Nato per scassare le altrui sfere, cibarmi di altrui sensazioni e vivere di proprie emozioni.
![]()
Chi sono lo sai ... mi hai forse incontrato, forse scopato, forse dimenticato, SICURAMENTE ODIATO !!!
RebeccaPB in Nobel a Obama
RebeccaPB in Villette per tutti !...
RebeccaPB in Da Montessori a Mont...
RebeccaPB in 89.24.24
yasmine73 in Da Montessori a Mont...
Soami in Da Montessori a Mont...
ladolceheloisa in La battaglia di Da...
ladolceheloisa in Il lupo perde il pel...
Soami in Brutto è bello
yasmine73 in La crisi è finita (...
C.m.a. :-)
Cazzeggio
DJ Mixx
Dott. De Vulvis
Fior di cactus
Gatti & Co
La cioccolateria all'angolo
Liberi passi
Mammagatta
Mitica Helo
Monica Maggi
NotteBlu
Pensieri in controluce
Ra
Rebecca
Rosdrudi
Una storia coi baffi
Una vignetta
Yasmine
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
9/11
io
anti-berlusca
anti-padania
as roma
copio e incollo
curiositÃ
dito-ar-qlo
dito ar qlo
donne
felini
how to
informatica
ipse dixit
musica
racconti
sesso
sex
sociale
squola
trenitalia
umorismo
viaggi
vita a 2
Dal 18/06/2005 sono passati *loading* visitatori
Quante volte, durante una coda davanti allo sportello di un ufficio pubblico, rendendovi conto di avere 128 persone davanti, presi dallo sconforto avete provato il forte desiderio di fare testamento? Ebbene ora, dopo averlo redatto, potrete anche consegnarlo a un apposito impiegato: entro il mese di novembre, infatti, Genova, primo Comune in Italia, aprirà al pubblico lo “sportello ultime volontà”, dove sarà possibile depositare, alla presenza di due testimoni, in busta chiusa e sigillata, il proprio testamento biologico. Morituri te certificant, in sostanza.
Si tratta di una notizia che, insieme a Halloween e alla ricorrenza del 2 novembre, costituisce un allegro trittico funerario. Il capoluogo ligure mostra un notevole coraggio con questa iniziativa, dedicando un proprio servizio a una tematica tanto difficile e controversa. In futuro, perché no, potrebbero venire al pubblico sportelli di certificazione del proprio orientamento sessuale o di autorizzazione al parcheggio in doppia fila. Inoltre, questa inattesa e rivoluzionaria svolta burocratica cambierà probabilmente per sempre il concetto di “paura dell’aldilà”, che non riguarderà più il timore di quello che ci attende dopo il trapasso, ma il terrore di ciò che potrebbe accadere aldilà del vetro dello sportello: pratiche smarrite, errate trascrizioni di codici fiscali e dati anagrafici, imprevedibili omonimie, scioperi selvaggi e quant’altro. Crediamo comunque che questa innovazione avrà molto successo (specie a Genova, dicono i soliti maligni, visto che il servizio offerto dall’anagrafe di corso Torino è gratuito, a parte il pagamento di una carta da bollo).
Quello in questione è in realtà un argomento che suscita ormai da anni grandi polemiche nel nostro Paese: da una parte lo si considera un diritto fondamentale di ogni cittadino, dall’altra si sostiene che l’unico, vero testamento biologico possibile sia quello senza pesticidi né additivi chimici. Il nostro Parlamento finora non è ancora riuscito a esprimersi in maniera soddisfacente per entrambi gli schieramenti su una materia così importante, non per cattiva volontà ma per obiettiva mancanza di tempo, anche perché, naturalmente, ci sono delle priorità da rispettare, come il digitale terrestre e la tessera del tifoso, ad esempio. Da più parti, purtroppo, viene fatto notare che la pur lodevole pensata del sindaco Marta Vincenti e dell’assessore Paolo Leardo rischia di non avere nessun valore giuridico. Manca una legge nazionale e, quindi, le ultime volontà, nonostante il bollo pagato e i due testimoni, diventano di fatto le penultime volontà, in attesa del pronunciamento di Camera e Senato. In un lasso ragionevole di tempo (periodo che, nel caso dell’Italia, corrisponde a due o tre reincarnazioni) si arriverà senza dubbio a regole certe e perfettamente comprensibili. Fare ricorso allo sportello comunale per le ultime volontà diventerà una pratica normale, come richiedere la carta d’identità o lo stato di famiglia.
Gli unici a trovare degli aspetti negativi nell’istituzione di questo nuovo ufficio saranno, con ogni probabilità, gli impiegati che dovranno occuparsene. La pausa caffè dovrà essere per forza brevissima: gli utenti in fila, ahinoi a rigor di logica, potrebbero non avere tanto tempo da aspettare.
Sono depositati presso la redazione di 'Chi' filmati e video che documentano gli scandali sessuali più significativi della classe dirigente nazionale. Il premier (che li ha avuti in visione come editore del popolare rotocalco, come distributore cinematografico e come proprietario di quasi tutti gli appartamenti dove si sono svolte le orge) ha selezionato i più eccitanti per proiettarli nei dopocena di Palazzo Grazioli. Una apposita giuria, formata dai suoi ospiti e da lui presieduta, consegnerà il Premio Trimalcione al video più meritevole. Verrà anche assegnato un premio della critica, che adotterà criteri di qualità e non di mera quantità: favorito sarebbe il video 'Bondi, il mio nome è Bondi', nel quale si vede il ministro della Cultura che legge 'Penthouse' scuotendo la testa e imprecando perché ha dimenticato gli occhiali. Ma vediamo quali sono i filmati in concorso.
Marrazzo Di particolare efficacia i dialoghi. Il presidente della Regione Lazio chiede a un trans, con espressione stupita, come mai una ragazza così carina si fa chiamare Giorgio. In un'altra sequenza osserva con sorpresa un paio di scarpe da donna numero 48 chiedendo a un altro trans, l'ex sollevatore di pesi bulgaro Boris Struvanko, se al suo paese tutte le ragazze da marito hanno piedi così enormi.
Tremonti Docu-film di particolare rilievo sociale per il ministro delle Finanze. Lo si vede, ospite della Confindustria, mentre visita un porno-shop esaminando una lunga serie di falli di gomma prodotti nel Nord-Est, nello stesso comprensorio che esporta in tutto il mondo scarponi da sci. Il ministro commenta con grande favore la capacità di diversificare la produzione, ma suggerisce di accelerare i tempi della riconversione: attualmente i falli escono di fabbrica ancora muniti dei ganci da scarpone, che ne rendono difficoltoso l'uso. Presente anche il fido amico Bossi, che per compiacere Tremonti costringe gli uomini del suo seguito a sperimentare di persona i manufatti.
Santanchè Coproduzione italo-saudita, desta scalpore la sequenza, molto audace, nella quale Santanchè indossa il burqa sfidando un capo beduino a sedurla con l'apriscatole. Polemiche per la pubblicità occulta del tonno in lattina.
