Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
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La testa ribolle sotto il peso delle domande, domande che non troveranno risposta. Per ora. Mi alzo a fatica e mi guardo intorno ... una spiaggia a me non conosciuta, una sabbia fine e chiara ... un'occhiata al mare, acque limpide e cristalline, trasparenti sotto lo sguardo, al punto di poter vedere pesci avvicinarsi alla riva, guardarti incuriositi per poi riprendere il largo, incuranti, lasciandosi alle spalle ciò che accade al mondo esterno. Continuo a guardarmi intorno ... la spiaggia confina con una folta vegetazione e, al suo interno, mi sembra di scorgere un'abitazione. Mi ci avvio con passo barcollante, con la testa che duole e gli abiti che puzzano di alcool. La spiaggia cede il passo ai primi fili di erba, alla vegetazione, agli alberi con i loro rami contorti, che si intrecciano tra di loro, formando un tetto vegetale. Un sentiero mi conduce all'abitazione, una sorta di bungalow, con finestre sbarrate da persiane color noce. Per arrivare alla porta debbo salire un paio di gradini, percorsi a fatica sotto il peso del dolore e del senso di nausea che mi sta assalendo piano piano. Provo a bussare ma la porta è aperta. Entro. La stanza è avvolta dalla penombra. Piccoli squarci di luce penetrano attraverso le persiane come lamine attraverso il buio. L'ambiente mi sembra vagamente familiare ma non mi viene mente nulla di particolare. Si respira un'aria intrisa di fumo, di tabacco bruciato, di erba ... il suo caratteristico odore dolciastro, che ti inebria subito, che ti pervade la mente, che ti spinge in un sogno ad occhi aperti. Aspiro forte, forse mi può aiutare a ricordare ... Flashback ... mi colpiscono improvvisamente come lampi nel buio ... Figure femminili, un'aria di festa, risate, qualcuno che improvvisamente grida ... Il grido è reale, lo sento distintamente come sento distintamente il colpo che si abbatte improvvisamente sul mio fianco ... un colpo a tradimento, che mi svuota i polmoni di quella poca riserva d'aria. Cado in ginocchio come un sacco vuoto e puntello una mano su un tavolino lì vicino per non andare a faccia avanti. Il grido .. lo sento nuovamente ... il tempo di girare il viso verso la fonte sonora e mi arriva un colpo in pieno viso che mi sbatte definitivamente per terra ... "Ancora qui ? Vattene porco, t'ho detto che devi andartene, che devi sparire. Non ne posso più di te" Voce femminile, voce che scandisce ogni singola parola, voce piena d'ira. La mia vista è annebbiata, non riesco a vedere chi mi parla, chi mi colpisce con tanta violenza. Perchè mi colpisce ? Cosa ho fatto per meritarmelo ? No, fermati, ti prego, vorrei dirle ma la voce mi si strozza in gola. "Fermati Zoì, non ti pare sia già provato abbastanza ?" Una voce maschile, come in un film sembra quasi provenga fuori campo. Una voce pacata, una voce da persona anziana, una voce saggia. "Mi fermo Kayros ma spero si fermi anche lui. Non ne posso più di vedermelo davanti ogni volta" % to be continued
Strana cosa il capitalismo: prima induce negli individui i bisogni, poi chiede loro di trattenerli.
I vertici dello stabilimento automobilistico Ford del Michigan accusano gli operai di passare troppo tempo nei bagni, causando un forte calo della produttività. La durata della pausa toilette prevista dal contratto è di 48 minuti eppure sembra non bastare ai dipendenti: un fenomeno assolutamente impensabile per i lavoratori della Fiat, dove l'unico a chiudersi a lungo in bagno pare fosse Lapo Elkann, per motivi che si sono svelati solo di recente. Irreprensibile ed esemplare, dunque, il comportamento degli operai nostrani, nonostante la produzione di modelli come la Multipla e la Croma giustifichino la necessità di fare ricorso alla ritirata.
Non è la prima volta che questo annoso problema produttivo si presenta negli ambienti industriali: durante gli anni 30, Stalin lo risolse brillantemente facendo ricorso alle famose “purghe staliniane”, cioè la somministrazione di lassativi nelle mense delle grandi fabbriche, il cui effetto era costringere i lavoratori a fare in fretta e in un'unica soluzione. Lo stesso Aleksej Stakanov sembra sia diventato l'eroe della produttività sovietica riuscendo a controllare i suoi stimoli fisiologici fino a quattro giorni e meritandosi gli appellativi di “figlio prediletto della grande madre Russia, indefesso costruttore del socialismo e vescica di ferro”.
Ad irritare i vertici del colosso automobilistico americano è stato il ritrovamento di lettini solari e fanghi del Mar Morto nei bagni aziendali, per i quali le motivazioni addotte dai capireparto non sono risultate completamente convincenti. Cambia forse definitivamente il concetto di “trattenuta” per i lavoratori dipendenti: dalla busta paga si estenderà al corpo fisico dell'operaio. Appare ormai inevitabile la protesta delle compatte ed implacabili organizzazioni sindacali statunitensi: sono previsti cortei a Washington D.C. per la prossima settimana, al grido di «urinare meno, urinare tutti».
Il bagno è da sempre un luogo di conflitti e rivendicazioni per l'essere umano, può essere considerato la striscia di Gaza all'interno di ogni casa. In tutte le famiglie si innescano attriti e discussioni, prevalentemente sul tempo della permanenza dei singoli componenti all'interno dell'ambito locale, la cui durata si dilata spesso a causa di letture poco impegnative o complicati cimenti enigmistici. Il recente successo del Sudoku è probabilmente da attribuirsi all'insopprimibile desiderio dei nostri connazionali di praticare attività ricreative in toilette. Altre occasioni di scontro sono: tavoletta alzata o abbassata, gli insopportabili schizzi d'acqua sullo specchio, chi finisce il rotolo deve cambiarlo, il corretto utilizzo degli asciugamani, l'apertura della finestra dopo le inevitabili operazioni e la relativa chiusura dopo un lasso ragionevole di tempo, onde evitare che si congeli l'ambiente.
Ecco perché per l'italiano medio la felicità è riassumibile in una semplice espressione: doppi servizi. Il mondo della politica finirà inevitabilmente per doversi preoccupare di questa vasta problematica sociale e adesso anche economica con riunioni, decreti, disegni di legge e soprattutto con un importante, risolutivo consiglio di gabinetto: «Sbrigatevi lì dentro!».
C'era una volta la radio ... ma non come quelle attuali, che hanno la selezione digitale, l'rds, lo streaming e la possibilità di collegarle al computer.. No ... parlo della radio, quella a transistor, quella che ti tiene compagnia durante le giornate, quelle con alcune emittenze radiofoniche libere che ti fanno sentire come se fossi uno di casa ... e di quelle che ti mandano in diretta le telefonate, con le dediche.
Appunto ... le dediche.
Oggi pomeriggio, su un'emittente locale, captata per caso (generalmente ascolto M2O), una voce femminile in telefonata dice più o meno così "Vorrei dedicare una canzone a Ripper66, una canzone degli Stadio che secondo me è stata costruita per lui, perchè in questa canzone ce lo vedo pari pari"
E' una canzone che a me piace sinceramente, sia la versione originale sia quella riadattata ... e oggi pomeriggio mi sono beccato la versione eseguita in collaborazione con J Ax ...
