In Medio Stat Virtus

Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.

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sabato, 30 dicembre 2006
Auguri !!!

Sparisco un pò dalla circolazione per qualche giorno ... vi lascio quest'immagine e i miei auguri per un felice 2007.

Fireworks

Passate questa nottata con le persone a voi più care, baciate la prima persona che vi capita a tiro (io sarò lontano da ognuno di voi, così non correte rischi) e buttate via le cose vecchie, soprattutto quelle che sentite non appartenervi più.

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io

venerdì, 29 dicembre 2006
Oro...scopo

Come dice una bloggher altrove, il 2007 sarà per l'ariete  l'anno dell'amore ...

bene, mettetevi in fila please:

il numero di telefono sarà fornito solo in forma privata.

Astenersi perditempo

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io

giovedì, 28 dicembre 2006
L'ho data a tutti ...

Annecy

... ma sarebbe il caso che la tenessi anche un pò per me ...

Annecy è un comune francese di 50.348 abitanti, capoluogo e sede di prefettura del dipartimento dell'Alta Savoia, nella regione del Rodano-Alpi. E' una di quelle cittadine di cui ti innamori a prima vista, dove ti sembra di sprofondare ai tempi di Asterix. La foto ritrae il "Palais de l'isle" dove sono conservate le antiche prigioni.

Quando guardo questa foto, mi assale un senso di pace, la mente torna lì a inebriarsi di quei colori, di quei profumi, di quella vita apparentemente sospesa nel tempo.

Scritto alle 23:52 | link | commenti (4) | commenti (4) (popup)
io

Facendo due conti ...

Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto.
Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Hindu , Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa 378 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni. Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.
Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta ad un calcolo di 82 2,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia Cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

1. trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);
2. saltare giù dalla slitta;
3. scendere dal camino;
4. riempire le calze;
5. distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;
6. mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;
7. risalire dal camino;
8. saltare sulla slitta;
9. decollare per la successiva destinazione.


Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120 milioni di Km.
Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media a circa 30 Km/h.
Il carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso).
Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne, ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II. Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di una astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team verrà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

CONCLUSIONE: Babbo Natale c'era, ma ora è CREPATO

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curiosità

mercoledì, 27 dicembre 2006
In dedica a ...

Io non credo più all' amore...

E' una storia che, vive ancora dentro me,
brucia dentro il cuore mio,
un' amore strano, pieno di ambiguità,
frutto di un' acerba età.

Io lo incontrai, era circa un anno fa,
in quel pub laggiù in città,
vidi gli occhi suoi, e d' incanto mi fermai,
a parlare insieme a lui...

Poi lo frequentai, e pian piano lo chiamai,
quindi me ne innamorai,
fu la prima volta, e mi accorsi che così,
stavo bene più che mai.

Era il mio amore, l' unico pensiero mio,
tutta la mia vita in lui,
non immaginavo, che le cose belle,
sono destinate a finire...

Era venerdì, alle sette o giù di li,
quando in centro lo incontrai,
mano nella mano, io lo vidi e c'era lei,
un' altra donna insieme a lui.

Lacrime nel cuor, è profondo il mio dolor,
non m' importa più di niente,
io non so perchè, ma da quando lo lasciai,
io non credo più all' amore...

Dolce signorina, non farti più del male,
l' amore non è bello, quando ti fa soffrire,
su apriti alla vita, respira l' emozioni,
chi non ama, non merita attenzioni.


Cancella quel passato, che è pieno di tristezza,
la vita sempre vita, non tollera amarezza,
per questo sempre importa, e sempre poi si dice,
se chiudi quella porta, un portone si aprirà...

Io non credo più all' amore...

E' una storia che, vive ancora dentro me,
brucia dentro il cuore mio,
un' amore strano, pieno di ambiguità,
frutto di un' acerba età...

Scritto alle 14:27 | link | commenti (6) | commenti (6) (popup)
donne

lunedì, 25 dicembre 2006
La notte di Natale

Esco verso le 21.30 per andare a fare Babbo Natale ... non ho una slitta, non ho delle renne che trainano ... ho un due ruote con i suoi cavalli fiscali che divorano lingue d'asfalto nere come la pece ... cazzo una buca. Niente, non si riesce ad esser poeti con le strade romane.

Proseguo nel mio viaggio notturno, verso una meta ben precisa. I fari fendono la notte come sciabolate, illuminando gli angoli più bui. Non c'è anima viva a Roma stanotte, sono tutti con le zampe sotto al tavolo, dalle case s'odono solo tintinnii di posate e bicchieri, mandibole in azione, bottiglie stappate, tappi che volano, urla che si alzano al cielo "ah il tappo t'ha colpito, ti sposerai a breve" ... e giù scongiuri.

Le ruote continuano a mordere l'asfalto, i fari a fendere la notte, le strade deserte, non ci sono neanche le solite quattro puttanazze a Caracalla. E' vigilia anche per loro. E nella notte di Natale chi va in giro a cercare un rapporto mercenario ?