Bersani Il nuovo leader del Pd è stato ripreso, senza risparmio di mezzi (erano presenti troupes di Carabinieri, Servizi segreti, Polizia di Stato, Guardia di finanza e Mediaset), alla mostra-mercato della piccola industria di Piacenza. Lo si vede visibilmente eccitato mentre accarezza una mietitrebbia e palpeggia un campione di lamierino ondulato.
Di Pietro Premio per il miglior film in dialetto, una delicata ricostruzione dei costumi sessuali nelle campagne del Molise di inizio secolo. Ambientato in una madia, si intitola 'Fai attenzione che stai a rompere li uovi!' e si avvale della vigorosa interpretazione di Tonino Di Pietro e della sorprendente porno-star Bastiana, che anche nelle fasi più concitate del rapporto riesce ad allattare un paio di neonati.
Topolanek Per gli amanti del classico, ecco un vero e proprio kolossal realizzato a Villa Certosa con migliaia di comparse, tra le quali Berlusconi. Il premier ceco Topolanek, affiancato dalla pornodiva Minny, si esibisce nel suo numero più celebre, l'orgia nella piscina: scena ad altissima tensione perché Topolanek non sa nuotare.
Gasparri Autoprodotto, questo video è stato ritenuto troppo choccante perfino dalla disinibita giuria di Palazzo Grazioli, che ha deciso di non ammetterlo in concorso. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di un montaggio che raccoglie, in rapida sequenza, tutte le dichiarazioni di Gasparri ai telegiornali. "Non abbiamo mai visto niente di più osceno", avrebbero confidato ai giornalisti alcuni giurati che hanno abbandonato sconvolti Palazzo Grazioli.
Alla luce delle ultime rivelazioni, emerge con chiarezza l'esigenza di regolamentare i rapporti tra Stato e mafia. Troppi equivoci, troppa confusione. Per esempio, secondo le ricostruzioni più attendibili, almeno la metà degli incontri segreti tra Provenzano e gli emissari dei governi in carica si sono rivelati inutili perché questi ultimi non riuscivano a capire una parola del Capo dei Capi. Valga per tutti questo breve stralcio, tratto dal verbale dell'ultimo vertice in uno degli imprevedibili nascondigli segreti del boss, a casa sua. Provenzano - Inquallacchie! È tutto un inquallacchie, voi dovite intrugare lo scocchio! Ministro - Come? Come ha detto? Provenzano - E ci risiamo! A Tipizzi ci dissi dei lupini! Qui non si cava un ramaglio dai porticchi! E i porticchi chi ce li deve mettere, io? Ministro - Eh? Come dice? Eh? Provenzano - Ma tenete li orecchi affitati? Oppuro state voi a fare parizzi tutti i sante? Ministro - Prego? Eh? Come? La riunione si risolse in un nulla di fatto. Tanto che, per i prossimi incontri, è stato deciso, bilateralmente, di mettere a punto un nuovo protocollo. Questi i punti principali. Interprete Indispensabile la presenza di un interprete simultaneo, che traduca in italiano le richieste della mafia. La mafia ha accettato purché un altro interprete traduca in italiano le risposte dei politici. Per esempio la frase "vedremo di attuare tutta una serie di misure tese a dare risposta alle esigenze prioritarie dei soggetti interessati a una soluzione rapida e certa delle questioni sul tappeto" verrà tradotta "aboliremo il 41 bis". Pizzini È sotto accusa lo stato deprecabile della maggior parte dei pizzini. Il forte odore di pecorino ha provocato una protesta formale della polizia scientifica. Il pentito Carmelo Di Snocciolo, killer del rione Santa Intusimata, ha rivelato agli inquirenti di essere stato costretto a uccidere decine di persone perché nel pizzino il nome della vittima non era chiaro. "C'era scritto di uccidere un certo Paolino ma il cognome era coperto da una macchia di sugo. Hai voglia a fare fuori tutti i Paolino, ci ho messo sei mesi, ho lasciato la mafia perché non si può lavorare in questa maniera". Location Gli ultimi tre vertici tra Stato e mafia hanno avuto luogo in un ovile sotterraneo, nella tromba dell'ascensore di un condominio di Corleone e in un silos di passata di pomodoro svuotato la mattina stessa. Il governo, pur comprendendo le ragioni di riservatezza della mafia, sta pensando di allestire una sede più decorosa, che tenga conto delle diverse culture: si pensa a una normale sala per i convegni, a Roma o a Palermo, però accessibile solo da una botola, per far sentire a proprio agio i boss. Laboriose le trattative per il rinfresco: i boss chiedono quadratini di pecorino, i politici tartine al pesce crudo, tipo happy hour. Probabile un compromesso: involtini di pesce crudo pieni di pecorino, serviti con champagne però in damigiana. Formalità Il bacio in bocca, considerato disgustoso dai politici soprattutto da quando la mafia si fa rappresentare dal boss Biagio Aglio, detto 'Napalm' a causa dell'alito, non può essere abolito perché la mafia considera sacre le sue radici culturali. Per risolvere il problema, i politici porteranno al seguito una controfigura. Diplomazia La richiesta della mafia di aprire formalmente un'ambasciata a Roma viene considerata un importante segno di apertura, ma ci sono perplessità sul nome dell'ambasciatore designato. Si tratta del boss Rosario Straziante, un latitante che per fare esperienza si è presentato a un ricevimento all'ambasciata di Francia a bordo di un camion, portandosi da Palermo il suo catering e i suoi camerieri, e minacciando di morte l'ambasciatore nel caso non volesse accettare il nuovo appalto. La mafia ha già rimediato alla gaffe facendo pervenire all'ambasciatore francese, con un impeccabile biglietto di scuse, la testa mozza di Straziante.
E ora ci tocca cinguettare con Twitter. Noi siamo quelli che hanno guardato la tv senza il telecomando (intanto i canali per lo zapping erano pochini e comunque non sapevamo cosa fosse lo zapping); il telefono con la ruota che girava (per comporre un numero con molti nove dovevi prendere un giorno di ferie e se ci avessero detto che un giorno, digitando un tasto, avremmo potuto richiamare l’ultimo numero avremo chiesto: ”ottimo, ma che cosa significa digitare un tasto?”); i primi fax che nelle redazioni inondavano le stanze di carta a causa di migliaia di maniaci del comunicato stampa (poi per fortuna hanno inventato la mail, ma ormai c’eravamo già giocati una fetta di foresta Amazzonica); i Commodore 64 o gli Spectrum che si avvicinavano a qualcosa di simile a un computer (nessun film di fantascienza ci disse che davanti ai discendenti di quelle scatolette ci avremmo trascorso la nostra vita); i rullini delle macchine fotografiche, da 12, 24 o 36, e quando li portavi a sviluppare erano sempre ingenue aspettative che si sgonfiavano negli occhi rossi e nel ditone sul bordo della foto (oggi i ditoni li usiamo per allargare e stringere la foto a piacimento sul touch screen e come bambini non ci sembra vero).
In vent’anni siamo stati fulminati da una stringa infinita di innovazioni, sigle, funzioni, operazioni, modifiche, procedure, avventure: alcune sempre in voga, altre cresciute e morte senza che facessimo in tempo a imparare davvero a usarle: Betamax, Vhs, Video 2000, audiocassette, videocassette, floppy disk, copiaeincolla, Wap, Gprs, Umts, dual band, triband, quadri band, sms, mms, Windows, Netscape, Altavista, Bluetooth, touchscreen, Messenger, Skype, Gps, mp3, mp4, mpeg-2, emoticon, toc-toc su messenger, webcam, videochiamata, Youtube, spegnieriaccendi che alla fine risolve sempre tutto.
