In Medio Stat Virtus

Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.

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Utente: TheRipper66
Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!

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venerdì, 31 marzo 2006
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curiosità

L'alternativa

"Caro connazionale elettore, non importa per chi voti, se poi sei vecchio come me ti può interessare fino a un certo punto, ma se sei giovane, sappi che una nazione senza la possibilità dell'alternanza, non può considerarsi democratica, purtroppo all'Italia gli è mancata, infatti per 150 anni è stata governata da soli 3 (tre) partiti, i quali sono stati abbattuti non da elezioni ma da eventi straordinari i liberali dai fascisti, questi dagli americani, i democristiani da tengentopoli.

Finalmente nel 1994 un nostro connazionale Silvio Berlusconi, con la sua entrata in politica, è riuscito a far conoscere agli italiani l'importanza di questo grande sistema che è l'alternativa. Nessuno prima di lui c'era riuscito, a cominciare da Giolitti, Turati, Mussolini (è inutile parlarne), De Gasperi, Togliatti, Nenni, Saragat, La Malfa, ma soltanto lui, quindi se non sei deficiente o ipocrita gli devi gratitudine.

Ti saluto Giuseppe"

Questo è il testo integrale di un foglietto, battuto a macchina, che ho trovato dentro la mia cassetta postale ieri sera. Il primo impulso è stato quello di appallottolarlo e dargli un calcio poi ci ho ripensato e lo pubblico qua sopra, sperando che  lui o chi per lui, passando da queste parti e rileggendo le sue parole, sappia che anche per lui vale lo stesso discorso che vale per Fini e per Berlusconi:

MA VAFFANCULO!!!

Comodo nascondersi dietro un nome, generico se vogliamo, probabilmente falso, invece di ammettere le proprie responsabilità e firmarsi per intero. Sono capaci tutti. Sei un vecchio ? Allora stattene a casa a rincoglionirti dietro  i programmi Mediaset e non venire a trifolarmi i cosidetti con i tuoi discorsi paranoici e i tuoi foglietti battuti con una vecchia macchina da scrivere.

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dito-ar-qlo

giovedì, 30 marzo 2006
La fuga d'amore

Era li che aspettava. Aspettava me. Mi guardava, maliziosa, con quell'aria da furbetta.

"Vieni, avvicinati, non ti mordo mica" sembrava volesse dirmi. Mi avvicinai con aria rispettosa, ammirandola piano piano, curva per curva, stretta nel suo abitino nero attillato. La carezzai piano, facendo scivolare la mano sui suoi fianchi, soffermandomi li dove il suo cuore pulsa per poi riprendere a carezzarla.

"Dai cavalcami, non aver timore" mi incitava sommessamente. Non me lo sono fatto ripetere. Le sono montato sopra, continuando ad accarezzarla con il dovuto rispetto, ad aspirare con le nari il suo caratteristico odore, ad abbracciarla per sentirla ancor più mia in quel momento eccitante. Le mie gambe premevano sui suoi fianchi, in un perfetto equilibrio di masse. Le mie mani passarono in rassegna il suo corpo sinuoso, sentendolo già pronto a scattare come un cavallo imbizzarrito, chiedendo solo di essere domato. Non me lo sono fatto ripetere due volte, sei mia, non mi scappi, ubbidirai a ogni mio signolo comando, a ogni mio singolo volere.

Giro la chiave nel cruscotto, premo il pulsante d'avvio, il motore inizia a girare producendo un rumore sordo e cattivo allo stesso tempo, inserisco la prima, lascio violentemente la frizione, la XT660X scatta in avanti, la ruota anteriore s'alza di una ventina di centimetri da terra, rilascio l'accelleratore, la lascio abbassare per inserire le altre marce. E' una belva allo stato puro, s'infila sinuosa tra le auto, ruggisce e aggira gli ostacoli con una facilità. Il suo cuore lo senti pulsare tra le gambe, i suoi scarichi vomitano rabbia, il faro fende impietoso nell'aria. Nera, bella, cattiva. La compagna ideale per le fughe d'amore.

Scritto alle 21:06 | link | commenti (2) | commenti (2) (popup)
io

mercoledì, 29 marzo 2006
Ipse dixit

Ennesimo dibattito politico in TV, oramai siamo alla stregua americana anche su questo. Tutto quello che fanno loro, lo dobbiamo fare (o quasi) anche noi.

"... perchè in questi cinque anni che siamo stati al potere, abbiamo trasformato il lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato ..."

Caro Fini, egregio fascistone, ascolta la voce di un precario:

ma vaffanculo, vai !!!

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dito-ar-qlo

Total eclipse of the sun

Ebbene si, tra le 11 e le 13 ci doveva essere l'eclissi parziale di sole, visibile in Italia in percentuali tra il 50 e il 60%. Chi l'avrà vista meglio sicuramente i popoli africani.

Qui a Roma, causa un pò di nuvolotti a pecorelle, non s'è visto una beneamata sega. Giusto con l'ausilio di alcune lastre fotografiche sono riuscito a vedere un pezzettino di sole mancante. Ma nulla di più.

Ora aspetto di sentire il tiggì: probabilmente il premier dirà che i comunisti, oltre a bollire i bambini, si sono anche fregati l'eclisse.

Scritto alle 13:27 | link | commenti (6) | commenti (6) (popup)
dito-ar-qlo

lunedì, 27 marzo 2006
Ronf

Sonno ... si tanto ... mi si chiudono gli occhi davanti al monitor.

Giornata estenuante, quando stacco dalla notte e non vado a dormire subito sono come i bimbetti piccini: mi stranisco. E resto sveglio e in semicoma per buona parte della giornata.

Ne avrei da scrivere, da dire, da tirare le orecchie a qualcuna. Si perchè qui come vuole la legge della natura transitano solo donne e io frequento solo siti di donne, meglio se con particolari tendenze. Perchè sono quelle con l'animo più sensibile, sono le donne più profonde. Ho anche scoperto di essre linkato da un blog omosex. La cosa mi fa piacere, non ho mai precluso determinati ambienti.

Ronf ... ennesimo sbadiglio. Sto inserendo il mio C.V., l'ennesimo, in un azienda che cerca gente esperta. Stavo pensando addirittura di metterlo dentro qualche sito politico sul genere "vuoi il mio voto ? dammi ORA un posto di lavoro a tempo indeterminato". Si basta promesse mai mantenute, fammi vedere i fatti prima non dopo.

Ok, vado a dormire. Prima di addormentarmi, però, alcune pagine di "Black wind" ... me lo sto centellinando. Un pò al giorno. Altrimenti le seicento pagine me le finirei in un paio di giorni.

E, come dirrebbe in questi frangenti una persona a me molto cara, "buonanotte anime belle"

Scritto alle 23:54 | link | commenti (4) | commenti (4) (popup)
io

domenica, 26 marzo 2006
Made in China

I cinesi sono fatti così: gli dai il dito, si prendono il piede. La commissione Ue ha annunciato che tra poco entreranno in vigore dazi sull’importazione di alcune tipologie di calzature cinesi, un prodotto che inizialmente si era affacciato sul nostro mercato vorremmo dire “in punta di piedi”, se non temessimo una reazione violenta da parte dei produttori nostrani. Il commissario al commercio Peter Mandelson ha spiegato che le tasse imposte arriveranno a un massimo del 19,4 % per contrastare il dumping, cioè la vendita sottocosto delle scarpe cinesi. Se poi l’Ue decidesse anche di intervenire sulla vendita sovrapprezzo delle scarpe italiane, scatenerebbe un’ola nelle famiglie, visto che, ad esempio, un paio di scarpe per bambini costa come un’utilitaria.

Il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha avuto parole molto dure sulla vicenda: “Le misure sono insufficienti, assolutamente insufficienti. Io porto il 43 e ’sti mocassini di Pechino si trovano solo fino al 42”. Non si è fatta attendere la reazione del governo di Wen Jiabao, che per bocca del ministro del Commercio ha protestato contro i dazi europei, dichiarando che l’azione è discriminatoria e che i diritti, tranne quelli umani, vanno rispettati.

Il problema è stato per lunghi anni ingenuamente sottovalutato dai nostri imprenditori del settore, i quali hanno seguito questo semplice ragionamento: “I Cinesi sono due miliardi. Quindi, devono occuparsi di quattro miliardi di piedi. Prima che pensino di invadere il nostro mercato, ce ne vorrà...”. Purtroppo, la previsione si è rivelata clamorosamente errata. Ora, la nostra economia si trova a dover affrontare un problema drammatico.

