Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
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Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!
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E ho detto tutto !!!
Il sacrificio dei tedofori non è stato vano. Hanno sopportato molto: le contestazioni dei No Tav, le uova tirate dai No Global, il dover passare la fiaccola ad Adriano Galliani, che sta ad un atleta come una colica renale sta a un week end spensierato. Le Olimpiadi invernali di Torino hanno avuto un grande successo mediatico e l'italiano si è trasformato improvvisamente nell'abominevole uomo della tele e si è aggirato per giornate intere tra le nevi e i ghiacci di sport di cui solo due settimane fa non sospettava neanche l'esistenza. Abbiamo visto nei bar gente accalorarsi per il curling, specialità olimpica che consiste nel lanciare una specie di pentola a pressione su una pista ghiacciata, abbiamo sentito per le strade commenti tecnici di persone apparentemente normali sull'importanza di un triplo tolup e di un doppio axel ben eseguiti nel pattinaggio di figura, siamo rimasti impietriti dall'emozione nel seguire lo skeleton, che fino a poco tempo fa credevamo essere il cattivo dei Power Rangers, abbiamo imprecato per i risultati deludenti dei nostri azzurri nella combinata nordica, di cui prima di queste Olimpiadi era lecito pensare fosse un accordo elettorale tra la Lega e l'Udc.
Il nostro è un Paese schiacciato dal Calcio, come un formicaio scoperto da un gruppo di bambini, quindi non può che far piacere la valorizzazione degli sport definiti minori, cui in genere viene dato meno spazio televisivo che a Marco Pannella. Purtroppo si tratta di un fenomeno stagionale, tipo la raccolta dei pomodori.
Succede anche per la vela: durante l'America's cup milioni di nostri connazionali, operai, impiegati, casalinghe, persone che in genere solcano il mare solo a bordo di pattini e pedalò, passano notti insonni parlando di strambate e pappafichi, seguendo regate ad altissimo livello che si pensava potessero interessare solo la Confindustria e Massimo D'Alema. Un po' dipende dal fatto che abbiamo voglia e necessità di appassionarci a qualcosa, di emozionarci: la politica non riesce più a farlo, alla nostra Luana ci accostiamo ormai solo il sabato sera, quindi ben venga il Biathlon a mozzarci il fiato e lo Short track, nonostante il nome che fa pensare al capitano Kirk e all'Enterprise, a farci fremere.
Inoltre, il trionfo della manifestazione torinese ci ribadisce, qualora ve ne fosse bisogno, lo straordinario potere della televisione nell'imporre all'attenzione generale un prodotto, di qualsiasi genere. Visti i clamorosi dati d'ascolto (il pattinaggio artistico ha sorprendentemente bastonato il Grande Fratello) pare che Bruno Vespa abbia proposto a Prodi e Berlusconi di realizzare il tanto atteso “faccia a faccia” pattinando. La cosa probabilmente si farà, essendo nei fatti la pista ghiacciata un terreno molto meno scivoloso dei Pacs e del rilancio della nostra economia.
Stasera il braciere olimpico verrà spento, malinconicamente, senza che vi sia stata buttata sopra neanche una salsiccia. Lo slittino e lo snowboard torneranno nell'anonimato e nessuno ricorderà più i nomi dei nostri atleti, come temuto dal grande Enrico Fabris, due ori e un bronzo in queste Olimpiadi, già definito il Jalisse dello sport italiano: l'amaro destino di essere dimenticati dopo una grande vittoria. Da domani, ci resta solo il perone di Totti su cui sognare.
Dal 21 Febbraio 2006 i server Razorback sono stati chiusi dalla Polizia Belga, senza ulteriori spiegazioni. Applausi da Hollywood
Così per pura curiosità ho chiesto alla Rai, tempo addietro, di poter acquistare una copia su VHS o, se era possibile, su DVD di una puntata di Report. La risposta, arrivatami dopo circa un mese, recitava: "Il materiale sarà fornito a fronte di un rimborso spese di € 104,00 + eventuale spedizione + iva per ogni puntata, in cassette analogiche VHS, oppure in formato digitale su CD Rom - video qualità internet formato MPEG4 o ASF , con un rimborso spese di € 54,00 + eventuale spedizione + iva per ogni puntata." Bene. Nel frattempo che aspettavo la risposta, lo scaricai in formato MPEG4 via Emule in un giorno circa e a un prezzo di circa 1 euro.
A ogni modo è stato si chiuso un server ma altri cento ne stanno nascendo dalle sue ceneri. Razorback è morto, viva Razorback!!!
Generalmente non rientra nel mio genere postare interi brani musicali così tanto per riempire uno spazio vuoto. Generalmente mentre li ascolto penso a quello che debbo scrivere. Ma questo brano che sto per inserire va in dedica a una persona la cui presenza aleggia in quel mucchietto di bit che è Splinder. E vuol essere il mio modo per comunicarle tante cose, la prima delle quali di non arrendersi mai.