Bella la notte così, deserta, senza un cane in giro. Neanche a Ferragosto ho visto delle notti così belle, con una Roma illuminata solo dai lampioni, con traffico zero, neanche un vigile urbano, neanche una pattuglia di polizia. Sembra il paese della cuccagna. Ma si, ne approfitto un pò. Mi concedo un passaggio col semaforo rosso a un incrocio deserto. Talmente deserto che mi sembra di essere l'ultimo umano rimasto vivo sulla terra.

Arrivo a destinazione alle 21.40 mandando a casa il collega che ha giustamente una famiglia e deve fare il Babbo Natale per i pargoli.

La notte è lunga, preparo un pò di sms da spedire a quelle poche persone amiche, ad alcuni blogger conosciuti, a qualcuno di questi che ha conquistato la mia stima un messaggio particolare, di quelli che nascono dentro, di quelli un pò fuori dal coro.

Sbrigo un pò di lavoro, metto su un pò di musica commerciale, tiro fuori un bicchiere, qualcun'altro si presenta con una bottiglia, chi con un panettone ... si fa festa anche così, con un occhio alle console e uno alle cibarie, stando attenti a non esagerare. E' la notte dei turnisti, di gente che non si veste di rosso, di gente che la notte lavora mentre gli altri si divertono.

Pensateci almeno un pochino ...

 Buon 25 dicembre

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io

domenica, 24 dicembre 2006
Avviso ai naviganti

Attenzione ai sedicenti "video divertenti" di Natale inviati per e-mail. Ho ricevuto infatti, nelle ultime ore, diverse varianti di un messaggio di posta elettronica, redatto in un italiano perfetto, che invitano ad aprire un file allegato con estensione .ASX. I file ASX sono file XML che possono essere utilizzati per la gestione delle "playlist" di Windows Media Player.
Il file .ASX allegato è in realtà maligno perché, attraverso di esso, "l'untore" tenta di scaricare ed eseguire un file nocivo sul personal computer dell'utente. Visionando il sorgente dell'e-mail ci si accorge subito, infatti, di quale sia il file che verrà scaricato ed eseguito oltre all'indirizzo web di provenienza (alcuni domini .biz): si tratta di un eseguibile (al quale è stata associata l'icona che ricorda quella usata dal codec DivX) già riconosciuto da molti software antivirus come "Trojan.Spambot", "Trojan-Downloader.Win32.Agent.bch" o "Win32/TrojanDropper.Agent.NDL" (attenzione perché alcuni software non hanno ancora aggiornato le loro firme virali quindi non sono al momento in grado di rilevare la minaccia). Ecco alcune versioni del corpo del testo dell'e-mail contenente l'allegato dannoso:

1) "Un video da morire dal ridere per andare in vacanza sereni, tanti auguri e buone feste a tutti voi a presto"
L'oggetto è "Babbo... natale??".

2) "Salve a tutti, vi mando questo pensiero davvero divertente, con tanti auguri per un sereno natale, buone feste e felice anno nuovo! auguroni!"
L'oggetto è "Buone feste e buon anno con video".

3) "Gustatevi questo video-gag per natale! tantissimi auguri!"
L'oggetto, in questo caso, è "Video di babbo natale".

Questa che invece vi allego qui sotto è solo per indurvi il virus del sorriso
ShowLetter

 

 

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informatica, io

sabato, 23 dicembre 2006
Volevo stupirvi con effetti speciali ...

natale

Il messaggio del Natale è da sempre lo stesso e da sempre è il più bello... è un messaggio d'amore...

A te, fortunato passante, gli auguri più cari!

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io

giovedì, 21 dicembre 2006
Riposa, fnalmente, in pace

Roma, 21 dic. - Marco Pannella ha annunciato la morte di Piergiorgio Welby durante la diretta di Radio Radicale. Welby aveva 61 anni e da quaranta era malato di distrofia muscolare. Aveva chiesto l'eutanasia al presidente Napolitano lo scorso settembre. Poche ore prima del decesso il Consiglio Superiore della Sanità aveva negato lo spegnimento del respiratore perché "non c'era accanimento terapeutico".

La distrofia muscolare che lo ha costretto ad una vita da lui stesso definita inaccettabile, aveva colpito Piergiorgio Welby all'età di 20 anni. Da allora, la malattia è peggiorata, lentamente ma inesorabilmente. Di papà scozzese (fu giocatore in serie A nella Roma), Welby aveva molteplici interessi: appassionato di caccia e di cani, ha fatto studi classici. Nato a Roma il 26 dicembre 1945 è stato colpito da una forma di distrofia muscolare progressiva. Nell'ultima fase della malattia, Welby era costretto a letto inibito a qualsiasi movimento di tutto il corpo, ad eccezione dei movimenti oculari e labiali. La sua sopravvivenza era assicurata esclusivamente da un respiratore automatico al quale era stato collegato nel 1997.

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sociale

mercoledì, 20 dicembre 2006
I've a dream

Ho fatto un sogno
di quelli strani ...
guardavo un cielo
pieno di mani ...
mani che cercano
di costruire
un mondo nuovo
che possa unire ...
mani che pensano,
che voglion dire ...
che non sognavo
nel mio dormire ...
ma che era un sogno
di quelli strani,
che mi donava
il mio domani.

