In Medio Stat Virtus

Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.

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martedì, 31 ottobre 2006
L'amore

L'amore non fa molte domande...

perchè se cominciamo a pensare

allora iniziamo ad avere paura...

una paura inspiegabile...

e non serve a niente tentare di esprimerla a parole...

forse la paura di essere disprezzati...

di non essere accettati...

di rompere l'incantesimo...

sembra ridicolo ma è così...

perciò non si fanno domande:

si agisce ! 

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domenica, 29 ottobre 2006
Premio “Fiori Violaâ€

Nel 2007 in Italia ci sarà una nuova affannosa corsa alle urne, ma niente paura: non si tratterà di quelle elettorali, ma piuttosto delle urne cinerarie.

Il Sefit, Servizi funerari italiani, ha annunciato per l'anno prossimo la prima edizione del Premio “Fiori Viola” per misurare il livello qualitativo dei nostri servizi cimiteriali: in sostanza, se gli alberghi di prestigio vengono definiti “Resort”, i camposanti meglio attrezzati potranno entrare a far parte della categoria “Remort”. Verranno valutati da un'apposita commissione l'accessibilità, la pulizia, i servizi, la manutenzione e il restauro delle strutture, la cura degli spazi verdi: praticamente, la vivibilità del cimitero, che detta così potrebbe sembrare ai più un curioso controsenso. L'inattesa iniziativa del Sefit stabilisce una significativa diversificazione tra le estreme dimore dei Comuni italiani: non tutti i cimiteri sono sullo stesso livello, alcuni sono abbandonati a loro stessi mentre altri propongono offerte “extralutto”, alcuni sono affollati di dolenti, altri sembrano degli autentici mortori. Tutti però, dai Monumentali delle grandi città alle piccole, silenziose necropoli di campagna, avranno la possibilità di concorrere a questo Premio Nazionale che dimostra come nel nostro Paese, se si riesce a mettere insieme quattro giurati, si può premiare praticamente tutto.

Dopo il Festival dei fiori, quello della corona di fiori: a pensarci bene meno triste della manifestazione sanremese. Per aggiudicarsi i 5 fiori viola simbolo di qualità (equivalenti delle ambite 5 stelle degli hotel), nonché il premio annuale, i 16.000 cimiteri italiani faranno a gara per accontentare la clientela, non quella tumulata che in genere non protesta, ma quella dei parenti in visita. Pur di ottenere il marchio D.O.C. (Denominazione di Oltretomba Controllata), quando andremo a trovare nonno Carlo ci metteranno di fronte a situazioni sorprendenti: in un'atmosfera di esclusiva eleganza, verremo accompagnati alle tombe da eleganti hostess in nero, la filodiffusione diffonderà le note sommesse delle canzoni di alcuni cantautori italiani (due terzi dei quali sembrano decisamente adatti alla circostanza) e, se in preda a un momento di sconforto avremo un mancamento, potremo usufruire del comodo servizio di frigo-bara, il tutto senza spese aggiuntive, consolazione inclusa. Insomma, sulle lapidi si potrà finalmente scrivere Requiescat in comfort.

Il rischio, se proprio vogliamo trovarne uno, è che qualche Comune possa esagerare nel desiderio di stupire la cittadinanza, organizzando in questo luogo di raccoglimento eventi culturali, meeting, a ferragosto fuochi fatui artificiali, sfilate di moda funeraria e prima o poi qualcuno ci penserà un reality show dal titolo “L'isola delle vedove”. Ma confidiamo nel buon gusto degli amministratori per evitare certi eccessi. C'è da temere invece che alcuni cimiteri possano diventare di tendenza ed il venirvi inumati rappresenti la nuova moda del terzo millennio. Le conseguenze sarebbero drammatiche: calabresi sepolti a Capalbio, lombardi tumulati a Sorrento, il tutto con evidenti disagi per i familiari.

In circostanze così delicate, è necessario a nostro parere prendere esempio dalle Istituzioni della Repubblica, ad esempio dai Servizi Segreti. Loro dove si trovano, insabbiano.

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dito-ar-qlo

sabato, 28 ottobre 2006
La Luisona

In omaggio a Stefano Benni nel 30esimo compleanno del Bar Sport.

Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: “La meringa è un po’ sciupata, oggi. Sarà il caldo”. Oppure: “E’ ora di dar la polvere al krapfen”. Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva.
Subito nel bar si sparse la voce: “Hanno mangiato la Luisona!”. La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo. La sua scomparsa fu un colpo durissimo per tutti. Il rappresentante fu invitato a uscire nel generale disprezzo. Nessuno lo toccò, perchè il suo gesto malvagio conteneva già in sé la più tremenda delle punizioni. Infatti fu trovato appena un’ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori. La Luisona si era vendicata.
La particolarità di queste paste è infatti la non facile digeribilità. Quando la pasta viene ingerita, per prima cosa la granella buca l’esofago. Poi, quando la pasta arriva al fegato, questo la analizza e rinuncia, spostandosi di un colpo a sinistra e lasciandola passare. La pasta, ancora intera, percorre l’intestino e cade a terra intatta dopo pochi secondi. Se il barista non ha visto niente, potete anche rimetterla nella bacheca e andarvene.

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copio e incollo

venerdì, 27 ottobre 2006
Sex all over the world

USA
Tradire? Si comincia fantasticando. Secondo il Journal of Sex Research, l'oggetto delle fantasie sessuali della maggior parte degli uomini e delle
donne non è il loro compagno abituale. Sorvegliando 349 studenti e impiegati universitari, con un'età compresa tra i 18 e i 70 anni, è emerso che l'87 % degli intervistati ha ammesso di avere fantasie sessuali che non riguardavano il partner. Secondo il dottor T.V.Hicks dell'Università del Vermont, autore dello studio, queste fantasie erotiche si chiamano "extradyadic", cioè fuori dalla coppia. Alcuni dati: i precedenti partners sono oggetto di fantasie sessuali più' per le donne che per gli uomini; più' lunga è la durata della relazione, più' aumentano le fantasie "extradyatic"; la maggior parte dei nuovi compagni virtuali fa parte dell'universo mediatico, cinema, televisione, internet, l'ambiente di lavoro è al secondo posto.

I migliori sono i Canadesi, i peggiori gli Inglesi. The Journal of Sex and Marital Therapy, insigne rivista mensile americana che si occupa di sessuologia, con attenzione particolare alla vita di coppia, ha pubblicato uno studio sulla frequenza e la qualità del sesso coniugale. Lo studio rivela che tre uomini inglesi su 10 non hanno fatto sesso negli ultimi 12 mesi, per cui  soltanto il 70 per cento della popolazione inglese maschile avrebbe fatto sesso nell’ultimo anno. Di contro lo stesso giornale afferma, dati alla mano, che sempre in Inghilterra sulla popolazione globale femminile, solo il 60% è sessualmente attiva. La ricerca, applicata su 6000 persone, in una fascia di età tra i 40 e gli 80 anni, ha toccato Inghilterra, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Canada, Australia. Questi ultimi tre Paesi si piazzano ai primi 3 posti, con un 80% di uomini che hanno fatto sesso nell’ultimo anno. La Nuova Zelanda è risultato il Paese dove le donne sono più attive sessualmente dei loro compagni, con un 75% contro il 70.