Nelle ultime ore il Dipartimento di Stato americano ha lanciato un allarme: si teme un attentato da parte del Calzaturificio di Varese, in procinto di passare alla clandestinità, contro Man-Lo Zhang, la cinesina tutta fiocchetti del Grande Fratello. Ha commosso l’intero Paese il gesto coraggioso e altamente simbolico di una patriota, la cantante Anna Oxa, che è salita sul palco dell’Ariston di Sanremo a piedi nudi, per protestare contro il dilagare del prodotto orientale. Un’azione che non è stata capita, come la sua canzone del resto.

Per combattere la concorrenza sleale della Repubblica Popolare, alcuni nostri industriali hanno deciso di rendere pan per focaccia: negli stabilimenti Valleverde, opportunamente riconvertiti, stanno per entrare in produzione milioni di involtini primavera e ravioli al vapore palesemente taroccati e soprattutto sottocosto. Una mazzata che dovrebbe costringere il nemico a più miti consigli. Se anche questo non dovesse bastare, l’italiano può sempre ricorrere all’arma estrema, la calunnia: mettere in giro la voce che la scarpa cinese, grazie all’occhio di pernice che inevitabilmente causa in chi la porta, è il vero veicolo dell’influenza aviaria.

E pensare che è stato proprio un italiano, Marco Polo, ad iniziare gli scambi commerciali con la Cina: ci siamo dati la zappa sui piedi, è il caso di dirlo. Auspichiamo che la Comunità internazionale tenga presente le radici più profonde e le origini più antiche di ciascuna nazione: l’Italia è l’unico Paese al mondo a forma di stivale. Quando la Cina sulle cartine somiglierà a un sandalo, potremo riparlarne.

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dito-ar-qlo

Comuniquè

Verifica bit flat, Vpn verde non va, il BGP è amministrativamente down, c'è perdita di pacchetti sul circuito, spegni e riaccendi l'803, il maledetto funziona solo in Isdn ....

Trrr, trrr, trrr ... Anf!

Una mano nel buio cerca a tentoni il telefono, per zittirlo, per verificare che l'orario di sveglia sia quello. Oggi c'è l'ora legale, la paura di non svegliarmi per tempo è forte, sono di turno dalle 7 alle 14. E ci sono un bordello di verifiche da fare sugli apparati teletrasmissivi. Al punto di sognarmeli la notte. Il più sognato ? Il Cisco 803, uno scatolotto che assomiglia a un decoder digitale terrestre, che da un sacco di problemi. 

Spengo il telefono, guardo l'orologio a parete. Si segna l'ora esatta, si è autoregolato, ma a volte il segnale non arriva in tempo reale e l'autoregolazione va a farsi friggere.

Cazzo, già le 5.45. Mi sembra di essere andato a letto cinque minuti fa. Un'ora di sonno in meno e la sento tutta. Ho un sonno che mi porta via. E allora subito una bella endovena di musica mentre mi faccio i miei controlli. Stamattina voglio qualcosa di buono, qualcosa dei miei tempi, di quello che ti mette un pò di energia nelle vene, che ti fa viaggiare con la fantasia, di quelle note che scivolano dentro i padiglioni auricolari, che ti si installano in memoria e ti fanno fischiettare per tutta la giornata, quelle sensazioni che solo la chitarra di Mark Knopfler sa darti, album Comuniquè, datato 1979.

Avevo tredici anni a quel tempo. I gruppi che impazzavano in quel tempo erano i Supertramp, i Kiss, gli Ac-Dc, i Dire Straits stavano emergendo in quel momento. Mi ricordo che ascoltai "Lady writer" per caso alla radio mentre studiavo. E quella dolcezza di note, quella musica che si insinuava tra le pareti di casa, quella chitarra sapientemente usata mi trasmise delle emozioni straordinarie. All'epoca non c'erano gli Mp3, esistevano solo i vinili e le audiocassette. Alla domenica andavo a Porta Portese dal mio spacciatore di fiducia, un napoletano che vendeva per mille lire le copie delle audiocassette, per vedere se trovavo qualcosa di interessante da ascoltare. Quando gli chiesi se aveva qualcosa dei Dire Straits, mi rispose di no, che non erano richiesti e lui non li aveva.

Per acquistare il primo album del gruppo dovetti aspettare il 1980, quando uscì Making Movies con Tunnel of Love che fece impazzire gli adolescenti dell'epoca. Allora l'industria discografica italiana si accorse di questo gruppo facendo uscire sul mercato anche i primi due album. E il mio spacciatore di fiducia riuscì a farmi felice.

La chitarra e la voce di Mark Knopfler hanno continuato ad accompagnarmi per il resto della mia vita, anche se a volte offuscata dalla mia deviazione per la musica commerciale, regalandomi ancor oggi, a distanza di oltre vent'anni, le stesse sensazioni e le stesse emozioni di un tempo.

Scritto alle 08:24 | link | commenti (3) | commenti (3) (popup)
io

sabato, 25 marzo 2006
25 anni

Stralcio di un dialogo effettuato ieri con una mia amica e il sottoscritto:

Lei: Ma quand'è che metti la testa a posto ?
Io (con sorrisino allusivo): Quand'è che ce la metti tu ?
Lei: Stai buono, sono sposata
Io: Non sono geloso
Lei: E sono anche più vecchia di te
Io: Questo lo stabiliamo ... dopo
Lei: Anche tu non scherzi. A breve fai il passo
Io: Il passo ?
Lei: Si dagli "enta" agli "anta" ... hai finito di giocare, è ora che metti la testa a posto, che ti fai una famiglia.
Io: Gli "anta" ? Per l'anagrafe, io dentro me ne sento ancora una decina in meno
Lei: E fuori ?
Io: Vabbè c'è qualche acciacchetto, qualche dolorino ogni tanto
Lei: Si, la lombosciatalgia, la cervicale, la schiena
Io: Si ma io vado 365 giorni all'anno in moto, con tutte le condizioni climatiche. E' normale che mi ritrovo qualche dolorino
Lei: Inizia ad andare in macchina
Io: Si per poi passarci buona parte della giornata inscatolato come una sardina in scatola nel traffico. E per poi usarla solo fuori del raccordo perchè in città non posso circolare.
Lei (maliziosamente): Ma in macchina puoi anche fare "cose" che in moto non puoi fare. Ti capita una bella figliola, fresca, giovane, carina, che fai ? La lasci a piedi ?
Io: La bella figliola la lascio a piedi. Tu gira che ti rigira mi vuoi ammollare tua figlia
Lei: Dai non mi dire che è brutta
Io: No, brutta non è. Con una bella gnocca come la madre non può essere brutta. Ma è piccola per me.
Lei: Ma con i tacchi ...
Io: No, non è una questione di tacchi, è una questione che ha 25 anni. Tu li conosci i miei gusti
Lei (rassegnata): Li conosco, li conosco. E' un pò che mi gironzoli intorno, finirò a letto con te prima o poi
IO (maliziosamente): Non te ne pentirai

25 anni. Una volta li avevo anche io. Una ragazza a 25 anni non è ne carne ne pesce. E' un essere di razza femminile che si da alla pazza gioia, vive serenamente il sesso ma non con risultati eccellenti, con la testa sempre a pensare ai messaggini, alle amiche, a quello che deve fare dopo. Perchè esiste sempre il dopo, di ogni cosa. Pensa solo a divertirsi, spesso incurante del male che arreca.

La donna inizia a esser degna di esser chiamata così solo dopo un certa età, quando acquisisce più maturità, più femminilità, quando la testa inizia a funzionare per il verso dovuto, quando nel letto inizia a contare la qualità più che la quantità, quando ogni suo abbraccio e ogni suo bacio è un trasporto crescendo di passionalità,con un sapiente mix di trasgressione e complicità. E non solo a letto.