Scritto alle 14:30 | link | commenti (2) | commenti (2) (popup)
io

Hikikomori

E’ strano che le parole giapponesi abbiano un suono così dolce anche quando indicano cose spiacevoli e dure. E’ stato il caso di “tsunami”, è il caso di “hikikomori”. Hikikomori significa “ritiro” e indica una modalità con cui alcune centinaia di migliaia di giovani giapponesi hanno "deciso" di esprimere il proprio male di vivere. Sono il nuovo fenomeno sociale scoppiato in Giappone ma non solo. Sono i giovani “rannicchiati su se stessi”. Sono ragazzi, per l’80% maschi, spesso sotto i 14 anni, che si chiudono nella loro stanza per anni senza uscire più. Si sfondano di playstation, di chat, di sms, di televisione. Mangiano il cibo che i familiari gli passano dalla porta e non comunicano più con il mondo se non per vie virtuali.

Gli hikikomori sono tra noi e, spesso, non sappiamo riconoscerli. Questa responsabilità è di una società sempre più attenta a sterilizzare, pastorizzare, disinfettare e igienizzare al punto che anche le emozioni subiscono lo stesso trattamento così da ridurre il contatto umano ai minimi termini. Tutto deve essere consumato senza tregua, per cui non ci si può fermare a sentire, a vivere, a percepire, ad assaporare. I cibi così come l’amore devono essere consumati, che non è la stessa cosa di vissuti.

Ultimamente sto diventando un hikikomori anche io. Sto iniziando a rifiutare i contatti visivi abbandonandomi piano piano, come un pupo nel suo dolce cullare, ad accettare solo quelli estemporanei, fatto di voci telefoniche, di sms, di internet. Mi sto richiudendo in me stesso a riccio, sto alzando nuovamente le barriere contro tutto e tutti, sto ricominciando a rivestire la corazza e impugnare il giavellotto, pronto alla difesa. C'è un mondo la fuori che non mi piace più.

L'apoteosi è stata dettata da una persona, sfiduciata, abbandonata dalla propria famiglia, senza più un lavoro, che ha deciso di metter fine e tutto ciò e s'è lanciato nel vuoto. E al ritorno dal suo funerale, mi sono sentito un vuotro dentro anche io, m'è parso di sentire il mio animo buttarsi giù di sotto, in un precipizio senza fine.

Stanco ... si sono stanco di soffrire. Cosa serve ricostruirsi quando poi non c'è chi apprezza l'opera ? Forse era meglio buttarsi e restare il giocattolo sessuale di una signora annoiata ?

Domande, dieci, cento, mille, che affollano la mia mente e un cuore vuoto che non sa dare risposte.

Scritto alle 04:24 | link | commenti (8) | commenti (8) (popup)
io

giovedì, 14 dicembre 2006

Romantic Individual Providing Pleasure and Erotic Recreation
Get Your Sexy Name

Scritto alle 21:03 | link | commenti (5) | commenti (5) (popup)
io

Ipse dixit

Il colore è un mezzo di esercitare sull'anima un'influenza diretta,

il colore è un tasto,

l'occhio il martelletto che lo colpisce,

l'anima lo strumento dalle mille corde.

Scritto alle 18:02 | link | commenti (7) | commenti (7) (popup)
ipse dixit

martedì, 12 dicembre 2006
Le nuove Lolita: articolo integrale

Riporto l'articolo integrale nel suo testo, compreso di frasario adoperato all'uopo dagli intervistati (e parliamo non di uomini adulti ma di ragazzetti).

