Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
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Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!
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Una nave non è costruita per stare a testa in giù.
Eppure l'onda anomala che travolse il Poseidon fece ribaltare la nave. Ogni tanto rivedo con piacere il film girato negli anni 70, senza particolari effetti speciali, con un Gene Hackman giovanissimo e irriconoscibile.
Ma cosa realmente accadrebbe se un'onda anomala riuscisse a capovolgere una nave da crociera ? Quanta gente realmente sopravviverebbe all'impatto ? La storia marina è piena di grandi avvenimenti catastrofici per l'umanità. Basti pensare all'Andrea Doria, al Titanic, all'Andrea Graz.
In un'altra vita (quando dodici anni fa feci la cazzata di sposarmi) il mio viaggio di nozze si svolse a bordo di una nave da crociera. Una notte, mentre si navigava in direzione di Varna, il mare era più agitato del solito. La nave si ballava un pò, ma i grossi stabilizzatori la tenevano dritta come un fuso. Quel dondolìo, quasi innaturale, che causò mal di stomaco a buona parte dei passeggeri, mi fece un effetto rilassante e propiziatorio al sonno. Anche se la mia ex continuava a pensare di andare a tenere compagnia ai pesci.
La vita di bordo: ti trattano come se fossi dentro l'ovatta, sempre coccolato. Non puoi assentarti per un secondo dalla stanza che il personale entra per rifarti il letto. Una vasta biblioteca contiene libri di ogni genere e da ogni parte del mondo. Le Jacuzzi con idromassaggio poste sui vari ponti. La piscina con acqua di mare in perenne ricambio (gelata!). Una palestra per mantenerti in forma (e sempre piena di donne). Negozi duty free. E in camera la TV satellitare e la connessione in banda larga. e' una bella esperienza si, ma anche molto costosa.
Ne ho in mente di farne un'altra, più in là, ma un pò più seria: volo fino a Orlando, visita degli States, imbarco a New York, visita delle isolette varie e rientro via Atlantico a bordo della nave. Circa 21 giorni e il costo è minore di quella da 10 giorni nel Mediterraneo.
E chissenefrega se ogni tanto affondano.

Esiste ma non si riesce a vederla: non stiamo parlando della ripresa economica in Italia, ma di una sostanza capace di rendere invisibili. L’avrebbe scoperta uno scienziato inglese dell’Imperial College di Londra, il fisico John Pendry. Consiste in un materiale capace di deviare le onde luminose intorno a un oggetto e creare al suo posto un vero e proprio “buco”.
Stupisce che non si tratti di una scoperta dei nostri ricercatori, visto che il “buco” sembra essere una specialità tutta italiana e basta dare uno sguardo ai bilanci dello Stato degli ultimi cinquant’anni per rendersene conto. Finora, a onor del vero, nel nostro Paese gli unici risultati di invisibilità degni di nota sono due. Quelli raggiunti da Marco Pannella durante le campagne elettorali e l’interessante esperimento portato avanti da uno studioso siciliano, Bernardo Provenzano, che in effetti è riuscito a sparire completamente alla vista di milioni di persone. Purtroppo però il sorprendente test ha mostrato i suoi limiti di durata temporale: dopo quarant’anni circa si torna improvvisamente visibili e ti arrestano.
Cosa ha rallentato la corsa italiana in questo importante e avvenieristico campo della scienza ? Un banale equivoco: invece di concentrarci sull’invisibilità, abbiamo profuso tutte le nostre energie per ottenere l’invedibilità: la Vita in diretta e Verissimo , in tal senso, sono solo due dei tanti brillanti successi realizzati in questo settore così delicato e strategico.
Fatto sta che, dopo la pubblicazione della notizia sull’autorevole rivista Science di questa settimana, tutti vogliono saperne di più, conoscerne il segreto, approfondire l’argomento. L’ex Direttore generale della Juventus Luciano Moggi, ad esempio, attraverso i suoi legali ha chiesto se, oltre all’invisibilità, si stia lavorando anche per raggiungere un altro traguardo fondamentale per il futuro della specie umana: l’inascoltabilità dei telefoni cellulari. Insomma, un obiettivo che sembrerebbe destinato a invenzioni da ultima pagina dell’ Intrepido , insieme alla scimmie d’acqua e agli occhialetti a raggi x, sta invece interessando l’opinione pubblica di tutto il mondo e i dipartimenti di sicurezza di tutte le superpotenze.
Senza dubbio sono moltissimi i possibili utilizzi che vengono in mente per questa clamorosa scoperta, quasi tutti loschi o comunque illegali, la qual cosa fa immaginare per essa un futuro assolutamente trionfale. Non è da escludere peraltro, scrive ancora Science , la creazione di una stoffa che, intessuta con questo nuovo e rivoluzionario materiale, possa portare alla confezione di abiti non percepibili dall’occhio umano: finalmente le sfilate di Milano diventeranno tollerabili per tutti.
Forse però c’è una spiegazione alla mancanza di un nostro apporto alla ricerca sulle nuove tecnologie per scomparire: l’italiano ormai cerca disperatamente di farsi notare, in televisione, sui giornali, nei salotti mondani. Vogliamo essere visti, a tutti i costi. Se riuscissimo a scoprire una sostanza che rendesse visibili, fortemente visibili su tutti i media, a qualunque ora del giorno e della notte e senza un vero motivo, una specie di doccia con il liquido dell’evidenziatore, questa si che sarebbe una grande invenzione italiana, forse la più grande.
E ci scusino Alessandro Volta e Guglielmo Marconi.
Una madre ha 21 anni più del suo bambino e fra 6 anni il bambino sarà 5 volte più giovane della mamma.
Dove è il padre?