GRAN BRETAGNA
L'eros inizia dal naso. La catena di profumerie Perfume Shop ha organizzato (i primi di ottobre scorso, n.d.r.) la prima sfilata delle essenze, The
Naked Fashion Show, con modelli e modelle che indossavano solo i diversi profumi proposti al pubblico. Le modelle hanno indossato solo calzature, mentre gli indossatori hanno dovuto sfilare in totale nudità. Tutti gli spettatori sono stati bendati, forse per evitare che la visione dei modelli nudi li distraesse dal cercare di percepire i profumi che di volta in volta venivano presentati in passerella. Sconosciute le parti del corpo di modelli e modelle spruzzate di profumo.

Solo un uomo su sette rinuncia del tutto al suono del suo cellulare durante il sesso. E’ quanto emerge dalla “Mobile Life Report”, ricerca condotta dal provider telefonico britannico Car Warehouse. Il sondaggio si è svolto distribuendo 16.500 questionari con l’aiuto della School of Economics di Londra. I più coraggiosi, quelli che si rendono del tutto irreperibili quando sono in camera da letto, sono solo il 14%. Una via di mezzo è composta da un 11% di uomini che, durante il sesso, invece di chiudere mettono in modo “silenzioso”. Ma lasciano che il telefono continui a squillare.

Per ritrovare la passione in una coppia c'è chi ricorre con successo a fantasie fetish come lo "Sploshing". La moda erotica arriva dalla Gran Bretagna http://www.splosh.co.uk/ Ecco gli ingredienti: una tavola, del cioccolato o formaggio fuso, magari della panna. Consiste nel cospargere se stessi ed il partner del cibo preferito, rotolarsi fra le lenzuola e sul pavimento per poi fare l'amore tra il sapore di cioccolato o crema, stile Nove Settimane e mezzo. Regola fondamentale è quella di usare soltanto pietanze che si consumano durante i pasti, evitando cibi caldi o piccanti perché si ricadrebbe nel sadomaso e, se non si è abituati, si possono avere sgradevoli effetti collaterali.

Un terzo della popolazione maschile inglese non è soddisfatta del proprio pene. Una ricerca condotta su 600 uomini nel mese di agosto dalla sezione di sessuologia della NHS inglese (National Health Service, NHS http://www.nhs.uk ) riporta questi dati: il 28% pensa che il proprio pene sia troppo piccolo (e l’11% lamenta blocchi emotivi-fisici per questa idea);  1 uomo su 4 ha provato ad aumentare la lunghezza del sesso con creme e/o stimolanti orali; 1 uomo su 5 non parla mai delle prestazioni sessuali con la partner, per paura di giudizi sconfortanti. La fascia d’età meno soddisfatta è quella sotto i 25 anni.

Disegna la tua fantasia e vinci mille sterline. Il sito inglese LoveHoney, con la collaborazione-suggerimento di Tracey Cox (sessuologa, anchor woman, giornalista) e di Orgasm Army, il più grande portale internazionale di risorse sul sesso e sui giocattoli per adulti, ha bandito un concorso aperto a chiunque voglia ideare e progettare un nuovo sex toy. Il progetto va inviato online e realizzato con computer grafico ( o altra modalità di disegno). L'idea può essere anche costruita in forma abbozzata e fotografata con digitale. La scadenza per l'invio è fissata per il 30 novembre prossimo. Il vincitore, che deve essere maggiorenne, riceverà il premio in denaro e vedrà realizzato e venduto il toy progettato. Tutte le info su http://www.designasextoy.com.


OLANDA
Fare l’amore durante i primi tre mesi di gravidanza predispone ad un buon sesso anche dopo. Lo afferma il dottor H.J.Van Brummen,
sessuologo del Centro Universitario di Medicina per la Donna di Utrecht. Brummen ha monitorato, attraverso il periodico di ginecologia e ostetricia BJOG, 377 primipare, donne cioè alla prima gravidanza. La ricerca ha smentito l’opinione comune per cui fare sesso durante le prime 12 settimane sarebbe pericoloso per la salute di mamma e bimbo. Tutt’altro: chi ha una vita sessuale appagante è il 94% per cento delle donne cha ha fatto l’amore senza inibizioni, con una percentuale 11 volte maggiore rispetto a quelle che lamentano carenza di “coccole”.

RUSSIA
Il 13 per cento dei Russi intorno ai 20 non ha ancora fatto sesso, e il 19 per cento lo fa meno di tre volte a settimana. Il dato emerge da una
ricerca della Biznes Reiting, compagnia di studi e ricerche sociali condotta su 3000 soggetti di 19-20 anni circa. Altri dati: una buona conoscenza della contraccezione (57 per cento conosce l'uso corretto degli anticoncezionali), un'alta tolleranza verso rapporti omosessuali, un consistente consenso all'aborto. Per il 76% l'amore è molto importante in una relazione sessuale, mentre il 19 per cento farebbe sesso anche senza coinvolgimenti affettivi. Per il 25 per cento delle ragazze si può fare sesso prima del matrimonio, contro un 45% dei ragazzi. Il 49% degli intervistati considera l'adulterio un buon motivo per il divorzio, e il 27% lo disapprova.

CINA
Una scarsa ossigenazione (o hipoxia) influisce negativamente sul rendimento sessuale dei maschi. A questa conclusione è giunto Rudolf Wu,
professore della Facoltà di Biologia e Chimica presso l’Università di Hong Kong. Vita all’aria aperta, sport, alimenti ricchi di ossigeno e poca carne: questi i consigli del professor Wu su uno stile di vita ottimale. Consigli maturati dopo aver studiato per circa quattro anni esemplari maschi di pesci d’acqua dolce. In zone dove il corso d’acqua era particolarmente inquinato, con scarsa vegetazione acquatica e in località circondate dall’urbanizzazione, Wu ha trovato razze di pesci in via di estinzione. Un esempio: il pesce zebra, messo sotto condizioni di hipoxia, ha diminuito del 61% le sue capacità riproduttive, arrivando a picchi del 75%. I risultati sono stati pubblicati sul Enviromental Science and Technology magazine.

CANADA
Anche gli uomini amano le carezze sui capezzoli. Secondo una ricerca condotta in Canada da Robert Levin e Carl Meston (sessuologi) e
pubblicata dal Journal Sexual Medicine attraverso un breve questionario, gli uomini amano essere toccati, accarezzati e baciati sui pettorali, in particolare sulla punta e cioè sui capezzoli. Anzi, se una donna indulge con una certa passione, gli effetti rinvigorenti sull’uomo si fanno vedere e sentire. Lo studio è stato condotto su 301 individui (148 uomini e 153 donne), su una fascia di età tra i 17 e i 29 anni (il 95% tra 18 e 22 anni). Prima dell’atto sessuale ben 78 uomini su 100 amano essere stimolati sui capezzoli (per le donne sono 81). 59 uomini su 100 preferiscono la carezza durante il sesso, 39 preferiscono essere leccati, e 17 vorrebbero, ma non hanno avuto il coraggio di chiedere. Solo 7 uomini su 100 ritengono certe carezze “non da maschi veri”.