Lecca-lecca in bocca e sguardo ammiccante. Minigonna “scozzese” e calzettoni bianchi. Gambe divaricate, poggiata sul cofano di uno scuolabus. Il biglietto di prevendita per lo “school party secondo atto” è tutto un programma. Giovedì, ore 22. Si accendono le luci, comincia la festa. Un fiume umano e una distesa di motorini. Poi loro, le immancabili minicar, un vero e proprio raduno (quasi tutte superpotenziate e personalizzate). Il luogo? Uno dei disco-club più amati dai “clubbers” capitolini, alle spalle dello stadio Olimpico. È l’evento più “cool” dell’anno per i giovani liceali delle migliori scuole romane. Davanti al locale centinaia di ragazzi, età media 14-16 anni, attendono di entrare. «Aspettiamo un po’, tanto per buttare l’occhio», sorridono Marco e Luca. «Con questa scusa puntiamo quelle più “fiche” e ci accodiamo».
Decibel “sparati a palla”. Fuori “fumo” libero con “passaggio obbligatorio”. Dentro “open bar” con superalcolici a volontà. Una miscela esplosiva per la stessa generazione che ha creato scandalo nelle ultime settimane in seguito alla diffusione di immagini “hard” rubate ma spesso anche donate dalle compagne di scuola. E se lo scambio di foto via mms sui cellulari al mattino tra i banchi può scandalizzare, a tarda sera è già un ricordo.
Eccole le protagoniste: belle, senza complessi, in grado di indossare con la massima naturalezza micro-gonne inguinali o supersuccinti slip di pizzo che si intravedono volutamente fuori dai jeans. Escono di sera a seno nudo infilandosi una canottierina e «una gonna alta quanto una sciarpa». Tacco a spillo, rigorosamente senza calze. Quanto alle borse, più micro possibili. Capelli super-piastrati con frangia corta all’ultima moda.
«I miei sono tranquilli racconta Flavia, 15 anni , posso star fuori fino a tardi perché sto con i miei compagni di scuola, mica con sconosciuti». E’ quasi mezzanotte, la musica rimbalza tra il parcheggio e lo stadio. «Ci andiamo a fare un tiro?», esce un gruppetto di ragazzi con le “donne” al seguito. Spezzano la serata e aspettano quelli dello scientifico. Capelli corti, gelatina a volontà, camicia bianca, jeans, golfino puro cachemire legato in vita. Tutti uguali, mani in tasca e cappellino in testa. Calciatore lui, velina lei. «Fica quella, ma la conoscevi?», chiede Massimo all’amico. «Per niente, l’ho conosciuta dentro mentre facevo la fila per andare in bagno. Poi l’ho beccata di nuovo al bancone mentre prendevo da bere. Prima di andare devo assolutamente farmi dare il numero del cellulare. Non me la posso mica far scappare. E quando mi ricapita una così».
«Guarda questa che passa adesso. Un fisico da sballo e due tette da urlo», incalza Massimo. «E’ inutile, questa non te vede proprio», gioca Paolo. «Dai, ritorniamo, se no mi scappa quella che ho “acchiappato”».
Nel parcheggio capita di incrociare pure un genitore che ha appena accompagnato la propria figlia, ignaro del tenore della serata, «l’ho portata non sapendo a che tipo di festa doveva partecipare. Ora non mi muovo di qui, preferisco aspettarla piuttosto che farla tornare a casa con qualche amica con il motorino. Non mi fido». Racconta un padre dai capelli brizzolati che ha provato ad essere moderno, «ma che fatica stare dietro a questi ragazzi tanto silenziosi a casa e tanto estroversi fuori. Pensavo fosse una cosa più tranquilla ma non è così».
E intanto arrivano Marta e Claudia, entrambe 14 anni, a fumarsi una sigaretta. Vi divertite? «Sì». «Vivo la vita come mi pare, ma almeno vivo senza ipocrisia e riconosco quello che rappresento aggiunge Marta che gioca a fare la dura . Mi vesto come voglio. Non è questione di peccato. Oggi se non sei così sei “out”. E allora ti adegui. Forse è vero, certe volte sembra che l’apparire valga più dell’essere, ma non è sempre così. Comunque non faccio niente di male». Poco più in là ci sono Giorgio, Stefano e Sandro, occhialetti e giubbino con pellicciotto al collo. Loro sono forse un po’ “out”, hanno superato i diciotto e appaiono troppo seri per una serata così, «oggi in un mondo dominato dai vari Costantino, Daniele, tronisti vari, calciatori e veline, i bravi ragazzi come noi sono messi da parte. Le ragazze si avvicinano solo per chiedere un consiglio, o solo perché sono interessate ad un nostro amico dice Giorgio che sembra il più serio dei tre . Praticamente prima ti illudono, ti danno una falsa speranza e poi ti dicono “mi dispiace, ma non sei il mio tipo”. Funziona sempre così, allora perché non si rivolgono ai vari Costantino, Daniele o tronisti per risolvere i loro problemi?». «Lascialo stare, dice così perché si è lasciato da poco con la ragazza e sta sotto un treno», lo prende in giro Sandro. «Te l’ho detto mille volte, quella non era per te. E poi basta, meglio così».
Cala la nebbia, il dj lancia le sue ultime proposte, la festa sta finendo e gli ultimi sopravvissuti provano a tornare a casa.

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copio e incollo

lunedì, 11 dicembre 2006
L'erotismo

L'erotismo è una stanza buia dove si entra con molta curiosità e un pizzico di paura.

L'erotismo è il battito accellerato del cuore di fronte al mistero.

L'erotismo è partire alla scoperta dell'America senza esser sicuri che ci sia un'America dall'altra parte.

L'erotismo è possesso della persona amata.

L'erotismo è la ricerca continua del limite.

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io

domenica, 10 dicembre 2006
Regali di Natale

Un anonimo miliardario americano si è aggiudicato in un’asta di Christie’s a New York una mummia egiziana per il modico prezzo di 1,1 milioni di dollari: considerato il periodo in cui è avvenuto l’acquisto, deve trattarsi di un tale che ha preso un po’ troppo alla lettera il concetto di regalo faraonico. Certo, si comprano tante cose inutili a Natale, centrotavola dorati a forma di pigna, elettrodomestici che resteranno per secoli chiusi nei pensili della cucina, vestaglie e cravatte che verrebbero giudicate kitsch addirittura da Cristiano Malgioglio.

Alla salma imbalsamata, però, non ci si era ancora arrivati. Peraltro, incartarla dev’essere un problema notevole, ma non soffermiamoci su questi dettagli. Il vecchio cesto natalizio, pieno di torroni e spumanti, lascia il posto al sarcofago. Una svolta che nessuno poteva aspettarsi. Un tempo, chi osava profanare una sepoltura si guadagnava una terribile maledizione, ora si guadagna l’equivalente di 800.000 euro. Un cambio decisamente conveniente.