Simple Minds - Alive and kicking (1985)
You turn me on, you lift me up
And like the sweetest cup I’d share with you
You lift me up, don’t you ever stop, I’m here with you
Now it’s all or nothing
’cause you say you’ll follow through
You follow me, and i, i, I follow you
What you gonna do when things go wrong?
What you gonna do when it all cracks up?
What you gonna do when the love burns down?
What you gonna do when the flames go up?
Who is gonna come and turn the tide?
What’s it gonna take to make a dream survive?
Who’s got the touch to calm the storm inside?
Who’s gonna save you?
Alive and kicking
Stay until your love is, alive and kicking
Stay until your love is, until your love is, alive
Oh you lift me up to the crucial top, so I can see
Oh you lead me on, till the feelings come
And the lights that shine on
But if that don’t mean nothing
Like if someday it should fall through
You’ll take me home where the magic’s from
And I’ll be with you
What you gonna do when things go wrong?
What you gonna do when it all cracks up?
What you gonna do when the love burns down?
What you gonna do when the flames go up?
Who is gonna come and turn the tide?
What’s it gonna take to make a dream survive?
Who’s got the touch to calm the storm inside?
Don’t say goodbye
Don’t say goodbye
In the final seconds who’s gonna save you?
Oh, alive and kicking
Stay until your love is, love is, alive and kicking
Oh, alive and kicking
Stay until your love is, love is, alive and kicking
Esce oggi un libro su “come guarire i mali del cuore attraverso l’ascolto omeopatico delle 50 canzoni più deprimenti del pop italiano”. Si intitola Una lacrima sul viso (e come altro), l’hanno scritto due giornalisti musicofili nonché palesemente esperti di guai sentimentali, Paola Maraone e Paolo Madeddu.
E’ un commentario storico-strano-da ridere sulla nostra musica pop, un manuale di self-help basato sulla psicologia comportamentale, un gioco di società da fare con gli amici scoprendo le proprie turbe grazie al test finale. Ad ogni canzone deprimente è dedicato un capitolo: storia e considerazione su canzone e autore/i, diagnosi del disturbo depressivo, terapia suggerita. Generalmente consistente in contro-canzoni che tirino su il morale; a volte –omeopaticamente- dello stesso cantante, altre volte opposte e rallegranti.
Premessa
ENEL ha iniziato ad installare in tutto il territorio i suoi nuovi contatori GEM 2002, sostituendo quelli vecchi che da decenni funzionavano benissimo.
L'operazione è apparentemente a carico di ENEL, e non degli utenti.
In quasi 5 milioni di abitazioni italiane il contatore GEM è già in funzione, almeno altrettante abitazioni presto lo riceveranno in gradito omaggio molto presto; alla fine saranno 27 milioni i contatori rimpiazzati.
Gradito? Sapete come funziona il nuovo contatore GEM ? Ma poi, che significa GEM?
GEM è un acronimo di Gestione Elettrica Migliorata (o qualcosa del genere, subdolo a sufficienza), ed è un apparato con controllo digitale dei consumi, in tempo quasi reale. E' stato progettato e prodotto dalla Echelon Corporation americana, società partecipata all'8% direttamente da Enel. Date un'occhiata alla loro pagina www.echelon.com/about/press/2000/stockSaleEnel.htm , prevedono di installarne 27 milioni!! Costo degli apparati: 130 milioni di dollari, buon per loro.
Al suo interno, un vero e proprio computer, che monitorizza costantemente lo stato di utilizzo della rete, ed è in grado di "dialogare" teoricamente con la centrale adeguando i carichi sul territorio. L'apparecchio è diabolico. Ogni famiglia italiana da decine d'anni ha un contratto Enel che prevede erogazione per 3 Kw (chilowatt), a fronte dei quali paga un canone oltre ai consumi. La tolleranza (ovvero la capacità di sopportare carichi superiori) dei vecchi contatori è ampia, e se capita che salti la luce, quasi certamente c'erano accesi apparecchi con consumi elevati , come ad esempio una lavatrice ed una lavastoviglie allo stesso tempo. Oppure il microonde, il forno elettrico, lampade alogene ed una stufa. Il contatore staccava, perché il carico era davvero eccessivo. Con il GEM installato, le famiglie italiane si sono di colpo trovate di fronte ad un problema. Il GEM stacca con precisione e senza tolleranza. Accendete il forno elettrico, provate ad asciugarvi i capelli mentre l'arrosto cuoce: salta la luce. L'asciugacapelli non può funzionare insieme
al forno. Scordatevi la lavatrice. Se cucinate non lavate, se lavate non asciugate.
Per fortuna c'è una soluzione: con soli 200 euro (quattrocento mila vecchie lire, mica noccioline) potete "estendere" la capacità del contatore, portandola a 4,5 Kw, o anche più. Aumenta anche il canone, di 80 euro al bimestre, naturalmente. Indovinate a cosa servono le 200 euro? A ripagare il contatore e la sua installazione!