ITALIA
Il 40 percento degli italiani soffre di eiaculazione precoce, il 12-13 percento di disfunzione erettile, il restante di disturbi legati al
funzionamento della prostata e, per la prima volta, viene alla luce l'insoddisfazione sessuale di coppia. Sono queste le indicazioni che emergono dalle risposte date dai circa 9 mila uomini al questionario messo a punto dalla Sia, la Società Italiana di Andrologia. Secondo i dati raccolti l'eiaculazione precoce è già presente con prevalenza importante sotto i 40 anni e si rafforza nella fascia dai 40 ai 59 anni per poi scendere sopra i 60 anni, la disfunzione erettile ha un andamento crescente ed è riferita dal 40,5% del campione degli uomini visitati con più di 60 anni. I disturbi del desiderio sono rilevati in aumento, andando dall'8% degli under 40 al 20% degli over 60. Oltre alla qualità della vita sessuale della coppia, l'indagine evidenzia un problema che riguarda ben il 23% del campione: l’insoddisfazione rispetto alle dimensioni del proprio pene, anche quando queste risultano essere perfettamente nella norma.

Thanx to Mounika

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sesso

mercoledì, 25 ottobre 2006
Caro nemico ...

Egregio Signore, non è con piacere che le scrivo questa lettera, ma d'altra parte avrei dovuto parlarle a quattr'occhi, affrontarla di persona, sopportare quel suo subdolo modo di fare che è quanto c'è di peggio per far perdere la pazienza anche ad un santo, figuriamoci a me. Le scrivo, come può notare, col computer, perché la mia calligrafia s'è fatta illeggibile e così minuscola che i miei collaboratori devono usare la lente d'ingrandimento per riuscire a decifrarla…

Perché le scrivo? È presto detto: io ho superato con una certa disinvoltura l'imbarazzo che Lei (l'ho scritto senza maiuscola, non la merita) mi ha creato chiedendo pubblicamente la mia mano ed ovviamente ottenendola. Convivere con un ufficiale inglese a riposo, già condannato nel Punjab per ripetuti tentativi di violenza neurologica su qualunque essere di qualunque specie (le cose si vengono a sapere, come vede…) non è stato facile, la mia è una famiglia è all’antica e non ha apprezzato.

MA ORA LEI STA ESAGERANDO, signore, glielo devo dire. Quando è troppo è troppo, e il troppo stroppia! C'è un proverbio arabo che dice: «Se hai un amico di miele non lo leccare tutto», INVECE LEI S'APPROFITTA D'OGNI RILASSATEZZA, DELL'ABBASSAMENTO DELLA GUARDIA NELLA BATTAGLIA QUOTIDIANA, ci proibisce di pensare ad altro, contando sulla superficialità con cui io ho affrontato l’insorgere del male… si sa, gli artisti sono farfalloni incoscienti… no, vecchio caprone, non le sarà facile, né con me né con gli altri, la Resistenza è cominciata. Perché, vede, io e i miei fratelli e sorelle malati abbiamo tante cose da fare, una vita da portare avanti meglio di così.

D'ora in avanti prometto che starò più attento ai consigli dei miei dottori, e che mi impegnerò maggiormente nell’aiutarli nella raccolta dei fondi necessari per la ricerca. Anzi sul tema della solidarietà mi ci gioco una mano, la mano che, pitturata e serigrafata fa da piedistallo ad una poesia contro di lei, colonnello dei miei stivali, funzionando da incentivo a dare…già, poiché a chiunque faccia un'offerta per la ricerca verrà inviata «LA MANO» come ricordo e memento.

Siamo in tanti, tante mani si leveranno contro di lei e cercheranno di restituirle colpo su colpo fino a quando non riusciranno ad acchiapparla per la collottola e mandarla all’Inferno cui appartiene, bestiaccia immonda, sterco del demonio, nostra croce senza delizie… Parola mia, di questo omino per molti un po' buffo, per altri un po' patetico, ma che vive il sogno di poterla, un giorno non lontano, prendere a schiaffi. A mano ferma. Mi stia male e a non rivederla.

Questo è il testo originale che Bruno Lauzi scrisse qualche tempo fa a un immaginario Mr. Parkinson raccontando, con ironia, la sua lotta contro la malattia. La lotta è giunta al termine questa notte, in un ospedale milanese, dove il cantante s'è arreso e s'è spento all'età di 69 anni.

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musica, copio e incollo

martedì, 24 ottobre 2006
Elogio alle rotondità

Mattino di un martedi a tratti uggioso. Sono allungato sul letto. La tosse nella notte mi ha fatto dormire poco. Pigri pensieri ciabattano per la mente. Fedele al motto di Baudelaire “ogni perfetta dissolutezza ha bisogno di un perfetto ozio”, mi abbandono voluttuosamente al rito dei bigné. Ah, i dolci: mirabile trasgressione!

Mentre addento una morbidosa pasta alla crema, penso perfidamente a chi si martirizza con diete sconsiderate. Parlo in difesa e in omaggio alla carnalià delle forme, alla floridezza dei fianchi, all’opulenza del décolleté. E a quelle donne che anelano, non riuscendoci, a conquistare o riconquistare la magrezza, dico che l’Arte stessa ha omaggiato per lunghi periodi una tipologia di donna “morbida”.

Prendiamo la pittura, ad esempio: escludendo il Medioevo, dove impera l’ideale spiritualizzato della donna/madonna, nel corso dei secoli essa è tutta un tributo alla carnalità delle forme, dalle morbide creature del Correggio alle rotondità “venusiane” del Botticelli, dalla femminilità ubertosa di Rubens alla floridezza delle bagnanti di Renoir, giù giù fino a quell’universo sodo e bulimico dell’impareggiabile Botero. Ma anche la moda per secoli ha vezzeggiato le forme curvilinee delle donne, esaltandole con drappeggi, rigonfiamenti posticci, tessuti sensuosi: che dire, infatti, delle magnanime scollature delle dame rinascimentali? E se queste saranno “mortificate” dall’austero e misticheggiante Barocco, ci penserà il Settecento libertino ed edonista a renderle ancora più audaci, tanto che le cortigiane del tempo solevano imbellettare con ciprie e rossetti persino le “erte punte” del seno, per altro sempre in gran mostra.

E se il romantico Ottocento tutto crinoline e boccoli moralizzò l’abbigliamento femminile, permettendo alle donne solo di scoprire appena le spalle, ecco che alla fine del secolo compare il “sellino”, quell’intrigante rigonfiamento posto sotto i vestiti all’altezza dei sacri lombi che le faceva sembrare tutte affette da una provocante lordosi. Certo nei ruggenti anni Venti le cose cambiano: le gonne si accorciano e le collane si allungano, furoreggiano le frange, i capelli “alla maschietta” e le donne diventano magrissime, ma, vivaddio, nel secondo dopoguerra riesplode la tipologia femminile esuberante che in America si chiamerà pin-up e nell’Italietta “povera ma bella” si tradurrà in “maggiorata”.