La mummia in questione è quella di un giovane signore vissuto 3.000 anni fa, sacerdote in un tempio di Luxor: un dipendente pubblico dell’epoca, se vogliamo. Di qui a trenta secoli, quindi, anche un usciere del comune di Isernia o un assessore di Fara Sabina potranno valere una fortuna, se ben conservati. Bisognerà pagarci un’ingente tassa di successione sopra, ma questo è un altro discorso.

L’interrogativo inquietante che nasce però dalla suddetta vicenda è: chi sarà mai l’ignoto acquirente e cosa vorrà farci col corpo essiccato di un antico egizio? Proviamo a formulare alcune ipotesi: forse si tratta di uno stravagante riccone lucchese, che così potrà affermare senza timore di essere smentito «meglio un morto in casa che un pisano all’uscio», oppure un elegantone del Wisconsin, che in questo modo potrà lasciare gli abiti su di un “uomo morto” molto particolare, o ancora il regista Franco Zeffirelli, per impreziosire la messa in scena della sua Aida alla Scala di Milano con un reperto originale, salvo poi accorgersi che non si intonava al colore della scenografia. O, più semplicemente, si è trattato del gesto di un eccentrico petroliere del Texas, che si è tolto lo sfizio di donare il corpo avvolto nelle bende alla sua amichetta, sussurrandole: «Cara, ho voluto regalarti un oggetto che rimane…». Non sappiamo quale utilizzo verrà destinato alla povera mummia, attaccapanni o gigantesco fermacarte, di certo in Italia avrebbe avuto una carriera spianata: considerata l’età media della nostra classe dirigente, il vecchio Neskhons, così si chiama il sacerdote imbalsamato, si sarebbe potuto piazzare a capo di una formazione politica o di un’azienda di Stato.

Sembra peraltro che la mummia di Similaun stia per accettare un incarico ai vertici dell’Eni, ormai dovrebbe essere questione di ore. Può apparire immorale il vendere all’asta un cadavere di qualche migliaio di anni fa ma, vista la considerazione che oggi come oggi si ha dei vivi, non dobbiamo stupirci minimamente. E poi diciamola tutta: avere uno o più scheletri nell’armadio sta diventando un’abitudine sempre più diffusa, in ogni settore, dai servizi segreti al mondo dello spettacolo, dalla finanza agli ambienti sportivi.

Coraggio Neskhons, almeno non sei finito nella lista degli assistiti di Lele Mora.

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dito-ar-qlo

Night rain

 NightrainQuesto è quello che vedevo dall'interno del casco. Gocce di pioggia che scendevano lungo la visiera, come lacrime che scendono a tratti intense a tratti sporadiche, in ordine sparso come se un pennello bagnato venisse agitato nell'aria da una mano invisibile, arrivando a colpire in punti totalmente casuali.

Bella la pioggia, bello ascoltare il ticchettìo tipico infrangersi sui vetri, il picchiettare cadenzato sulle tegole di una vecchia abitazione; ancor più bella ascoltarla dentro un letto, coperto solo da un piumotto caldo, sentirla scendere fuori della finestra forte e impetuosa, che lava via lo smog dall'aria.

Un pò meno bella quando le gocce scendono sulla visiera diminuendo la visibilità, quando diminuisci la velocità per evitare di cadere, stando attento che sotto una pozzanghera possa nascondersi una buca. Ma soprattutto stando attento alle auto che ti sfrecciano vicino come tanti motoscafi, alzando spruzzi d'acqua come onde anomale, capaci di bagnarti dentro fino alle mutande senza mai capire come diavolo fanno.

Adoro la pioggia, adoro sentirmela addosso, adoro sentirla scivolare come lacrime, le stesse che non riesco mai a tirar fuori.

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io

sabato, 09 dicembre 2006
Le nuove Lolita

Tratto da un quotidiano locale:

Lecca-lecca in bocca e sguardo ammiccante. Minigonna “scozzese” e calzettoni bianchi. Gambe divaricate, poggiata sul cofano di uno scuolabus. Il biglietto di prevendita per lo “school party secondo atto” è tutto un programma.

Giovedì, ore 22. Si accendono le luci, comincia la festa. Un fiume umano e una distesa di motorini. Poi loro, le immancabili minicar, un vero e proprio raduno (quasi tutte superpotenziate e personalizzate). Il luogo? Uno dei disco-club più amati dai “clubbers” capitolini, alle spalle dello stadio Olimpico. È l’evento più “cool” dell’anno per i giovani liceali delle migliori scuole romane. Davanti al locale centinaia di ragazzi, età media 14-16 anni, attendono di entrare.

Decibel “sparati a palla”. Fuori “fumo” libero con “passaggio obbligatorio”. Dentro “open bar” con superalcolici a volontà. Una miscela esplosiva per la stessa generazione che ha creato scandalo nelle ultime settimane in seguito alla diffusione di immagini “hard” rubate ma spesso anche donate dalle compagne di scuola. E se lo scambio di foto via mms sui cellulari al mattino tra i banchi può scandalizzare, a tarda sera è già un ricordo.