E in alcuni punti mi ci riconosco
Grande figlio di puttana
Ma che amico per me
Uno che ruba anche la luna
Se la deve dare a te eeeehhhh
Sotto l'ombra del cappello
Non ti fa capire mai
Se tira fuori il suo coltello
O ti chiede come stai
Grande pero' che grande figlio di puttana
Eeehh aspettero' ancora un'altra settimana
Ha uno due tre creditori che lo cercano
Fa più lavori perchè lui è eclettico
Ha scadenze e precedenze che non si rispettano
Ha ribaltato i ruoli
Con lui le donne aspettano che le ami e le chiami
Lui gioca con bambini e cani e parla con
gli anziani
Mentre ha sempre un affare per le mani
E smonta e rimonta bugie che racconta
Sorride perchè lei ci crede e vive con la valigia pronta
Non ha mai problema a trovare qualcuno che
lo può ospitare
Montagna e mare si sdraia e spegne il cellulare
Ha donne sparse per l'Italia
Lui colpisce e scappa via
Ma con ognuna ha fatto un pianto
Ha pianto anche con la mia
Grande pero' che grande figlio di puttana
Aspettero' ancora un'altra settimana
Ha uno due tre chili sull' addome
Ma sta bene in costume e come niente
fosse gioca anche a pallone
Sulla politica questione non si pone
Ha amici nella maggioranza e nell' opposizione
Lui ha il pass per il privè ma la digos ha il dossier
Ha il telefono sotto controllo e chiama sempre me
Così la madama mi fa il culo nero
E io è una settimana che gli dico zero
Sarà un figlio di puttana ma è un amico vero
Stamattina apro il giornale
C'e' la tua fotografia
Ti stan cercando dappertutto
Cosa fa la polizia eeeehhh
Ecco perche'è ti ho dato un'altra settimana,
(perche')
Senza di te una serata non ingrana
(eeehh)
Ecco perche' le donne vanno in fila indiana
(adesso so)
Anche perche', perche' sei un figlio di puttana
Ed e' per questo che a te la gente tutto ti perdona
(perche' dicono)
"Guarda come suona la chitarra
quel grande figlio di puttana".
Buio ... non vedo luce, solo tenebre. Dovrei essere nel mio letto in questo momento e invece no. Sono sdraiato, a pancia in sotto, questo si lo sento. Sento il peso della carcassa toracica.
Buio ... i sensi iniziano a svegliarsi, ad aguzzarsi, a cercare di percepire ed assorbire le sensazioni esterne, cercare di capire perchè mi trovo sdraiato in un posto che non è il mio letto.
Le dita iniziano a muoversi, lentamente, come fossero legate da un filo; le sento scorrere su un piano, morbido, che sembra sgretolarsi al minimo passaggio. Sento minuscole palline dalle forme imperfette rotolare sotto i miei polpastrelli. Non riesco a capire. Perchè non sono nel mio letto ?
Le palpebre faticano ad alzarsi, a rivelarmi il luogo nel quale sono. E il buio continua a pervadere la mia mente. Lentamente, come una pacata voce d'oltretomba, un flebile suono arriva alle mie orecchie. Non riesco a distinguerlo correttamente, è un rumore che parte da lontano, un rombo che lentamente s'avvicina, fino ad arrivare ad un punto massimo, esplodere per poi ritirarsi.
Il viso poggia di lato, su un piano morbido, lo stesso di dove i miei polpastrelli stanno compiendo evoluzioni ancestrali nell'analizzare e capire dove sono sdraiato. I miei sensi iniziano a espandersi, ad analizzare la percezione, ad assimilare ciò che mi circonda, a elaborare il contesto ma alla velocità di un vecchio Z80 a 3.5 Mhz ... e senza frequenza di refresh.
"Ah" ... una fitta dolorosissima ... cos'è ... da dove viene ... perchè ?
E come un vecchio motore che mette in moto i suoi ingranaggi, con le bielle che lentamente seguono il movimento sinusioidale dell'albero a camme, i pistoni che scivolano lentamente all'interno dei cilindri producendo stridii di dolore, la mia mente inizia a lavorare, a cercare di ricordare, a provare a squarciare il buio delle tenebre che mi avvolge.
Una nuova fitta ... più dolorosa della precedente ... la riesco a localizzare questa volta ... la sento, come una lama che penetra un panetto di burro, senza incontrare ostacoli. Una fitta che parte da dietro, che attraversa i gangli, che si muove dentro la scatola cranica come tentacoli di un polipo alla ricerca della preda tra gli anfratti di una roccia, per sfociare in un gemito di insofferenza.
No ... non è un semplice mal di testa questo ... è qualcosa di peggio, una sensazione mai provata prima, un dolore che parte dalla base della nuca, lento, sordo, che poi esplode in tutta la sua potenza per poi tornare a placarsi. Come l'onda s'infrange sulla spiaggia.
Le articolazioni iniziano a muoversi, le gambe iniziano a sgranchirsi, le dita si serrano in quello che dovrebbe essere un terreno ... lo capisco dall'odore che emana, un odore forte, di terra bagnata. L'odore tipico della terra dopo un forte acquazzone, l'ozono che si libera nell'aria.
"Ah" ... nuova fitta ...
Lampo di luce ... no, le palpebre sono ancora chiuse ... il lampo è avvenuto all'interno di me, come se una folata d'aria avesse aperto improvvisamente una finestra e fatto passare una luce, forte, intensa ... per poi richiudersi subito dopo. E in quel lampo, in quella frazione di secondo, una breve immagine, una figura evanescente, una situazione non ben definita.
Punto le mani, riesco a mettermi in ginocchio e resto per un pò a quattrozampe, con il capo chino, come per scrollarmi di dosso la pesantezza e la stanchezza. Le palpebre iniziano a sollevarsi, lentamente, la luce esterna inizia a filtrare tra le ciglia. Il diaframma si agita con movimenti inconsulti, sento che qualcosa mi sta risalendo su, qualcosa che vuole uscire ... apro la bocca ... arriva la liberazione. Butto fuori aria viziata, aria stantià nei polmoni che non ne voleva di uscire per le vie tradizionali ... e ne entra aria fresca, che mi pervade, che mi sveglia dal torpore, che irrora l'apparato respiratorio con nuova vita.
Apro gli occhi ...
E' una spiaggia ... i granelli rimasti addosso cadono come una pioggerellina sottile. Riesco a mettermi in ginocchio mentre i polmoni ringraziano.
... nuova fitta ... ho alzato la testa troppo velocemente ... un grugnito di dolore esce dalle labbra ... porto una mano lì, dove mi duole ... le dita incontrano qualcosa di caldo, di bagnato ... guardo ... sangue ... riporto la mano dietro la nuca, per tastare meglio, analizzare il danno, cercare di circoscrivere la ferita ... è un taglietto, piccolo, sento tessuto sotto le dita, niente che possa pregiudicarmi la vita.
Nuovi lampi di luce accecano la mia mente ... figure come fantasmi, ricordi confusi, risate di goia, grida ... e poi il buio. Non riesco a capire, ma non è importante ora ... devo capire come ci sono arrivato lì, qual'è stata l'ultima cosa che i miei occhi hanno visto, cosa ha memorizzato la mia mente prima di piombare nelle tenebre.
Chiudo gli occhi, piano piano ... e poi li riapro
Cerco di far mente locale ... inizio a frugarmi nelle tasche alla ricerca di un indizio, una traccia, un qualsiasi cosa mi possa aiutare.
Sono vestito. Già ... ma come sono vestito. Una giacca ... una cravatta semi sciolta al collo ... io non porto cravatte, io odio le cravatte. Jeans. Perchè mi sento tirare da un lato ? Cos'è che mi pesa ?
La mano corre verso la tasca sinistra della giacca ... è gonfia ... sarà sabbia ... infilo la mano, velocemente ... i polpastrelli toccano una superficie dura, liscia; le dita si serrano intorno alla superficie estraendola dalla tasca.
E' una bottiglietta, chiusa da un tappo di sughero ... c'è un liquido all'interno, chiaro, forse acqua ... apro la bottiglia, la porto sotto il naso ... aspiro forte ... un odore pungente colpisce le mie nari ... vodka. Io non bovo vodka, non mi piace. E perchè quella bottiglia è li, dentro la tasca di una giacca ... e di chi è quella giacca ?
Domande affollano la mia mente ...
Cosa è successo ? Perchè sono vestito così ? Cosa sono quei ricordi ? Dove sono ?
E, soprattutto, chi sono ?
% to be continued
Brasile: non raggiunge l'orgasmo, donna denuncia il marito alla polizia
Una donna brasiliana ha denunciato il marito perchè non riesce a farle raggiungere l'orgasmo durante i rapporti d'amore.
La fumantina signora di 31 anni si è presentata al commissariato di polizia di Chacar Urbana in Jundiai, si è fatta consegnare un modulo per le denunce e lo ha compilato.