Questo problema si può risolvere è molto più semplice di quanto si possa pensare…
Sappiamo che il bambino ha oggi X anni e la mamma Y anni e che ha 21 anni più del bambino dunque:
Essere un consulente informatico:
- Lavori a degli orari bizzarri. (Come le prostitute)
- Sei pagato per rendere felice il tuo cliente. (Come le prostitute)
- Il tuo cliente paga tanto, ma è il tuo padrone che intasca. (Come le prostitute)
- Sei pagato all'ora, ma i tuoi lavori arrivano fino a quando il lavoro è finito. (Come le prostitute)
- Anche se sei bravo, non sei mai fiero di quello che fai. (Come le prostitute)
- Sei ricompensato se soddisfi le fantasie del cliente. (Come le prostitute)
- Ti è difficile avere e mantenere una famiglia. (Come le prostitute)
- I tuoi amici si allontanano da te e resti solo con gente del tuo tipo. (Come le prostitute)
- E' il tuo cliente che paga l'hotel e le ore di lavoro. (Come le prostitute)
- Il tuo padrone ha una gran bella macchina. (C ome le prostitute)
- Quando vai in "missione" da un cliente, arrivi con un gran sorriso. (Come le prostitute)
- Ma quando il lavoro è finito, sei di cattivo umore. (Come le prostitute)
- Per valutare le tue capacità ti sottopongono a dei terribili test. (Come le prostitute)
- Il cliente vuole sempre pagare di meno e tu devi fare delle meraviglie. (Come le prostitute)
- Quando ti alzi dal letto, ti dici: "Non posso fare questo per tutta la vita!". (Come le prostitute)
- Comunque va, te lo prendi sempre in quel posto. (Come le prostitute)
Se andando al bagno vi capita di sentirvi osservati, non vi preoccupate.
Ho appena gettato le lenti a contatto nel WC.
Donna, è arrivato l'arrot... ehm... sono partite le selezioni per la prossima edizione di Donnavventura. Per sapere se sei una di loro, leggi l'abstract delle precedenti edizioni:
1998 - Donnavventura: il parcheggio in centro!
4 ragazze e una Smart alle prese con un difficile posteggio a pettine. In 22 puntate assisteremo a tutto il mese di tentativi, con momenti drammatici quali l'urto con un SUV e un ingorgo colossale risolto solo con l'intervento della Protezione Civile.
1999 - Donnavventura II : le vie dell'oro nero.
Una milanese di mezza età deve rifornire il suo SUV ad una pompa di benzina. 15 ore di avvincente documentario. Indimenticabile il momento in cui scopre di avere la carta Shell nella borsetta, che sta nel bagagliaio sotto un triplo strato di borse di Gucci.
2000 - Donnavventura III: Verso sud!
Una coppia di ragazze torinesi alle prese con il difficile viaggio verso Firenze, attraverso le terre
selvagge della A4 e della A1. L'imprevisto è dietro l'angolo, impersonato dalla malvagia Tangenziale Ovest di Milano. Un tragitto nell'ignoto, risolto solo dalla scoperta che l'auto ha il navigatore satellitare e dall'aiuto di un anonimo benefattore che aiuta le ragazze ad uscire dal centro di Taranto dopo 11 ore di sforzi.
2001 - Donnavventura IV: Nordafrica
Per ovviare ai problemi delle precedenti edizioni, le partecipanti vengono mandate nel Sahara col solo
scopo di seguire per 100 km una strada dritta e battuta nel deserto. Guasti meccanici (tra cui l'implosione di 4 cilindri e l'incendio dello spinterogeno), urti con palme e investimenti di cammelli renderanno le tre settimane di "missione" quantomai interessanti.
2002 - Donnavventura V: Edizione non andata in onda.
Le partecipanti si sono perse nel parcheggio di Saxa Rubra.
2003 - Donnavventura VI: Italia e Polinesia.
Recuperate le partecipanti dello scorso anno, ancora impegnate nella improba lotta contro la sbarra automatica del parcheggio a pagamento, si parte per un viaggio attraverso il Raccordo Anulare. Dopo aver sbagliato uscita, le avventurose ragazze salgono per sbaglio sul traghetto "Fiòornort Hessen", destinazione Tiki Wiki.
2004 - Donnavventura VII: Sulle tracce di Amelia Earhart.
Le organizzatrici decidono di compiere un viaggio sui passi della famosa trasvolatrice. Sfortunatamente i camion Iveco e l'Oceano non vanno molto d'accordo. Non si saprà più nulla di loro. Spettacolari le riprese subacquee, le prime tre puntate sull'avvio del camion ingolfato e il ribaltamento da fermo.
2005 - Donnavventura VIII: percorsi introspettivi.
Per 24 puntate le dodici ragazze scelte tra le Veline delle scorse edizioni cercano di capire a cosa servano tutti i 14 comandi delle Micra fornite dalla produzione. Nonostante il ricovero di una di esse per esaurimento nervoso e la sostituzione di numerose centraline elettroniche, giungeranno a destinazione grazie ad un tomo antico trovato per caso, il misterioso "Users Manual".
Quando la telefonia mobile ti rende immobile. Incredibilmente, esistono delle telefonate che possono essere più pericolose di quelle di Luciano Moggi: allarme negli Stati Uniti per la recente invenzione da parte della malavita di un cellulare che spara. Finora la sola raffica telefonica cui eravamo abituati era quella degli sms a Natale, fastidiosa ma non mortale: adesso le cose sembrano destinate a cambiare.
Certo, l’evoluzione del telefonino è sorprendente, in dieci anni ha cambiato la nostra vita. Ora rischia di spegnerla. Del resto, molte categorie professionali usano il cellulare per motivi di lavoro, da questo momento in poi potranno farlo anche i killer. Dopo il telefono portatile che fa le foto, quello che si collega con il computer e quello che ti permette di seguire i canali tv, siamo arrivati a questa inattesa svolta tecnologica, i cui futuri sviluppi porteranno forse al frullatore atomico e alla lavatrice con puntamento laser.