Eccole le protagoniste: belle, senza complessi, in grado di indossare con la massima naturalezza micro-gonne inguinali o supersuccinti slip di pizzo che si intravedono volutamente fuori dai jeans. Escono di sera a seno nudo infilandosi una canottierina e «una gonna alta quanto una sciarpa». Tacco a spillo, rigorosamente senza calze. Quanto alle borse, più micro possibili. Capelli super-piastrati con frangia corta all’ultima moda.

Ecco le adolescenti del nuovo millennio, bombardate da stereotipi dettati da programmi insulsi e da ochette-veline, pronte a tutto pur di emergere. Qui non si tratta di essere bacchettoni, di essere mentalmente arretrati: il problema è l'immagine che danno di loro stesse, della femme fatale, della donna che vuol crescere precocemente nonchè quello di mostrare e sentirsi desiderate.

Ma quando poi vengono palpeggiate, perchè si lamentano ?

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donne, curiosità

mercoledì, 06 dicembre 2006
La voglio anche io !!!

E non è giusto, la voglio anche io la signorina qui sotto che fa la Lap dance dentro i vagoni della metro romana.Lap Dance

E invece no: mi becco sempre gli zingari, il solito barbone puzzolente, i polacchi che suonano la fisarmonica e i vari extracomunitari che ti fregano i soldi. Tutti che non pagano il biglietto.

Ora qui non si tratta di essere razzisti ma pragmatici: oltre che mi sfili un euro per il biglietto, mi becco la metro che non è mai puntuale, debbo viaggiare in piedi a stretto contatto ascellare con altri passeggeri, debbo beccarmi le carrozze luride, d'estate non c'è aria condizionata e d'inverno non c'è una bella gnocca.

Voglio anche io la ballerina !!!

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curiosità

E' finita

Arriva il momento, in cui anche la tempra più forte, intaccata dall'usura del tempo e dalle avversità della vita, cede.

L'ennesimo viaggio di ritorno da un convegno amoroso, la solita umida malinconia che mi pervade, la solitudine che torna ad esser mia compagna.

Improvvisamente ho sentito che era troppo per me, avevo resistito tante volte, superato momenti terribili, eppure la fatica m'ha investito come un vortice a cui non ho saputo opporre resistenza e così mi sono fermato.

E' ora di girare pagina e ricominciare.

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io

Moonlight shadow

" ... Four a.m. in the morning
Carried away by a moonlight shadow
I watched your vision forming
Carried away by a moonlight shadow
Stars move slowly in the silvery night
Far away on the other side
"Will you come to talk to me this night?"
But she couldn't find how to push through ..."

Luna piena

Eh si, da buon lupacchiotto (giallorosso) quando vedo la luna l'istinto diventa più forte di ogni altra cosa: ululo. Ma non un ululato sommesso, no. Uno fatto bene, di quelli che ti nascono da dentro, che salgono piano piano, che crescono e quando escon fuori, ti senti come liberato di un peso.

Finita la mia chiacchieratina serale via msn, prima di andare a letto, stasera sono andato un pò sul terrazzo. La serata è calda. Mi sono sdraiato in terra, la mia schiena ha ringraziato di aver finalmente trovato qualcosa di rigido, le vertebre sono tornate tutte al loro posto e mi sono messo a guardare la luna. Bella, luminosa, con la sua luce riflessa che spargeva luce e ombre in ogni dove, nel buio profondo della notte.

La luna, questo pianeta così vicino ma così lontano, che evoca ricordi del primo uomo che ha posto piede sul suo suolo.

"Will you come to talk to me this night?"

Si, sono venuto a parlare con te questa notte, sono venuto ad aprirti il mio animo chiuso da anni a tripla mandata, a donarti un pezzo del mio infinito puzzle esploso. E sono venuto per renderti il mio omaggio, sono venuto per ululare, incurante dei vicini che ogni qual volta cercano qualcuno armato di una pistola con la pallottola d'argento.

Aaaauuuuuuuhhhhhhh !!! 

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io

domenica, 03 dicembre 2006
Piazza Parmigiano Reggiano

L’appetito vien guidando: il comune di Bibbiano in provincia di Reggio Emilia ha deciso di intitolare una rotatoria al Parmigiano Reggiano.

In Italia i grandi uomini sono terminati. Le date storiche importanti scarseggiano, non ci resta che dedicare le strade ai prodotti gastronomici. Già ci sembra di vedere viale del Pomodoro Pachino a Siracusa, largo dei Malloreddus a Nuoro e lo splendido corso Cotoletta a Milano, tutto pieno di luci durante le feste. Anche la nostra città immortale avrà la sua toponomastica alimentare: passeremo orgogliosi per vicolo della Pajata ma, nelle ore di punta, sarà bene evitare via della Coda alla Vaccinara, perché già dal nome si capisce che la troveremo intasata.

In futuro, gli stradari assomiglieranno sempre più a dei menù di trattoria. In Campania, ad esempio, i consigli comunali, sempre più simili a consigli dello chef, si potranno sbizzarrire attingendo alla grande tradizione locale: piazza Napoletana, piazza Quattro Stagioni, piazza Capricciosa e l'innovativa piazza Rughetta e Bresaola.