Poi vi ritrovate un canone più costoso, e le stesse identiche prestazioni del contatore vecchio. Perché la corrente disponibile con il GEM tarato per 4,5Kw senza tolleranza, è la stessa del vecchio contatore da 3 Kw che era molto tollerante. Insomma, siete stati buggerati.
L'associazione dei consumatori si sta muovendo, perché i reclami si sprecano. Inutile chiedere di controllare il contatore: il GEM funziona benissimo, e l'uscita per controllarlo è tariffata 50 euro.
Tutto questo è vergognoso. ENEL ha deliberatamente escogitato un piano per estorcere, in pieno regime di monopolio e quindi senza alternative per le sue vittime, 200 euro a famiglia italiana per il nuovo contatore, oltre ad un canone annuo maggiorato di quasi un milione di vecchie lire. Ci sarebbero gli estremi per muovere il parlamento, e tirare giù dalle sedie i nostri politici con il cervello atrofizzato. Per fortuna c'è una soluzione.
Un po' di teoria..
Il GEM ha una "porta" di accesso remoto a raggi infrarossi, simile a quella presente sui telecomandi dei televisori, sui telefonini, e sui computer portatili. Per la sua configurazione, non serve un cavo speciale: il personale si interfaccia con il vostro contatore semplicemente avvicinandosi a meno di 30 centimetri, e lo fa naturalmente con un computer portatile.
L'accesso è protetto per impedire di accedere all'apparato senza essere autorizzati. Gli apparati GEM ricordatelo sono computer, ed eseguono semplicemente un programma.
Nel display a cristalli liquidi potete visualizzare in qualsiasi momento lo stato di funzionamento, il carico istantaneo, i parametri di configurazione tra i quali la potenza tollerata. Dice 3.6Kw: il vostro contratto è di 3
Kw, e il GEM tollera 600 watt per un minuto. Lo stacco avviene dopo un minuto dall'eccesso di assorbimento. Per visualizzare i parametri, si utilizza sempre lo stesso tasto, l'unico presente sul GEM.
Il contatore GEM parla con la centrale per comunicare i consumi E PER COMUNICARE LE VARIAZIONI LOCALI AL CONTATORE. Per il resto, i contatori stanno zitti ed il server pure, in attesa di loro eventuali notizie.
Per nostra fortuna, chi ha programmato il GEM ha previsto una condizione di emergenza denominata "network fault", ovvero "guasto di rete. La condizione di "NF" si verifica teoricamente quando il GEM SERVER centrale, che controlla e pilota i contatori (e li legge), cessa per qualsiasi motivo di funzionare. Il "dialogo" tra server centrale GEM e contatore GEM dell'utente avviene tramite rete elettrica mediante onde convogliate, lo stesso principio usato, per esempio, dagli interfoni, e dalle reti dati di questo tipo. Enel prevede di utilizzare lo stesso sistema per offrire connettività ad internet.
Orbene, se il server centrale saltasse, qualcuno potrebbe "trasmettere" sulla rete elettrica al suo posto, pretendendo di essere il GEM server, e spegnere o alterare i contatori, mettendo al buio l'Italia intera. E' un'eventualità remota, ma non impossibile: per questo, i contatori in mancanza di dialogo con il server centrale entrano in Network Fault, fase durante la quale cessano di dialogare con il server, e rimangono
in attesa di un suo "risveglio ufficiale".
Se avete letto con attenzione quanto sopra scritto, avrete certamente identificato una possibile condizione anomala, che è quella che andiamo ad esaminare.
Che succede se il contatore GEM entra in Newtork Fault ma il GEM server non lo sa ? Il server e il contatore NON si parlano. Quindi, se per ipotesi fosse possibile:
A) metterlo in condizione di Network Fault
B) riprogrammare il GEM
C) toglierlo dalla condizione di Network Fault
Il server centrale non ne saprebbe niente, i consumi sarebbero normalmente registrati... ma la configurazione del GEM rimarrebbe quella nuova.
E' esattamente quello che si è riusciti ad ottenere. Utilizzando un PC portatile con porta infrarosso (ce l'hanno tutti!), collegandoci con il GEM semplicemente avvicinandoci alla sua porta infrarosso, mandando una sequenza di autenticazione locale, richiedendo la condizione di Network Fault in modo manuale (da menù di test dell'apparato, incredibilmente a disposizione!!), modificando e salvando la nuova configurazione dove il carico è di 6 Kw (il doppio di prima!), ed infine ripristinando la condizione di normalità.
Tempo necessario per l'operazione: con il codice giusto, meno di un minuto!
Cosa succede dopo? Niente. La centrale potrebbe ripristinare il carico da 3Kw. E voi rimettere i 6. Non avete richiesto alcuna modifica contrattuale, quindi non pagate alcun canone aggiuntivo né quei famosi 200 euri. Non avete alterato in alcun modo il contatore, non l'avete aperto, non avete commesso alcun atto illecito. In ogni caso, non potete sapere chi lo ha fatto, perché il contatore (che è dell'ENEL, mica vostro) è in locali pubblici o in strada, chiunque può accedervi.