Gli agenti pensavano di trovarsi di fronte alla solita storia di maltrattamenti in famiglia ma quando hanno letto il motivo della denuncia hanno strabuzzato gli occhi. La donna infatti ha denunciato il marito, un bel giovanotto di 38 anni, perchè durante i loro focosi incontri, una volta raggiunto l'orgasmo l'uomo si blocca e non le consente a sua volta di raggiungere il piacere.
La polizia sta studiando il caso e sta cercando di capire se ci sono gli estremi per perseguire l'uomo o per rendere inamissibile la denuncia.
Tu pensa se lo facessero in Italia una cosa del genere ...
Ti piace che ti sfiorino?
Che ti accarezzino?
Che ti palpino?
Che ti facciano sudare?
Ti piace il respiro di un altro accanto a te?
Che ti respirino sulla nuca e/o sul viso?
Ti piace sempre adottare nuove posizioni?
Arrivare fino in fondo?
O solo all'ingresso?
Ti piace entrare, uscire?
Salire, scendere?
Cominciare da freddi e finire tutti caldi e sudati?
PRENDI L'AUTOBUS!!!
Il trasporto pubblico rende reali tutte le tue fantasie!
Adesso finalmente è chiaro il motivo per cui Adriano Celentano tenta di imitare da anni il Mahatma Gandhi. Spera di arrotondare facendo l’ospite d’onore ai matrimoni.
E’ la nuova moda che viene dalla Cina nordorientale, la lontana e affascinante provincia di Jilin: i ragazzi che si sposano noleggiano un sosia di Mao Tse Tung che accoglie gli invitati, incoraggia i genitori della coppia a raccontare aneddoti sui neosposi e declama un discorso dai toni tipicamente rivoluzionari.
Chi se lo sarebbe mai aspettato che la Grande Marcia del carismatico leader orientale sarebbe finita in una marcia nuziale? Tutto questo alla modica cifra di 500 yuan (60 dollari), una somma con cui in Italia non affitti neanche il sosia di Cossutta. Che Mao Tse Tung, luce del popolo e grande timoniere della rivoluzione, sia finito a fare l’animatore nei matrimoni è un po’ avvilente e prelude all’atto che liquiderà definitivamente le icone del comunismo: la mummia di Lenin nuova stella del Muppet show.
Sulla scia di questa nuova tendenza cinese, gira voce che all’Avana con soli 4 dollari si possa noleggiare un sosia di Fidel Castro, con annesso il sosia di Gianni Minà che lo intervista. Va detto, a onor del vero, che in Italia già da anni i vip accettano di partecipare dietro lauto compenso a feste private e cerimonie familiari: uno Sgarbi al compleanno di nonna o una Milly Carlucci alla cresima del piccolo Pierluca costituiscono l’orgoglio di ogni famiglia e un forte stimolo a reiterate proiezioni di filmini per intere generazioni. Pare che la stessa Nicoletta Mantovani per avere Luciano Pavarotti al suo matrimonio, benché lui fosse lo sposo, abbia dovuto pagargli alcune migliaia di euro su banca monegasca.
Considerato con che forza il mercato cinese sta dilagando nel nostro Paese, sicuramente il sosia da matrimonio prenderà presto piede anche qui da noi: un finto Camillo Benso conte di Cavour o un simil Giuseppe Verdi faranno prossimamente bella mostra di sé nelle nozze di un certo livello.
E forse non sarà un male: dopo i pesanti tagli della nuova Finanziaria alla cultura e allo spettacolo, di qui a qualche tempo dietro la barba di un Garibaldi che si fa fotografare in mezzo agli sposini, scopriremo forse il volto intenso di Ugo Pagliai o quello ammiccante di Orso Maria Guerrini. Voci maligne levatisi dall’opposizione insinuano ormai da tempo che il George Bush che spesso appare in atteggiamenti affettuosi e confidenziali a fianco del nostro Premier Silvio Berlusconi, sia in realtà un salumiere di Gallarate di nome Brambati straordinariamente somigliante al Presidente americano.
Consiglio agli interessati a questa nuova consuetudine di inserire la voce “Personaggio storico taroccato” nella lista di nozze, per evitare imbarazzanti discussioni tra le famiglie: “Eh no, eravamo d’accordo che Giuseppe Mazzini è a carico della sposa... Ma quando mai ! Se i ragazzi avessero scelto Giovanna d’Arco spettava alla sposa, ma Mazzini è maschio, spetta allo sposo !”.
In alcuni casi sarà difficile distinguere l’originale dal sosia. Se alle nozze d’argento degli zii appare tra gli invitati un Giulio Tremonti assolutamente convincente, c’è un solo modo per capire se è veramente lui: metterlo di fronte a un qualsivoglia bilancio. Se lo fa quadrare, non è lui.
Me l'ero ripromesso ... giretto per le Marche, in quella terra dove non avrei più dovuto rimetter piede, dove la mia ex mi aveva diffidato dal tornarci. La mia presenza inquinava la regione. 
E invece l'ho fatto ... la solita manciata di mp3, freschi freschi scaricati e via a zonzo per le Marche, più precisamente sull'asse Fabriano-Ancona. Un bel giretto per cimiteri, di quelli dei paesini, immersi nella nebbia e sospesi nel tempo, a deporre un fiore sulle tombe. Poi lo stomaco reclama e l'unico posto che mi viene in mente per mangiare, in quel momento, è verso Ancona. Monto sulla superstrada, tachimetro fisso a 110, la nebbia che piano piano scompare per lasciar il posto prima ai fumi delle raffinerie di zucchero poi a un sole che ti entra dentro e ti scalda fino all'ultimo ossicino.
Perchè proprio Ancona ? Si Jesi è più vicino, oppure Cupramontana, Monteroberto o qualsiasi altro paese ... no io volevo vedere il mare, volevo ammirare la punta del Conero, da dove viene l'omonimo vino. mare che quest'anno, per varie vicissitudini, non sono mai riuscito a vedere. E fermarmi li, a mangiare in un ristorante, qualcosa di pesce. E invece l'orologio segnava le 16 passate ... ok McDonald, me ne frego di quello che ci mettono dentro, mi prendo un paio di Big Mac e crocchette di pollo ... si c'è l'influenza aviara ma di qualcosa si dovrà pur morire ... o no ? 
Un giretto dopo pranzo, un giro per le varie zone marine che mi hanno visto in tempi andati, Sirolo, Numana e poi rimetto il sedere in auto e punto verso Fabriano, dove un'amica mi sta aspettando per andare a cena. Destinazione una pizzeria in un paese vicino.
La scelta di tale pizzeria è mirata ... un pò perchè fanno un determinato tipo di pizza, la "Montebianco" particolarmente buona, un pò perchè mi voglio far rivedere in giro, nel paese dove vivono i parenti della mia ex, entrando nel locale con la stessa faccia di chi entra con il dito medio alzato: in segno di sfida. Tu non mi puoi proibire di frequentare quelle zone, non mi puoi proibire di entrare in quei locali, tu non mi puoi dire quello che debbo fare.
E l'effetto è stato immediato ... vicino al nostro tavolo c'era una tavolata di una decina di persone abbondanti, tra genitori e figli, tutti che mangiavano spensieratamente. Nel momento in cui mi sono seduto queste persone hanno iniziato a darsi di gomito l'un l'altro e a volgere sguardi nella mia direzione e nella direzione delle donne che erano seduto al tavolo con me. Sguardi di curiosità, di stupore, ma anche di studio, di interrogativi. Parenti e amici della mia ex.
Io li, seduto in compagnia di due donne, calmo, rilassato. Ma potevo sentire i loro pensieri, le loro domande. "Cosa ci fa qui", "Chi sono quelle donne", "Perchè non è in compagnia della moglie". Già perchè in compagnia di due donne a loro sconosciute, perchè lì ...
Sapendo come ragionava la mia ex, dove lei doveva essere sempre quella con la situazione in mano, sicuramente avrà raccontato che ero in viaggi di lavoro, che non avevo ferie o che ero morto in qualche incidente (sgrat)
... qualsiasi condizione necessaria per giustificare la mia assenza quando si presentava al paese da sola ... fatto sta che questa situazione, che mi ha regalato qualche sorriso sotto i baffi, ha fatto si che il mio morale salisse a due a due i gradini dandomi quella piccola soddisfazione che ti fa tornare a sorridere e a ricominciare a vivere.
