aiutano determinate attività del nostro organismo.
Questa interessante scoperta che viene dall'Oriente potrebbe riscuotere un grande successo in Italia, dove la presenza di escrementi sulle strade ha convinto i tecnici della Nazionale azzurra di sci a effettuare gli allenamenti per lo slalom gigante di Sapporo sui marciapiedi di alcuni quartieri di Roma. Dove andranno cani e gatti a evacuare, se gli ultrasuoni precludono loro la possibilità di farlo nell'erba dei parchi, come la natura vorrebbe? E' un problema da non sottovalutare, se non vogliamo trovare brutte sorprese sul cofano della nostra vetturetta, nel carrello della spesa della massaia distratta o addirittura sullo zerbino di casa.
Certamente, l'utilizzo della tecnologia contro la maleducazione e lo scarso senso civico sarebbe auspicabile e ci piacerebbe venisse esteso ad altre forme di comportamento scorretto.
Se a chi tiene il volume del cellulare troppo alto in un luogo pubblico automaticamente venisse imposta per due mesi come suoneria la canzone sanremese di Nada, se a chi annaffia le piante sul balcone facendo sgocciolare l'acqua sui tuoi panni stesi un satellite dallo spazio incenerisse i gerani, se a chi lascia in strada la vecchia lavatrice rotta un corto circuito di Stato fulminasse tutti gli elettrodomestici funzionanti, probabilmente le regole della convivenza civile verrebbero rispettate maggiormente e ne risentirebbe in positivo la qualità della nostra vita.
L'applicazione nel nostro Paese di questa idea giapponese presenta una sola controindicazione: lo spaventoso e infinito dibattito parlamentare che causerebbe. Il leader dei verdi nonché ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio si schiererebbe immediatamente a favore della libertà evacuatoria di cani e gatti, il centrodestra farebbe quadrato sulla difesa della centralità della lettiera, considerata sacrosanto diritto di andare di corpo in casa propria, nel rispetto dei valori della famiglia, il sen. Pallaro proporrebbe il modello tedesco, l'on. Calderoli invocherebbe la devolution dei giardinetti con lo slogan «nei parchi padani la fanno solo i cani padani», l'estrema sinistra organizzerebbe una manifestazione e inneggerebbe al cocker di Fidel Castro, in molti chiederebbero deiezioni anticipate e il presidente Andreotti come al solito uscirebbe dall'aula, forse per fare pipì.
Per fortuna, le innovazioni per arrivare da noi ci mettono almeno vent'anni.
"... e andarono nella notte, nel silenzio, ad ascoltare il rumore dell'acqua delle fontane che di giorno non si sente mai, in silenzio, vicini; gli angeli dall'alto guardavano, avvolti dal Bernini e circondati da fate, solo ascoltando il rumore dell'acqua e dei loro passi; una fata li avvicinò e con l'aiuto di Campanellino cadde su di loro polvere d'oro. Come in un sogno volarono guardando la splendida Roma dall'alto; lui le prese la mano e la fata li portò in quel posto splendido, affascinante, accogliente, pieno di aromi, profumi e fiori che è l'isola che non c'è. E lui, e lei, si guardarono come in un sogno ovattato, le fate sparirono e rimasero solo i loro occhi ..." Thanx Madlen
In tutto il suo splendore e magnificenza verso quasi l'una di notte.
Test per le femminuccie: clicca qui e poi abbi il coraggio di riportare il risultato.
Test per i maschietti: clicca qui e poi abbi il coraggio di riportare il risultato.
P.S.: Il mio risultato è di 41 maiali, 1 Prosciutto e 1 Zampetto bollito 