Nel piccolo paese del Reggiano di cui ci stiamo occupando hanno deciso di fare le cose sul serio. Al centro della rotatoria in questione quella di Barco, che interseca le provinciali Reggio-Montecchio e Barco-San Polo verrà anche collocata una scultura per rendere omaggio al più famoso dei formaggi, l'unica statua al mondo che necessita di 30 mesi d'invecchiamento. Per decenni nell'arte ci si è interrogati se fosse più importante la forma o il contenuto, ora non ci sono più dubbi: la forma, specie se di stravecchio.

L'unico appunto che si può muovere a questa interessante iniziativa stradal-culinaria, consiste nel fatto che forse potrebbe rafforzare un'opinione diffusa e cioè che, per quanto riguarda gli appalti delle opere pubbliche in Italia, sia tutto un magna-magna. Ma si tratta di poca cosa, di fronte all'importanza di questa bellissima idea.

Sarà necessario, negli anni a venire, prestare grande attenzione agli abbinamenti e agli incroci tra le varie strade delle nostre città: se si intitola una via ai Calamaretti fritti, bisognerà farla sfociare su piazzale Vermentino di Gallura, se si dà il nome di “Ossobuco” a una circonvallazione, sarà opportuno avere l'accortezza di farla incontrare con la statale dei Piselli in umido. La viabilità dovrà tenere conto delle fondamentali leggi del palato e, con ogni probabilità, Gianfranco Vissani diventerà sottosegretario ai Lavori pubblici.

Del resto, nel nostro Paese di cose di cui andare orgogliosi rimangono solo la buona cucina, il calcio e la moda. Non è poi un dramma, dovremmo farcela a rinnovare le cartografie dei nostri centri abitati: lungotevere Cannavaro e lungarno Rocco Barocco diventeranno presto indirizzi ben noti agli italiani e ai tanti turisti che vengono a visitarci ogni anno.

Gli amministratori però dovranno star bene attenti a fare delle scelte che non insinuino il sospetto del classismo culinario, tipo mettere viale del Caviale ai Parioli e piazza dei Supplì a borgata Fidene. Contiamo sul loro buon senso. Salutiamo quindi con soddisfazione il progetto del comune di Bibbiano e anche la scelta di una rotatoria per vararlo. La rotatoria, in fondo, è l'emblema del nostro Paese, il simbolo di come vanno le cose qui da noi: si gira in tondo e non si risolve niente.

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dito-ar-qlo

Blog-Cronaca

Allietata fin dall'inizio dalle note di una Demo Morselli's band in grandissima forma, che ha intrattenuto il popolo in piazza con gli inni più cari al centrodestra (come Gloria di Umberto Tozzi o Staying Alive, sulle cui note, si sussurrava, sarebbe comparso ad un certo punto Berlusconi vestito da John Travolta,  ipotesi purtroppo sfumata) la manifestazione del centrodestra contro la Finanziaria e il governo Prodi è stata imponente per partecipazione ed effetto scenico. Piazza San Giovanni era quasi gremita, e, nonostante il freddo, anche piuttosto pronta a rispondere agli stimoli dei leader, intonando gli immortali cori "chi non salta comunista è" e "abbasso el terùn". Slogan che fanno sempre un certo effetto, specialmente se accompagnati dai fischi all'inno italiano dei leghisti, i quali dimostrano una volta di più che ogni villaggio, anche quello globale, ha bisogno del suo scemo. Le immagini televisive davano più la sensazione di un gay pride che altro, le musiche, la festa, mancavano solo i carri. Certo che Berlusconi sul palco in versione drag queen sarebbe stato una figata, per il finale!

Quando Berlusconi è arrivato sul palco, però, i leghisti non hanno fischiato l'inno nazionale, che Silvio ha cantato in playback tra le lacrime di commozione della folla. Poi è iniziato il suo discorso, sempre scandito dalle ovazioni soprattutto quando ha parlato del suo "inciampo" di una settimana fa.

Il Cavaliere Mascarato, inebriato dall'entusiasmo, ha anche attaccato chi "non crede alla famiglia formata da un uomo e una donna", e citato ripetutamente il Papa: un po' una novità per lui, che è sempre stato refrattario a fare pubblicità alla concorrenza. Forse questo vuol dire un cambio di strategia, più probabilmente è un tentativo di legittimarsi di fronte ai credenti in chiave anti-Udc.

Per il resto, le parole d'ordine sono sempre quelle di sempre: "libertà", la coppia "cuore/amore" (come il più scontato dei parolieri), "la perversa ideologia comunista", "sogno", "famiglia", "patria", "democrazia", "lavoro", "impresa". Le solite cose, i soliti argomenti con toni appena appena più estremisti del solito, ma per il resto ben poco da notare. L'accenno alle schede elettorali, poi, gli ha fatto dire che "se ci sono stati brogli, li hanno fatti loro perché li hanno sempre insegnati ai loro militanti". Chissà se ora la Procura di Roma gli manderà un avviso di garanzia.