Abbiamo dovuto imparare e dimenticare perché molte innovazioni sono scomparse prematuramente (alzi la mano chi si comprò un teledrin in Italia); altre - come è naturale - si sono sviluppate e migliorate. E noi sempre lì a inseguire. Oggi - è stato scritto la settimana scorsa - ci dicono che anche la mail rischia, è vicina alla pensione, farà la fine del fax, è vecchiotta; ci fanno sapere che Facebook ha già qualche ruga, e che ora bisogna concentrarsi su Twitter. Vabbè, mentre proviamo a fare partire il decoder del digitale terrestre, a cambiare un formato video di un film per caricarlo sull’iPod, a scaricare una geniale applicazione sul cellulare che ci aiuterà a ritrovare il punto dove abbiamo parcheggiato l’auto... bene mentre faremo tutto questo, impareremo anche a usare Twitter. Così sapremo cosa pensa di Roma la regina Rania.
Presto anche nel nostro Paese ci sarà una guida responsabile e del tutto incapace di fare dei danni. Purtroppo non stiamo parlando di Palazzo Chigi, non illudetevi. Si tratta della nuova automobile intelligente, presentata a Gerusalemme dall’équipe di Informatica del professor Amnon Shashua, che frena automaticamente per evitare di travolgere i pedoni.
Ci sono voluti cinque anni di lavoro per riuscire a perfezionare questa tecnologia così raffinata e avveniristica. In un primo momento, si era pensato a una vettura interamente realizzata in gommapiuma, morbidissima in caso di impatto: come controindicazione, però, aveva il fatto che, in caso di pioggia, si imbeveva d’acqua e raggiungeva il peso approssimativo di quattro tonnellate, il che influiva leggermente sulla ripresa della vettura. Di fatto, stiamo assistendo a una epocale inversione di tendenza nel rapporto uomo-automobile: finora era sempre stato l’essere umano a preoccuparsi di salvare la vita alla macchina (rottamazioni, incentivi, cassa integrazione…), ora invece è il mezzo meccanico a prendersi cura della nostra salute. Un bel passo avanti. Un solo rammarico: fosse stata inventata un paio d’anni prima, questa straordinaria innovazione avrebbe evitato tante amarezze al team manager della Renault Flavio Briatore, accusato di aver organizzato un incidente truffaldino in Formula uno.
Il Mobileye (così è stato battezzato il brevetto) parla e lampeggia, vede il pedone già a una distanza di 35 metri, grazie a una telecamera collegata a un radar. Quest’ultimo elemento potrebbe creare non pochi problemi in un Paese come il nostro, dove l’ambizione televisiva spinge a qualunque nefandezza: sapendo di essere inquadrato da una telecamera, l’Italiano contemporaneo è capace di buttarsi in mezzo alla strada cantando My way, ballando, litigando con un familiare in stile reality show o ammiccando simpaticamente in direzione del cofano che si avvicina pericolosamente. Si tratta senza dubbio di aspetti problematici da valutare con grande attenzione, prima di una eventuale commercializzazione dell’automobile intelligente qui in Italia.
A fronte all’apprezzamento di gran parte dell’opinione pubblica, esiste però una seria preoccupazione da parte di un nutrito stuolo di economisti: se questo modello dovesse prendere piede (in senso metaforico, perché nel vero senso della parola sarebbe impossibile), non ci sarebbero più incidenti stradali. È doveroso quindi chiedersi: che fine farebbero le tante compagnie assicurative, che da sempre ci spillano denaro con polizze e franchigie incomprensibili? E soprattutto, è lecito togliere all’Italiano la soddisfazione di infinocchiare di tanto in tanto il proprio assicuratore, mettendosi d’accordo con il proprio carrozziere? Ecco dei nodi di cui prima o poi bisognerà occuparsi, per evitare che degenerino. Inoltre, ci sembra che un altro fattore venga gravemente sottovalutato: tra il navigatore satellitare, il sistema di park control, il computer di bordo e ora il Mobileye, al povero guidatore si rivolge una serie di voci elettroniche impressionante per quantità e prepotenza tecnologica. Questo creerà situazioni imprevedibili e incresciose.
Molti, probabilmente, arriveranno al punto di rimpiangere i tempi in cui, a rompere le scatole in macchina, era soltanto la suocera.
Con l'acquisto del 'New York Times', Berlusconi traccia le linee della sua nuova strategia mediatica: comperare le principali testate straniere per mettere a tacere la campagna antitaliana scatenata dalle lobbies dei miliardari comunisti che odiano il popolo e i suoi costumi semplici. Momentaneamente alloggiato all'Hilton, il nuovo direttore del 'Nyt' Carlo Rossella sta scrivendo il suo primo editoriale, intitolato 'Perché non possiamo non dirci newyorkesi', nel quale fa l'elogio della Quinta Strada, sostenendo che è una sua scoperta. In preparazione anche il prossimo editoriale con l'elogio della Quarta Strada, fin qui ingiustamente trascurata. Acquistato anche il David Letterman Show. Letterman potrà continuare a condurre, ma sarà affiancato da un vicedirettore leghista che interverrà in collegamento da Varese. Francia Secondo un accurato rapporto stilato dagli esperti del premier, la stampa francese è in mano a vecchi pederasti comunisti che odiano il popolo, le donne, la religione e il Milan. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il rifiuto di 'Le Monde' di pubblicare un editoriale di Carlo Rossella intitolato 'Perché non possiamo non dirci parigini'. Non potendo acquisire 'Le Monde' a causa dell'inspiegabile diniego della proprietà, Berlusconi ha però comperato il palazzo dove ha sede, facendolo ristrutturare dai suoi arredatori. Rifiutandosi di lavorare in un ambiente giudicato orribile anche dagli addetti alle pulizie, i giornalisti hanno abbandonato la sede, subito rimpiazzati. 'Le Monde' uscirà in italiano e sarà diretto da Maurizio Belpietro, che per non scoraggiare i lettori francesi si firmerà Maurice Beaupierre. Anche il prestigioso 'Le Monde Diplomatique' cambia linea, come spiega l'articolo di fondo di Vittorio Feltri, intitolato 'Diplomatique un cazzo'. Inghilterra Il 'Times' è stato affidato dal nuovo proprietario Paolo Berlusconi a Gino Mantegazza, un cronista della 'Padania' che avrà il compito di rinvigorire lo stile anemico del quotidiano londinese. L'operazione richiede più tempo del previsto perché Mantegazza prima ha preteso di poter dirigere il 'Times' da Como, poi si è stabilito a Monaco di Baviera, convinto che il 'Times' fosse tedesco. Finalmente a Londra, Mantegazza ha illustrato il suo piano editoriale ai giornalisti del 'Times' che gli hanno promesso di votare il gradimento a patto che si togliesse i bermuda e le infradito. Russia Grazie all'amico Putin, Berlusconi ha ottenuto in regalo una decina di quotidiani. Saranno diretti da Carlo Rossella, accolto con simpatia grazie all'editoriale 'Perché non possiamo non dirci moscoviti'. Per non disorientare i lettori russi, tutti gli articoli saranno censurati già in fase di scrittura, omettendo nomi e luoghi. Si parte con un'inchiesta sul nuovo gasdotto (di proprietà di Putin e Berlusconi e rivenduto a prezzo decuplicato a una ventina di governi) intitolata 'Da qualche parte un grosso tubo porterà della roba che serve al popolo per cuocere il minestrone'. Altri paesi Con l'editoriale 'Perché non possiamo non dirci di Ulan Bator', Carlo Rossella assume la direzione del quotidiano mongolo 'Ulan Bator News'. La legge mongola vieta allo stesso proprietario il possesso di più di un quotidiano, ma essendo quello l'unico giornale del Paese, Berlusconi non ha avuto difficoltà nella scalata. Sotto controllo la stampa di altri 110 paesi, inclusi l'Arcaistan, con il suo quotidiano in caratteri cuneiformi, e il piccolo e fedele Papistan, nel quale Berlusconi non ha avuto bisogno di acquistare l'unico giornale locale, una rivista porno, perché la linea editoriale gli era già favorevole. Unica nota dolente: per una dimenticanza è stato trascurato un quotidiano ugandese che ieri titolava in prima pagina, a caratteri cubitali, 'Berlusconi Bagalawi', che pare significhi Berlusconi è un pirla.