Dovranno cambiare di nuovo i contatori, o meglio intervenire cambiando completamente il software, uno per uno, e sono milioni! Siete in una botte di ferro. Pagate regolarmente i consumi. Anzi, probabilmente consumate di più di prima! In fondo è quello che volevate: poter consumare di più, lasciando accesa la lavatrice, il forno e l'asciugacapelli allo stesso momento.
La procedura pratica!
Dopo tante chiacchiere sulla teoria, ecco la pratica. Come modificare la configurazione del loro/vostro contatore Enel GEM 2002 senza che la centrale lo sappia. Una premessa importante: Vi serve un computer portatile con porta infrarossi, senza nessun programma particolare se non Hyperterminal , che è presente su tutte le versioni di Windows.
Vi serve conoscere il vostro codice di utenza (che non è un segreto per nessuno: SI LEGGE DIRETTAMENTE DAL DISPLAY DEL CONTATORE!! QUELLO DI CHIUNQUE. Ma non approfittatene per abbassare a 1 Kw il contatore del vicino che schiamazza di notte, sarebbe molto grave).
Vi serve conoscere il codice di accesso al vostro contatore, che è un numero formato da:
??????? codice di utenza
??????? password di 4 cifre
esempio 871.917.721 è il codice di utenza
il codice di accesso potrebbe essere: 8719177210000 nel caso la password fosse 0000 ... cosa che in alcuni fortunati casi è vera! Sono dei geni. Si sono in molti casi dimenticati di modificare la password da centrale!
Capirete, stanno ancora installando i contatori in giro per l'Italia, qualcuno ha anche preso fuoco, hanno altre grane da risolvere al momento.
Comunque, la password va da 0000 a 9999 sono diecimila tentativi (fatti dal computer, mica da voi).
La fregatura sta nel fatto che dopo 3 tentativi sbagliati, occorre aspettare 1 minuto per riprovarci (come con i telefonini). Ma il gioco vale la candela.
Lanciate Hyperterminal utilizzando la porta infrarossi come porta di comunicazione.
I parametri di trasmissione devono essere: 9600 bps, 8 bit dati, 1 bit stop, nessuna parità.
Avvicinatevi al contatore posizionando la porta infrarossi del PC il più possibile vicino alla porta infrarossi del GEM.
Digitate (o copiate con taglia incolla, o mandate con un programma anche scritto in basic) il codice di accesso. Provate con 0000 per prima cosa! In alcuni casi, 1234 è risultato funzionante.
Se il codice è corretto, il GEM risponde mandando la schermata di configurazione.
Entrate nel menù TEST APPARATO (4 invio), poi 8 invio per Network Fault on. L'apparato risponde con ESEGUITO, e ritorna al menù di prima. Entrate nel menù CONFIGURAZIONE (1 invio), poi 1 invio per Capacità. Inserite 6 e poi invio (per 6 Kw, oppure 4,5 con la virgola per 4.5 Kw, non provate valori superiori a 6, potete invece provare valori decimali qualsiasi da 1 a 6 per esempio 3.6 che è quello standard che vi ritrovate a bordo).
Tornate al menu TEST APPARATO, selezionate 8 invio per Nework fault off .
Battete 0 invio per uscire.
Andate a casa e accendete tutto quello che volete. Ricordatevi che pagate i consumi.
Epilogo
Alcuni dettagli importanti: il GEM non invia segnalazione alla centrale se sbagliate il codice. Motivo: eventuali interferenze possono di fatto causare "falsi negativi" sulla porta, provocando in modo continuato inutili allarmi.
L'operatore che si mette col PC davanti alla porta del GEM aspetta un minuto e poi si collega, se ci sono problemi di questo tipo. Il GEM pertanto è programmato per NON inviare segnalazione di allarme sull'accesso mancato.
Per rendere automatica la ricerca del codice, se non è valido quello di default (0000 oppure 1234) sarà disponibile a breve un programmino in basic che lo fa da solo, aspettando correttamente dopo tre tentativi.
Infine, il GEM non può essere aggiornato da centrale. Ovvero: il firmware (il software a bordo del GEM, che lo fa funzionare) deve essere cambiato manualmente accedendo direttamente al GEM in locale. E l'aggiornamento richiede almeno 10 minuti di lavoro per singolo apparato. Oltre alla visita in loco del tecnico. Poniamo che mediamente ci metta 30 minuti per contatore, diciamo che un tecnico riesca a fare 20 contatori in una giornata, ad un costo giornaliero bassissimo.. l'ENEL spenderà per rimettere le cose a posto tra i 35 ed i 50 miliardi di vecchie lire!! Complimenti bella mossa.
Anno 1981:
1- Si sposa il príncipe Carlo di Inghilterra.
2- Il Liverpool é campione della Champions League.