Ma poi arrivò un famigerato periodo, quello situato fra gli anni Sessanta e Settanta in cui quelle che, ragazzine rubiconde, non potevano vantare i corpi androgini di Twiggy e Veruschka,  provarono a dimagrire deprimendosi con la dieta-punti, la dieta-fantino, la dieta dissociata, con la bilancia che, maledetta, non si spostava di un chilo e con il morale a pezzi. Ricordi ormai lontani, per fortuna.

Ha smesso di piovigginare, la gola ammorbidita dalle creme, mi concede un pò di pausa. Mi alzo e vado a sfogliare un libro sui dipinti di Tamara de Lempicka, dove compaiono donne bellissime, carnali e polpute. Penso a chi mi ha regalato questo libro, sorrido sornione mentre addento il mio terzo bigné.

Scritto alle 12:18 | link | commenti (11) | commenti (11) (popup)
donne, io

domenica, 22 ottobre 2006
Sgrat !!!

L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
venerdì 17 aprile 2048 alle 8:27,
ossia tra
1.309.214.377
secondi,
all'età di 82 anni,

volando fuori dalla finestra dopo essere inciampato nel tappeto nuovo del salotto..

Per stare più tranquillo, non metterò un tappeto in terra.

Fai anche tu il test, vai su: http://www.newsky.it/deathclock/deathclock/index.htm

Scritto alle 09:49 | link | commenti (3) | commenti (3) (popup)
io

Cognati ... di vomito

Una notizia clamorosa: come fosse il giudizio sulla solvibilità del nostro debito pubblico, la suocera italiana è stata declassata. Non è più lei, a sentire un sondaggio di Swg per una rivista femminile, la componente del nucleo familiare più odiata. Per il 53% degli intervistati, la figura più detestabile è quella del cognato, il che dimostra che di questi tempi c'è qualcosa di più pericoloso dell'acquisizione di azioni Alitalia: l'acquisizione di un nuovo parente.

Perché tutta questa inaspettata sfiducia, questa diffidenza nei confronti dei cognati? Eppure questa figura non è mai stata protagonista delle grandi tragedie familiari: Caino e Abele erano fratelli, il re Laio ed Edipo padre e figlio, Otello e Desdemona marito e moglie, mentre Amleto ebbe un momento di stizza verso lo zio, situazione che prima o poi potrebbe verificarsi anche all'interno della famiglia Letta.

Fatto sta che il cognato, questo mammifero così simile a noi, suscita un sentimento di fastidio nell'italiano medio. In primis, perché si tratta di un corpo estraneo che pretende di far parte della famiglia, un po’ come Clemente Mastella nel centrosinistra. Poi, come rivela il sondaggio, perché è invadente, semina zizzania e, con il suo arrivo, mette in discussione un equilibrio familiare spesso talmente delicato che, al confronto, quello tra Corea del Nord e Onu sembra uno screzio tra Buffon e la Seredova. In realtà, la presenza cognatesca può causare reazioni anche estreme (il cosiddetto "cognato di vomito") perché, quando si propone per la prima volta nel nuovo consorzio domestico, cerca di ben impressionare, dimostrandosi il classico "bravo ragazzo", educato, lavoratore, pieno di splendide prospettive. Tutto questo tende a porre in cattiva luce coloro che già fanno parte, per diritto di nascita, della famiglia in questione. Se sei disoccupato, bracalone, con un enorme tatuaggio tribale sul collo e ti entra in casa David Copperfield o la maestrina dalla penna rossa, è evidente che puoi trovare la cosa decisamente seccante.

Quali soluzioni vengono prospettate da questo inquietante sondaggio? Per il 56% delle persone interpellate, la cosa migliore è far finta di niente, come se il cognato fosse un paralume, mentre per il 47% la soluzione più indicata è cercare di vederlo il meno possibile, come si trattasse di un programma televisivo di Amadeus. Avrete notato che la somma delle due percentuali supera il 100%, il che la dice lunga sull'attendibilità dell'inchiesta. 

Crediamo, in controtendenza, che il cognato sia un pilastro della famiglia contemporanea, capace di accompagnare nonna alla visita specialistica al posto tuo e di prestarti il motorino, se messo alle strette. E poi, non dobbiamo mai dimenticarlo: potremmo non essere mai fratelli o genitori, né nonni o zii. Ma prima o poi saremo tutti cognati. A meno che tu non sia un figlio unico che sposa una figlia unica (ipotesi che rende molto più tranquille le cene di Natale), avrai inevitabilmente questa creatura affettuosa, il cognato, che ti gira per casa, ti interroga, ti offre il suo aiuto e ti dà consigli su quale auto comprare, chiedendoti in cambio davvero poco: che lo inviti la domenica a vedere la partita su Sky.

Perché, checché se ne dica e nonostante tutto, il cognato rimane sempre il miglior amico dell'uomo.

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dito-ar-qlo

venerdì, 20 ottobre 2006
Una notte da incubo

Questa notte mi aggiravo per i corridoi di un ospedale romano. Ma non quelli dei piani alti, dove si sente solo puzza di disinfettante e trovi qualche suora che fa il turno di notte. No, mi aggiravo in quelli che solitamente stanno sottoterra anche per più di un piano, che collegano i punti più insperati di un ospedale, dove passano tutti i tubi e le cavetterie informatiche. Mi aggiravo per questi corridoi malappena illuminati, con pozze d'acqua in terra e copiose goccie che scendevano dai muri, aiutandomi con una mappa del sottosuolo per meglio orientarmi, alla ricerca di un cavo di rete difettoso che stava mandando in blocco una parte del sistema informatico. Succede spesso, è pieno di topi li sotto, quando fanno i cablaggi ci mandano spesso e volentieri gente che non sa distinguere un cavo di rete da un doppino telefonico, che viene tutto assemblato alla bell'e meglio. E i topi ci sguazzano in tutto ciò: quale bocconcino migliore di un cavo di rete (classe 5 mica pizza e fichi) da rosicchiare per farsi una nuova tana ?

Mi aggiravo per questi corridoi, ripensando ai vari autori di film horror, ai vari videogiochi sullo stile di Resident Evil e Silent Hill, ambientati in cupi ospedali, dove nel silenzio della notte si odono i rumori più assurdi e più inaspettati; il cuore ti balza in gola al minimo rumore, ti aspetti una volta girato l'angolo di trovarti il dottore maniaco con il bisturi voglioso di aprirti senza anestesia o l'infermiera grassa e pazzoide che gira armata di un grosso divaricatore ginecologico. Malgrado la temperatura non fosse molto calda stavo sudando ... si stavo sudando a freddo, le pulsazioni del cuore erano passate dai normali 60 battiti al minuto a oltre 100, l'adrenalina scorreva veloce nelle arterie, sentivo un rumore quasi asmatico, ritmico, come quello di un respiro profondo. Lo sento percettibile oltre una porta semi aperta e poco illuminata, lo sento e non posso evitare, debbo andarci per forza, il mio fottuto cavo è lì.