Se continua così, Licia Colò diventerà inevitabilmente il nuovo capo della polizia. Le cronache di questi giorni, infatti, evidenziano come la malavita organizzata utilizzi sempre più di frequente animali esotici molto pericolosi, quali guardiani di covi e refurtive. È di solo due settimane fa l’inquietante notizia che la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ha trovato un enorme coccodrillo a guardia dell’abitazione di un boss casertano, al punto da far pensare per un momento gli inquirenti a una sponsorizzazione della Camorra da parte della Lacoste.
È ancor più recente, invece, il ritrovamento di serpenti velenosi, durante una perquisizione, a casa di uno spacciatore romano, in zona Trionfale. Si tratta di una svolta tarzanesca nella strategia del crimine, di fronte alla quale le forze dell’ordine appaiono del tutto impreparate. Aver prestato servizio per anni a bordo di gazzelle e pantere, non sembra purtroppo sufficiente a garantire la sicurezza dei cittadini: poliziotti e carabinieri, per tenere il passo, dovrebbero come minimo andare di pattuglia sugli elefanti. Colpisce e commuove il coinvolgimento di questi animali innocenti e del tutto ignari delle dinamiche della delinquenza nostrana: cosa ne sa un caimano del temutissimo mandamento di Corleone? Che idea può farsi un inesperto gibbone dalle mani bianche del traffico di motorini rubati? Che c’entra un branco di licaoni con il contrabbando di sigarette? Loro malgrado, però, si trovano a essere complici: mentre inghiottono un appuntato dell’Arma, potrebbero non capire di essere dalla parte sbagliata della barricata.
I meravigliosi documentari naturalistici del National Geographic, che da anni ci mostrano immagini bellissime di animali affascinanti e spaventosi, diventeranno dei veri e propri casellari giudiziari, a disposizione delle Autorità: guardandoli, le vittime riconosceranno il grizzly di un camorrista o il leopardo di un rapinatore. Per di più, c’è il rischio che anche i cittadini onesti, esacerbati e preoccupati da questa nuova situazione, ricorrano agli stessi metodi dei malviventi: terranno una decina di scorpioni messicani nell’automobile come antifurto, un boa constrictor nella vetrinetta dell’argenteria, un varano di comòdo stipato nella cassaforte, un bufalo all’intero di un negozio di articoli da regalo (scelta questa alquanto pericolosa). È proprio vero che le nostre città stanno tornando ad essere delle giungle. Purtroppo, però, noi italiani contemporanei non siamo in grado di relazionarci alla natura selvaggia con reali prospettive di sopravvivenza: basta un piccione che ci fissa sul davanzale per essere presi dal panico. Inoltre, ci sia consentito un modesto appunto alla nostra criminalità organizzata, che pure rimane indubbiamente una delle poche Istituzioni ben funzionanti nel nostro Paese. Sta andando troppo verso il kolossal hollywoodiano. Coccodrilli, ragni velenosi, leoni, squali: sembra la sceneggiatura di Indiana Jones e la ‘Ndrangheta maledetta.
In questa nuova, inaspettata ottica, dispiace dirlo, uno dei luoghi più amati dai bambini di ieri e di oggi, cambierà probabilmente destinazione d’uso. I giardini zoologici, oggi ribattezzati ipocritamente bioparchi, diventeranno di fatto delle case circondariali per poveri, inconsapevoli delinquenti.
Il premier in televisione ha promesso ai senzacasa di Messina "villette complete di tutto, dalle lenzuola alle posate", secondo la nuova strategia del governo che prevede di dotare le popolazioni colpite di cucchiai da minestra per rimuovere il fango, e di coltelli da bistecca per mettere in fuga gli sciacalli. Ma basteranno queste misure drastiche, basteranno l'ottimismo e l'efficienza dell'esecutivo per evitare il peggio? E come fronteggiare l'incredibile ondata di malasorte (dalla sentenza sul lodo Mondadori alla crisi del Milan alla congiura dei poteri forti alla cattiveria di Fini) che minaccia di travolgere il governo? In una riunione ristretta, Berlusconi ha fatto il punto della situazione, cercando di prevedere i guai imminenti. Lodo Alfano Il premier sta saggiando in gran segreto le intenzioni della Consulta. Ha proposto ai suoi di fornire ai giudici villette complete di lenzuola e posate, ma ci sono forti dubbi sull'efficacia della mossa. In caso di bocciatura, su proposta di Ghedini il lodo Alfano verrà nuovamente depositato sotto pseudonimo, lodo John Smith, nella speranza che non venga riconosciuto. Altra possibilità (proposta di Cesare Previti), un'amnistia per le quattro cariche principali dello Stato: se sono incensurati, peggio per loro perché non potranno godere della nuova legge. Alluvioni e terremoti Si tratta di catastrofi a orologeria, che i poteri forti hanno concentrato in questa legislatura per mettere in difficoltà il governo. In previsione di nuove manovre eversive (ci sono voci di esondazioni del Po durante il prossimo G20, previsto sugli argini del Polesine), il premier ha in animo di dotare l'intera popolazione italiana di villette anfibie, complete di lenzuola e posate da pesce, che possano galleggiare sulle acque. È il Progetto Noè, caldeggiato dall'unico produttore al mondo di villette anfibie, Armando Berlusconi, un lontano cugino finora rimasto nell'ombra per il carattere discreto e perché ricercato dall'Interpol. Secondo un altro piano, sarebbe più efficace munire tutti gli italiani di villette a rotelle, complete di lenzuola e cinture di sicurezza, per fuggire rapidamente dalle zone colpite.   Lodo Mondadori Pagare la pesantissima ammenda in monete da un euro, minacciando di farle scaricare da quaranta Tir nella portineria di Carlo De Benedetti: è l'espediente suggerito dall'avvocato Ghedini, convinto che il portiere respingerebbe al mittente un carico così ingombrante. Ma Carlo De Benedetti ha fatto sapere di avere una portineria enorme, e dunque si passerà al piano B: ricorrere alla corte dell'Aja, cercando di convincere i giudici che è del tutto inverosimile immaginare che la Mondadori sia stata conquistata corrompendo un magistrato. La memoria difensiva verrà consegnata ai giudici dell'Aja insieme a una Rolls Royce e al codice Iban di un conto svizzero. Nel cruscotto le chiavi di una villetta completa di tutto, dalle lenzuola di raso alle posate d'argento. Contestazioni Come evitare le continue, vergognose contestazioni comuniste che attendono il premier ad ogni uscita pubblica? Entrare e uscire dalla porte di servizio è pericoloso: nella prefettura di Messina Berlusconi, per un errore della security, si è ritrovato nel locale caldaie e ha dovuto subire le pesanti ironie di un gruppo di ratti sindacalizzati che gli hanno chiesto se, oltre alle lenzuola e alle posate, poteva rifornirli anche di panini al prosciutto. Lo stesso premier ha proposto al suo staff di trasformare tutte le prefetture in villette complete di tutto, ma gli è stato fatto notare che non c'entrava niente. Unica soluzione, il sorvolo in elicottero dell'intero territorio nazionale, senza mai scendere fino alla fine della legislatura, con rifornimenti in volo da parte dell'aeronautica militare. Al premier, perplesso, è stato garantito che l'elicottero sarà completo di lenzuola, posate e un plaid per l'inverno.