L’ultima trovata della criminalità organizzata internazionale è in realtà una pistola calibro 22 bella e buona (si fa per dire), con quattro proiettili in dotazione e pronta a sparare appena si preme un tasto dal 5 all’8. Così, nel caso si rimanga feriti in un conflitto a fuoco, si può chiamare il 113 senza correre il rischio di spararsi in un orecchio. Sono piccoli accorgimenti che fanno comprendere la grande professionalità di chi sta dietro a questo spaventoso gioiellino.
Probabilmente sarà presto disponibile sul mercato nelle versioni dual e trial band armata e agli utenti verrà proposto un ampio ventaglio di tariffe, tra le quali Eternity, in cui paghi solo il primo minuto di conversazione e poi taci per sempre. Tutti i modelli saranno naturalmente ricaricabili. Un lato positivo c’è anche in questa inquietante vicenda: se dei normali cellulari si ha il sospetto che facciano male alla salute, qui se ne ha la certezza.
E’ interessante notare come i creativi del malaffare abbiano pensato all’apparentemente innocuo telefonino per costruire un’arma micidiale, degna della ricchissima dotazione dell’agente 007 (il cui nome in codice non a caso ricorda un prefisso telefonico internazionale). Il fatto è che quest’oggetto fa ormai talmente parte della nostra vita quotidiana che nessuno gli bada più, lo portiamo in tasca, se lo perdiamo lo ricompriamo subito, tolleriamo suonerie che metterebbero in imbarazzo anche modelli di sobrietà come Pippi Calzelunghe ed Elton John. Di conseguenza, sarà facile farlo passare, sia pure in questa nuova versione letale, sotto gli occhi dell’addetto alla sicurezza di un aeroporto. Mi auguro che questa nuova trovata non prenda piede, anche perché se dovessimo cominciare ad avere paura di tutti quelli che tirano fuori il cellulare, si instaurerebbe nel Paese un clima al cui confronto quello de I magnifici sette potrebbe sembrare la festa per il compleanno del parroco.
Il cellulare-pistola avrebbe colpito sicuramente la fantasia di un grande autore di western come Sergio Leone, cui il Comune di Roma sta dedicando una mostra in questi giorni. Scrivesse oggi la sceneggiatura di Per un pugno di dollari , forse cambierebbe una delle battute più celebri in questo modo: “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il cellulare, l’uomo con la pistola è un uomo morto”.
Come scrivevo poco più in basso (http://ripper.splinder.com/post/8105838), le dimensioni contano ? E quanto ?
A prescindere che lasciando tre parole buttate giù alla rinfusa, gli unci commenti sono stati a base sessuale; comprendo che il mio modo di fare lascia sempre ampi dubbi di moralità, dotato spesso di doppi sensi, mirando a mettere il lettore in pseudo difficoltà lasciandogli mettere nero su bianco ciò che si è sentito sfruculiare dentro.
La dimensione delle tette conta, si è vero. Poi a me piacciono in modo particolare quelle grosse ma solo se son state donate da Madre natura e non gonfiate artificialmente. E le tette vanno ammirate in modo particolare, sbirciate tra il secondo e il terzo bottone della camicetta, in quel sottile gioco di vedo e non vedo. Mon Amour, lo sai, una sbirciata alle tue tette gliela dò sempre quando posso. Le dimensioni dell'arnese maschile contano fino a un certo punto, in quanto penso sia meglio saperlo usare che divulgare ai quattro venti la lunghezza e la circonferenza. Quelle sono solo le balle che ti inculcano i pornazzi, la realtà è ben diversa.
Ma il mio punto di domanda mirava a qualcosa di ben diverso. Nei giorni scorsi soppesavo la parola "dimensione" applicata ai vari casi della vita. Ad esempio le dimensioni del cervello: in alcune persone è risiede in una scatola cranica molto ampia ma viene sfruttato all'1% delle sue potenzialità Vedi ad esempio Calderoli: testa grossa ma piena d'aria. Diversamente Einstein, che ai tempi della scuola non prometteva nulla di buono e con tre semplici lettere ha rivoluzionato il mondo. Una testa normale ma con un grande cervello dentro.
Le "dimensioni" del tempo. Abituati a vivere la nostra vita, a lasciarla scorrere come un treno sui binari, non soppesiamo cosa possa accadere se ci ritrovassimo a vivere in una dimensione diversa, in una ipotetica quarta dimensione. Supponiamo si possa attraversare la dimensione attuale, in una sorta di strappo spazio-tempo, ritrovarci a vivere la giornata del 7 dicembre 1941, al largo della costa di Pearl Harbour. Sapendo che i giapponesi sferreranno l'attacco più infame che la Storia ricordi, sapendo che la prima nave a cadere sotto i colpi sarà l'Arizona, il dubbio più amletico sarà combattuto tra il far continuare la Storia nel suo corso o intervenire per poter cambiare il corso degli eventi ? E con quali conseguenze ?
Le "dimensioni" parallele. Esistono dimensioni parallele e varie destinazioni per le anime, a seconda della loro evoluzione nelle loro azioni nei vari momenti della loro vita.
Le dimensioni dei caratteri utilizzati per scrivere questo e altri testi. Perchè proprio una determinata dimensione e non un'altra ? Problemi di vista ? O perchè piace a me questa dimensione del carattere, della serie "il blog è mio e me lo gestisco io" parafrasando una frase in bocca al movimento femminista degli anni 70 ?
Le dimensioni contano ? E quanto contano ?
Le
dimensioni
contano ?