E, allo stesso tempo, a mandar loro di traverso la cena. E la digestione.
Le nebbie ancora non si sono diradate in me; le goccie d'acqua che scendono lungo la visiera del casco sono le stesse che rigano il mio volto e sfociano dal mio animo.
Ho riletto quello che avevo scritto ieri ... come al solito pensieri confusi e in ordine sparso, senza ne capo ne coda, senza seguire un filo logico, alternando lucidità a follia. Perchè questa è la mia vita: una follia.
Una vita vissuta follemente nel passato, senza costruire nulla di solido per il futuro, in eterno bilico tra vivere e sopravvivere, amare e odiare.
In alcuni punti ho effettuato dei riferimenti, mirati per la verità, in altri ne sono venuti fuori delle accuse infondate e involontarie. In questo caso non voglio far del male a nessuno, non voglio scaricare le mie paure, le mie incertezze e le mie urla su qualcun'altro. Lungi da me ... non te l'ho mai detto ma mi sei stata d'aiuto qualche volta.
Oggi è un altro giorno, un giorno tetro, nuvoloso, dove l'acqua che scende non spazza via la sporcizia ... è uno di quei giorni che mettono malinconia e tristezza, che ti mettono addosso pensieri, che ti fanno fare un resoconto di tutto quello che hai passato, di tutto quello che hai dovuto subire, di tutto quello che hai dovuto ingoiare.
Verrà il giorno che queste pagine saranno piene di nomi e cognomi, che rovescierò la mia rabbia e la mia vendetta qui sopra, dove tutti potranno leggere, sapere e, spero, capire. Perchè c'è un limite a tutto, ma tu non mi puoi calpestare come uno zerbino!
FM
P.S.: Mi prendo tre giorni di ferie, me ne vado al paesello per starmene un pò rilassato ... e per incontrare una grande amica
La notte è passata, senza incubi, con tanti pensieri che affollano la mente, come in un cerchio, tutti a rincorrersi l'un l'altro, a cercare di prendersi per poi lasciarsi, come in un gioco senza fine. Sveglio già verso le 9 del mattino, un pò tardi rispetto alle cose che debbo fare questa mattina, ma avevo bisogno di dormire un pò di più. E raggruppare tutti i pensieri sparsi, per riunirli insieme ed analizzare cosa mi tormenta più di tutto.
Se di tormento possiamo parlare.
In ogni mio post c'è qualcosa di vero, reale in me, anche se spesso rubacchio a destra e a sinistra battute e spiritosaggini. In ogni cosa c'è un fondo di me, c'è una base del mio pensiero, della mia rabbia, che cova dentro come un fuoco sotto le ceneri ... e pronto ad esplodere in stati di frustrazione, inebetismo, annullamento della coscienza, al limite del suicidio mediatico, all'isolamento. E gli esempi, caro lettore, sono sotto i tuoi occhi ... basta solo saper guardare e ... leggere.
Soprattutto nelle ultime settimane ho cercato di tirar fuori quello che alberga in me da molto tempo ma non sempre riuscendoci ... e allora prendiamo il toro per le corna e mi focalizzo sul punto dolente, quello che qualche tempo fa definii il "due di picche".
E' una situazione che mi cerco a volte inconsciamente a volte con premeditazione, per capire fino a che punto sono "fuori" ... il "due di picche" è il progenitore di una parte di me, del mio rapporto con le donne, a volte confittuoso, a volte lineare. Ed è da questa situazione che ne nasce quella che in gergo si chiama "la regola dell'amico" ... una regola non scritta, basata sulla fiducia, sul rispetto, sull'esondazione dell'animo umano, carpendo informazioni, debolezze, fragilità di chi ti sta di fronte ma, allo stesso tempo, che ti instilla una base di rispetto per la persona che si sta aprendo con te. Perche so che non posso tradire la sua fiducia, che non posso approfittare della sua situazione critica. E a poco a poco assimilo le sue paure, le sue ossessioni, le sue insicurezze, come una spugna che assorbe un secchio d'acqua.
Ma ci sono dei momenti che questa regola, in me, va a farsi benedire ... che la spugna vuol buttar via l'acqua assimilata ... e viene richiamata la subroutine sempre presente del due di picche ... come un cane che si morde la coda. Il caso più grave è quando scopri che l'amica che si aperta con te, inizia a interessarti. E lì partono sensi di colpa a valanga, si parte alla ricerca dell'emozione o della sensazione, forte, brutale, raramente piacevole ...
"Si piglia un'amica, le si chede di darti un bacio o di farti vedere le tette" perchè pensi di dirle qualcosa di scherzoso, sapendo che ciò non avverrà mai. E sperando in un gentile diniego, magari col sorriso sulle labbra o, in qualche raro caso, un bacio sulle labbra come per dire "accontentati di questo e basta". Scopri che non è così. Scopri reazioni inaspettate, che si manifestano come schiaffi in pieno viso, scopri che non hai capito niente, scopri di essere vulnerabile, sensibile e imbecille. Soprattutto scopri che la regola è andata a farsi fottere e di non essere più credibile.
"Tu non sei normale" è la frase che mi sento spesso dire ... no, non sono normale ... dentro. La spugna inizia a ribellarsi, vuol restituire, sotto altre forme, l'acqua assimilata, ho bisogno anch'io di sfogarmi, di trasmettere le mie paure, le mie sensazioni. Ma non riesco a tirare su la cornetta e chiamare qualcuno per parlarne ... mi assale la paura ... la puara di disturbare, la puara di non essere ascoltato, la paura che al prossimo non gliene frega niente di me.
E allora lascio andare i miei sfoghi, da "riottoso stronzetto", su una pagina nera, su una lavagna invisibile, su un agglomerato di bit, in un mondo che ha tutto fuorchè il reale.
E pensare che, in rare volte, mi è bastato un abbraccio, reale, di quelli a mancanza di respiro, per svuotare la spugna.
E di quello ho bisogno ora.
"Sulla faccia delle donne batte quasi sempre il sole per noi "che se non ci fossero loro"! a noi basta una parola
anche un gesto solamente per cambiare il colore di un giorno noi vogliamo, cerchiamo in una donna un'amica
e se poi ci ritroviamo può durare anche una vita... invece noi che ogni donna è un'altra un'altra donna ancora
è un biglietto della lotteria e volerla a tutti i costi anche solo per un'ora e sperare poi che se ne vada via
che passiamo le notti ed i giorni distratti che ci dimentichiamo come una stretta di mano ..."
Sono le 3 ... si dovrei essere già a letto ... ma il sonno che avevo fino a 15 minuti prima è svanito, scomparso. Ha lasciato il posto a una brutta sensazione, amara, che ti lascia inebetito.
Mi sento come se avessi preso uno schiaffo in pieno viso, mi sento amareggiato, stanco, forse deluso. Puzzo di fumo come una ciminera industriale ma totalmente sobrio ... con la lombalgia che la sento arrivare a gran galoppo. Non mi viene per simpatia, è il frutto di una brutta caduta in moto di anni fa. Ecco, domattina per alzarmi ci vorrà il soccorso Aci ... e una valanga di antidolorifici per affrontare la giornata.
Ma, dopo stasera, dopo 10 minuti di un film rippato ho iniziato lentamente ad assimilare un qualcosa di non ben definito, di una sensazione che si è rivelata solo pochi minuti fa. E che mi lascia stordito, come un fuscello di fronte a un fiume in piena, pronto a esser travolto senza opporre resistenza.
E' un pò che ho in mente un argomento, triste per certi versi, ma che va tirato giù con calma ... non ora, non adesso. Un argomento che potrebbe generare una valanga di commenti, dove qualcuno potrebbe riconoscersi ... come rimanere così, come parole sospese nel limbo della rete. Dove il mio pensiero va a infrangersi con la realtà come il mare s'infrange contro le roccie di una riva scoscesa ... senza ottenere nessun risultato.