«Non pensavo di svegliarmi così stamattina» ha detto Obama, aggiungendo che una delle figlie ha esclamato «Papà, hai vinto il Nobel per la Pace e inoltre oggi è il compleanno del cane Bo». E l'altra figlia: «Papà, lo sai che adesso abbiano tre giorni di vacanza?» (lunedì è festivo negli Usa).
Ebbene si, a pochi mesi dalla sua elezione il neo presidente degli Stati Uniti, si è guadagnato il premio Nobel per la Pace. E lui, il modestone, ha anche detto di non esser sicuro di meritarlo, di riceverlo con umiltà. Obama è il terzo presidente Usa in carica a ricevere il Nobel, dopo Theodore Roosevelt e Woodrow Wilson. Il presidente Barack Obama darà in beneficenza il denaro che riceverà insieme al Nobel per la Pace, ha annunciato la Casa Bianca. Obama riceverà l'equivalente di 1,4 milioni di dollari.
Ma lo psiconano che dice di tutto ciò ? Sicuramente è un altro boccone amaro da mandare giù, probabilmente ora, dopo gli attacchi al Presidente della Repubblica, attaccherà anche il Presidente degli Stati Uniti, aggiungendo le sue solite frasi a sproposito a matrice razzista.
Ma la cosa più preoccupante è che c'è qualcuno pensava di candidarlo al premio Nobel. Qualche italiano fuori di testa ha pubblicato anche il sito Internet http://silvioperilnobel.sitonline.it/ .
Ma non tutti i media italiani ne hanno dato risalto alla notizia, paragonando oramai sua emittenza al famoso senatore pazzo. Me ne sono accorto spulciando la stampa estera http://www.nytimes.com/2009/06/04/world/europe... oramai, se vogliamo sapere quello che succede in casa nostra bisogna consultare i giornali stranieri, di cui tutto si può dire, tranne che sono di sinistra.
Nascesse oggi, il grande Edmondo De Amicis aggiungerebbe probabilmente un nuovo, commovente episodio al suo libro Cuore: la maestrina dai conti in rosso. Per il secondo anno consecutivo, il Ministero ha erogato zero euro per i fondi ordinari della scuola pubblica. Ecco dunque perché si chiama ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: perché è continuamente alla ricerca di risorse economiche, senza molto successo a giudicare dai fatti.
Dal settimo rapporto di Cittadinanza Attiva “Imparare sicuri” emerge che nel 61% delle scuole mancano il sapone, i cancellini, la carta igienica, gli asciugamani usa e getta e oltre il 50% degli Istituti avrebbe bisogno urgentemente di restauri. Insomma, siamo passati dal metodo pedagogico Montessori a quello Monte dei Pegni. Inoltre, centinaia di elementari, medie e licei attendono rimborsi dallo Stato e sono pressati sempre di più dai creditori: dopo l’innovazione del debito formativo, il debito e basta. Genitori e insegnanti sono costretti ad affrontare i bilanci deficitari ricorrendo al metodo dell’autotassazione. Vista la situazione, è anche necessario leggere in maniera del tutto differente l’arduo fenomeno delle baby gang: si tratterebbe di bravi scolari che cercano di procacciare i fondi per i pennarelli e le mappe geografiche della propria classe. Da indiscrezioni trapelate, sembra che siano già allo studio dei tecnici di viale Trastevere alcune interessanti misure per risolvere questo problema così grave e preoccupante. Scartata l’ipotesi di vendere in apposite aste giudiziarie i bidelli, ci sarebbe la possibilità, ad esempio, di abbinare a ogni materia una sponsorizzazione, come si fa ormai da anni con i programmi televisivi: “L’ora di Italiano vi è offerta dall’alimentari di via Giacomo Leopardi , mentre il negozio di articoli sportivi Athletic Body vi invita a prendere parte alla lezione di Educazione Fisica”. Una soluzione indubbiamente in linea con i tempi che viviamo. Oppure, si potrebbe chiedere agli studenti, durante la ricreazione, di pedalare tutti insieme per produrre l’energia elettrica necessaria a illuminare e riscaldare gli edifici scolastici, permettendo in questo modo un risparmio non indifferente alle malandate casse dello Stato. O ancora, ci sarebbe la possibilità di applicare una riforma che ha avuto molto successo in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente: aggiungere all’orario delle lezioni qualche ora suppletiva, durante la quale i ragazzi potrebbero cucire palloni e incollare tomaie e suole per un paio d’importanti Multinazionali dello Sport. Quest’ultima soluzione avrebbe anche un indubbio aspetto formativo e una grande utilità: l’introduzione dei giovani nel mondo del lavoro.
Alla luce dei dati resi noti dall’indagine di Cittadinanza Attiva, appare chiaro che un significativo risultato è stato raggiunto: la Scuola Pubblica e quella Privata sono state finalmente equiparate. Infatti, si può dire con orgoglio che la Scuola Pubblica è Privata di tutto. Purtroppo, decine di migliaia di genitori non riescono a vedere l’aspetto positivo di questa situazione e chiedono che si cambi registro. Malauguratamente, però, non ci sono i soldi per comprare neanche quello.