La certa età non ha un punto preciso di partenza. In alcune donne ho trovato un buon grado di maturità intorno ai trentasei anni, un buon inizio almeno. Ma il massimo l'ho sempre ottenuto dalle quarantenni, eccezionali amanti a letto e splendide donne in cucina."Femmina piccante pigghiala come amante, femmina cuciniera pigghiala come mogghiera" recitava Ferribbotte nel film "I soliti ignoti". Ma il mix delle due è spesso esplosivo, avere accanto a se una donna simile è quanto si possa ottenere di meglio dalla vita. La quarantenne è capace di donarti emozioni fino allora sconosciute, di coinvolgerti in nuove esperienze di vita, di adeguarsi alle tue esigenze senza necessariamente dover imporre le sue. La quarantenne, che non deve avere necessariamente quarantanni, è femmina completa, è l'inizio di una nuova stagione della sua femminilità, è la rifioritura di un fiore che non appassisce mai, non ha competizione con la venticinquenne. E anche il "cuore" ne risente in tutto ciò. 

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io

giovedì, 23 marzo 2006
Donna al volante ...

Secondo me alcune donne, prima di uscire di casa, prima ancora di truccarsi, ancor prima di lavarsi, dovrebbe farsi dare una bella scopata dal proprio partner. Per poi uscire col sorriso beato sulle labbra e affrontare il traffico quotidiano con più serenità.

Probabilmente la stronza di stamattina, ad Arco di Travertino, alla guida di una Opel Corsa non aveva trombato stanotte. E neanche in quelle precedenti.

Strada trafficata, ore 07.40 circa, sulla corsia c'ero io, reduce dal turno di notte e di fianco a me un camion. Sta stronza ha iniziato a strombazzarmi per tutto il percorso, lampeggiandomi per avere strada. Strada di cosa ? Non c'era spazio per me, figuriamoci se ci passava lei. Ovviamente s'è guadagnata il primo dito medio della giornata.

Dallo specchietto poi ho visto che stava telefonando e guidando allo stesso momento. E se c'è una cosa che mi fa incazzare è la donna che guida, telefona e vuole anche avere ragione. Al semaforo l'ho fatta accostare e, prima ancora che avesse il modo di dire qualcosa, le ho detto con la massima calma: "Se trombi allo stesso modo di come guidi è normale che tu abbia le corna".

Non è riuscita a replicare in tempo, ero già ripartito, smanioso di conquistare il letto!

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donne, io

Virus a bordo

Si, proprio un'aria che non mi piace. Sto assistendo, impassibile, in questi giorni a blog che si chiudono, temporaneamente o per sempre, segno tangibile che questo virus di impotenza di fronte alle proprie cose e a quelle del mondo, virus che aleggia nell'aria ferma già da qualche giorno, sta contagiando pian pianino tutte le persone più sensibili. E in qualche modo a me care.

No, non è la primavera, è qualcosa di ben più serio. E non basta una pasticchetta medica o un pò d'erba, ma di quella buona, per ridare vigore e slancio a se stessi. E' qualcosa di ben più radicato, qualcosa di profondo, che già di quando t'alzi al mattino, scendi giù dal letto col piede sbagliato e con la luna di traverso. E te ne accorgi, perchè sei li fermo a ciondolare sul letto, incurante dei minuti che passano, con la mente che vaga tra i pensieri, i ricordi di quello che hai fatto ieri e quello che hai fatto in passato, a vagliare i propri dolori e le proprie gioie, a metter tutto sul piatto della bilancia e scoprire che pende sempre dal lato sbagliato.

E subentra quello che gli strizzacervelli chiamano "io", il subconscio che viene fuori, la tanto decantata razionalità dell'essere vivente che si sveglia, ti da due sberle e ti dice "basta!". Si basta, basta con i blog, basta con gli sbagli, basta con le sregolatezze, basta con la vita. C'è un momento per dire si basta a tutte le cose, ma c'è anche un momento per dire basta e non farsi sopraffare dai dettami della società.

Aprii questo blog quasi un anno fa, non con l'intento di rimorchiare donne (non avendo il fisico da playboy) ne tantomeno  quello di conoscere persone nuove, ma per avere un mio mondo, un mio spazio dove poter gettare nero su bianco, su questo maledetto mucchio di bit tutte le mie frustrazioni, le mie denuncie contro le avversità del mondo reale, dove la censura non può arrivare. Sbatti la realtà in prima pagina, questo il mio credo. E lo è tutt'ora. Non nascondersi dietro un dito, dire le cose come stanno, rippando le notizie alla sorgente e diffondendo, come un Robin Hood telematico, il sapere nella gigantesca ragnatela globale. E non farmi fermare da commenti assurdi o imposizioni dettati da moderatori di varie mailing list.

Questa è casa mia, qui io ci riverso il mio animo, se ti sta bene è così, se non ti sta bene quella è la porta, nessuno ti ci ha chiamato. Ho i miei scazzi, si come li hanno tutti, ma proprio perchè questo è il mio mondo, perchè è il mio spazio, perchè è mio e me lo gestisco io. E non lo chiuderò, se mai dovessi farlo, per paura di qualcuno che legge quando non dovrebbe, farmi pippe mentali su quello che debbo e quello che non debbo scrivere. Questa è casa mia!

E' chiaro il messaggio ?

 

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io

mercoledì, 22 marzo 2006
Elezioni 2006

pic14604

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dito-ar-qlo

martedì, 21 marzo 2006
Ipse dixit

Berlusconi ha affermato che "CHI APPOGGIA LA SINISTRA HA SCHELETRI NELL'ARMADIO".

Fassino se ne è subito risentito, affermando che ora basta, si sta passando alle offese personali.

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dito-ar-qlo

lunedì, 20 marzo 2006
Riflessioni serali

Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. In macchina sei sempre in un abitacolo, ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi dal finestrino non è che una dose supplementare di TV. Sei un osservatore passivo e il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo, dentro una cornice. Alla lunga ti viene anche sonno.

In moto la cornice non c'è più. Hai un contatto completo con ogni cosa. Non sei più uno spettatore, sei nella scena e la sensazione di presenza è travolgente. È incredibile quel cemento che sibila dieci centimetri dal tuo piede, lo stesso su cui cammini ed è proprio lì, così sfuocato eppure così vicino che col piede puoi toccarlo quando vuoi; una esperienza che non si allontana mai dalla coscienza immediata.

I programmi sono volutamente vaghi, hai più voglia di viaggiare che non di arrivare in un posto prestabilito … Le strade che serpeggiano su per le colline sono lunghe, ma in moto sono più belle, in curva ti inclini senza andare a sbattere contro le pareti di un abitacolo. Le strade con poco traffico sono più gradevoli … strade dove boschi, pascoli e frutteti si possono quasi toccare, dove i bambini ti fanno ciao con la mano e la gente ti guarda dalla veranda per vedere chi arriva. Se non ti diverti a urlare, su una moto in corsa non fai grandi conversazioni. Invece passi il tempo a percepire le cose e a meditarci sopra.
Su quello che vedi, su quello che senti, sull'umore del tempo e i ricordi, sulla macchina che cavalchi e la campagna che ti circonda, pensando a tuo piacimento, senza nulla che ti incalzi, senza l'impressione di perdere tempo.

Questo è quello che provo quando vado in Toscana, quando percorro le sue strade, tra i suoi declivi, lasciandomi accarezzare dagli odori tipici del posto, lasciandomi cullare da un posto senza tempo.

Scritto alle 20:28 | link | commenti | commenti (popup)
io

Vota Antonio, vota Antonio

Votantonio"Italiani, inquilini, coinquilini, casigliani, che casigliate in questa bettola, quando andrete alle urne ricordatevi di un solo nome che è tutto una garanzia, tutto un programa"

Eh si, si vede quando si è in periodo elettorale.

Come per la primavera, in città (Roma) fioriscono le iniziative per il cittadino, spuntano vigili da ogni dove per garantire un corretto scorrimento del traffico, vengono asfaltate strade di cui non conoscevo neanche l'esistenza, approvate leggi, offerti posti di lavoro.

Peccato che tutto questo sogno dura poco. Ci dovrebbero essere più periodi elettorali durante l'anno, solo così si riesce ad avere una città più vivibile.

Dal film Gli Onorevoli

Totò:

-VOTANTONIO,VOTANTONIO,VOTANTONIO...
ITALIANI! ELETTORI! INQUILINI, COINQUILINI, CASIGLIANI! QUANDO SARETE CHIAMATI ALLE URNE PER COMPIERE IL VOSTRO DOVERE, RICORDATEVI UN NOME SOLO:ANTONIO LA TRIPPA. ITALIANO! VOTA ANTONIO LA TRIPPA! ITALIANO! VOTA LA TRIPPA!