3- Muore il Papa.
Anno 2005:
1- Si sposa il príncipe Carlo di Inghilterra.
2- Il Liverpool é campione della Champions League.
3- Muore il Papa.
Vi prego, se uno di questi anni a quel cretino del Príncipe Carlo gli viene in mente di risposarsi e al Liverpool di giocare la finale della Champions League non fate i coglioni e avvisatemi!!!
Benedetto XVI
Sabato 18 febbraio ... il telefono dall'altra parte squilla, squilla a lungo. All fine risponde la segreteria:
- Ciao S., sò io. Chiamavo te perchè il cellulitico de tu' marito squila, squilla, ma non mi risponde. Però anche il tuo squilla, squilla ma non risponde nessuno. Ho capito, è vero, sei stata via due settimane e ora ve dovete rifà del tempo perduto e state trombando come ricci. Via, ci si sente domani.
Oggi domenica 19 febbraio. Squilla il mio celluloso. Un numero che non conosco ma mi ricorda qualcosa. Rispondo con tono serio. Dall'altra parte una voce femminile, giovane:
- Ciao. Senti ... ho trovato questo numero in segreteria ... chi sei ?
- Ciao. Non so, suppongo tu abbia sbagliato numero, la tua voce non mi dice nulla. Chi cerchi ?
- Io sono M. e ho trovato questo numero. E' il 34776xxxxx ?
- Si è il mio ma, perdonami ma non ti conosco
Poi, ripensando un pò alle telefonate fatte ieri ho realizzato di aver chiamato un numero simile
- Mi aspetti un secondo in linea ?
Controllo rapido sulla rubrica ... porcome ho messo uno zero di più e un sette di meno ...
- Ehm ... si ciao, hai ragione, ti ho chiamato io ma ho sbagliato numero. Cercavo una mia amica e pensavo di aver lasciato a lei un messaggio dei miei ... scusami
- No, figurati, anzi ... ora il mio numero ce l'hai. Ciao, a presto.
Vabbè ... io sarei abituato a rimorchiare in altre maniere, mi sa che mi debbo adeguare
Martedi scorso alle 9 di mattina la pantera nera che dal 1990 scorrazza intorno alla capitale è stata avvistata lungo la Cristoforo Colombo, il che dimostra la grande intelligenza di questo predatore: a quell'ora, se avesse preso la Laurentina, sarebbe rimasta imbottigliata nel traffico.
Purtroppo, appena lanciato l'allarme, si è verificato un imbarazzante equivoco. Era stato ordinato alle forze dell'ordine di circondare immediatamente la fiera sulla Colombo e le pattuglie si sono piazzate intorno agli edifici della Fiera di Roma, nota struttura espositiva della capitale. Poi, per fortuna, tutto si è chiarito, ma la belva non è stata catturata.
Il felino è tornato dopo anni a far parlare di sé e non a caso ha scelto il periodo pre-elettorale, quello che più di ogni altro nel nostro Paese può ricordarle il suo habitat naturale: la giungla. A tale proposito, sembra che i leader politici di entrambi gli schieramenti abbiano dato istruzioni ai propri autisti di evitare assolutamente le strade intorno all'Eur, per motivi scaramantici: secondo tradizione, se ti attraversa la strada un gatto nero porta jella, ma se lo fa addirittura una pantera nera, non vieni eletto neanche se sei l'unico a candidarti.
Le ultime notizie ci informano che l'animale, originario delle foreste indiane, sta puntando verso Pomezia dove, secondo la legge di natura, non avrebbe diritto di stare, come peraltro gran parte delle costruzioni abusive della zona, con una sola, rilevante differenza: le pantere non sono condonabili. Povera bestia, come sarà sopravvissuta in questi tre lustri ? Che “gattara” megalomane deve aver incontrato per ricevere il sostentamento necessario?
Chissà quante ne avrà viste e cosa le sarà passato per la mente: avrà guardato con fastidio la costruzione della terza corsia sul Grande Raccordo Anulare, come del resto tutti i romani, cercando di difendere ad ogni costo il proprio territorio di caccia dall'invasione di un altro temibile predatore, l'Ikea. Per di più, oggi la pantera nera viene spodestata nell'immaginario collettivo da una creatura che, in questi giorni, riesce a suscitare nelle masse molta più paura di lei: il pollo ruspante.
Visto il dilagare della psicosi dell'influenza aviaria, se martedì scorso lungo la Cristoforo Colombo fosse apparso un galletto campagnolo, allora sì che avremmo assistito a scene di panico. Il pollo e la pantera, ecco un faccia a faccia che neanche Bruno Vespa riuscirebbe a gestire. E cosa penserà il pennuto razzolante nel vedere lo sguardo di terrore negli occhi degli astanti, i bambini tenuti a distanza, le uova abbandonate dai contadini sotto le piume delle chiocce?