Apro la porta e trovo la sorpresa ...

 Micio PS

Scritto alle 17:02 | link | commenti (6) | commenti (6) (popup)
io

mercoledì, 18 ottobre 2006
Ti senti perso ?

Il leader del mercato Tom Tom starebbe per lanciare un nuovissimo sistema di posizionamento terrestre e marino: questa la clamorosa notizia che è filtrata ieri nei corridoi della borsa. Stando ai rumors, l'azienda sarebbe pronta a dare in pasto dei clienti un Global Positioning System su carta.

Un prototipo perfettamente funzionante avrebbe infatti superato i seversissimi test dell'azienda e starebbe per essere prodotto su larga scala.

Stando alle prime rivelazioni dei beta tester, il GPS su carta sarebbe in grado di funzionare senza l'ausilio di uno schermo e senza la necessità di dover impostare la destinazione per trovare la strada da percorrere. 'Un GPS di nuova generazione, in grado di funzionare senza consumare praticamente energia' ci ha confidato un tester, che ci ha assicurato, senza entrare nei dettagli, che il nuovo Tom Tom GPS su carta non necessiterebbe neanche della voce guida.

Qualche problema sarebbe sorto sull'aggiornamento delle cartine, ma Tom Tom sarebbe orientata ad offrire ai suoi acquirenti la sostituzione annuale dell'intero GPS cartaceo.

Sembra inoltre che 'GPS paper' - questo il nome dato al prodotto - sia praticamente infallibile: 'Se si sbaglierà strada - fa sapere l'azienda - l'errore potrà essere solo dell'utente e non del nostro prodotto'.

Dopo essersi confrontata con alcuni esperti di concorrenza mondiale di nazionalità cinese, pare che l'azienda concorrente di Tom Tom - Route 66 - abbia ordinato svariate migliaia di fotocopiatrici per scopi che ancora non siamo in grado di svelarvi.

Un confuso Presidente del Consiglio Romano Prodi a margine di un importante convegno sulla competitività dell'economia italiana su Alpha Centauri durante il tardo Rinascimento venusiano ha confessato di aver ordinato ingenti quantitativi di GPS paper da regalare ai parlamentari della maggioranza: "Sarà il GPS della maggioranza. Finalmente abbiamo a disposizione uno strumento che ci permetterà di Governare come sappiamo fare noi: navigando a vista"

Scritto alle 23:06 | link | commenti (5) | commenti (5) (popup)
curiosità

Le fatalità della vita

metroroma

Erano le 09.35 quando il convoglio n. 311.0 tampona violentemente il convoglio 337.0 fermo alla fermata di piazza Vittorio. Tutto si svolge in un attimo, le due carrozze si accartorciano come sacchetti di patatine, il buio piomba all'improvviso, la gente si sente spostare come colpiti da un maglio immenso, in un attimo ognuno di loro vede la propria vita passargli davanti e il proprio pensiero sarà, con molta probabilità, per i propri cari, per le cose che ancora non hanno fatto, per i progetti che devono ancora portare a compimento.

Ai primi soccorritori si presenta una scena apocalittica, si parla di diversi morti e feriti, si parla di attentato, si parla di semafori non rispettati. A fine serata i feriti saranno 235, di cui 5 gravi e una ragazza di appena trent'anni, una ricercatrice universitaria, i cui sogni, le cui speranze si sono spezzate in una buia galleria di una metropolitana. 

E vista la "scena del delitto" è un miracolo che non ci siano state molte più vittime.

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sociale

domenica, 15 ottobre 2006
Great ball of fire

C’è un oggetto misterioso che sta attraversando il Paese e tiene tutti con il fiato sospeso. Non si tratta del cuneo fiscale. Negli ultimi due giorni, una palla di fuoco ha attraversato a razzo parte della penisola, venendo avvistata da centinaia di persone prima a Roma e poi in Molise, sui monti del Matese, nelle vicinanze di Campobasso.

Immediatamente, moltissime ipotesi sono state formulate per cercare di spiegare il fenomeno: un’astronave di extraterrestri, cioè dei rappresentanti di una razza aliena infinitamente più intelligente di noi, come dimostrerebbe il fatto che hanno scelto per il loro passaggio sulla capitale via Cristoforo Colombo e non il grande raccordo anulare, molto più intasato; una botta di megalomania del sindaco Veltroni per lanciare la Festa del cinema di Roma, ma l’assenza di riferimenti a Nanni Moretti ha fatto accantonare la congettura; una delle piaghe d’Egitto arrivata con un forte ritardo rispetto alle precedenti, forse a causa di uno sciopero del personale celeste; Giorgio Chinaglia che, dopo aver appreso dell’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico dalla Procura, dichiarava “cado dalle nuvole”; un’enorme mozzarella di bufala di Bojano eccessivamente anabolizzata dagli allevatori e sfuggita al controllo delle autorità sanitarie; una poltrona dirigenziale della Rai catapultata fuori dall’azienda di viale Mazzini durante questo periodo di nuove nomine; un drammatico segno premonitore del destino dell’Alitalia, quasi un “In hoc signo vices” al contrario; una significativa trasmigrazione di anime, come sostiene Gabriele La Porta che a questo evento dedicherà una puntata speciale di Rai notte dal titolo “La palla di fuoco e il mito di Prometeo”; il primo esperimento nucleare italiano, consistente nel lancio del missile a cortissima gittata Casal Palocco-Infernetto; un cross di Garlaschelli del 1973, andato perduto durante un indimenticabile Lazio-Milan e ritrovato tra lo stupore generale in questa occasione; la cometa di Natale che, confusa dai continui, inspiegabili mutamenti climatici, ha anticipato il suo arrivo di oltre due mesi; il disperato tentativo da parte del TG4 di Emilio Fede di abbattere l’odiato satellite su cui dovrebbe essere traslocata entro tre anni la sua emittente; il telefonino dell’arbitro De Santis, rovente perché troppo intercettato, scagliato con furia dal proprietario fuori dall’auto; un intervento divino “ad personam” per l’arcivescovo emerito di Lusaka monsignor Emmanuel Milingo, prima che nomini altri tre vescovi, un pope, due sciamani e 5 Dalai Lama.

Queste sono soltanto alcune delle ipotesi più credibili formulate in queste ore e saranno vagliate con serietà e massima attenzione. Tra i molti curiosi accorsi giovedì sulla Cristoforo Colombo è stato notato anche il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi, che ha chiesto ad alcuni scienziati presenti sul luogo se per caso la direzione del bolide infuocato fosse verso palazzo Chigi. Qualunque sia la spiegazione di questo incredibile, affascinante avvenimento nei nostri cieli, ci piace fantasticare e immaginarci che si tratti di un fatto enigmatico, un po’ magico, carico di chissà quali significati e presagi. Se poi, come dicono i meno fantasiosi, dovesse trattarsi semplicemente di una meteorite, beh, ci si resterebbe tutti parecchio male.