Una voce:

-SI',AL SUGO...

Totò:

-BRUTTO MASCALZONE, FIGLIO DI...ITALIANI! ITALIANI! VOTANTONIO, VOTANTONIO, VOTANTONIO...
INQUILINI, COINQUILINI, CONDOMINI, CASIGLIANI! QUANDO ANDRETE ALLE URNE PER COMPIERE IL VOSTRO DOVERE VOTATE LA LISTA PNR, PARTITO NAZIONALE RESTAURAZIONE. SCEGLIETE UN NUMERO SOLO CHE E' TUTTO UNA GARANZIA, TUTTO UN PROGRAMMA: 47...

Una voce:

-MORTO CHE PARLA!

Totò:

-E FESSO CHI NON STA ZITTO!

Scritto alle 17:51 | link | commenti | commenti (popup)
sociale

Un pò di storia

Nel Medioevo, la vita media degli uomini era di 40-45 anni e l'assistenza socio-sanitaria inesistente. Quando un uomo moriva, per certificarne la morte, veniva chiamato il "medico condotto", il quale per verificare l'effettivo decesso, usava  infliggere dolore al deceduto; il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce).

Nel dialetto del popolino, il "medico" assunse così il soprannome di  "beccamorto". Questa pratica diede origine a un vero e proprio mestiere. La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio ma, verso la fine del medioevo, accadde qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti.

Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio, la moglie partorì quattro figlie femmine. Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, chiese alla chiesa una dispensa per poter tramandare la professione alla sua figlia femmina, la quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto.

Il caso volle che il suo primo morto fu un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il morso, alla fine prese una decisione ... e nacquero le moderne "pompe funebri".

Scritto alle 11:26 | link | commenti (3) | commenti (3) (popup)
curiosità

domenica, 19 marzo 2006
Dilemma

Vivere per il sesso

 o

fare sesso per vivere ?

Scritto alle 17:39 | link | commenti (5) | commenti (5) (popup)
io

sabato, 18 marzo 2006
Posso darti un bacio ?

Ebbene si, dopo anni di sfrenato libertinaggio, ora sono costretto a chiedere alla malcapitata (che generalmente risponde sempre di NO) se posso darle un bacio. Una stramaledetta sentenza della Cassazione ha deciso che se un bacio viene dato, anche su una guancia, è violenza sessuale. E dunque, se non voglio vedere il mio nominativo finire nel casellario giudiziale della prima sezione penale, guardo lo splendido esemplare di razza femminile negli occhi, aspetto il momento buono, generalmente all'atto di salutarsi, chiedendole se posso poggiare le mie labbra sulle sue.

E questo mio comportamento, anomalo e bizzarro che si voglia, porta a frantumare irremediabilmente l'atmosfera che si era testè creata, a risvegliare la fanciulla dall'estasi, a farla nuovamente scendere in terra, a farle pronunciare una parola di due lettere ben scandita ... NO!

Ma a questo punto se baciare una donna è divenuta una forma di violenza sessuale perchè non può sussistere il contrario ? Perchè dentro l'ipermercato debbo assistere a donne voluttuosamente truccate, con camicette semi aperte in un delizioso gioco di vedo/non vedo, a gonne con spacchi inguinali, il tutto condito da sguardi ammiccanti e con messaggi ben sottintesi del tipo "guardami quanto vuoi ma non puoi toccarmi" ? Perchè non esiste una legge che vieti di indurre in tentazione ?

Oppure perchè non obbligano le donne italiane a mettersi il burka ?

Scritto alle 23:29 | link | commenti (6) | commenti (6) (popup)
donne, io

Fatto & non fatto

Per ingannare il tempo mi sono sottoposto a questo semplice test, scopiazzato come mia consuetudine, da altri blog. Fate altrettanto!!!

Quello sottolineato è quello che ho fatto.....

1.Ho offerto da bere a tutti in un bar
2.Ho nuotato insieme ai delfini       
3.Ho scalato una montagna
4.Ho guidato una Ferrari (al Luna Park - videogioco Out Run)
5.Sono stato all'interno della Grande Piramide (piazzale Ostiense - Roma)
6.Ho tenuto in mano una tarantola
7.Ho fatto il bagno nudo nel mare
8.Ho detto "ti amo"  credendoci
9.Ho abbracciato un albero
10.Ho fatto uno strip tease
11.Ho fatto bungee jumping
12.Sono stato a Parigi
13.Ho visto una tempesta marina
14.Ho passato la notte sveglio fino a vedere l'alba
15.Ho visto l'aurora boreale
16.Ho cambiato pannolini a un bambino
17.Sono salito a piedi sulla cima della Torre di Pisa
18.Ho coltivato e mangiato verdure del mio orto
19.Ho toccato un iceberg
20.Ho dormito sotto le stelle
21.Sono stato su una mongolfiera
22.Ho visto una pioggia di meteoriti
23.Mi sono ubriacato con lo champagne
24.Ho fumato erba
25.Ho guardato le stelle con un telescopio
26.Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno
27.Ho fatto sesso orale
28.Ho scommesso e vinto ai cavalli
29.Mi sono finto malato pur non essendolo
30.Ho invitato una sconosciuta a casa mia
31.Ho fatto battaglie con palle di neve
32.Mi sono fotocopiato il culo in ufficio
33.Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo (generalmente una volta al mese, in occasione del plenilunio)
34.Ho tenuto in braccio un agnellino

35.Ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo
36.Ho fatto un bagno romantico a lume di candela
37.Ho fatto una doccia con acqua gelata
38.Mi sono messo a parlare con un mendicante
39.Ho visto un'eclisse totale
40.Ho preso il sole in topless

41.Sono stato su un roller coaster
42.Ho compiuto una home run
43.Ho ballato come una matto fregandomene degli altri
44.Ho parlato con accento straniero per un giorno intero
45.Ho visitato il luogo d'origine dei miei antenati
46.Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita
47.Ho visitato tutti gli Stati dell'America
48.Amo il mio lavoro in ogni suo aspetto (quando ce l'ho)
49.Ho confortato qualcuno che è stato smerdato di brutto
50.Ho vinto a qualche lotteria
51.Ho ballato con estranei in paesi stranieri
52.Ho visto le balene (essendo attivista Greenpeace ...)
53.Ho masturbato altre persone (solo donne)
54.Ho rubato o danneggiato cartelli stradali
55.Sono stato rispedito in Europa all'arrivo in USA
56.Ho fatto un viaggio on the road
57.Ho fatto alpinismo
58.Ho mentito alla dogana
59.Ho fatto una passeggiata notturna sulla spiaggia
60.Ho fatto parapendio
61.Sono stato in Irlanda
62.Ho avuto il cuore spezzato più a lungo di quanto sia stato innamorato
63.Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei
64.Sono stato in Giappone
65.Scrivo il mio peso (81.5 kg)
66.Ho munto una mucca
67.Sistemo i CD in ordine alfabetico
68.Ho sognato di essere un supereroe da fumetto
69.Ho cantato in un karaoke bar
70.Sono stato a letto un giorno intero
71.Ho fatto immersioni subacquee
72.Ho sognato di essere invisibile
73.Ho fatto l'amore con qualcuna senza desiderarla
74.Ho baciato sotto la pioggia
75.Ho giocato nel fango
76.Ho giocato sotto la pioggia
77.Sono stato in un drive-in
78.Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza però pentirmi d'averlo fatto
79.Ho visto la Muraglia Cinese
80.Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog
81.Ho rotto una finestra o un vetro
82.Ho iniziato un business
83.Mi sono sempre innamorato ricambiato
84.Ho visto siti antichi
85.Ho fatto un corso di arti marziali
86.Ho suonato la stessa canzone per più di 6 ore
87.Sono stato sposato
88.Sono stato in un film
89.Ho rovinato una festa
90.Ho pianto vedendo un film
91.Ho amato qualcuno che non meritava
92.Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini
93.Ho divorziato
94.Ho fatto sesso in ufficio
95.Ho fatto sesso in ascensore
96.Mi sono astenuto dal sesso (qualsiasi tipo) per oltre 10 giorni
97.Ho cucinato biscotti
98.Ho vinto un concorso di bellezza
99.Sono stato in gondola a Venezia
100.Mi è venuta la pelle d'oca sentendo la lingua di un'altra persona
101.Ho almeno un tattoo
102.Ho almeno un piercing
103.Sono sceso in canoa sullo Snake River
104.Sono stato in uno studio tv come pubblico
105.Ho ricevuto fiori
106.Mi sono masturbato in luogo pubblico
107.Mi sono ubriacato senza ricordare più niente
108.Ho avuto dipendenze da droghe
109.Ho suonato in pubblico
110.Sono andato a giocare a Las Vegas
111.Ho mangiato pescecane
112.Ho inciso musica
113.Sono stato in Thailandia
114.Ho comprato una casa
115.Sono stato in zona di guerra
116.Sono stato in crociera
117.Mi sono depilato il pube (ad alcune donne piace di più ...)
118.Parlo più di una lingua