Il ministero della Pubblica Istruzione, per salvaguardare la serenità degli alunni delle elementari, ha deciso di sostituire sugli abbecedari, alla lettera G, l'immagine del gallo con quella più rassicurante del giaguaro. Il grande felino, protagonista di pellicole del terrore come Il bacio della pantera , da sempre emblema della ferocia e del male, non soltanto non ci spaventa più, ma corre anche un rischio molto concreto: in un'epoca di mucche pazze, pecore con la lingua blu, volatili infetti e maiali stressati, ci sono buone probabilità che le massaie scoprano che ormai c'è solo un tipo di carne ancora genuina e affidabile. Quella di pantera.
Andando un pò a zonzo nel web, secondo lo schema tattico tanto caro alla Lazio, ho trovato delle cose gustose dedicate al mondo femminile.
Il primo è http://www.biggalslingerie.com/ un sito dedicato alla lingerie femminile. Si, ok ce ne stanno tanti di siti simili, ma quanti sono dedicate alle ragazze un pò sovrappeso ? Bisogna riconoscere che le modelle sono abbastanza sexy e anche quello che indossano non è per niente male.
Se poi dopo aver speso un bel pò di soldi in lingerie scoprite che il vostro uomo ha preferito andare a letto con la vostra migliore amica quale modo migliore per fargliela pagare sputtanandolo per bene ? http://www.manhaters.com/ il sito ufficiale dove vengono messi nome, cognome e azioni dello spudorato, invitando altre ragazze a starne alla larga, dopo averne descritto cun dovizia di particolari quello che è capace di fare. Ovviamente ho dato un'occhiata approfondita, scoprendo che non vengo per niente citato. Segno evidente che ancora non sono riuscito a farmi odiare profondamente dalle donne, ergo sono ancora amato.
... continua
Un bacio allunga la vita. Almeno che non vi sorprenda il marito di lei. Il giornale berlinese B.Z. pubblica i risultati di una ricerca americana, secondo cui le persone che baciano molto vivono 5 anni in più di chi invece non lo fa: ecco un ottimo pretesto per tentare di sbaciucchiare la prima persona che vi capita a tiro, dicendole: «Scusi, me l'ha ordinato il medico, è per motivi terapeutici...». Innegabilmente l'atto del baciare può allungare la vita: se stai baciando non puoi correre in moto, non puoi fumare perché hai la bocca già impegnata, non puoi dire quelle cose per cui l'onorevole Borghezio viene malmenato di tanto in tanto da gruppi di facinorosi. Per molti anni inoltre si è insinuato che la longevità del senatore a lunga vita Giulio Andreotti fosse dovuta a un certo bacio dato a un signore siciliano, cosa rivelatasi poi del tutto infondata. Ma c'è di più: baciare aiuta a prevenire la carie, specie se baci un dentista, verrebbe da pensare. Oltre a ciò, dicono sempre gli scienziati americani, questa meravigliosa attività labiale permette di guidare meglio l'automobile, perché dopo si è più rilassati e attenti. L'unica eccezione riguarda le coppie che vengono colte da raptus baciatorio ai semafori e non ripartono al verde, il che fa sì che gli altri automobilisti esprimano dubbi sulla moralità di lei e certezze sulle protuberanze ossee di lui. A rincarare la dose, sembra che il cocktail di ormoni stimolato dal bacio aiuti le signore a mantenere la pelle liscia. Hanno fatto bene a dircelo, noi pensavamo al contrario che molte signore si lisciassero la pelle nella speranza di venire ancora baciate. Non finisce qui l'elenco dei benefici straordinari di questo meraviglioso passatempo umano: pare che il reciproco scambio di batteri stimoli il sistema immunitario, rendendoci più forti. Scoperto finalmente, ed era ora, l'unico motivo plausibile per cui Carlo d'Inghilterra si ostini a baciare Camilla. Il giornale tedesco ci fornisce inoltre altri interessanti informazioni: la durata media del bacio d'amore è passata dai 5,5 secondi degli anni 80 agli attuali 12 secondi. Il dato che ci sconvolge di più è che, in questi 25 anni, ci sia stato qualcuno che abbia seguito e spiato le coppiette cronometro alla mano. In tre minuti di bacio si bruciano ben 12 calorie e questo spiega perché le top model abbiano continui flirt: per mantenere la linea e non perdere il lavoro. L'80 % delle donne bacia con gli occhi chiusi, mentre ben il 70% degli uomini li tiene aperti, un fatto drammatico che sottolinea ancora una volta la "crisi del maschio": l'uomo, privo ormai di autostima, è incredulo che lei ci stia e tiene gli occhi sgranati per accertarsi che non tenti la fuga. Infine, i rappresentanti di entrambi i sessi piegano la testa verso destra per baciare, ma i protagonisti delle fiction di Rai e Mediaset, per non essere accusati di dare indicazioni di voto sotto par condicio, dovranno piegarla in ugual misura da tutte e due le parti durante le scene d'amore. Benché un'altra recente ricerca europea indichi l'uomo italiano tra i meno portati per il cosiddetto "bacio profondo", vorremmo invitare tutti, nell'imminenza della festa di S. Valentino, a prendere in seria considerazione i tanti validi motivi per cui baciare: salutisti, odontoiatrici, dermatologici e automobilistici. Se poi siete anche innamorati, è veramente il massimo.