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dito-ar-qlo

venerdì, 13 ottobre 2006
I blogotipi

Ecco la mappa completa dei "blogotipi" che si aggirano su Splinder. A onor del vero l’idea era partita per circoscrivere le sindromi dei commentatori di blog, ma ci sono così tante sindromi da bloggers che era un "peccato" privarsene. E allora perchè non pubblicarle tutte ?

AVVERTENTE E PRECAUZIONI D’USO: si consiglia vivamente di leggere questo post (se avrete il tempo e la voglia di leggerlo tutto) in chiave fortemente ironica.

1. sindrome dello spammatore selvaggio: chi passa tra i blog non legge mai i post e lascia commenti che pubblicizzano un qualcosa

2. sindrome del lettore distratto: chi passa tra i blog e lascia sempre commenti che non c’entrano nulla con i post di riferimento; detta anche sindrome dell' ot, "cara non c'entra nulla, ma magnifica la foto del post di un mese fa; oggi piove bla bla bla..."

3. sindrome della maestrina dalla penna rossa: sia al maschile che al femminile, chi in ogni commento che lascia trova sempre da pontificare. Le sue idee e solo le sue idee sono quelle giuste, quelle intelligenti; solo i suoi commenti sono degni di considerazione

4. sindrome del latinlover internettiano :sia al femminile che al maschile, chi usa sempre i commenti per fare il/la galante con il/la proprietario/a blog come prima esca per futuri approcci; detta anche sindrome del gigolò: neanche c'e l'ha il blog, gli serve solo l'account su splinder per inviare messaggi a scopo conquista. o ancora detta sindrome del cocorito: come si pone si pone, in realtà vuol solo "beccare".

5. sindrome dell’estasiato da post chi girando tra i vari post lascia sempre frasi che tendano ad enfatizzare "l’estasi" provocata dalla lettura del post stesso, non avvedendosi, però, che ripete le stesse frasi all’infinito su tutti i post e da chiunque…

6. sindrome del musicomane visivo: sindrome tipica di chi riempie il blog solo e quasi esclusivamente di musica ed immagini, non rendendosi conto che tal volta può risultare monotono e ripetitivo.

7. sindrome del commentatore professionista : colui che commenta quotidianamente tutti i post della sua blogosfera personale, in perenne espansione.

8. sindrome del nemico: solitamente un ex amore, persona che ti odia, ma che è talmente ossessionata da te che non riesce a non leggere il tuo blog e commentare ogni cosa con frecciate infantili.

9. sindrome del complottista: colui che entra nei blog e collega quel che hai detto a un complotto internazionale per controllare la società, anche se tu stai parlando del fatto che le mollette per panni di plastica durano meno di quelle di legno.

10. sindrome del maniaco/a sessuale : chi passa tra i blog e lascia sempre commenti idioti a sfondo sessuale, tanto per sentirsi al centro dell'attenzione.

11. sindrome del linkaggiatore coatto: i portatori di questa sindrome implorano (rigorosamente privatamente via mail) di essere linkati

12. sindrome dello stampatore che apre insieme tante pagine post (o che schede se una firefox) e stampa tutti i post che trova "poi li leggo con calma e commento", e accumula, accumula...

13. sindrome del frettoloso il "cecato" che fa fatica a scrivere e riempie i suoi commenti di errori di battitura, non li rilegge e quindi li pubblica "stravaganti"

14. sindrome del narciso: follemente innamorato del proprio modo di scrivere non presta attenzione a ciò che scrive ma a come lo scrive. La gente legge e non capisce, rilegge e continua a non capire.

15. sindrome del ricopiatore: quello che copia intere frasi di qualche scritto, ci aggiunge un punto e fa suo un post che invece è di un altro .. detta anche sindrome del copincollista: piglia di qua e di là, spatasciaffa lì e manco commenta.

16. sindrome dell’ubiquo : quelli che postano lo stesso identico post in tutti i blog in cui sono ospitati, così non si mai dove lasciargli il commento

17. sindrome del laconico: chi lascia come commento uno , tre o più puntini….

18. sindrome del madonnaro: ovvero quello che lascia immaginette uguali dappertutto...fotografie, disegnini fluorescenti con stelline appresso luccicanti

19. sindrome del rompicoglioni errante: colui che se ne va in giro per blog sparacchiando qua e là, "tanto per"

20. sindrome dell’alcolista e/o drogato che passa: quando è sotto botta scrive ma non articola e non se ne accorge fino al giorno dopo. se va bene

21. sindrome della lettrice totale: dopo aver scoperto chi sei, gongola e si passa tutte le pagine, non si sa bene per cercare cosa. Spesso sparisce di punto in bianco (forse perché nella gongolata ha trovato anche spiacevolezze)

22. sindrome di rossella o'hara (risponderò domani): legge, elabora la risposta mentalmente ma non ha voglia di scriverla e si ripromette, inutilmente, di farlo in serata.... domani è un altro post.

23. sindrome del preferitore pazzo: colui che inserisce buona parte di ciò che scova tra i preferiti, mettendo insieme negli anni una lista chilometrica che non riuscirà mai a consultare

24. sindrome della puttana santa: colei che dà sfogo a tutte le fantasie sul blog ma poi, dal vero...

25. sindrome del me-ne-fre-go!: colui che lascia il commento e non ci pensa nemmeno che, magari, qualcun altro può avergli ribattuto o, peggio, non gliene importa niente. per cui non ripassa mai

26. sindrome dello scisso: tanto tenero, buono e probo nel commentare quanto squalliduccio nel chattare

27. sindorme dell'one shot (la più diffusa): nella presentazione promette sfaceli e novità assolute in grado di cambiare per sempre il mondo dei bloggers e poi non fa più nessun'altra postata!

28. sindrome dell'autobiografo totale: inizia come se dovesse parlare della vita di cesare e poi invece decanta quotidianamente di quando si è lavato i denti o ha vomitato, ha comprato lo yogurt alla cannella o gli si sono strappati i pantaloni.

29. sindrome del doutdesista: io ti linko se tu mi linki, però mi linki prima tu se no sembra che io conto di meno.

30. sindrome del rancoroso: si segna ogni singola frase che lo ha fatto incazzare e se ne ricorda ogni mattina quando riapre gli occhi

31. sindrome del piagnone inveterato: scrive tutte le cazzate che fa nella propria vita e ne dà sempre la colpa agli altri. Fino a che non resta da solo, ma non capirà lo stesso.

32. sindrome dello pseudo alternativo: a parole fa capire di essere "un sacco alternativo" ma nella vita vissuta (?) si fa problemi sempre molto, molto piccolo-borghesi.

33. sindrome dello scopritore dell'acqua calda: nel 2006 scopre i clash o hemingway o kubrick o "endiuòrol" e ve lo fa passare per una novità assoluta. ehi! wow! yu-huuu! guardate/sentite/leggete che figata!!!