Perchè non esiste un risultato ... per me
Per rendere felice una donna occorre solo essere:
1) Amico
2) Compagno
3) Amante
4) Fratello
5) Padre
6) Maestro
7) Educatore
8) Cuoco
9) Carpentiere
10) Idraulico
11) Meccanico
12) Decoratore d'interni
13) Stilista
14) Sessuologo
15) Ginecologo
17) Ostetrico
16) Psicologo
18) Psichiatra
19) Terapeuta
20) Audace
21) Organizzato
22) Buon padre
23) Molto pulito
24) Simpatico
25) Atletico
26) Affettuoso
27) Attento
28) Cavaliere
29) Intelligente
30) Fantasioso
31) Creativo
32) Dolce
33) Forte
34) Comprensivo
35) Tollerante
36) Prudente
37) Ambizioso
38) Capace
39) Coraggioso
40) Deciso
41 ) Affidabile
42) Rispettoso
43) Appassionato
44) Complimentoso
45) Uno che ama far compere
46) Uno che non fa problemi
47) Molto ricco
48) Non un peso
49) Uno che non guarda le altre
Allo stesso tempo, deve fare attenzione a:
50) Non essere geloso (ma nemmeno disinteressato)
51) Andar d'accordo con la sua famiglia (ma non dedicarle più tempo che a lei)
52) Darle il suo spazio (ma mostrarsi preoccupato per dove va)
Inoltre è molto importante:
53) Non dimenticare le date di: Anniversari (nozze, fidanzamento, primo incontro...), laurea, onomastico, mestruazioni.
Purtroppo anche osservare perfettamente queste istruzioni non vi dà la garanzia al 100% della sua felicità, perché lei potrebbe sentirsi sommersa da una vita di soffocante perfezione e fuggire con il primo "alcolista, ladro, spacciatore, stupratore" che incontra... Deve essere per questo che Dio (bontà sua...) disse: "Amala!" Ma non disse mai: "Comprendila!!!!!"
COME RENDERE FELICE UN UOMO
1) Dagliela!!!
Oggi si svolgono le primarie dell’Unione e si respira un forte ottimismo tra i rappresentanti dell’opposizione: sono elezioni che il Centrosinistra è sicuro di vincere.
Inizialmente era stato vagliato il metodo dello stecchino più corto (chi lo estraeva da un mazzetto di sette diventava lo sfidante di Berlusconi alle prossime politiche), ma è stato accantonato quasi subito per le difficoltà incontrate a mettersi d’accordo sulla marca di stuzzicadenti da usare. Si era anche pensato di candidare Bill Clinton, un usato sicuro, ma purtroppo l’agenda dell’ex Presidente degli Stati Uniti era già tutta occupata da concerti col sassofono.
Considerata allora la vasta offerta di leader democratici nel catalogo italiano, tra vecchi modelli e alcuni interessanti nuovi prototipi, è apparso necessario consultare l’elettorato progressista con il voto: sono le famose “necessità primarie”. Ogni candidato naturalmente ha studiato la propria strategia promozionale.
Prodi ad esempio ha scelto di sfruttare a suo favore l’effetto Lecciso, facendosi lasciare da Rutelli in diretta sul TG3. Antonio Di Pietro invece ha avuto nei giorni scorsi il presentimento di non potercela fare, dopo essersi accorto che i coriandoli da lanciare sullo stile degli americani per festeggiare il vincitore erano stati ottenuti sminuzzando alcune centinaia di suoi manifesti.
Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, ha polemizzato a lungo con i colleghi dell’Unione, pensando che la frase “servono assolutamente le primarie nel Centrosinistra” fosse una sottile allusione alle scuole da lui frequentate. Di certo, questo tipo di consultazione è una novità assoluta nel panorama politico italiano e non convince tutti.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi infatti ha deciso di non farle nel Centrodestra, anche se va detto che lui da sempre mostra una certa insofferenza verso le elezioni in genere. A sentire sociologi e sondaggisti, le primarie sono destinate a riscuotere la simpatia e il consenso di vasta parte dell’opinione pubblica. Con il tempo, si potranno utilizzare nei più diversi settori della vita sociale, con innegabile utilità generale e numerosi vantaggi pratici.
Ad esempio, per scegliere il presentatore e le vallette di S.Remo, il nuovo Governatore di Bankitalia o l’allenatore della Nazionale di calcio. E nel privato, con questo sistema democratico e partecipativo, ogni famiglia potrà selezionare, consultando tutti i parenti disponibili, il fidanzato ideale per la figlia nubile, scelto tra una rosa di candidati che ispirino fiducia e non la riaccompagnino a casa troppo tardi. L’unico problema che potremmo incontrare noi italiani consiste nella difficoltà oggettiva a confluire tutti insieme verso una direzione comune: basta osservare una qualsiasi comitiva il sabato sera mentre decide che film andare a vedere, per capire quanto sia ostico trovare una soluzione che accontenti tutti.
Siamo fatti così: facciamo le primarie domestiche per decidere se andare in vacanza al mare o in montagna e intanto passa l’estate. Ma si tratta di problemi che verranno risolti oliando il meccanismo e facendo tesoro dell’esperienza.
Ben vengano dunque le primarie, un’importante forma di democrazia di base, in un Paese in cui la base ormai la utilizza soltanto Riccardo Fogli nei concerti.
Vivi a occhi
aperti
e bacia a occhi
chiusi
Si lo ammetto, ogni tanto lo faccio. L'ho rubata altrove. Ed è una frase molto bella, una frase che in bocca a me non sta bene ... in bocca a una ragazza si.
Una ragazza che puoi anche non conoscerla, ma solo il fatto che si presenti con una frase così, d'impatto, capisci di lei tante cose, ti ritrovi a parlarle come fosse un'amica d'infanzia, come una persona che conosci da illore tempo.
Vivi a occhi aperti, quello sempre, non sai mai da che parte può arrivare la fregatura ... magari nel baciare apri un occhiolino, poco poco, una fessura, sbircia se vuoi ... per scoprire che il mondo intorno a te s'è improvvisamente fermato ... e che intorno a te è scesa un'aurea di felicità. Chiudi gli occhi e continua.
Vivi la tua vita, vivi te stessa ... e fottitene di chi non ti capisce.
In dedica a un'amica
Ho fatto un sogno, un sogno di un regista che ha voluto raccontare l'onore di un uomo, un uomo che ha voluto combattere per il pensiero di un imperatore, un imperatore che sognava il potere di un popolo, un popolo che era Roma.
Ho chiuso per un attimo gli occhi e mi sono rivisto su un campo di terra con compagni e nemici, ed io al centro di questo campo a vivere il mio sogno, tra le grida ed il sudore di chi vuole lottare per una cosa anche piccola ma
importante.
Ho aperto gli occhi ed ho visto un deserto lontano, in cui il sangue e le grida echeggiano tra il fumo e nelle fiamme senza sfiorarci. Mi sono guardato intorno perché percepivo il suono di lacrime che bagnavano quel deserto, ho visto le lacrime che cadevano su di una bandiera tricolore.
Mi sono mosso in un prato fiorito, per un attimo mi sono perso nella bellezza dei campi elisi ed inebriato dalla bellezza dell'asfodelo mi sono sentito scevro dell'onore che accompagna in vita chi poi ha il diritto di vivere l'eterna primavera dell'Eliso. Ho voluto avvolgere la mia mente ed il mio cuore di quella calda coperta tricolore che ora avvolgeva il mogano di una bara. Mi sono avvicinato al letto ove giaceva un uomo, semplice eroe, ed anche io ho bagnato il tricolore di una lacrima.
Guardandomi intorno vedo solo coperte tricolori che sventolano al movimento sornione di un vento mattutino; il vento mi scorre lentamente sul viso quasi a fermare le altre lacrime che vorrebbero scendere come un ruscello dalla montagna. Non bastano tutti i fiumi del mondo, fermo ad ascoltare il respiro esente di chi ha avuto più forza di me e che più di me ha creduto nella voglia di combattere per qualcosa di grande.