18 aprile
Ore 23.45: Il ministro Calderoli invita il Barcellona a non esultare per il risultato, perché niente è ancora deciso.
19 aprile
ore 08.40; Cicchitto: "credo che sia un atto di scorrettezza sportiva per il Barcellona esultare per un risultato che non è affatto definitivo!"
ore 08.52; Bondi: "Abbiamo notizie di clamorosi brogli nella partita. Siamo fiduciosi perché ad una analisi attenta il risultato del campo potrebbe ribaltarsi."
ore 09.05; Calderoli: "Ho appena terminato di leggere il regolamento del giuoco calcio e posso annunciarvi che in base ad esso il gol del Barcellona risulterebbe non valido."
ore 09.12; Schifani: "Sono convinto che il vero risultato della partita sia Milan-Barcellona 2-1. E' evidente il tentativo della sinistra di modificare il responso del campo, ma noi siamo pronti a ricontare tutte le azioni pericolose per verificarne il vero risultato."
ore 09.16: Bartolini: "Ad una attenta revisione della partita al rallenty, risulta che il Milan ha segnato tre gol che non sono stati recepiti dalla terna arbitrale."
ore 10.10; Berlusconi: "Abbiamo presentato ricorso alla cassazione perché siamo convinti che la partita sia terminata 3-0 per il Milan. Il regolamento del giuoco calcio vieta a chi si chiama Giuly di poter segnare. Inoltre chiare mistificazioni della realtà, con l'appoggio complice dei giornali comunisti, hanno impedito all'arbitro di accorgersi di tre limpide reti del Milan segnate da Gilardino, Shevshenko e Virdis."
ore 10.50; Bondi: "Dopo aver personalmente esaminato solo 20 minuti del primo tempo mi sono accorto di ben 2 gol del Milan non visti dall'arbitro. Questo significa che se proiettiamo questa tendenza all'intera partita il Milan ha vinto almeno per 7-1. Un gol chiarissimo di Massaro è stato proditoriamente celato dal comunista De Bortoli."
ore 11.10: Cicchitto:"assistiamo ad una incredibile campagna diffamatoria dei giornali comunisti, che asseriscono fantasiosamente che la partita di ieri sia terminata 1-0 per il Barcellona. Inutile dire che dietro a questi giornali ci sono i soliti noti, con a capo Della Valle e Mao Tse Tung."
ore 11.31; Gasparri: "Ho personalmente visto, tra gli spalti riservati ai tifosi del Barcellona, gente che cucinava bambini per usarli come saponette da mettere sui guanti di Dida. Ho riconosciuto tra i loschi figuri i signori Prodi, Fassino, De Bortoli, Biagi, Santoro."
ore 11.32; Fini: "Il Barcellona ammetta la sconfitta e la smetta di negare l'esistenza degli evidenti gol di Van Basten, Gullitt e Rijkard."
ore 11.36; Calderoli: "Dopo un'attenta lettura del regolamento del giuoco calcio posso affermare con certezza che il Milan ha già vinto la Champions league e solo la lobby cino-comunista-albanese-mus ulmana-terrona-cooperativo-omosessuale impedisce che tale notizia venga resa nota alla popolazione."
ore 11.38: Berlusconi: "Annuncio che da domenica in tutte le piazze d'Italia partirà l'Operazione Verità in cui faremo sapere alla gente, oppressa dalla propaganda comunista, che il Milan ha già vinto la sua 19a Coppa Campioni, nonchè il 36° scudetto e la 45a Coppa Italia."
ore 11.40 Bondi: "Da atti in nostro possesso abbiamo le prove che l'arbitro dell'incontro era un galoppino delle cooperative rosse."
ore 11.45 Cicchitto: "Stiamo attentamente rivedendo la partita Milan-Liverpool perché abbiamo le prove che l'incontro terminò 4-3 per il Milan con gol decisivo di Galliani."
... dicevamo ... Io odio i matrimoni. Ci sono svariati motivi per i quali odio i matrimoni, a cominciare dalla sfarzosità con la quale vengono svolti, il più delle volte da pidocchi rifatti o da sboroni. Che con quei soldi ci potevi fare qualcosa di più contenuto ma allo stesso tempo più carino.
Senza contare che il mio giropanza aumenta sempre di più per cui quando ti arrivano questi inviti tra capo e collo, inizia il defileè "Giuditta modello n.4". Ho molti completi, provenienti da quando frequentavo la famiglia della mia ex. Eh si, perchè lì a ogni matrimonio bisognava per forza sfoggiare un abito nuovo e non usato in quelli precedenti. Col risultato che oggi mi ritrovo un armadio pieno di completi, ma tutti di taglie sotto la 52. Ok, cominciamo con le prove ... questo no la giacca mi tira, quest'altro no i pantaloni non mi entrano, questo mi entra ma il colore ricorda il rigurgito di un battaglione di neonati, questo è per l'inverno, questo ... questo mi sta. Pantaloni e giacca blu. Con cravatta. Oh no, odio la cravatta, non so fare il nodo, mi rifiuto di imparare a farlo. I pantaloni mi stanno attillati, mi mette un pò in mostra determinate zone ... ok, dietra per quindici giorni per entrare comodamente nei pantaloni. Poi mi rifaccio al pranzo di matrimonio.
Quindici lunghi giorni a insalate, 45 grammi di pasta, niente pane, pesce lesso. Ma alla fine entro comodamente nei pantaloni. Ora mi aspetta la parte più dura: la cerimonia. E la chiesa non si trova a Roma e dintorni. No, troppo comodo. Terlizzi, da qualche parte sopra Bari. Ok, avvia Autoroute, verifica le strade, guarda i tempi di percorrenza, scegli i percorsi ottimali. Poi inizia la ricerca anche del posticino dove alloggiare perchè il matrimonio è alle 11 di sabato mattina. Controllo le gomme di Carolina, il motore, la distribuzione. Chiudo il cofano e, mentre mi faccio il calcolo mentale di quanto mi costa tra benzina e autostrada, mi chiama lo sposo ... "sei mio ospite, lascia a casa la macchina, fatti trovare nel pomeriggio di venerdi sulla Casilina, c'è un pulmann che ti aspetta. E hai anche la sistemazione per la notte."