Nel mio eterno altalenarmi tra odio e amore nei confronti delle donne, mi riscopro nel pensare, analizzare, soppesare un paricolare aspetto del mondo femminile, giungendo a darmi del "raffinato".
La donna: a me piace in gonna, camicetta un po’ scollata, tanga, reggicalze e tacchi a spillo. Non credo che piaccia solo a me, ma io ho il coraggio, o la sfrontatezza, e naturalmente il pulpito, per rendere questi miei gusti, che qualcuno troverà disgustosi, di pubblico dominio nei confronti di tale mondo accompagnandoli con le parole più adatte.
Perchè la donna con la gonna. In giro, da troppi anni, se ne vedono sempre meno e questo è per me motivo d'infinita tristezza e rammarico. So, so benissimo, anche se non ho mai indossato gonne, neanche in privato, per scherzo o per sbaglio, che nelle strade, sui treni, negli alberghi, nei ristoranti, nei supermarket, nei cinema, nelle discoteche si vedono solo pantaloni. Quei pantaloni che per secoli, secoli indimenticabili e felici, noi uomini abbiamo portato e ancora oggi portiamo (ma fino a quando?). Nella mia mente rimane ben impresso il piacere, squisito e ineffabile, di sollevare una gonna, anche lunga, meglio se mini, e con pruriginosa nonchalance rendere con la palma della mano destra (all'occorrenza, anche sinistra) il più indiscreto omaggio alle cosce che la fantasia mi aveva fatto tanto sognare e che finalmente potevo accarezzare, indugiando con maliziosa voluttà su un reggicalze di pizzo nero o bianco (i colori più inebrianti). Poi, con il consenso, anche tacito, della spasimata, risalire la deliziosa china fino al turgido approdo di quel golfo dell'amore dove, di lì a poco, avrei gettato l'ancora. Le cosce sono sempre state per me le colonne di Venere, ben più gloriose di quelle di Ercole, i superbi tronchi che portano alla cima dell'albero. E non di un albero qualunque: di quello della cuccagna. Dalle mani e dal bulino del Creatore non poteva uscire un'opera d'arte più perfetta.
Il reggicalze, queste cosce, le fascia, le rende forse meno palpabili, ma più misteriose. E' un invito a non perdere tempo, senza volerne guadagnare troppo, a non bruciare le tappe, ma a renderle più calde, fino all'esplosione finale. Cosa c'è di più bello, di più sensuale che vedere una donna, la nostra donna ma, se ci sta, anche quella di un altro, sfilarsi le calze come Marlene Dietrich nell'Angelo azzurro, mentre io, che non sto più nella pelle, e neppure nei muscoli, compresi quelli fallici, sentiarmi il cuore battere sempre più vorticosamente, la pressione salire, incurante dei diuretici e dei sartanici appena assunti?
Più lei esita, modulando il sacro rito con sapienti carezze sul nylon "venti denari" color carne o, meglio ancora, nero come il caffè o bianco come la panna, più lei esita, più mi rende alluzzato, non riusciendo a deglutire e la favella s'inceppa, lo sguardo s'inebetisce, diventa attonito, mentre le gote s'infiammano e la fronte si fa madida. Vorrei suonare la diana di guerra e cominciare la carica, abbassare l'eroico, ma vulnerabile ponte levatoio, dalle conturbanti forme di un tanga color rosso, meglio ancora, nero color caffè o bianco color panna. Ma il momento dell'assalto non lo scelgo io. Lo sceglie lei, ai cui piedi già mi sono buttato in attesa, a un suo dolce e imperioso cenno, di volare fra le sue braccia.
Quando, finalmente, il tanto a lungo sospirato brindisi porterà alle labbra l'agognato calice, e potrò espugnere con il consenso della castellana l'incantevole Bastiglia, i tacchi a spillo daranno l'ultimo guizzo all'incipiente amplesso. Lei se ne libererà solo all'acme del cimento, quando il solerte e galeotto Cupido scoccherà l'estrema freccia, facendomi toccare il cielo con un dito. E non solo con un dito.
Gli organizzatori di Sanremo stanno vivendo ore frenetiche: serve disperatamente un prestigioso ospite internazionale per rilanciare l’immagine del Festival, dopo i rifiuti di Madonna e Paul Newman. Oltre allo smacco, la trattativa ha avuto pesanti risvolti economici per la Rai: la telefonata intercontinentale a Paul Newmann è durata 57 minuti, 56 dei quali impiegati per cercare di fargli capire chi è Panariello. Si è tentato allora di contattare Clark Gable, che però - come sottolinea il produttore Bibi Ballandi - non si è neanche degnato di dare una risposta.