Certe volte il rimedio è peggio del problema (senza nessun riferimento al ministro Tremonti e alla crisi economica, sia chiaro). Un inquietante studio francese pubblicato dalla rivista "BMC Biology" ci rivela che uno dei principali ingredienti dei repellenti contro le zanzare, il Deet, è nocivo anche per la nostra salute. Insomma, muoia il zanzarone con tutti i filistei. Viene da pensare: perché una notizia del genere ci viene data ad agosto, proprio mentre ci stiamo spruzzando sulla pelle, come dei disperati, prodotti antizanzara di tutti i generi ? Adesso ci aspettiamo che, a metà pomeriggio del 31 dicembre, la televisione ci dica che lo zampone, accostato alle lenticchie, genera le terribili radiazioni gamma. D’altronde, così su due piedi, è praticamente impossibile trovare altri repellenti efficaci, a meno che non si abbia sotto mano una foto di Gigi Marzullo. Gli scienziati Vincent Corbel e Bruno Lapied, dell’Università di Montpellier e Angers, sottolineano nella loro ricerca che questa sostanza serve a ingannare la zanzara, confondendola e depistandola, un po’ come si è fatto nel nostro Paese per Ustica, Piazza Fontana e in tante altre occasioni, senza che peraltro venissero registrati effetti collaterali, se non una leggera nausea nell’opinione pubblica. Il Deet, secondo gli studiosi francesi, manda sì in tilt il sistema nervoso dell’insetto, ma rischia di nuocere seriamente anche al nostro. In sostanza, non vieni punto ma corri il pericolo di veder interrotta la comunicazione tra i neuroni, fenomeno che la medicina ufficiale definisce sindrome di Giletti. La paura delle autorità sanitarie internazionali è che adesso possa scatenarsi una psicosi di massa: ad esempio, dopo aver proposto le bandiere regionali al posto del tricolore, al capogruppo leghista al Senato, Federico Bricolo, è stato chiesto, con grande tatto, dai medici di Palazzo Madama se per caso avesse utilizzato prodotti antizanzare in dosi massicce nelle ultime 24 ore. Contro queste minuscole creature volanti così fastidiose, l’essere umano ha sperimentato di tutto, nel corso dei secoli. C’è chi crede nei metodi naturali, che dalla citronella ai vasi di geranio, passando per le finestre dipinte di azzurro, possono portare fino ad alcuni antichissimi rituali maya, molto pittoreschi ma poco pratici da realizzarsi in un condominio. Ci sono poi i sistemi altamente tecnologici, tipo gli ultrasuoni che riproducono il richiamo della zanzara maschio: non hanno effetti, se non farti pungere da una zanzara femmina che ostenta atteggiamenti languidi. Recentemente, l’odio cieco verso questo insetto ha portato la razza umana all’utilizzo di tecniche spaventose, come la finta racchetta da tennis elettrificata, sperimentata con successo dai laboratori di Wimbledon, e la disinfestazione preventiva, che elimina le zanzare ma anche le loro potenziali vittime umane, costrette a trascorrere un’intera notte d’estate con le finestre chiuse ad una temperatura media di 38 gradi. L’unico sistema veramente ecologico, a dirla tutta, è la vecchia ciabattata sul muro, ma ormai nessuno sembra più incline a quei safari notturni che, un tempo, caratterizzavano questo periodo dell’anno. A meno che l’idea delle ronde non venga estesa alle zanzare. Un dato positivo ci sarebbe senz’altro: finalmente l’iniziativa del ministro Maroni riscuoterebbe un consenso unanime.
Michelle si sarà detta: «Chi è questo tizio che mi si sta avvicinando, tutto contento e saltellante e col sorrisone a sessantadue denti? Ah, sì, è quello del G8 all’Aquila, come si chiama.....? Burlesconi, mi pare».
I due stanno al vertice di Pittsburgh. Silvio, trenta centimetri in meno di lady Obama, alza lo sguardo per ammirarla tutta. E poi, prima di darle la mano e di provare a scalarla per darle un bacio ma capisce che non è aria e si blocca, fa una plateale smorfia di ammirazione per la mastodontica beltà di Michelle.
E apre le braccia come a dire «che schiantoooo!!!!», riferendosi anche all’eleganza dell’abbigliamento della signora. Lei gli sorride e si dimostra divertita e apprezzata. Burlesconi, in quel momento, si sarà sentito un «conquistatore» e il tipico «playboy italiano che fa sempre colpo su tutte, fin da quando stavo al liceo dai salesiani», oppure ha fatto la figura del nonnetto venuto da una piccola repubblica di bananas al quale concedere un buffetto non costa nulla?
La battaglia di Daniela Santanchè contro l'oscurantismo islamista è appena agli inizi. I punti fondamentali della campagna politica sono quattro: Burqa In un dettagliato documento, Santanchè individua il vero punto dolente dell'indumento: in caso di lifiting facciale, non è possibile mostrare i risultati in pubblico. La comunità musulmana replica che il lifting rende impossibile l'identificazione delle donne soprattutto a volto scoperto, perché diventano tutte identiche a Sophia Loren da vecchia, anche se hanno diciotto anni. Tanto vale tenere il burqa. Si sta cercando un compromesso. Santanchè propone di incontrarsi a metà strada: un burqa all'occidentale, disegnato dai costumisti di Mediaset, con culo e tette di fuori, che faccia sentire le donne musulmane integrate nei nostri costumi.  Dialogo Sempre in segno di conciliazione, Santanchè si è recata in visita al venerabile imam Alì, detto il Purissimo, impugnando un enorme salame di Varzi. Su suggerimento del ministro Calderoli, la festosa delegazione governativa era accompagnata dalla Corale delle Osterie Padane che intonava il canto popolare 'Ma alle donne, caso strano, il salame piace sano'. L'imam Alì ha apprezzato lo spirito amichevole, ha fatto disinfestare il quartiere e subito dopo è svenuto. I colloqui sono stati rimandati.  Scambi culturali L'associazione Minareto, formata da anziani capi tribù appena arrivati da Pakistan e Afghanistan, è stata invitata da Santanchè ad assistere a 'X Factor'. Dopo essersi consultati, gli anziani hanno fatto una proposta alternativa: andare tutti a casa della Santanchè per celebrare nel suo salotto l'antico rituale della Battaglia delle Capre: montoni inferociti che si affrontano a cornate tra le urla della folla. Possibile compromesso: il rito tribale potrebbe svolgersi negli studi di 'X Factor' sostituendo alle capre i concorrenti. Ipotesi due, invitare tutti al Palio di Siena che gli antropologi considerano ideale per far sentire come a casa loro le comunità arcaiche di tutto il pianeta. Polemiche ll circolo culturale Sorelle inflessibili, animato da anziane massaie fondamentaliste che indossano il famigerato burqa a casetta (un prefabbricato munito di tapparelle, angolo cottura e citofono) non ha gradito la proposta della Santanchè di destinare i loro burqa ai terremotati, con cerimonia in diretta a 'Porta a Porta'. Un buco nell'acqua anche la proposta governativa di dotare i burqa di rotelle e targa: la Motorizzazione civile, che sta ancora sbrigando pratiche di cambio di proprietà degli anni Settanta, non è in grado di provvedere in tempi utili all'immatricolazione dei burqa come ciclomotori. Kebab Santanchè propone di regolamentare severamente la vendita e il consumo di kebab. Con una delle sue tipiche azioni dimostrative, ha fatto irruzione in una rosticceria araba di Lambrate avvolgendo il kebab nelle pagine più veementi dei libri di Oriana Fallaci. La clientela, divertita, le ha giudicate abbastanza croccanti, ma dal sapore molto discutibile. Il nuovo regolamento comunale prevede che il kebab, per rispettare e usanze gastronomiche e le norme igieniche lombarde, debba avere le uvette e i canditi come il panettone, essere impanato come le cotolette e servito insieme a un bicchiere di Baygon con funzioni di disinfettante.