119.Mi sono fatto bendare
120.Sono stato coinvolto in una rissa (solo mediatiche)
121.Ho emesso assegni a vuoto
122.Ho assistito a "Rocky Horror Picture Show"
123.Ho cresciuto bambini
124.Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d'infantile

125.Ho seguito l'intero tour di un gruppo
126.Sono stato un groupie
127.Ho partecipato a uno Spring Break
128.Ho girato in bici in un paese straniero
129.Ho scoperto qualcosa d'importante sui miei antenati
130.Ho scritto al Governatore del mio Stato
131.Ho traslocato e iniziato vita in un'altra città
132.Sono stato sul Golden Gate Bridge
133.Avrei voluto essere in un telefilm
134.Ho cantato in macchina per almeno 20 miglia
135.Ho abortito
136.Ho subito un intervento di chirurgia plastica
137.Sono sopravvissuto a un incidente stradale
138.Ho scritto articoli per giornali
139.Ho fatto diete (ma non c'è stato nulla da fare)
140.Ho pilotato aerei
141.Ho accarezzato animali di cui ho paura
142.Ho fatto qualcosa che è meglio tenere nascosto
143.Ho fatto innamorare ma senza poter ricambiare (solo così riesco a farmi odiare)
144.Ho fatto nascere un animale
145.Sono stato licenziato (e messo in cassa integrazione, messo in mobilità ...)
146.Ho vinto soldi a un tv show
147.Mi sono rotto qualche osso
148.Ho ucciso animali (le zanzare d'estate)
149.Ho ucciso esseri umani (la mia mira è pietosa ma ne avrei un paio da uccidere)
150.Ho partecipato a un safari in Africa
151.Ho guidato una moto
152.Ho guidato un trattore
153.Ho dei piercings all'infuori delle orecchie
154.Ho sparato con armi da fuoco
155.Ho mangiato funghi trovati nel bosco
157.Ho subito operazioni chirurgiche
158.Ho fatto sesso su un treno
159.Ho fatto l'autostop
160.Ho avuto un serpente come animale domestico
161.Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo
162.Ho visto più paesi stranieri che non stati americani
163.Sono stato in tutti i continenti
164.Ho viaggiato in canoa per più di due giorni
165.Ho fatto sci nautico
166.Ho mangiato carne di kanguro
167.Ho mangiato sushi
168.Ho scopato all'aperto
169.Ho preso a pugni qualcuno
170.Ho avuto relazioni della durata di oltre un anno
171.Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa
172.Ho cambiato idea su qualcosa o su qualcuno
173.Ho fatto licenziare qualcuno
174.Ho subito molestie sessuali (una volta tanto ...)
175.Mi sono lanciato col paracadute
176.Ho mangiato scarafaggi o insetti
177.Ho mangiato pomodori verdi fritti
178.Ho letto Omero
179.Ho rubato al ristorante
180.Ho rubato al supermarket
181.Ho chiesto scusa molto tempo dopo
182.Sono stato eletto capoclasse almeno una volta
183.Ho riparato da solo il mio computer
184.Sono stato DJ
185.Sono stato violentato
186.Ho barato al gioco
187.Sono stato arrestato
188.Ho bigiato la scuola
189.Mi sono masturbato insieme ad un'altra persona
190.Ho comprato scarpe e vestiti ad un mercatino rionale
191.Ho vomitato in luogo pubblico
192.Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua
193.Ho venduto qualcosa ad un estraneo
194.Ho rubato la saponetta dall'albergo
195.Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria
196.Ho pisciato all'aperto
197.Ho ruttato davanti ad altre persone
198.Ho copiato un compito in classe
199.Ho fatto sesso al primo appuntamento
200.Sono svenuto

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io

Dubbi sul Viagra

Hai comprato un viagra e non sai se ha funzionato? Ecco 17 modi per sapere se realmente non hai buttato i tuoi soldi!


1. Al lavoro chiamano "lo spiritista" perché quando ti siedi il tavolo fluttua nell'aria.
2. Cominci a guardare il tuo cane con interesse.
3. Cominci a pensare che tua suocera sia carina.
4. Quando entri in una sauna, tutti si alzano ad applaudire.
5. Hai ucciso un passante con un bottone che si e' staccato dai tuoi Levi's
6. Non hai più bisogno del telecomando.
7. Se muori, non riusciranno a chiudere la bara per tre giorni.
8. Quando vai in campeggio, non hai bisogno del montante per la tenda, basta srdaiarti atterra e buttarti su un lenzuolo.
9. Il tuo canarino non usa più il sostegno nella gabbia.
10. Nessun uomo vuole starti davanti nella fila al supermarket, in banca, al cinema...
11. Hai dovuto smontare il ventilatore dal soffitto della camera da letto perché ti piace dormire sulla schiena.
12. Tua moglie ti usa come attaccapanni.
13. La tua amante ti usa come stendino.
14. I tuoi figli come sedia....
15. Perdi sempre le gare di limbo
16. Monica Lewinski spera che tu possa diventare Presidente!
17. Nell'autobus tutti si aggrappano a " te ".

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umorismo

giovedì, 16 marzo 2006
C'era una volta ...

Film stile Michael Moore quello di Deaglio, film uscito solo in edicola e nelle librerie Feltrinelli. E che comincia così:

«C’era una volta..."Un re!" viene subito da pensare, memori delle nostre favolette della buonanotte, quando s'era piccini. No, ragazzi, avete sbagliato». In effetti c’era una volta un tycoon brianzolo che divenne presidente del Consiglio, all’inizio del film si vede Lella Costa che legge Pinocchio e introduce soave il tema, «Figuratevi un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro...», solo che qui il Paese di Balocchi dove i «ragazzi svogliati» vengono trasformati in «ciuchini » è diventato l’Italia, l’omino che li acchiappa è Silvio Berlusconi e il racconto si fa ben presto una fiaba nera. Titolo: «Quando c’era Silvio».

C’è l’imprenditore un po’ ruspante che nel ’93 riceve il «signor Gorbaciov» e la moglie Raissa ad Arcore («ehi, se vuole champagne glielo diamo!»), la telecamera perfida che si sofferma su Berlusconi impegnato in tenaci aggiustatine al cavallo dei pantaloni mentre mostra la residenza agli ospiti e li fa scendere nel mausoleo alla Tutankamon della «gens berlusconiana». E c’è il pupillo di Borsellino, Antonio Ingroia, il pm del processo Dell’Utri che intervistato a luglio fissa la telecamera e racconta dell’incontro tra Berlusconi e Stefano Bontade, allora capo di Cosa Nostra, «organizzato da Dell’Utri e Gaetano Cinà alla fine degli anni Settanta».