Mi sveglio dal sonno ma la realtà mi riserva la morte di chi con semplicità ha voluto solcare un deserto d'indifferenza, passeggiando tra le urla di bambini dolorosi, con lo sguardo rivolto oltre la spalla dei vili che non credono nella gloria della libertà, uno sguardo che supera l'orizzonte dell'indifferente salvezza di chi si protegge nella culla del materialismo e nell'ipocrisia di una vita artificiale.
La storia si tramanda di uomo in uomo, di sogno in sogno, e noi siamo testimoni di una storia che possiamo migliorare, tramandandola con la leggerezza, con la saggezza, con la misericordia, con la lotta, con la purezza. Potremmo raccontare di aver teso un braccio al compagno che era in ginocchio, potremmo raccontare di aver rifiutato di scambiare il valore con un prezzo, potremmo raccontare di aver inseguito un sogno senza mai inchinarsi alla falsità, potremmo raccontare di non aver mai dimenticato le proprie radici, di aver creduto nella nostra lingua,
nella nostra cultura, potremmo dire di aver rispettato sempre chi ci è vicino e le diversità di chi ha radici lontane dalle nostre, potremmo dire di aver ammirato gli altri, di aver amato noi stessi e di aver creduto nelle proprie
vite.
Ora non ci resta che imparare da chi è rimasto per insegnare a chi verrà senza mai dimenticare di ricordare.
Dedicato alle vittime dell'olocausto e di tutte le inutili guerre.
Brutto periodo per le mummie: quella di Lenin vogliono portarla via dal suo mausoleo nella Piazza Rossa, quella del governatore Fazio vogliono farla sloggiare da palazzo Koch, quella di Pippo Baudo volevano candidarla nelle liste dell'Unione, quella di Similaun è purtroppo oggetto di una singolare contesa. Il simpatico Oetzi, il cacciatore di 5.000 anni fa ritrovato in ottimo stato di conservazione, migliore di quello del patron di Miss Italia, Enzo Mirigliani, è suo malgrado al centro di una imbarazzante disputa: tre presunti scopritori si contendono una ricompensa di 50.000 euro. Inizialmente uno degli audaci esploratori aveva chiesto la ragguardevole cifra di 300.000 dollari al Governo Provinciale dell'Alto Adige, ma non esistendo allo stato attuale un listino prezzi delle mummie, la Provincia ha stanziato un budget più limitato.
Sembra che al momento del ritrovamento sulle Alpi del Tirolo ci fosse più movimento che sul corso di Viareggio la sera di Ferragosto: a rivendicare la scoperta sono infatti una coppia di coniugi tedeschi, un'attrice slovena e una signora svizzera, che avrebbe addirittura sputato addosso alla mummia per marcarla col proprio Dna. Purtroppo la signora Sandra Nemeth di Zurigo non aveva con sé un pennarello indelebile con cui , a scanso di equivoci, avrebbe potuto scrivere sulla fronte della mummia «Sandra è stata qui, Franz ich liebe dich». Non sappiamo come andrà a finire questa sgradevole controversia: una bella cifretta fa gola a tutti e , per di più, l'attrice slovena Magda Mohar Jarc, qualora le venisse riconosciuta la paternità del ritrovamento, vorrebbe che Oetzi recitasse al suo fianco nella nuova fiction “Una mummia in Famiglia”.
Ora si teme che altri personaggi in ristrettezze economiche si facciano avanti per cercare di accaparrarsi i 50.000 euro: sembra che Lapo Elkann, ad esempio, affermi che la mummia di Similaun sia stata investita sulle Alpi da un suo antenato a bordo del primo prototipo in pietra della nuova Punto. Il manager Stefano Ricucci, invece, ha detto: «Sono stato io a ritrovarla durante la scalata alla Rizzoli. Mi impressionò subito l'incredibile somiglianza con Fiorani, tant'è vero che gli strillai “A Giampie', ma che stai a fa lì per tera, alzati che prendi freddo”! E' evidente che la ricompensa spetta a me!». La contessa De Blanc, a sua volta, ha dichiarato in una breve intervista di aver conosciuto Oetzi durante una settimana bianca e di aver avuto anche un breve flirt con lui.
Una buona notizia e una speranza per tutti i cercatori di mummie arriva dai climatologi: i ghiacciai si stanno sciogliendo con grande rapidità e molto presto salteranno fuori salme essiccate in abbondanza per tutti, anche se questo renderà più popolari i prezzi dei reperti. Visto il grande interesse e la contesa spasmodica che la mummia di Similaun sta suscitando, Marco Pannella e Vittorio Sgarbi si sono recati su un ghiacciaio alpino, onde rannicchiarsi e farsi scoprire fra qualche millennio da qualche formazione politica, dato che attualmente non se li fila nessuno.
Speriamo che la lite sorta per biechi motivi d'interesse e su cui ora dovrà pronunciarsi la Corte di Appello di Bolzano non faccia dimenticare i grandi, importanti valori che Oetzi rappresenta per tutti noi: in fondo, di mummia ce n'è una sola.
Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.
Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.
Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro
dell'attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.
Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma si metterà in terapia per superare il trauma.
Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.
Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la
lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi
è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano la lampadina.
Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei. Penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare.
Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona
non sa dove trovare una lampadina nuova. E quale sarà la migliore? Molti dubbi e molte ansie!
Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?
Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c'è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?
Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine perché con una buona e sana chiacchierata la
lampadina capirà che è più logico che si cambi da sola.
Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l' unico capace di ridare la luce al mondo.
Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?
Orizzontali:
1) La maga che trasformava gli uomini in porci.
CICCIOLINA
(Tu dirai, ma non era una maga.... intanto però i pitoni sparivano!)
2) Si fa alla stazione.
TOSSICO
3) si mescola con la calce.
PENTITO
4) Un argomento da evitare.
INTER
5) Sono d'oro a 50 anni.
DENTI
6) Si indossa nelle belle occasioni.
PRESERVATIVO
7) Si mette nell'orecchio per attirare l'attenzione.
LINGUA
8) Più forte di Golia.
FISHERMAN
9) Si prova prima di comprarlo.
FUMO
10) Vi è nato Archimede.
PAPEROPOLI
Verticali:
1) Si risolve formando un nuovo governo.
NIENTE
2) Circonda la villa.
DIGOS
3) In mezzo alla portiera.
DITA
4) Può animare una festa.
RISSA
5) Fa estrazioni milionarie.
DENTISTA
6) C'è quella da montare e quella da cucina.
DONNA
7) Visita posti meravigliosi.
GINECOLOGO
8) Li portano al parco i nonni.
CATETERI
9) Un massimo popolare comico con i baffi.
D'ALEMA
10) Opposta allo zenith.
BULOVA
11) Un componente della camera.
COMODINO
Pensavo di averli persi, di non trovarli più, di averli smarriti nel corso dei vari traslochi della mia vita. Persi, nella mente e negli affetti, facente parte oramai di un mio passato, di una mia vita, di un mio modo di essere.
E' un qualcosa che fa parte inequivocabilmente del proprio bagaglio, culturale se vogliamo; di quelle cose che hanno contribuito alla tua infanzia, di quelle cose con le quali ci sei cresciuto e che in un angolo della memoria esistono sempre, magari rintanati in un baule coperto da polvere secolare, ma lì pronti a tornarti in mente a un minimo particolare.
Quello di cui parlo è una cosa sconosciuta all'attuale generazione e a quella precedente. Solo chi proviene dagli anni 60 sa cosa vuol dire ... gli spot pubblicitari di quell'epoca. Carosello per intenderci. Quei 15-20 minuti di pausa pubblicitaria subito dopo il telegiornale dove venivano si trasmessi degli spot ma mica come ora. Minuti di cartoni animati, di sketch, dove la pubblicità del prodotto occupava una minimissima parte. Joe Condor, Calimero, Carmencita, tanto per citarne alcuni.
Per i bambini dell'epoca Carosello suonava come l'ultimamtum adoperato a seconda delle esigenze: "A letto dopo Carosello", "Se non mangi niente Carosello", "Se fai il cattivo a letto senza cena e senza Carosello". Diciamo che ha scandito un pò i tempi della mia infanzia. E quella di altri miei coetanei.