1. Strappare il burqa alle donne;
2. Strappare la barba agli imam;
3. Strappare le palle a qualcuno;
4. Costringere l'intero harem dello sceicco Al-Quaraquak, detto l'Iracondo, a partecipare al Festival di Sanremo con la canzone 'Sesso a volontà'.
Giudicato troppo cruento anche dallo staff della signora, formato da ex legionari, preti lefebvriani ed ex pugili della palestra Duce della Balduina, il programma è stato ripensato in chiave più conciliante.
In Italia la crisi economica si è chiusa ufficialmente ieri, alle 11 e 23. L'operaio cassintegrato Mario Rossi, nel popolare emporio genovese 'Solo belinate', ha acquistato un telefonino Multiplex Photonic Hg400, con tastiera a sei piste, in grado di telefonare da solo, gemellarsi con la Nasa, giocare in Borsa e tostare le arachidi. Grazie ai 450 euro versati in contanti da Mario Rossi nella cassa di 'Solo belinate', è scattato su tutto il territorio nazionale il jackpot di Fine Crisi e l'operaio, incredulo e felice, si è trovato circondato da centinaia di telecamere e da una folla plaudente. Il ministro Tremonti in persona ha voluto telefonare a Mario Rossi che per l'emozione non è riuscito a rispondere perché continuava a digitare il tasto per tostare le arachidi. Sarà insignito di Medaglia d'oro al valor civile e, quando sarà il momento, avrà i Funerali di Stato. Altri eroi Non solo Mario Rossi. Verranno insigniti di onorificenze, e ricevuti con tutti gli onori a Palazzo Chigi, anche altri oscuri eroi dell'economia che non hanno voluto arrendersi al disfattismo. Come l'impiegato campano Puccio Mazzaruotolo, che nonostante abbia dovuto rinunciare alla sua automobile, pignorata, ogni mattina appena alzato ha bevuto stoicamente un litro di benzina. O come la casalinga emiliana Elvira Strafogacci, inventrice del popolarissimo tortellino della crisi: troppo caro il ripieno di carne, Elvira metteva in ogni tortellino un cartiglio con un pensiero positivo di Silvio Berlusconi. Altri parametri Anche altri parametri sembrano indicare la fine ufficiale della crisi e il ritorno ai tempi felici di una volta. Ha finalmente riaperto i battenti la mitica Lehman Brothers, il cui crack trascinò l'intero pianeta nella catastrofe finanziaria. Per adesso un solo sportello nel cuore del Bronx, nel retrobottega di un locale di lap-dance per portoricani. Una ripartenza umile, volutamente di basso profilo, che però garantisce ai suoi clienti un servizio prestigioso: i soldi dei correntisti vengono investiti in titoli di Stato di Atlantide. Al cliente viene anche fornita la prestigiosa Gonzo Card. Si sono già formate lunghissime code. In Italia fa ben sperare la forte impennata del mercato della prostituzione, anche se gli esperti non si spiegano l'irregolare distribuzione sul territorio nazionale: fortissimi picchi dei consumi a Roma e Bari, situazione stazionaria altrove. Mercato immobiliare Le cose vanno meglio. Negli Usa le eleganti ville in stile neocoloniale tutte di legno, viste in tanti telefilm, sono le grandi protagoniste del clamoroso rilancio di un settore, quello delle segherie, che negli ultimi anni era stato piuttosto in ombra. Qualche spiraglio anche per gli immobiliaristi disoccupati: in molti hanno trovato impiego nei circhi, dove si esibiscono raccontando al pubblico come vendere cinquecento metri quadrati di casa a un facchino disoccupato. Cultura I consumi culturali, in crisi in tutto il mondo, sono in forte risalita in un solo paese, l'Italia, grazie agli sforzi del governo. Forti incentivi per l'acquisto di rilegature di libri senza il libro dentro, facili da spolverare e comodissimi da leggere: c'è solo il titolo. Il governo ha anche accettato un emendamento dell'opposizione, che chiedeva con fermezza che il titolo non fosse lo stesso per tutti i libri. La Rilegatoria di Stato ha ritirato dalla circolazione 300 milioni di copertine di colore diverso, ma tutte con il titolo 'Furia Cavallo del West: dietro le quinte', promettendo di sostituirle con almeno altri due titoli di maggior spessore culturale, concordati con l'opposizione: 'Furia Cavallo del West nel percorso freudiano' e 'Furia Cavallo del West e i moti equini del primo Novecento'.
Un recente studio dell’Università britannica di Stirling, pubblicato dal Daily Mail, afferma che, in fatto di seduzione, ha più successo chi si circonda di amici brutti. Ora, il problema è: con chi deve uscire l’onorevole Buttiglione per sperare di rimorchiare? Riguardo questa eventualità, per il momento, l’Ateneo scozzese non si è espresso.
Viene, dunque, clamorosamente smentita dalla scienza ufficiale la madre di tutte le raccomandazioni genitoriali, quella che centinaia di adolescenti si sono sentiti rivolgere dai familiari: «Cerca di evitare le brutte compagnie». Adesso apprendiamo che invece è assolutamente necessario ricercarle, se si vuole conquistare un partner. A essere sinceri, la natura dell’essere umano già di suo spinge l’individuo a non circondarsi di possibili avversari durante i periodi di caccia amorosa. Se sei un incrocio tra Quasimodo e un Gormita, eviterai senza alcun dubbio di mostrarti in pubblico con George Clooney. Chi scrive, ammette di essersi trascinato dietro, durante la tormentata età puberale, degli autentici fagotti umani, nella speranza di vincere la difficile lotta per l’accoppiamento. In tal senso, i potenziali amici poco attraenti, bassetti, brufolosi e con le orecchie a sventola, diventano una merce preziosissima. L’unico fattore che può sovvertire questo equilibrio ancestrale, è il reddito: se l’amico brutto guadagna dieci volte più di voi, la ragazza da conquistare potrebbe risultare più attratta dalla sua Porsche che dalla vostra Panda.
Ma si tratta di circostanze estreme, naturalmente. Questa strategia comportamentale (circondarsi di figure meno dotate per amplificare le proprie qualità) può venire applicata anche ad altri ambiti. In un panorama istituzionale come il nostro, in cui ognuno apre bocca e le dà fiato, il semplice buonsenso del presidente Fini lo fa apparire un gigante della politica. In un attacco come quello della Nazionale italiana di calcio, Iaquinta rischia di fare la figura di un nuovo Levratto. In un Festival di Sanremo come quelli visti negli ultimi anni, anche Marco Carta può sembrare un cantante. È tutta una questione di parametri, in fin dei conti. Se paragoniamo la nostra economia a quella del Burkina Faso, possiamo illuderci di essere ancora negli anni del boom economico.