In principio le immagini mostrano un Enrico Deaglio che si aggira in un ambiente in penombra, «alla fine del 2005, una stanza racchiudeva la sua epoca e i suoi cimeli», faldoni sulla P2, libri inchiesta, una toga, un casco di banane, «sarà una bomba», sorride il direttore di Diario, quello in carne e ed ossa, seduto nel salotto di casa accanto al coautore Beppe Cremagnani. I due giornalisti lavorano insieme dai tempi di Milano, Italia, per l’intervista al direttore dell’Economist Bill Emmot, con relative polemiche, hanno dovuto lasciar perdere la trasmissione l’Elmo di Scipio. Ma ora, dopo averlo invano offerto a Raitre («nessuna risposta...»), sono pronti a calare l’asso: all’inizio di febbraio Quando c’era Silvio si moltiplicherà in centomila dvd in vendita (18 euro, compreso il libro di «contenuti speciali») con il settimanale Diario, nelle librerie Feltrinelli e attraverso il circuito Home Video Trade, «stiamo lavorando anche all’uscita nelle sale». Si parlerà, poco ma sicuro, di un film «alla Michael Moore», ma Deaglio scuote la testa, anche perché «Moore è uno che le fa perdere, le elezioni, e questo film le fa vincere: centomila dvd fanno almeno cinquecentomila spettatori, e ciascuno conoscerà almeno un elettore di Forza Italia deluso...». Del resto qui «non ci sono provocazioni» ma una serie di interviste inedite e un lavoro raccontato dalla voce narrante di Deaglio al passato remoto, un’ora e mezzo a ricostruire trent’anni di storia italiana nella convinzione «che il berlusconismo sia finito». Di Moore c’è il gusto dell’immagine esilarante e grottesca, come l’intera sequenza della lite con i parlamentari europei a Bruxelles, «siete turisti della democrazia!», il «kapò» all’indirizzo del socialista tedesco Martin Schulz, la facce impietrite di Fini e Prodi. O Berlusconi che organizza la claque a Putin in un villaggio sardo, «mi raccomando, ragazzi, io ve lo porto ma voi gridate: Vla-di-mir!». O ancora Cesare Ragazzi che boccia il trapianto di capelli. Oppure l’intervista allo scultore Cascella che svela i segreti del mausoleo, le immagini mai viste della stanza grande per il capo, i loculi laterali per gli amici più fedeli, la leggenda metropolitana che vuole la tomba pronta a ibernare i suoi ospiti, «l’impianto elettrico è sproporzionato, potentissimo...».

L’essenziale non è il conflitto di interessi o la censura, «noi non ci siamo lamentati e con appena 60 mila euro abbiamo mostrato che un film così si poteva fare». No, l’essenziale è molto peggio. Si parte dalla Milano dei primi Anni Settanta, una città dove capitava «di incontrare strani personaggi, Michele Sindona, Roberto Calvi, Luciano Liggio, Stefano Bontade». È un verminaio che segna il cambiamento, le vecchie famiglie altoborghesi cedono il passo e bisogna vederla, l’intervista che Guido Vergani fece a Gioia Falk, «sono cambiati i tempi, moralmente la gente come la mia famiglia ha meno importanza, anche come esempio, gli esempi sono altri». Così le musiche di Carlo Boccadoro e l’immagine ricorrente di un gigantesco Cavallo di Troia scandiscono l’ascesa del giovane Berlusconi, un uomo «dalla straordinaria capacità di farsi prestare soldi da persone che restano anonime». Si racconta la storia della Villa Casati-Stampa ad Arcore, gioiello settecentesco acquistato con appena cinquecento milioni, quadri del Tintoretto compresi, grazie al tutore della ragazzina che l’aveva ereditata, Cesare Previti. E pure del famoso stalliere di Arcore, il boss mafioso Vittorio Mangano, assunto da Dell’Utri, che passò gli ultimi giorni in carcere, malato di cancro, perché «rifiutò di barattare la sua dignità con la libertà», si legge nella sua lapide a Palermo.

Intervistato da Fabrizio Calvi 50 giorni prima d’essere ammazzato, Borsellino spiega che i «cavalli» in gergo sono le partite di droga. Gli chiedono: è normale che uomini d’onore avessero collegamenti con Berlusconi e Dell’Utri? E il magistrato: «È normale che chi è titolare di grosse quantità di denaro cerchi gli strumenti per poter questo denaro impiegare, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia per far fruttare questo denaro». L’11 dicembre 2004 Marcello Dell’Utri viene condannato in primo grado a 9 anni per concorso in associazione mafiosa. Il pm Ingroia racconta di quando il premier, sentito come testimone, «si avvalse della facoltà di non rispondere». A proposito della nascita di Forza Italia, spiega: «La sentenza di condanna del senatore Dell’Utri dice che si adoperò e si gettò a capofitto con un ruolo decisivo rispetto alla fondazione del movimento per andare incontro ai desiderata di Cosa Nostra». Il montaggio è spietato, all’immagine di Dell’Utri che dice «la mafia non esiste, è un modo di essere, di pensare» e spiega di «averla vista solo al cinema o sui libri», segue un Totò Riina, faccia alla Buster Keaton, che sillaba imperturbabile: «Cosa Nostra? Non ho frequentato, non conosco, mai sentito parlare». Alla fine, come al processo, si mostra il ritratto di un Berlusconi che non comanda «ma è guidato », sospira Deaglio. E ora, è finita? La voce narrante, tra le immagini del casting del Grande Fratello, dice angosciata: «Lasciò un’Italia vaccinata, ma anche plasmata a sua immagine».

Alla fine c’è di nuovo Lella Costa che legge Pinocchio, «E ora avete capito, miei lettori, qual era il bel mestiere che faceva l’Omino?»

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dito-ar-qlo

mercoledì, 15 marzo 2006
Se ve lo siete perso ...

http://video.google.com/videoplay?docid=-926629105834987595

Non ci sono parole

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dito-ar-qlo

Il nano pelato

Berlusconi sta tenendo un comizio a Roma quando dalla folla si ode un grido:
- 'A nanoooo!!!
Berlusconi, adirato, si guarda un po' in giro ma continua il suo comizio. Ma dopo poco, ancora la voce:
- 'A nanoooo!!!
Berlusconi, sempre più arrabbiato, guarda verso il pubblico, ma non riesce a vedere chi è stato e continua il suo discorso. Ma di nuovo:
- 'A nanoooo!!!
A questo punto Berlusconi inferocito interrompe il comizio e fa:
- Mi rivolgo a quel comunista che mi sta offendendo ricordandogli che io, si, proprio io, ho un figlio alto un metro e ottanta!!!
- 'A nano cornutoooo!!!

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umorismo

Rogito ergo sum

La cosa più bella del mondo non è l'amore. E' la delega. Mandare qualcun altro al proprio posto ad un'assemblea di condominio è il sogno di qualunque nostro connazionale capace di intendere e di volere.

Perché se è vero che essere proprietari di una casa è per l'italiano la sola prova tangibile di esistere in questo mondo, una specie di Rogito ergo sum, è altrettanto innegabile che la convivenza con gli altri condomini somiglia spesso ad un atto eroico, che ricorda e supera quello impavido dei garibaldini partiti da Quarto: dopo l'impresa dei Mille, quella dei millesimi.

Si è svolto nei giorni scorsi a Roma un convegno di amministratori di condominio, una categoria chiamata a dare risposta ad una delle più difficili domande che da sempre tormentano l'essere umano: chi ha la chiave della cabina ascensore? Un alone di leggenda circonda questi personaggi avventurosi, quasi degli Indiana Jones della chiostrina, degli eroi se non dei due mondi, almeno delle tre scale, A, B e C. Costoro, di tanto in tanto, si lasciano andare a delle convocazioni più pericolose di quelle del povero Trapattoni, invitando gli inquilini a riunirsi in orari crepuscolari e in luoghi che sarebbero stati guardati con diffidenza anche dai primi cristiani, benché abituati alle catacombe. Garage, locali caldaie o stanzoni dei cassoni dell'acqua, terrazze condominiali, oscuri sottoscala: scenari naturali di orribili delitti, più che di conviviali incontri tra vicini di casa.

In questa non facile situazione, l'amministratore si trova a moderare il dibattito sui punti all'ordine del giorno, che non sono purtroppo Prospettive della palazzina all'inizio del terzo millennio o Scambi multiculturali durante i tragitti in ascensore, ma più semplicemente: chi è quel gran cornuto che parcheggia il motorino nell'androne ?

I dati che emergono dal convegno romano sono assai preoccupanti. In Italia ci sono 850.000 cause annuali tra condomini, con una spesa complessiva di circa 3 miliardi di euro: quindi a bloccare la macchina della giustizia italiana non è lo scontro tra la magistratura e il Ministero, ma la signora Clara che fa gocciolare i vasi annaffiando i gerani fuori dagli orari consentiti.

Causa mia causa mia, per piccina che tu sia..., sembra essere quindi la massima da affiggere di questi tempi sulla porta del proprio appartamento, vicino al ramoscello di ulivo benedetto. La hit parade dei motivi di lite condominiale è cambiata in questi ultimi anni: i bambini con il loro baccano e gli animali domestici col loro mondo interiore spesso sparso nell'androne anziché nei giardinetti, sono stati scavalcati dai contenziosi per l'utilizzo degli spazi comuni, dal rumore e dalla tanto temuta "manutenzione straordinaria", dicitura oscura e ambigua, dietro la quale per l'italiano si nasconde qualcosa che non riesce a comprendere e definire, quasi un impalpabile presentimento che si può riassumere nella parola "fregatura".