Oggi, rivedendo uno spot dell'epoca (la Ferrero con Joe Condor), m'è scesa una lacrima, la prima dopo anni che non me ne scendeva una, ripensando a quanto si era felici con poco.
- Scusi mi sa dare spiegazioni sui televisori spiaccicati tipo computer a rullocompressore?
- Scusi ma quelli sono a specchio?
- Avete il mouse a pistolini con attacco a baionetta? (Porta seriale)
- Scusi, vorrei un lettore dvd da incasso.
- Scusi ma quei televisori sono al plasma? - Buongiorno, si sono al plasma... – Ma plasma umano?
- Ho un lettore dvd della Grundig che mi squaglia l'immagine... che devo fare?
- Scusi avete il cavo dell'antenna tirabile? (prolunga antenna)
- Mi scusi avete mica le macchinette per pulire le scarpe classiche quelle che stanno in piedi da sole...
- Mi scusi ma per vedere il secondo tempo del film devo girare il dvd dal lato B?
- Mi scusi ma come sono gli schermi liquidi? Ogni tanto vanno rinfrescati?
- Scusi vorrei i dischi per il registratore laser. (dvd-recorder)
- Scusi, avete per caso le pantofole a presa multipla con interruttore?
- Scusi, questo cavetto è maschio-maschio, quindi è gay...
- Scusi ma qui ci metto il cavo collassiale? (rf out)
- Scusi ma per il satellitare senza parabola ci vuole la parabola?
- Scusi ma il satellitare da terra? Mi saprebbe dare informazioni?
- Scusi ho visto alla radio uno Sharp Acquos nuovo modello, qual è?
- Scusi mi avete i dvd extraterrestri?
- Mi scusi dove si fa la radiazione? (rateizzazione)
- Scusi avete penne stilografiche che registrano?
- Scusi avete mangiacassette digitali?
- Telefonata: Scusi parlo con i televisori?
- Scusi ma di cuffie che reggono gli orecchi avete solo queste?
- Ma i vontolatori in che zona sono?
- Scusi avete l'elenco dei canali dei numeri?
- Scusi ho un televisore che a un tratto ha smesso di funzionare! - Quando lo ha acquistato? - Mah... nel 1979!
- Scusi avete il deumidificatore digitale terrestre?
- Scusi ma le lavastoviglie da incastro dove sono?
- Scusi ma questo è un televisore a nove sedicioni? (16:9)
- Scusi, ma con questo decoder se lo spengo vedo lo stesso?
- Scusi in do' ce l'ha 'i vvortice da pavimento?
- Scusi ma articoli da giardinaggio ne tenete?
- Scusi ma i televisori al plasma sono quelli che se si toccano si muovono e gli lcd sono con il vetro dietro?
- Comando o nome di file errato! Vai in castigo nell'angolo.
- Errore di salvataggio del file! Formattare il disco fisso adesso?
- File non trovato. Me lo invento? (S/N)
- Runtime error 6D at 417A: 32CF: user incompetente.
- Windows Viruscan 1.0 - Trovato Windows: Rimuoverlo? (S/N)
- La cartella specificata non esiste. Contattare Invicta? (S/N)
- Il programma Netscape Communicator ha provocato il sistema operativo. Reagire? (S/N)
- Premere Invio per terminare il processo, $ per corrompere i giurati.
- Memoria insufficiente ad eseguire... che stavo scrivendo?
- Operazione riuscita. Se la situazione persiste contattare il fornitore del sistema operativo.
- Il disco nell'unità CD-ROM non mi piace. Non hai nulla di meglio?
- Tastiera non collegata. Premere F1 per continuare.
E' da poco entrato in vigore il nuovo codice della strada per i motociclisti e ha dell'assurdo. La cosa che più è incredibile è che se sto guidando una moto e alzo la mano dal manubrio per mandare affanculo l'automobilista scorretto, mi sequestrano il due ruote e dopo un mese lo vendono all'asta.
Se l'automobilista, anzi il sardomobilista (nulla a che vedere con i sardi), guida e telefona, non gli fanno un cazzo! Inizia a sequestrare l'auto al sardomobilista stronzo, così vediamo se la prossima volta telefona.
A ogni modo per gli amanti della raccolta punti è iniziato un nuovo concorso a premi.
- Con 5 punti ricevi la spilla con foto del Ministro Lunardi.
- Con 10 punti il CD garantito Antiautovelox da piazzare sul cruscotto.
- Con 15 punti maglietta unisex con cintura di sicurezza stampata, indicare la taglia e l'utilizzo per il guidatore o passeggero.
- Con 20 punti pastiglia per eludere il test per etilometro.
Solo per il primo semestre dall'entrata in vigore della Patente a Punti puoi accedere all'offerta promozionale "raddoppia i punti".
Raddoppiare è semplicissimo: basta commettere contemporaneamente più infrazioni.
Ad esempio:
- Guida ubriaco in contromano 10 punti x 2 = 20 punti
- Passa con il rosso senza cinture 5 punti x 2 = 10 punti
I punti da raddoppiare prendono in considerazione la più grave delle infrazioni.
Attenzione: le infrazioni non sono cumulabili.
Ad esempio:
- Passi con il rosso a 200 all'ora uccidendo un pedone sulle strisce, non ti fermi e sei senza cintura prendi sempre solo 10 punti x 2 = 20 punti.
Questa inverno pagando soli 50 euro a qualsiasi autopattuglia della stradale avrai la Summer Card esibendo la quale dal 01/11/05 al 31/12/05 potrai evitare l'esame per il superamento del tasso alcolico.
Una volta raggiunti i punti necessari il premio potrà essere ritirato dal tuo vigile urbano di fiducia consegnando l'apposita schedina rosa per la raccolta
Se hai un sogno nel cassetto, che fai se ti fottono la scrivania?
Se la strada è una scuola di vita, non ti viene il dubbio che la tua donna abbia preso troppe ripetizioni?
Se lei ha acceso qualcosa in te, che succede se poi ti accorgi che è un petardo?
Se pensi di avere preso il coraggio a due mani, che effetto ti fa se, guardando bene, ti accorgi che non era coraggio e che forse non servivano nemmeno due mani?
Se tua moglie dice "facciamolo ancora", a che cosa pensi se, proprio in quel momento, tu stavi rientrando a casa?
Se il primo amore non si scorda mai, come mai ti sfugge il nome di quella puttana?
Una rosa senza spine va a batteria?
Uno spaventapasseri a forma di donna fa venire il grano duro?
La storia di Adamo ed Eva fu il primo melo...dramma?
PROCEDURA MASCHILE
1. Entrare a colpo sicuro nelle porte automatiche scorrevoli.
2. Rubare un carrello alla prima donna in catalessi davanti ad una vetrina.
3. Seguire le indicazioni delle frecce per il supermercato.
4. Leggere la lista della spesa.
5. Mettere nel carrello la metà delle spese elencate nella lista.
6. Raggiungere le cassa.
7. Pagare.
8. Uscire.
PROCEDURA FEMMINILE
1. Voler entrare a tutti i costi dalle uniche porte scorrevoli NON FUNZIONANTI...
2. Seguire il primo sesso maschile che arriva e imitare DA CHE PARTE entra.
3. STRAPPARSI i capelli con altre 3 donne che hanno avvistato il medesimo e unico carrello.
4. Trovare la prima superficie riflettente.
5. Controllare stato dei graffi sul viso, messa in piega, camicia STRAPPATA.
6. Seguire le indicazioni delle frecce "Gioielleria".
7. Fermarsi per 10 minuti davanti alle sue vetrine in RISPETTOSO silenzio.
8. Fare il segno della croce e promettere FIORETTI a tutti i Santi.
9. Accendere (tanto che ci siete) una candela.
10. Uscire dalla trance e seguire le frecce "Scarpe e Borse".
11. Entrare nel negozio.
12. Provare TUTTI i modelli di scarpe e borse disponibili.
13. Acquistare infine un PORTACHIAVI.
14. Uscire.
15. Seguire le indicazioni delle frecce "Abbigliamento".
16. Effettuare i dovuti RAGGI X (anche Beta e Gamma) a tutte le donne che incrociate.
17. Bocciarle tutte ("La minigonna alla sua età!!!" - "Che vacca!" - "Non HA STILE!" - "Ma quanto è truccata!", etc.)
18. Passare velocemente un po' di cipria sul naso e valutarsi INFINITAMENTE meglio...
19. Intravedere (per sbaglio) la vetrina delle PELLICCE.
20. Farsi VIOLENZA psicologica e sorpassare la vetrina.
21. Avvistare la profumeria.
22. Entrare.
23. A convulsioni cessate, acquistare A CASO; 150 profumi, 1000 gel anticellulite, 25 rossetti, 50 fard, 75 fondotinta + 1 spazzolino per il vostro lui (NATURALMENTE in confezione regalo).