34. sindrome del pachiderma: se hai il 56k ci metti mezza giornata ad aprire il blog (con l'adsl te la cavi in un'ora), caaaaaaaaarico di foto(musica e ogni ben di dio) poi altre tre ore per aprire i commenti. e intanto s'è fatta ora di dormire.

35. sindrome del tenutario di harem virtuale: colui che detta leggi ferree per far parte del suo esclusivo blog, dove in genere scrive otto pagine per parlare della diarrea dei pidocchi che affliggono alcune rare specie di lemuri del madagascar e accetta solo commenti adoranti al suo post. chi come tono è sotto al "maestro" o "mio padrone" viene esclusa (già, perché gli uomini lo sono ab origine) a divinis.

36. sindrome di halley: chi passa ogni 76 anni, come l'omonima cometa. e lascia altrettanto gas

37. sindrome del completista: "sto leggendo" e giù 40 libri, "sto ascoltando" e giù 300 gruppi (non si sa mai, tante volte passasse il bassista degli and you will know us by the trail of dead e non ci trovasse scritto il suo gruppo), "ho visto" e giù 80 titoli

38. sindrome del nonquinonora: si parla dei bambini che vengono trucidati dagli squadroni della morte e lascia "un salutino" "braci e abbacchi". con contorno di cuoricini

39. sindrome del sovrabbondante: mai meno di un paio di cartelle.

40. sindrome del correttore impotente: vede gli errori e freme perché non sta bene correggerli.

41. sindrome del glaciale: non si scompone mai, resta sempre un pelino fuori dalla mischia.

42. sindrome del pudico: si lamenta, sempre privatamente, per le parolacce. Detta anche sindrome di don abbondio: non commenta sul blog ma privatamente, per e-mail. memorie "per il" sottosuolo.

43. sindrome del collezionista: chi spara mille commenti ovunque, spesso che non c’entrano nulla con il post al fine di avere, di ritorno, quanti più commenti possibili. Non importa di che tenore, l’importante è averne il più possibile

44. sindrome del commentatore anonimo spesso in versione pusillanime e maleducato, che lascia commenti offensivi evitando accuratamente di farsi identificare . Di questo blogotipo esiste anche la versione commentatore anonimo non maleducato ...ma probabilmente solo timido. Esiste poi il commentatore anonimo amico, che resta anonimo solo perchè si scoccia a aprire un blog.

45. sindrome del blogchattaro: i commenti non c'entrano nulla con il post ma sono risposte a domande fatte in altri commenti provenienti da altri blog, da altri oceani di parole

46. sindrome del risparmiatore coatto chi lascia commenti pieni zeppi di tvtb , xké ki xò: nn, grnd, rttr d pll. w l'ccdm dll crsc. Anche detta sindrome da tastiera dislessica 

47. sindrome dell’invidiosa ( eh si molto spesso è donna) che sprizza gelosia e invidia da tutti i pori ma ti lascia comunque baci e abbracci, salvo poi sparlare di te, del tuo blog ovunque le capiti

48. sindrome del duettatore:chi ingaggia veri e propri duetti sui blog sfidando i blogconcorrenti spesso a suon di immagini e poesie

49. sindrome della linkatrice forsennata: colei che linka tutti, convita che in fondo ( ma proprio in fondo)in ognuno ci sia qualcosa qualcosa di interessante

50. sindrome della sindrome:   "in quale sindrome sto ora?"

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curiosità, dito-ar-qlo

giovedì, 12 ottobre 2006
Oltre 10.000 incauti visitatori

E per festeggiare questo traguardo ho pensato di dare una spolverata alla pagina rendendola più leggera possibile e cambiando look.

In effetti il problema è un'altro: spesso ci si affida a blog hosting estranei a Splinder e su server esterni ci trovi di tutto. Ultimamente, chi entrava, si beccava subito subito il Trojan.Linkoptimizer che non è molto semplice a esser rimosso. Pertanto ho spostato nuovamente tutto su Splinder, piattaforma perfetta quindi sempre in manutenzione, sperando di non dover più arrecare, inconsciamente, danni al prossimo (come se non ne causassi già abbastanza).

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io

martedì, 10 ottobre 2006
Fuori in 60 secondi

Sganciare un reggiseno o, magari, provarci senza successo è tradizionalmente fonte di imbarazzo per molti teenager 'alle prime armi'. Ma anche numerosi adulti, come riportato dal sito news.sky.com, hanno dimostrato pubblicamente di non cavarsela molto meglio di un adolescente. In una competizione mondiale, svoltasi a New York, gli impavidi giovanotti si sono sfidati proprio nell'insolito sport dello 'slaccio del reggiseno' tentando di sganciarne il più possibile in appena un minuto di tempo. L'impresa non è stata affatto semplice, tanto più che per mettere a dura prova i concorrenti è stato permesso loro di usare una mano sola per avere la meglio sulle complicate chiusure degli indumenti intimi femminili. Alla fine della gara una donna ha mostrato agli interessatissimi uomini 'come si fa', riuscendo a sganciare 37 reggiseni nei 60 secondi a disposizione. Tuttavia, nessuno è riuscito a battere il record mondiale attualmente detenuto da uno 'slacciatore' bavarese, Thomas Vogel, che mantiene il titolo con il suo primato di 56 reggiseni al minuto.

Io pure, se dobbiamo dirla tutta, con una mano, ma anche con due, m'impicco quando trovo quei maledetti reggiseni con chiusure strane, a ferretti, a uncino, con password di accesso e firewall da sorpassare. Ancora peggio quando trovo quella strana che oltre al reggiseno sopra si mette anche il body: allora si che è un delirio di sgancia qua, riaggancia di la, stacca di sopra, riattacca di sotto. Alla fine ti passa la voglia e le dici "fai da sola".

I reggiseni più semplici da slacciare, per me, sono quelli di Victoria's Secret, che si sganciano con due dita su un pratico bottoncino anteriore.

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donne

domenica, 08 ottobre 2006
Tutti a casa !