Cominciamo bene ... e venerdi pomeriggio il pulmann è li puntuale che aspetta me e altri amici per partire alla volta della Puglia. Due ore solo per uscire da Roma e circa 4 ore di viaggio per arrivare a Corato, paesino vicino Altamura. L'autista schiaccia il piede sul pedale dell'accelleratore, il pulmann scivola via nella notte. Accendo il mio lettore mp3, un giocattolino che mi sono regalato da poco, un Thomson Lyra con memoria base da 512 MB ... si base, perchè ha uno slot dove metterci le Secure Digital e aumentarne la memoria fino a 2.5 Gb. La selezione dei brani non è casuale, no. per un viaggio ci vuole qualcosa di buon trasporto. La scaletta inizia con "Derniere une coupè" un rap francese tratto dalla colonna sonora del fim Taxi, proseguendo con una selezione dei Dire Straits, scivolando nel rock morbido dei Litfiba, lasciando poi il posto alle voci morbide e vellutate di Chaka Khan e Tina Turner fino ad approdare all'albergo, un 4 stelle, il cui bagno è grande quasi quanto tutta casa mia. Il tempo di dare un'occhiata al tutto, fare due foto della stanza e scivolare sotto le lenzuola per un sonno profondo ... fino all'indomani mattina.
All'indomani, come un prode cavaliere che s'appresta ad affrontare il drago, vestizione totale e ricerca di qualcuno che sappia fare il nodo alla cravatta. Tutti sul pulman, tutti vestiti come damerini, tutti con una domanda in testa: ma come sarà la sposa ?
Eh si ... perchè lo sposo lo conosciamo da tanto tempo ma lei no. E' originaria della Puglia, lavora a Roma ma nessuno di noi è mai riuscita a vederla dal vivo. Neanche in foto. E quando entra in chiesa ha lo stesso effetto di un raggio di sole che squarcia le nubi più oscure. Bella, molto bella, racchiusa in un vestito semplice. Anche lui fa la sua figura. Cerimonia molto composta, senza tanti fronzoli, l'unica nota negativa il prete che insiste troppo sul matrimonio, che rinnega papalmente i pacs e le coppie omosessuali. E poi parte con quello che speravo non accadesse mai: gli "ora pro nobis". Due pagine fitte di santi da pregare ... sullo stile di Albertone stavo quasi addormentandomi al quinto "ora pro nobis", se non fosse per una vicino a me che ogni tanto mi dava di gomito. Una stangona alta, con una minigonna azzurra e calze a rete chiare. La guardo in viso ... una faccia da "sdraiona" e con la fede già al dito.
Dopo il si e l'uscita dalla chiesa, dove sono volati si riso e fiori ma anche maccheroni e fusilli, gli sposi vanno a farsi le foto di rito. E gli invitati vengono portati al ristorante in attesa, venendo deliziate dalle note di una ben non troppo convinta violinista.
Ma i quindici giorni di dieta si stanno facendo sentire. Ho fame ! Mi faccio un giro per i saloni, riccamente addobbati con mobili d'epoca e tendaggi sontuosi. Sbircio nella sala ristorante dove un battaglione di camerieri è già pronto per servire. Alle 14 arrivano gli sposi, ci si sede ai tavoli. Non mi alzerò da lì fino alle 21.00 ... ma io non lo sapevo. Ne prendo conoscenza quando vedo il menù. Tra antipasti, primi e secondi saranno una ventina di portate. Maremma santa.
I piatti venivano portati con grazia ed eleganza, in più tre ragazze svolgevano il ruolo della geometria dei bicchieri alternandosi tra i tavoli. La geometria dei bicchieri consiste nel riporre i bicchieri, acqua vino e flute, sempre in una posizione. Se sgarravi, arrivava la ragazza come un falchetto e li rimetteva a posto ... due palle !!!
Tralasciando quello che mi sono mangiato, il pranzo/cena è stato lungo, gustoso, intramezzato da balli, che servivano per mandar giù e digerire, per far posto al prossimo pezzo in arrivo, come in un Tetris gastronomico.
Rientrati a Roma la sera stessa dopo che l'autista, ben sobrio, ha coperto il percorso in circa 3 ore e mezzo. E pensare che quando vado a prendere il traghetto per la Grecia, a Brindisi, ci impiego otto ore. Dovrò rivedere i miei percorsi.
Io odio i matrimoni
... continua
Altro che richiamo della foresta: il richiamo del centro commerciale è molto più forte. Una tribù amazzonica di 80 individui, i Nukak-Makù, ha lasciato la foresta vergine in cui viveva da sempre, per raggiungere la città colombiana di San Josè del Guaviare: un piccolo agglomerato umano che ha deciso di trasferirsi in una periferia urbana. A pensarci bene, la stessa idea che anni fa qui da noi portò alla costruzione di Milano 2.
Perché lo avranno fatto? Forse i Nukak non sopportavano l'idea di perdersi i Mondiali di calcio, ma è solo un'ipotesi. Immaginiamo lo stupore degli abitanti di San Josè nel vedere arrivare questo gruppo di disperati seminudi accompagnati, ci dicono le cronache, da piccole scimmie. Avranno pensato con orrore che la nuova edizione de “L'Isola dei Famosi” avesse scelto la loro ridente cittadina come location. Superato il primo comprensibile imbarazzo, gli indios hanno spiegato di voler abitare in città, dove potranno coltivare il loro cibo, essere aiutati dalla popolazione locale e magari approfittare dei saldi. Certo, potrebbe esserci qualche piccolo problema pratico per i Nukak che non hanno dimestichezza con il denaro e non conoscono affatto le leggi che regolano la vita e l'economia del mondo civile. Se Ricucci capitasse tra di loro, quindi, probabilmente lo farebbero capo tribù.