24. Richiedere insieme agli acquisti, campioncini gratuiti di varia e INDISPENSABILE utilità.
25. Pagare (SAREBBE IL CASO) con carta di credito.
26. Uscire.
27. Adocchiare il negozio "Abbigliamento".
28. Entrare.
29. TRANCE (1° fase).
30. TRANCE (2° fase).
31. TRANCE (3° fase).
32. La catalessi rischia di non far vedere esattamente i colori dei capi, quindi, per OGNI modello esposto, chiedere di vederlo in tutte le tinte disponibili (già che ci siete, anche in tutte le misure...).
33. Interrompersi solo allo STRAMAZZAMENTO al suolo della persona che sta servendo nel negozio.
34. Acquistare in ultima analisi, il millesimo paio di COLLANT.
35. Uscire.
36. Tornare indietro e farsi dare il resto dei cento euro.
37. Seguire le frecce "Reparto Alimentari".
38. Entrare con il fiatone nel reparto.
39. Puntare come un MISSILE sul bersaglio, le OFFERTE (paghi 4 prendi 2...).
40. Mettere nel carrello tutto quello che ci ENTRA.
41. Paragonare i prezzi di prodotti uguali ma di differente marca.
42. Mettere nel carrello quello più COSTOSO.
43. Con la scusa di acquistare dei Findus infilare la testa tra i freezer.
44. Prestando attenzione a non incollarsi le labbra su qualche surgelato RINNOVARSI il rossetto sulle labbra.
45. Raggiungere le casse.
46. PAGARE/SVENIRE.
47. Uscire.
48. Avviarsi fuori dal centro commerciale allo SPEGNIMENTO delle ultime luci.
49. Cercare disperatamente dove è stata parcheggiata la propria vettura.
50. Percorrere il parcheggio semi-deserto in tutto il suo DIAMETRO per quattro volte.
51. Avvistare l'auto dopo esserci passate DAVANTI infinite volte.
52. Partire in gran carriera alla volta della propria abitazione prima che la famiglia sporga denuncia...
53. Fare retromarcia.
54. Recuperare le borse della spesa.
55. Ripartire.
56. Dopo 3 Km togliere il freno a mano.
Scoperto, dopo anni di ricerche, il punto G nella donna.
Non è nel posto dove si cercava solitamente ma nella bocca, più precisamente nella parola.
Anzi alla fine di essa: alla fine della parola
ShoppinG
"Sikona lamile bowama likile umdodo jarat farsakala bi."
Complimenti! Hai appena recitato una preghiera indiana che non ti farà più scopare per un anno!
Preghiera prima di iniziare a lavorare
Donami la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto uccidere oggi perché mi hanno rotto le palle ieri.
Aiutami a stare attento ai piedi che pesto oggi, perché potrebbero essere collegati al culo che dovrei baciare domani.
Aiutami sempre a dare il 100% al lavoro: 12% al martedì, 23% al mercoledì, 40% al giovedì, 20% al venerdì e 5% al sabato.
Aiutami a ricordare (quando ho proprio una brutta giornata e sembra che tutti cerchino di rompermi le palle) che ci vogliono 42 muscoli per aggrottare il viso e solo 4 per stendere il mio dito medio e mandarli affanculo!
E... per concludere:
Siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo dovere lo fa fino in fondo e senza mai guardare in faccia nessuno, si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada.
E se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza: "Lei non sa chi sono io!?!?" intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo!
Buona Giornata! Anche a chi mi odia !
Ci hanno insegnato, sin da piccini, che un qualsiasi numero, moltiplicato per zero come risultato da sempre zero. Sarà ... Ma siccome io sono uno scassasfere di natura, vorrei confutare questa teoria basandomi sul vecchio sistema delle mele.
Se io ho tre mele e le debbo dare a zero persone, ho sempre tre mele in mano ... o no ? Anche se ho di fronte una persona, sempre tre mele in mano mi rimangono o, quantomeno, visto che le mele, mangiate una al giorno tolgono il medico di torno, ne regalo due a quell'altra persona, cosi il medico si leva dalle palle di due persone.
Da un punto di vista matematico "mxn" vuol dire che la quantità m viene presa n volte. 3x0 vuol dire che la quantità 3 non viene mai presa, quindi rimane 0.
Che poi la matematica sia tutta una questione di logica umana è indubbio secondo il pensiero positivista; Einstein, che era un relativista, mi starà cristonando dietro dalla tomba, ma io me ne frego perchè in fondo sono positivista anch'io.
Da qui il classico dei problemi: una mamma va al mercato e deve comprare 3 mele per un bambino che in realtà non esiste. Quante mele deve comprare?
Risposta:
I bambini immaginari di solito non mangiano le mele che non siano anch'esse immaginarie, quindi la mamma non avrà bisogno di nessuna mela, a meno che non ci addentriamo in un discorso fatto di salti dimensionali e di universi curvi ... 3 mele che andranno a male ... a meno che non se le mangia lei. Ma questa mamma se non ha un figlio perchè mai dovrebbe pensare di andare al mercato a comprare delle mele per un ipotetico figlio? Non sarà che possa avere qualche problema psicologico legato alla mancanza di figli? E' vero che va al mercato a compraqre tre mele, ma poi per strada ci pensa e si chiede per chi devo comprare queste tre mele? Per zero bambini! Benissimo risparmia i soldi e si va a fare un cappuccino con le amiche.
Generalmente è la prima cosa che si nota quando si entra in un supermercato: un cartellone con su scritto 3x2. Embè ? Fa 6. E allora ? Ora che sai che so fare le moltiplicazioni ho vinto qualche cosa ? No ? E allora che me lo chiedi a fare ...
Anche oggi ho fatto 3x2 e anche oggi non ho vinto nulla. Ma non sono andato in un supermercato ... mi ci è voluto molto di meno. All'incirca una mezz'oretta o poco più. E debbo riconoscere che ho battuto anche un record personale. Il record di come farsi dare per tre volte un due di picche in poco tempo.
Come ottenerlo è facile. Basta prendere una ragazza, un'amica generalmente, parlarci un pò e poi dirle nell'ordine che ti piace, che la vorresti baciare, le vorresti vedere le tette e vorresti andarci a letto. Il successo, anzi l'insuccesso è garantito. 3x2 all'istante. E non fa 6. 
Vabbè ...
Quando si arriva a un certo punto della giornata, sento il bisogno di ascoltare qualcosa di diverso e ho messo su un pezzo un pò così, particolare, di rilassamento, per farmi perdere un pò tra le armonie ripetitive, cicli continui che vogliono dire sempre la stessa cosa.
Per alcuni sarà una cosa stupida, una cosa noiosa, però se ci si perde dentro, se si ascolta davvero, quello che la musica cerca di dire nel suo crescendo, allora ci si accorge che la musica non è sempre ripetitiva ma ... stimola chi ascolta.
Perchè alla fine il compito della musica è questo, riuscire a stimolare chi ascolta e fargli provocare qualche genere di emozione.
Se la musica non da nessuna emozione ... risulta inerme. E allora il suo ruolo non ha più valore. Il ruolo del brano scelto è proprio questo, di riuscire a dare un valore aggiunto alla musica, a cercare di dare tante possibili strade da percorrere e scegliere la strada che ti porta a qualche emozione. Appunto per non farti rimanere indifferente di fronte a tutti i tipi di musica.
Ed è proprio quando la musica cambia ci si accorge che qualcosa sta cambiando ... in me.