Facile capire quindi quanto sia dura la vita degli amministratori di condominio nel nostro Paese, a tutti i livelli, basti pensare a Berlusconi, Cimoli, Romiti e Carraro. Un brutto lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, si dirà. Una soluzione c'è e ci viene indicata da un grande scrittore, Daniel De Foe, che nel suo romanzo più famoso traccia la figura del condomino ideale e sempre felice: Robinson Crusoe.

 
 

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Un fiore per dirti ...

Un convegno internazionale dedicato alla neurobiologia vegetale, tenuto nei giorni scorsi a Firenze presso l’Accademia dei Georgofili, ci rivela che le piante sono organismi che ricordano, comunicano, combattono per il territorio e reagiscono: in sostanza, lo stesso comportamento di Follini all’interno della Casa delle Libertà, con la sola differenza che il segretario dell’Udc, condito con olio, sale e aceto non ha affatto un buon sapore.

Ortaggi e frutta, dunque, sono intelligenti: sarà per questo che costano tanto. I vegetali sono in grado di memorizzare e fare tesoro dell’esperienza. E’ una notizia indubbiamente inquietante, da oggi molti di noi avranno l’impressione che sul terrazzo il geranio li guardi male perché hanno dimenticato di annaffiarlo e che il platano del viale ci porti rancore perché il nostro cocker gli fa la pipì addosso. Con tutti i problemi che abbiamo, ci mancava pure il disprezzo dei cetrioli. Anche chi ci viene a bagnare le piante questa estate, mentre siamo in vacanza, dovrà stare molto attento: sappia che se scrocca telefonate o scruta nei cassetti, c’è chi lo osserva. Sembra addirittura che le piante abbiano una memoria straordinaria, di molto superiore a quella umana: i magistrati infatti hanno intenzione di interrogare la begonia di Calisto Tanzi, per avere notizie attendibili sugli spostamenti di certi capitali.

E come pretendere che la flora perdoni l’utilizzo indiscriminato e assolutamente non autorizzato di simboli vegetali in politica? Fossimo in D’Alema, non parcheggeremmo l’auto sotto una quercia. E pensare che per anni abbiamo guardato come una pazza la vecchietta del balcone di fronte che parlava al gelsomino, incoraggiava l’oleandro rinsecchito, rimproverava l’edera che sconfinava sul muro del vicino. Ebbene, aveva ragione lei. Sembra di vivere in una pellicola horror: il ritorno degli orti viventi. Gli studiosi con questa ricerca ci hanno rovinato per sempre il piacere di guardare un bel giardino. Ci sembrerà che le piante parlino fra di loro, litighino, facciano pettegolezzi. Una specie di “vegetality show”. E il tronchetto della felicità che teniamo in salotto? Se lo rendessimo infelice col nostro comportamento? Sono responsabilità troppo grandi. Secondo gli scienziati il pomodoro, quando è attaccato da un insetto, avverte i suoi simili della minaccia.

Uno di questi gustosi ortaggi, ad esempio, se viene a sapere dello svolgimento di un concerto di Gianluca Grignani nelle vicinanze, è in grado di avvertire tutta la piantagione del pericolo di venire tirati dal pubblico verso il palco. Inoltre, i vegetali nel loro sviluppo sono guidati da una specie di “determinazione collettiva”, come i cinesi nel settore delle calzature.

Il professor Mancuso, docente presso l’Università di Firenze e organizzatore del convegno, ci ricorda che discendiamo tutti dall’“alga primordiale”, il che rende estremamente tenue il confine tra Darwin e Wanna Marchi. Dobbiamo accettare l’idea che le piante abbiano coscienza di sé e del mondo che le circonda e, di conseguenza, adottare un comportamento più rispettoso nei loro confronti. Comunque, un lato positivo in tutta questa vicenda c’è.

Da oggi, se ci dicono “broccolo” non dobbiamo più offenderci.

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dito-ar-qlo

Correzioni

In Italia abbiamo la grande tradizione del caffè corretto, mentre purtroppo il cappuccino è decisamente “scorretto”. Il giudice di pace di Civitavecchia ha dato ragione ad un pensionato di Ladispoli che, con un colpo di Codacons, ha denunciato la sua barista per “arrotondamento eccessivo”, reato che si potrebbe contestare anche ad Antonella Clerici su Raiuno.

La signora in questione, nelle ore confuse del passaggio dalla lira alla nuova moneta, aveva portato il prezzo del suo cappuccino da 1.500 lire ad 1 euro: la vetrina dei lieviti nei nostri bar una volta conteneva paste e cornetti, adesso contiene il listino dei prezzi, che ha dimostrato di saper lievitare meglio di una brioche. «Sì, è vero, ho dovuto caricare il prezzo ha detto la proprietaria del bar ai giornalisti ma non è colpa mia. E’ tutto collegato al sistema economico mondiale: io ho aumentato il latte del cappuccino di 23 centesimi, Tanzi l’ha aumentato di 8 miliardi di euro... è il trend globale».

Certo non è solo il bar ad essere diventato caro, quasi tutti i prezzi sono raddoppiati, alcuni gioiellieri di via Montenapoleone a Milano accettano ormai tranquillamente di montare in oro zucchine e ravanelli. Purtroppo si è verificata una drammatica reazione a catena, ha cominciato a dare il cattivo esempio la pizza, una volta protagonista delle serate degli studenti e adesso appannaggio quasi esclusivo degli amministratori delegati.

Perdere il controllo del cappuccino in Italia è però un rischio che non possiamo permetterci di correre: possiamo perdere il controllo del bilancio, dei ferrotranvieri, degli aeroporti e della sanità, ma il cappuccino rappresenta una delle più alte manifestazioni della libertà che l’italiano ha conquistato in cinquant’anni di democrazia. C’è chi lo vuole tiepido, macchiato freddo, in vitro come la fecondazione, col cacao sopra, scuro, col decaffeinato, a portar via.

Un pluralismo di queste dimensioni non si è mai verificato, neanche negli anni migliori della proporzionale. Il cappuccino è sopravvissuto alla rivoluzione industriale, a due guerre mondiali, al crollo delle ideologie, ad Alda D’Eusanio in prima serata, senza mai abbandonare il suo posto: lui ci aspetta ogni mattina caldo e coerente, senza paura dei succhi di pompelmo, dei corn flakes e degli yogurt che hanno cercato di soppiantarlo.

L’Italia che ci piace immaginare, quella che riesce ancora a credere a dei valori, si stringe intorno a due diversi tipi di cappuccino: quello da bar e quello da Pietrelcina. Questa sentenza è destinata ad avere conseguenze rilevanti nel Paese anche per un altro motivo: tutti i cittadini che hanno conservato le ricevute fiscali attestanti gli arrotondamenti di baristi, fruttivendoli, macellai e pizzicagnoli potranno intentare cause analoghe. Insomma, andiamo verso lo scontrino sociale. Ogni italiano oggi si riconosce nel pensionato di Ladispoli che si è ribellato al sopruso della prima colazione: pretendiamo eroicamente la restituzione di 23 centesimi, anche perché in fin dei conti sappiamo che i milioni che, nel corso degli anni, ci hanno succhiato le compagnie assicurative e le banche non li rivedremo mai più. Comunque si tratta di un verdetto storico, per una volta la giustizia ha trionfato e ha dimostrato che in Italia almeno il cappuccino è uguale per tutti. Senza schiuma e soprattutto senza cresta.

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dito-ar-qlo

Forme di vita alternative

Esiste vita intelligente nello spazio? Esiste vita intelligente nel parterre del Teatro Ariston di Sanremo? Questi sono i due grandi interrogativi che l'Umanità da sempre si pone.

Nei giorni scorsi il radiotelescopio portoricano di Arecibo ha captato un segnale che potrebbe provenire da una civiltà aliena lontana mille anni luce dalla Terra, una distanza enorme, paragonabile per intenderci a quella che separa Elenoire Casalegno da una vera presentatrice. Il suono stellare proviene da un punto tra le costellazioni dell'Ariete e dei Pesci, dove non sembrano esserci corpi celesti. Un flebile suono dal nulla, un po' come quando il socialista Boselli prende la parola in Parlamento. Il segnale registrato dagli scienziati centroamericani è solo un piccolo rumore della durata di neanche un minuto.