Il vero problema adesso, secondo gli antropologi, è trovargli un ruolo nella nuova società in cui si sono stabiliti. Proviamo a immaginare cosa accadrebbe se la tribù in questione si trasferisse nella periferia di una grande città italiana. Il centro di prima accoglienza nel nostro Paese è la televisione: le inviate dei Michele Cucuzza li riceverebbero intervistandoli in diretta e chiedendo le loro prime impressioni su Patrizia Pellegrino e sul difficile momento sentimentale di Ramona Badescu. Dopo aver ricevuto il codice fiscale, i bollettini dell'Ici e quelli per la tassa sulla nettezza urbana, i Nukak si troverebbero nel bel mezzo della campagna elettorale per le amministrative, dove sarebbero inevitabilmente contesi tra i due schieramenti. Dopo essere stati raggirati e convinti ad accettare la candidatura del loro leader nella lista civica “La liana nel pugno” a favore di una delle due coalizioni, la tribù attonita e perplessa dovrebbe sorbirsi un concerto di solidarietà di Ligabue e Piero Pelù. A questo punto, gli indigeni comincerebbero a capire in quale guaio si sono cacciati e avrebbero un'improvvisa nostalgia degli anaconda e delle altre terribili creature della foresta pluviale. Pochi giorni dopo, passata la simpatia iniziale, in Italia li si comincerebbe a guardare con sospetto, la Lega farebbe presente che i Nukak non rientrano nelle quote previste dalla legge Bossi- Fini per l'immigrazione.
Alla fine, essendo gli ultimi arrivati, gli si addosserebbe la responsabilità dello scandalo delle intercettazioni telefoniche nel mondo del calcio, per aver costretto sotto la minaccia delle cerbottane il designatore Pairetto, loro e non Moggi e Giraudo, a nominare arbitri compiacenti per le partite della Juve, dato che, come tutti sanno, gli indios detengono il pacchetto di maggioranza del club bianconero. Il processo si concluderebbe con la loro condanna e relativa pena da espiare agli arresti domiciliari.
Sicuramente i Nukak sceglierebbero di scontarla nella foresta amazzonica.
In questi giorni ho i vari indirizzi e-mail subissati da mail contenenti tutti lo stesso argomento: lo sciopero della benzina. In occasione di ogni aumento del prezzo al barile di petrolio, arrivano mail di questo genere, dove si invitano gli italiani, tramite un passaparola telematico, a non fare più benzina dai gestori della Esso e della Shell in quanto detentori del cartello petrolifero. Ma perchè Agip, Fina, Q8 e tanti altri che fanno, fischiano ? Non ci avete mai pensato che nel cartello ci sono anche loro ?
E il risultato qual'è: che forse non si arricchiscono i gestori delle varie compagnie petrolifere ma di sicuro lo fanno i vari gestori dei provider Internet, dove per ogni mail inviata, c'è una determinata occupazione di banda, un determinato tipo di traffico sviluppato se la mail è in formato HTML o in testo puro, se accompagnato da messaggi pubblicitari delle varie caselle di posta. E se l'utente pensa di aver risparmiato qualche centesimo nella benzina, ne avrà speso il triplo tra collegamento, elettricità e consumo della palla del mouse. Nonchè futuri danni al tunnel carpale.
Allora invece di riempire la mia e le altrui caselle di posta di questa simil catena di Sant'Antonio (ho impostato un filtro sul mio mailer che spedisce tutto nel cestino), volete risparmiare sulla benzina ? Ecco delle soluzioni abbastanza valide.
Soluzione 1: utilizzo di un due ruote. Ci si muove più velocemente, si trova facilmente parcheggio, consumano molto meno di un'automobile. E, per i più ciccioni, si consiglia l'uso di una bicicletta, così s'unisce l'utile al dilettevole, si fa ginnastica e si smaltisce la trippa in eccesso. E visto che l'estate avanza, sarebbe il caso di farci un pensierino, invece di spendere inutilmente soldi in creme dimagranti, fanghi e palestre.
Soluzione 2: utilizzo di un mezzo pubblico. Si fa un bell'abbonamento mensile (a Roma sta sui 30 euro) a tutte le linee, si circola ovunque, non ci si stressa da traffico, non c'è problema di posteggio, si conoscono persone nuove, ci si scambia opinioni e puzza d'ascelle. In qualche caso ci si sposa pure.
Soluzione 3: un bell'impianto a GPL o a Metano sulla propria autovettura. 40 lt di gas vengono circa 18 euro, si circola sempre, sia in casi di blocco, sia in casi di targhe alterne, si fanno gli stessi km, non s'inquina. Però ci si stressa in mezzo al traffico, non si trova facilmente parcheggio e allora si parcheggia in doppia fila o nei posti riservati alle due ruote. Poi passo io e se vedo il posto occupato ti lascio un bel graffio sulla fiancata. Così tanto per gradire. E se ci riprovi, te ne faccio anche un'altro.
Soluzione 4: butta la macchina e vattene a piedi. Niente bollo da pagare, niente assicurazione, niente spese aggiuntive per gomme, olio, benzina, arbre magique et altri ammenicoli. Di contro c'è che se la vostra ragazza vuole uscire con voi per fare zin-zin in tranquillità dovete trovare un amico che vi presta casa.