E' stato bellissimo quando gli è scappato detto che "la sinistra vuole dividere il Nord dal Sud": un autogoal dalla comicità involontaria davvero apprezzabile. Per il resto, ben poche novità da un impianto politico generale che è uguale da ormai 12 anni, fatto di slogan che cominciano anche ad essere un po' avariati. Quello di Berlusconi è sembrato uguale a tanti altri comizi, come il finale di campagna elettorale del 2001 e del 2006. E l'effetto di deja-vu che hanno avuto coloro che lo stavano ad ascoltare è più di ogni altra cosa la testimonianza della crisi politica del centrodestra. C'è perfino una foto di Storace con un somaro: chi capisce chi dei due è l' ex governatore e ministro vince una cena con Tajani.

Però, come diceva giustamente Rossella O'Hara in Via Col Vento, domani è un altro giorno. Qui non si commetterà l'errore di riportare gli argomenti di Berlusconi quando si manifestava contro di lui (ricorderete il famoso "se ci sono 3 milioni in piazza, significa che gli altri 57 sono con noi"), perché si farebbe un torto all'intelligenza dell'ex presidente del Consiglio. Però è anche vero che la spallata difficilmente arriverà da una piazza che ha rappresentato un'opposizione divisa, visto che l'Udc se ne è rimasta tranquillamente a Palermo.

Che la Finanziaria made by Prodi & Padoa-Schioppa sia una delusione, è un fatto; che il governo di Romano sia politicamente a rischio è un altro fatto. Ma, a parte il culto della personalità del Capo supremo e assoluto, che ha anche bisogno di un "nemico interno" per affermare la sua supremazia, il centrodestra ha davvero da offrire un'alternativa politica credibile al paese ?

Per ora hanno  veramente saputo dimostrare di poter organizzare il prossimo carnevale !

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io , dito-ar-qlo

Ingredienti per l'uso

Prendere un pò di autisti dei mezzi pubblici e fargli fare sciopero; prendere un pò di automobilisti che vogliono godersi la giornata con la famiglia e iniziare a fare un pò di giri per i regali natalizi; prendere un'altra manciata di tifosi che vogliono raggiungere lo stadio per la partita; prendere anche un pò di fans dei Muse che fanno il loro concerto; aggiungere infine circa 700.000 coglioni che vengono a manifestare in casa altrui ... ecco servito in tavola due giorni di passione, di traffico impazzito, di vigili urbani che multano a tutto spiano, di strade intasate, di auto parcheggiate sugli alberi, di pullman provenienti dal nord che vomitano nell'aria i loro scarichi a carbonella.

Certo, bisogna avere un pò di pazienza: gli autisti dell'Atac vogliono il rinnovo del contratto, è giusto il loro sciopero; padre e madre lavoratori hanno diritto il sabato a svagarsi un pò con la loro prole, in vista del Natale; la Roma ospita l'Atalanta, è l'anticipo del sabato, è previsto dal campionato; i Muse fanno a Roma una tappa del loro concerto, perchè negare ai giovani fan di andare a vederli ... ma buona parte del Nord-Italia industrializzato, che scende a Roma per protestare, proprio non mi va giù. Protestare per cosa poi ? Perchè non possono più evadere le tasse a loro piacimento come è stato fino ad ora ?

Ero in giro oggi pomeriggio, dovevo sfogarmi un pò, ero già amareggiato di mio. M'ero portato un pò di uova e pomodori ... Troppa polizia per poter lanciare un uovo marcio al nano pelato e a tutta la su' razzaccia 'nfame ... 

Me li sono guardati da lontano i dimostranti.  Tutte facce da industrialotti, tutte facce da ricconi, da notai, da gioiellieri; tutti con i loro bei rolex al polso, le catene d'oro al collo, con i sigari in bocca. Avessi visto una persona con la tuta da metalmeccanico; avessi visto una persona con la pensione da 500 euro; avessi sentito una persona che parlava non dico romano, ma almeno toscano o romagnolo. No, solo accenti lombardi o veneti.

Ora che vi siete fatti la vostra bella passeggiata, che avete respirato un pò d'aria pulita, che avete gridato i vostri inutili e infantili slogan, che i nostri commercianti v'hanno sfilato un bel pò di soldi ... toglietevi dalle scatole e ridatemi la mia città.

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sociale

sabato, 02 dicembre 2006
In amore come in guerra ...

... c'è sempre un vincitore e un perdente ...

Ho perso ancora.

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io

venerdì, 01 dicembre 2006
Golconda

Golconda ! Golconda ! L'anima sprofonda! Golconda ! Golconda ! La grande baraonda !

Golconda

Adoro questo quadro di Magritte, resterei le ore a guardarlo, sotto ogni angolo, sotto ogni luce, sotto ogni piccolo particolare; non mi metterei di certo a fare delle critiche costruttive che siano o a cercare di interpretare il pensiero dell'autore. Questo è un compito che lascio volentieri a chi di arte ne capisce molto più di me.

Golconda: antica città e fortezza dell’India, nello Stato di Andhra Pradesh, un tempo nota per la lavorazione dei diamanti e oggi celebre per le rovine di molti monumenti musulmani. Golconda fu il centro dell’antico regno indiano omonimo. Faceva parte dei domini dei Kakatiya e fu invasa da ‘Ala ud-Din nel 1310, ma restò indipendente fino al 1424, quando venne annessa al regno dei Bahamani.

E allora cosa centra con il titolo del quadro (mi pare un olio su tela) ?

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io , curiositÃ