Trovandosi ormai con l’acqua alla gola, gli organizzatori avrebbero pensato addirittura di mettere un annuncio sui giornali, come si fa per le raccolte di sangue: cercasi ospite internazionale di alta rappresentanza, disposto a fingere di capire dove si trova, grosso compenso, vitto e alloggio in elegantissima camera vista Ron.
Ma il tempo stringe: al momento, il solo ospite possibile che rientri nella categoria “internazionale”, grazie al mandato di cattura che lo riguarda, è Luciano Gaucci, attualmente latitante a S.Domingo, il quale però ha chiesto di poter salire sul palco dell’Ariston vestito da Salomè con in mano la testa di Franco Carraro. Secco il no del direttore di Raiuno, Del Noce: nel caso, vestito da Salomè vorrebbe entrarci lui. Il desiderio di poter sfoggiare un invitato che dia lustro alla manifestazione appare provinciale e un po’ patetico, del resto però non si può neanche pretendere che venti milioni di persone stiano inchiodate davanti al televisore per ascoltare l’immortale melodia di Michele Zarrillo o per vedere fino a che punto si è tirata Ivana Spagna (sembra che, per via di tutta la pelle che ha eliminato, quest’anno si presenterà sul palco con il nome di Ivana Portogallo).
Quindi scatta inevitabilmente un meccanismo antico, che si verificava un tempo nei matrimoni tra gente di umile condizione: cercare di invitare il farmacista o il maresciallo dei carabinieri, personalità di prestigio in paese, che potessero, con la loro presenza, lanciare un messaggio ben preciso all’ambiente circostante: “Non è che siamo proprio dei disgraziati, eh!”. Una puntina di megalomania il Festival l’ha sempre avuta, ma una volta si cercava di accaparrarsi grandi cantanti, come Louis Armstrong o Ray Charles, ora invece si acchiappa chiunque, purché si tratti di volti molto noti: pugilatori imbolsiti, attori in declino, Nobel vari, antropofagi, serial killer, mucche clonate.
Ormai, agli allestitori della kermesse musicale rivierasca rimangono solo due chances: Francesco Totti, che difficilmente potrà rifiutare visto che tengono in ostaggio la moglie e, notizia dell’ultima ora, il governatore della California Arnold Schwarzenegger, spinto ad accettare un po’ dalla curiosità di conoscere Povia e un po’ dal cachet di 500.000 dollari. Speriamo che almeno lui ci faccia la grazia di venire, anche se Arnold è uno di quelli che la grazia non la concede proprio mai.
Cose che accadono quando si cambia un pannolino:
Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni perché lo dice la mamma; perché lo dice la suocera; perché il bimbo ha trallalà.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della trallalà.
Di solito accade così: la mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e piuttosto cretina:
'E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l'angioletto?'.
Poi la mamma va di là e vomita.
A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: 'Che schifo!' e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua.
Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.
Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente
quello che Gadda chiamava "l'estruso". E' il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante. E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant'è: non c'è niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la trallalà dei bambini profuma di yogurt.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate è più difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di trallalà.
Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina.
Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in giro.
Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.
NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano.
Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.
Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro. Errore.
La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.
Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli).
Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto,così è troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi. E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.
Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E' questo il momento dei poussoir.
Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna.
Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.
Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà.
Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai?
Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: 'L'hai messo il borotalco?'. Voi direte: 'Sì'. Con convinzione.
Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso.
Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta.
Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore 'Decappottabili' su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano.
In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.
Il mio non è razzismo ma è un'antipatia nella tanto decantata efficienza milanese. A sentir loro pare che tutto quello che fanno, è fatto bene, che i romani non sono buoni a fare un cazzo, che se non fosse per loro l'Italia si fermerebbe.
Un saggio popolare recita: mai sputare in cielo che poi ti arriva in faccia. Due giorni di neve e Milano è paralizzata. Complice sia il sindaco Albertini (che dichiara orgoglioso: "Per un pò di neve, non mi sembrava il caso sprecare soldi pubblici per mettere in moto gli spazzaneve e gli spargisale"), sia gli spalatori che si sono messi in sciopero.
Il virus Kamasutra colpisce Milano e manda in tilt i computer di Palazzo Marino. Infatti i dipendenti, invece di usare Internet e la posta elettronica per scopi più affini al loro lavoro, lo usano per scopi CULturalI.
Scavano per fare un parcheggio sotterraneo e ooops, trovano l'acqua. Anzi un fiume: l'Olona. Che guardacaso scorre da una vita sotto Milano. Con il risultato che il parcheggio va a farsi benedire.
A ogni modo ... il mio computer di casa ha fatto bum! Dopo aver ricevuto una mail da un'amica di Milano. Un bel corto tra piastra e processore ! E ora come un drogato, sono in crisi di astinenza. Nel mentre lo ricostruisco, in attesa dei pezzi, ho rispolverato la Psx e Dino Crisis.