Nella società moderna c'è una spasmodica attenzione alla rughetta, purtroppo non quella che si abbina alla bresaola ma quella che, sempre più spesso, si accompagna al botulino sul viso dei nostri contemporanei. Da anni cercano di convincerci che essere brutti è ormai una scelta, vista l'enorme gamma di strumenti a disposizione della medicina estetica.
Viviamo un'epoca strana: ci sono leggi severissime contro l'uso di droghe, certamente nocive per la salute, però è legale riempirsi ogni parte del corpo di botox e collagene. E poi ancora acidi, silicone, fibroplasti, paraffina e forse presto anche truciolato, gommapiuma e, perché no, ricotta e spinaci.
L'evoluzione gioca strani scherzi, in passato la scimmia è progredita fino all'essere umano, ora l'essere umano si sta indirizzando verso il cannolo ripieno. Nel settore estetico si ricorre sempre di più a sostanze chimiche di tutti i generi e il fenomeno pone, tra gli altri, un problema ambientale: se dovesse inaspettatamente esplodere una tetta a una qualsiasi soubrette, si rischierebbe una nuova Chernobyl. Se nascesse oggi, probabilmente il dottor Frankenstein creerebbe il suo mostro non con i pezzi di cadaveri trafugati ma con la pelle avanzata dai lifting delle signore dei Parioli.
Un Convegno di medicina estetica che si sta svolgendo a Roma ha svelato realtà impressionanti, i nostri connazionali si rivolgono sempre più a interventi e trattamenti di bellezza, l'ultima moda è il filler, trattamento riempitivo che annulla le rughe e gonfia le labbra, con un giro d'affari annuo di molti milioni di euro ed in continua espansione. Se usato con continuità (serial filler), dicono garantisca risultati eccezionali, anche se dura solo sei mesi e non può assicurare effetti permanenti, un po’ come un matrimonio con Anna Falchi. Il messaggio è chiaro: nessuno vuole più invecchiare, dato peraltro confermato in maniera evidente dal disperato tentativo di Andreotti di diventare presidente del Senato.
L'elemento che emerge da questa tendenza planetaria e che ci inquieta è l'attuale totale inaffidabilità della bellezza: si rischia di scoprirsi innamorati di una creatura celestiale e poi, tolti i “push up” anteriori e posteriori e finito l'effetto delle iniezioni, di ritrovarsi tra le braccia Carlo Delle Piane. Dopo le azioni Parmalat e le designazioni di Pairetto, non possiamo più credere neanche nella genuinità dell'avvenenza fisica.
Negli agglomerati umani (comitive adolescenziali, colleghi d'ufficio, gli strusci dei paesi) i belli e le belle dovranno continuamente porre la fiducia, come alla Camera nella passata legislatura. Se questa nuova moda dei filler dovesse prendere realmente piede, andremmo incontro ad un'umanità che di tanto in tanto si apparta per siringarsi, composta da individui che entrano nelle cabine telefoniche o negli androni dei palazzi per uscirne, come Superman, completamente trasformati, col cuore in festa e la faccia chissà come. Insomma, di questi tempi mangiamo cibi pericolosamente contraffatti, respiriamo quantità industriali di polveri sottili e il primo tacchino che passa può attaccarci malattie sconosciute e spaventose, però possiamo consolarci: andremo incontro al nostro destino completamente lisci in volto.
Forse è questo che significa veramente l'espressione “tirare le cuoia”.
Sto redigendo, in base alle normative vigenti della comunità europea, il mio curriculum vitae corredato di tutte le voci in inglese.
Ho appurato di essere un Technical Back Office,
un Hardware Problem Determination and Solution,
un Software Analyst,
un Storage Manager,
un Network Administrator,
un Os/390 Advanced System Operator
Ora guardando le richieste di lavoro trovo più o meno quello che fa al caso mio (se non consideriamo il grado di istruzione e l'età) ma ... cosa cazzo è un Key Account ?
Dal blog di Mon Amour: "Voglio inventare un generatore di energia che vada a cazzate : ne potrei installare uno sul tetto e non solo avremmo corrente elettrica gratis ma potremmo anche esportarla"
Se fosse possibile inventarlo bisognerebbe installarlo ovunque in Italia. A cominciare dal tetto di Arcore. In un giorno avremmo energia sufficiente per un mese.
Dori me
Interimo adapare dori me
Ameno ameno latire
Latiremo
Dori me
Ameno
Omenare imperavi ameno
Dimere dimere matiro
Matiremo
Ameno
Omenare imperavi emulari
Ameno
Omenare imperavi emulari
Ameno
Ameno dore
Ameno dori me
Ameno dori me
Ameno dom
Dori me reo
Ameno dori me
Ameno dori me
Dori me am
Ameno
No, non sono impazzito. Anche se a volte poco ci manca. E' una prova che ho fatto in quanto sto testando dei prodotti specifici contro lo spam. Perchè l'inventiva degli spammer va oltre ogni immaginazione. L'ultima novità in fatto di messaggi di posta elettronica indesiderata sta nella scelta della lingua. Dopo gli idiomi delle Nazioni moderne, qualche spammer di larghe vedute ha pensato bene di utilizzare il latino. Chiaramente molti filtri anti-spam non riconoscono il messaggio scritto nell'antica lingua di Roma e non riescono a bloccarlo.