Non bastavano i figli mammoni, adesso ci si mettono anche i genitori figlioni. Nello Stato americano dello Utah, nonostante il nome da adesivo universale, si è verificato un fatto da far cadere le braccia: una coppia di genitori, Lemuel e Julia Reed, ha rapito la propria figlia ventunenne Julianna per impedirle di sposarsi con una persona a loro evidentemente poco gradita.
Nel nostro Paese è sempre stato il futuro marito a rapire la sposa, realizzando la famosa “fuitina” che, togliendo il cellophane dalla onorabilità della fanciulla coinvolta, costringeva la famiglia a concederne la mano al rapitore.
Cosa ha spaventato i coniugi Reed fino a portarli a questo gesto estremo? Forse si sono resi conto di quanto siano rincarati i confetti in quest'ultimo periodo, ma è solo un'ipotesi. Probabilmente non hanno un'alta opinione dell'aspirante genero, ma un'azione così disperata e drammatica può essere giustificata solo dal fatto che tua figlia sta per portarti in casa Gigi Marzullo, un'eventualità certo dolorosa ma abbastanza rara.
In Italia una situazione familiare di questo tipo appare lontana dalla realtà: qui da noi si viene considerati ragazzi fino ai 56 anni. L'unico modo per far uscire un figlio adulto dalla casa paterna è il ricorso ai lacrimogeni e, se necessario, la minaccia di buttargli via l'intera collezione di Dylan Dog. Nella recente manovra finanziaria, che tanto entusiasmo sta suscitando fra le parti sociali, il ministro Rosy Bindi ha addirittura chiesto di abbassare le tasse ai giovani sotto i trent'anni, purché siano pronti a iniziare una vita indipendente o quantomeno dichiarino formalmente di non credere più al topolino che lascia i soldi sotto il giaciglio quando cade un dentino.
Questo atteggiamento da parte degli under 30 dipende in gran parte dal fatto che è molto difficile trovare un lavoro stabile ed una casa con dei costi ragionevoli: se intorno al 1300 Giotto introdusse l'uso della prospettiva pura, nel 2006 siamo di fronte all'assenza pura di prospettive.
A volerlo trovare a tutti i costi, un lato positivo c'è: anche senza far ricorso al botulino e all'acido glicolico, in Italia possiamo sentirci giovani a un'età in cui nel resto del mondo si comincia a pensare seriamente a una pensione integrativa.
Se i coniugi Reed, invece di trovarsi in America, vivessero a Cosenza o a Cinisello Balsamo, di fronte a una figlia che a ventun anni dice loro «papà, mamma, mi sposo e vado a vivere per conto mio», avrebbero eseguito due salti carpiati con doppio avvitamento a sinistra e sparato dei fuochi artificiali che neanche la notte di Ferragosto ad Alassio. Invece i due poveretti sono stati incriminati, finendo al fresco invece che al rinfresco, e non hanno neanche avuto la soddisfazione di sentirsi dire da zia Elide: «Che cerimonia! Che addobbo e che pranzo! Le nuvolette di salmone erano delicatissime!». Julianna si è sposata lo stesso e ha perseguito il suo caparbio, incrollabile sogno di decidere da sola per la propria vita. Speriamo che in futuro questi singolari genitori dello Utah evitino di far sconfinare le vicende domestiche nel codice penale e accettino che magari al nipote primogenito venga dato un nome che a loro non piace, senza comportarsi come la banda della Magliana. Anche perché il crimine non paga, soprattutto le bomboniere.

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dito-ar-qlo

giovedì, 05 ottobre 2006
M'hanno ammazzato l'ispettore Belli !!!

Eh no, non si fa così. Quando ti affezioni a un personaggio, poi quando te l'ammazzano ci rimani male. Pensi che vabbè voleva uscir via dal copione, non voleva più fare fiction, ma ci stanno altri modi per far uscire un personaggio di scena. E invece no. M'hanno ammazzato l'ispettore Mauro Belli. Un personaggio che da il suo bel peso alla serie televisiva, con il suo modo di fare sbrigativo, a volte ai limiti della legalità, con il suo dialetto, interpretato da un bravo e romanissimo Ricky Memphis.

Ma poi passi a pensare che è si una fiction ma ci sono tanti Mauro Belli che ogni giorno stanno sulla strada, quella vera, a cercare di acchiappare furfanti veri, che a fine mese si portano a casa poco più di mille euro e ogni sera che rientrano a casa, i parenti ringraziano il cielo che varca quella porta ancora una volta in verticale.

E ci sono stati tanti bravi poliziotti, non sempre ispettori, che hanno perso la vita per garantire la difesa del cittadino, per garantire le istituzioni, per proteggere qualche personaggio importante. E hanno lasciato vedove le loro mogli e orfani i loro bimbetti, spesso molto piccoli.

Allora forse è meglio che sia morto, seppur per finta, un personaggio televisivo, che abbia trasmesso nei cuori e nelle menti dei telespettatori un messaggio vivido sulla situazione in cui si trovano, al giorno d'oggi, chi ha sposato un carabiniere o un poliziotto, che abbia fatto versare qualche lacrima in più (eh si, me ne è scesa qualcuna - provo anch'io dei sentimenti a volte) e portato le menti a ragionare su come sia difficile a volte vivere.

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io , sociale

domenica, 01 ottobre 2006
Siamo al sicuro

Bin Laden ha dichiarato : "E' molto difficile fare un attentato in Italia". In realtà alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano che Bin Laden ci ha provato, tempo fa diede ordine di organizzare un attentato aereo in Italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli italiani". Ecco la storia e l'itinerario dei due terroristi una volta giunti nel nostro Paese.

Domenica ore 23:47
Arrivano all'aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia: escono dall'aeroporto dopo otto ore perchè gli hanno perso le valigie. La società di gestione dell'aeroporto non si assume la responsabilità della perdita e un impiegato consiglia ai terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po' di fortuna...
Prendono un taxi: il taxista(abusivo) li guarda dallo specchietto retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città per un'ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 200 euro, decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice. Dopo averli derubati dei soldi e coperti di mazzate, li abbandonano esanimi nel Rione 167.

Lunedì ore 04:30
Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li fanno passare.

Lunedì ore 12:30
Arrivano a piazza Garibaldi(finalmente!). Decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente: i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100 euro falsi!!!

Lunedì ore 15:45
Arrivano all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro direzionale. I piloti ALITALIA sono in sciopero perchè chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti(altrimenti "che controllori saremmo", hanno dichiarato!). L'unico aereo disponibile che c'è in pista è uno della MARADONA AIR con destinazione Alghero e ha 18 ore di ritardo; gli impiegati ed i passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa,  intonano canti popolari, gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i celerini, cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti, si accaniscono in particolar modo sui due arabi.

Lunedì 19:05
Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della MARADONA AIR per acquistare i biglietti per l'aereo con destinazione Sassari, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel. Il responsabile MARADONA AIR che gli vende dei biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.

Lunedì 22:07
A questo punto, i terroristi discutono se farlo oppure no, non sanno più se,  distruggere Napoli, è un atto terroristico o un'opera di carità.

Lunedì 23:30
Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell'aereoporto, ordinano panino con la frittata e impepata di cozze.

Martedì 04:35
In preda a una Salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all'ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.

Domenica 17:20
Dopo dodici giorni escono dall'ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall'arbitro Concettino Riina da Corleone. Una bandadi ultrà della "MASSERIA CARDONE", vedendo i due arabi scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo e gli rifilano un'altra caterva di legnate. Per di più il capo degli ultrà, un tale detto "Peppo o Ricchione", abusa sessualmente di loro.

Domenica 19:45
Finalmente, gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di ubriacarsi per la prima volta nella loro vita, anche se è peccato! In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l'intossicazione. Gli viene anche riscontrata la sieropositività all'HIV(Peppo non perdona).

Martedì 23:42
I due terroristi fuggono dall'Italia in zattera con direzione Libia cagando fuoco per tutto il percorso, semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a causa del virus HIV e giurando ad Allah che non tenteranno mai più nulla contro il nostro amato Paese.

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curiositÃ