Strana razza noi umani: non ci accorgiamo che nostra figlia adolescente fuma in bagno ma notiamo immediatamente un fruscio ai confini della galassia. Di cosa si potrebbe trattare? Numerose le ipotesi avanzate dagli astrofisici per spiegare il misterioso scroscio: una comunicazione trasmessa sui 1.420 megahertz da una cultura extraterrestre, l'attrito tra due ammassi stellari, l'arrivo di un sms sul cellulare di Pilar, la donna delle pulizie dell'osservatorio di Arecibo. A sostegno dell'affascinante tesi del messaggio alieno, è arrivata la conferma dell'osservatorio di Frascati, che
avrebbe tradotto il rumore in questione usando il famoso codice Sirio, secondo cui il fruscio significherebbe «Abbassate quel televisore, cornuti».

C'è però un certo scetticismo tra gli scienziati della Nasa. L'Università di Berkeley sostiene invece che quello percepito a Portorico non sia un fruscio ma un bisbiglio proveniente da Bigodin 41, una nebulosa abitata da esseri in continua attesa di venire serviti dal parrucchiere, i quali ingannano il tempo spettegolando sottovoce sui fatti del giorno. La verità è che in giro c'è una gran voglia di extraterrestre, di credere che esistano creature di altri mondi sagge ed evolute, omini verdi migliori di quelli che annualmente si riuniscono a Pontida. Speriamo talmente tanto che arrivi qualcuno da fuori a dirci cosa dobbiamo fare che, negli ultimi trent'anni, abbiamo cercato in ogni modo di contattare questi benedetti ufo, inviando nello spazio di tutto: una placca con figure umane, un disco contenente il sistema periodico degli elementi, un messaggio vocale in 55 lingue, una teglia di lasagne, 3 forme di taleggio, gli ultimi 12 calendari Pirelli e un contratto che, come gesto di fratellanza, propone agli alieni la comproprietà di Zambrotta. Sulla sonda Cassini attualmente in orbita intorno a Saturno (e non sto scherzando) c'è un cd con le firme di un milione di persone, sistema che ci sembra più adatto a contattare Pannella che non E.T. Con l'enorme quantità di cose che abbiamo spedito nel cielo, forse il timido fruscio dei marziani significa semplicemente «Non compriamo niente, grazie».

Ma veramente crediamo che gli extraterrestri ci inviino messaggi dal cosmo? Non sarà che invece sono già tra noi ? I segnali sembrerebbero esserci tutti. Forse sotto i comportamenti anomali e inquietanti di alcuni personaggi si cela un terribile segreto. Essi ci sono, ci guardano. Magari ci governano. Ecco cosa nascondeva quella bandana: le antenne.

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dito-ar-qlo

lunedì, 13 marzo 2006
La solita presa per il qlo

"Causa vettura che ha preso fuoco, tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello ci sono sette chilometri di rallentamenti". Queste le parole testuali di Isoradio domenica pomeriggio.

Ok, mi fermo a Cantagallo, faccio il pieno di benzina, mi avvio sotto una nevicata incessante, badando bene a dove metto le ruote perchè non ho punto voglia di fermarmi a metter le catene. E tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello iniziano i  primi rallentamenti. E su un viadotto alto non so quanti metri ci fermiamo tutti quanti incolonnati, sottoposti a un vento sferzante, a una vera e propria bufera di neve. E le autovetture si ricoprono nel giro di pochi minuti di centimetri e centimetri di neve.

"Rallentamenti tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello, causati dai soliti curiosi" ... rallentamenti di che ? Siamo tutti fermi, sotto la neve. Non ci si muove, non si va ne avanti ne indietro. Dopo mezz'ora di questi messaggi di presa per il culo, prendo il cellulare per chiamare il numero di Isoradio, per fargli gentilmente (!!!) presente che siamo fermi, che la piantassero di divulgare cazzate !!!

E ... sorpresa: tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello il cellulare non ha campo !!! Nè con Tim nè con Vodafone, nè con altri operatori. Complimenti alla società autostrade. Questo si chiama sequestro di persona !

Dopo un ora e mezza di coda, dopo aver intavolato discorsi con altri automobilisti, scambiatici gli indirizzi e-mail, rimorchiato qualche bella automobilista, rigorosamente separata/divorziata (si sa, son le più maiale!), alleluja, ci si muove. E tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello non c'è traccia dell'autovettura carbonizzata.

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io

Mi vendo l'anima

Abbiamo finalmente capito perché la cultura occidentale cerchi da sempre di dividere l’anima dal corpo: per poterli vendere separatamente. Dopo il commercio carnale, che funziona da secoli anche se purtroppo non incide sul PIL, è arrivato il momento del commercio spirituale.

Uno studente di Chicago, Hemant Metha, di 23 anni, è riuscito a vendere ad un’asta su Ebay la propria anima, un esempio eclatante di “nuda proprietà”, visto che l’acquirente, un ex predicatore evangelico, non potrà entrarne in possesso prima della dipartita del proprietario da questa valle di lacrime. Colpisce il fatto che un pescatore di anime abbia utilizzato una rete decisamente più tecnologica. Il ragazzo si dichiara ateo e pensa di aver fatto un buon affare vendendo qualcosa che in realtà non esiste, esperimento peraltro già tentato e perfettamente riuscito qualche tempo fa con i bond argentini. Hemant ha guadagnato dalla singolare vendita una cifra irrisoria, 504 dollari.

Beata gioventù, non ha nessun senso degli affari. Lo studente non ha pensato che avrebbe potuto incassare molto di più vendendola a trance, insomma, lottizzandola come un palazzinaro degli anni 60 e ricavandone dei miniappartamenti fatti di onestà, sensibilità, generosità, accessibili a una clientela molto più vasta. Oppure, il giovane dell’Illinois avrebbe dovuto indirizzarsi verso un acquirente più danaroso, come il Presidente George W. Bush, cui senza dubbio farebbe comodo una seconda anima da sporcare al posto della propria.

Gira voce inoltre che, dopo aver sentito della singolare vicenda di Hemant, il leader di Al Qaeda Bin Laden abbia intenzione di vendere online la sua anima al prezzo trattabile di 400 milioni di dollari: la richiesta è così alta perché si tratterebbe di una cosa assolutamente mai usata e quindi come nuova.

In Italia, ad oggi, non ci sono esempi documentati di vendita dell’anima, anche se molti sospetti si addensano su Maria Giovanna Elmi, la ben nota fatina del piccolo schermo, che continua a dimostrare 35 anni da 52 anni. Potrebbe avere successo in Italia questo genere di mercato ?

In tutta sincerità, credo di no. L’anima è un concetto astratto, come la par condicio, e non sembra avere un’utilità pratica: non può partecipare a un reality show (verrebbe subito eliminata da Angela Cavagna), non serve in politica, può aiutare lo scatto di un centravanti ma non quanto l’Epo, averla potrebbe addirittura danneggiarti se sei in lizza per moderare un importante faccia a faccia. Insomma, l’anima interessa sempre meno.

Per rilanciarla forse servirebbero degli incentivi da parte dello Stato, permetterne la detrazione dalla denuncia dei redditi, far sì che la si possa scaricare sugli iPod e ascoltarla mentre si fa footing. Sono congetture, per carità, semplici ipotesi per tentare di riproporre un prodotto che fino a un po’ di tempo fa aveva un certo successo.

A pensarci bene, quindi, 504 dollari non sembrano una somma così insignificante, visto l’articolo che si cerca di vendere. In proporzione, si guadagna meno lavorando in un call center, dove quasi ad ogni chiamata l’operatore sente tirare in ballo l’anima, ma in genere è quella dei suoi antenati trapassati. Questa entità immateriale ci è stata data con la tacita intesa di restituirla.

Quando accadrà, do al Sommo Concessionario almeno l’impressione di aver fatto qualche giro di prova.

 

 


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dito-ar-qlo

venerdì, 03 marzo 2006
Chiuso per ferie

Si informano  i gentili lettori che questo blog rimarrà chiuso per ferie dal 4 marzo 2006 a data da destinarsi.

Mi prendo un pò di ferie anche tecnologiche per riossigenamento dello spirito e del corpo.

Wait for me ... I'll be back 

 

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io