La mail in questione è inviata, come sempre, da un mittente fasullo e propone un passo de "Le Confessioni" di S. Agostino, il tutto per promuovere la vendita di farmaci ultra noti: Viagra, Cialis, Levitra. Il testo del messaggio è questo: "(...) sacrificiis suis animantia, et illis honoribus invitaturus mihi sine ulla cogitatione qualiscumque corporis sensibus, quos numeramus; Docebam in illis annis artem rhetoricam, et victoriosam loquacitatem lectionem non intellegens, totumque talem arbitrans, distuli abicerentur ex animo meo: sed non poteram. Verum tamen de ipso mundi quia aetatis accessu peritura sunt. quod licet probes, cum ferri aequo erat, unde faceres ea, deus, una trinitas et trina unitas: et ideo de continebat, cogitando quasi colligere atque animadvertendo curare, ut tuae(...)". Io sto testando il programma anche con altre frasi, che possano in qualche modo contorcersi nei significati e nei giri di parole, al fine di evitare il sovraffollamento di mail indesiderate.
E di Viagra di cui non ho bisogno 
... e che minchia di calibro iè, come recitava una vecchia barzelletta.
A ogni modo a giugno dovrei fare il suddetto 730 oppure il modello unico. E fin qui nessun problema. Solo da perderci un pochino di tempo, metterci anche l'area occupata dal vaso sul pianerottolo al limite.
Il problema è che quest'anno non ho un CUD. Ne ho 5 (cinque!!!). Se assecondiamo la fu Berloscoidea, avrebbe creato ben 5 posti di lavoro. Non conta il fatto che invece sempre la stessa persona (cioè io) me ne sono fatti cinque diversi nell'arco del 2005, tra co.co.co, cassa integrazione e tempi determinati. La mia commercialista di fiducia ha già le mani nei capelli. E mi è andata fin troppo bene. Ma se prendiamo il lavoratore che gli fanno fare tra i quindici giorni e i tre mesi al massimo e a fine anno si ritrova con 25 CUD, il suo commercialista che fa ? Si spara ?
Che poi il rischio è che con tutti questi CUD, oltre ad aver percepito una miseria, mi tocca pure pagare la differenza dell'Irpef allo Stato.
Ma che razza di situazione !!!
Ore 8.30 del 01/05/2006
Una giornata stupenda su Roma. 16 gradi già a alle 8.30 del mattino. Sicuramente tutti staranno facendo la tipica scampagnata a base di fava e pecorino. Eppoi il megaconcerto del 1° Maggio. Roma si che è una bolgia.
Rapido scambio di sms con altri amici, ok, ci vediamo all'imbocco della Cassia appena usciti dalla Tangenziale. Un rapido controllo alle gomme, al liquido refrigerante, alle pasticche e via. Per esser meglio equilibrato vado a prendere anche una zavorrina. Rotta su Civita di Bagnoregio (vicino Orvieto).
Ho imboccato un pezzo di tangenziale est, dove già potevo notare la gente in fila per uscire da Roma e poi da li ho preso la Cassia dove altri motociclisti opportunamente zavorrati mi stavano aspettando. A parte il mio 200 e qualche altra piccola cilindrata il resto erano tutte grosse bestie. Il giocattolo più piccolo era un Monster 600. Il tempo di rpendere accordi sulla strada da seguire, la velocità da sostenere e siamo partiti. Un bel codazzo di moto sulla Cassia, tutti rigorosamente in coppia sulla carreggiata per evitare automobilisti incauti nei sorpassi. Si perchè se ti metti tutto su un lato della carregiata, l'automobilista quando ti sorpassa ti stringe o ti prende in pieno con lo specchietto. Invece così lo obblighi a fare il sorpasso più largo oppure a non farlo proprio.
Non abbiamo trovato molto traffico tranne che verso Sutri dove c'era un pò di coda per gente che andava per paesini. Il mio motoscooter, rispetto alle moto, si è riscattato bene affrontando la SS n. 2, piegandosi a dovere nelle curve senza perdere colpi nell'aderenza.
Imboccato il raccordo Viterbo-Orte siamo dovuti uscire a Montefiascone in direzione Orvieto.
Siamo arrivati a Bagnoregio verso le 11.00 circa dopo aver sbagliato strada per un paio di volte. Abbiamo parcheggiato le due ruote all'inizio del ponte per Civita di Bagnoregio ocupando buona parte dei parcheggi destinati alle autovetture (visto che quelli riservati alle moto erano stati occupati dalle quattro ruote). Civita di Bagnoregio, per chi non ci fosse mai andato, è un paesino che sta morendo in quanto poggia su una rocca di tufo e ogni anno sprofonda http://www.civitadibagnoregio.it/
Il paese è popolato solo da turisti e da una vecchina che si rifiuta di abbandonare la sua casina. Ma anche da qualche negozietto che vende artigianato locale, da una pro-loco che raccoglie fondi per il recupero del paese e da un ristorantino purtroppo per noi già pieno di turisti. Poco male. Dopo la visita, ci siamo spostati per il pranzo a Orvieto dove per circa 20 euro a testa ci siamo mangiati di tutto.
Poi sosta per digerire e visita alla cittadina sbracandoci direttamente sull'erba del loro parco. Alcuni volenterosi si sono fatti anche il pozzo di San Patrizio che notoriamente è semplice a scendere ma per risalire bisogna andare in cordata estrema. Il pozzo di San Patrizio scende (e sale) a chiocciola concentrica. Quando si arriva in fondo non si riesce a vedere la sommità e il cielo.
Verso le 16 i siamo rimessi in marcia destinzazione Bomarzo (direzione Roma, uscita Attigliano) la cui particolarietà è data dal parco dei Mostri, un parco realizzato completamente in pietra. Il parco dei Mostri di Bomarzo fu ideato dall'architetto Pirro Ligorio su commisione del Principe Pier Francesco Orsini. Per saperne di più: http://www.bomarzo.net/
Alla fine ci siamo mossi per ritornare verso Roma ma via autostrada, scorrendo in mezzo agli automobilisti incolonnati e costretti a marciare a passo d'uomo, mentre noi sfilavamo via, con l'aria fresca sul volto e la soddisfazione di una buona giornata, diversa dal solito.