Tornando alla notizia diffusa dal quotidiano inglese, potrebbe causare una grave discriminazione: le belle donne non troveranno più un’amica con cui uscire. O accetteranno di imbruttirsi, o saranno condannate a girare per strada in solitudine. Al contrario, le donne avvenenti non devono mai stare da sole, almeno a seguire l’esempio del nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che a Palazzo Grazioli le ha sempre fatte entrare a gruppi di cinque. Del resto, è comprensibile che chi è stato meno favorito dalla sorte, cerchi di difendersi dalla fortuna altrui. Addirittura il Principe Azzurro, che per di più era anche belloccio e aveva un’attività ben avviata, quando arrivò alla bara di cristallo di Biancaneve per baciarla e ridestarla dall’incantesimo, non ebbe dubbi. Si fece accompagnare dai sette nani.
Dopo i recenti dissapori, sono a buon punto le febbrili trattative tra Chiesa e governo di centrodestra per ristabilire i solidi e affettuosi rapporti di sempre. Le rispettive diplomazie stanno mettendo a punto una Carta di Riconciliazione che verrà resa pubblica il 29 settembre, in occasione del compleanno del premier, che sarà celebrato in San Pietro. Questi i punti principali. Indulgenze L'istituto dell'indulgenza, travolto secoli fa in seguito a un'indegna campagna della stampa protestante, verrà reintrodotto con reciproca soddisfazione delle parti contraenti. I Peccatori verseranno alla Chiesa un obolo proporzionale all'entità del peccato. Per Silvio Berlusconi si è stabilita, forfettariamente, una somma di dieci miliardi di euro da versare entro la fine del 2009, in cambio della quale gli verrà consegnato dalla Cei un certificato di verginità (Charta Rinverginationis). Per evitare polemiche strumentali, la somma sarà versata in monete da un euro durante la questua domenicale. In ogni chiesa italiana i sacrestani si presenteranno con una sacca da due metri cubi, munita di rotelle e argano, che verrà riempita di monete da emissari di Palazzo Chigi e da volontari del Pdl. Il contenuto delle sacche, provenienti da tutta italia, sarà poi versato in uno speciale silos dello Ior al centro di Piazza San Pietro. Il tintinnio del denaro, amplificato dagli altoparlanti, sarà udibile fino a cento chilometri da Roma: si prevede l'arrivo di milioni di pellegrini. Scuola Raggiunto il compromesso tanto atteso: anche le scuole pubbliche avranno diritto ai finanziamenti dello Stato. Confessione Una commissione congiunta, formata dall'avvocato Ghedini e basta, proporrà al Parlamento l'adozione del Lodo Ego Te Absolvo, che dichiara estinti tutti i reati dichiarati in confessionale, equiparando l'assoluzione del prete a quella della Cassazione. Per smaltire le code davanti ai confessionali, tutti i sagrati italiani verranno transennati. I magistrati che si sentissero esautorati da questo provvedimento potranno facilmente ovviare entrando in seminario e prendendo i voti. Stampa Dimenticato l'incidente Boffo, dovuto a uno spiacevole malinteso (Feltri intendeva solo fare uno scherzo), la Chiesa ha messo a disposizione del governo il suo antico sistema di imprimatur, molto più efficace delle maldestre ritorsioni fondate su querele e censure a posteriori. L'imprimatur impedisce ab ovo la pubblicazione di notizie sgradevoli. Qualunque articolo di giornale o servizio televisivo sarà vagliato preventivamente da una commissione di suore orsoline. I palinsesti Mediaset, che senza la messa in onda di tette e culi sarebbero costretti a chiudere, avranno una speciale dispensa tette e culi (Exceptio tettarum et culorum). Le altre reti dovranno mandare in onda solo l'Angelus papale e, per pluralismo, anche qualche funzione ortodossa, purché sottotitolata. Dichiarazione di politici e intellettuali non credenti andranno in onda nell'apposita rubrica 'Dov'è l'errore?', concorso popolare abbinato alla Lotteria Italia. Nomine Rai All'insegna del pluralismo: un gesuita a Raitre, un barnabita al Tg3. In consiglio di amministrazione siederà anche una nuova figura, il cappellano della Rai, che avrà il compito di benedire i programmi prima della messa in onda, e la Littizzetto durante la messa in onda. Nuovo ministro Il ministro Calderoli, il cui matrimonio celtico e il cui divorzio varesotto sono stati sanati da uno speciale indulto del parroco, è nominato ministro plenipotenziario per i rapporti con la Santa Sede. Per volontà di entrambe la parti, è stata aggiunta una clausola che invita Calderoli a non presentarsi in shorts ai colloqui con il Papa. Più difficile sarà ottenere anche dal Papa un abbigliamento consono.


Dopo il letto, anche il dialetto matrimoniale finirà per diventare presto uno dei principali sogni delle giovani coppie di fidanzati. Giovedì scorso 3 settembre 2009 è stato ricordato (ma se ve lo siete dimenticato, non perdeteci il sonno) come il giorno del primo matrimonio in dialetto nel Comune di Como. Chissà se, per completare degnamente la splendida cerimonia lombarda, gli sposini, all'uscita dal Municipio, sono stati festeggiati con un allegro lancio di risotto alla milanese. E magari, come bomboniera avranno scelto una cotoletta in capodimonte oppure una piccola ampolla per l'acqua del Po in peltro. A celebrare le nozze il leghista Diego Peverelli, assessore comunale all'Ambiente, un preciso punto di riferimento per le pernici e le beccacce padane, nonché un acerrimo nemico di qualsiasi specie migratoria attraversi il suo territorio. È lui il brillante ideatore, circa un anno fa, del centralino telefonico comunale in lingua locale, primo, determinante passo verso una svolta imminente e fondamentale: la polizia municipale in abiti vichinghi. Le cronache ci dicono che i due innamorati comaschi avrebbero voluto che le nozze venissero celebrate solo in lingua lombarda, ma purtroppo un fastidioso contrattempo, che per brevità chiameremo legge della Repubblica Italiana, ha imposto loro una cerimonia bilingue.
A pensarci bene, il matrimonio officiato unicamente in dialetto presenta degli innegabili vantaggi, che potrebbero contribuire a una rapida diffusione di questa nuova formula nuziale: fuori dalla propria regione d'appartenenza, si può affermare con una certa consapevolezza giuridica che il vincolo matrimoniale non sia valido. In sostanza, a Varese sei sposato e la tua signora, se fai il galletto, può spezzarti le zampette, ma se vai a La Spezia o a Campobasso, ti puoi considerare single e, quindi, comportare tranquillamente di conseguenza. Speriamo che anche il matrimonio religioso non vada in questa direzione, altrimenti, dopo quello anglicano e quello luterano, si verificherebbe pure, con ogni probabilità, un doloroso scisma padano dalla Chiesa di Roma. In questa pittoresca vicenda, così esemplare dell'Italia dei nostri giorni, un paradosso appare evidente: una coppia di Promessi Sposi cresciuti sulle rive del Lario, è protagonista del romanzo che viene considerato l'autentico manifesto della lingua italiana. Oggi, dopo oltre centosessanta anni dalla pubblicazione del capolavoro manzoniano, due epigoni di Renzo e Lucia la rifiutano in maniera clamorosa. Viene un po' di malinconia e anche di orrore, specie se si pensa a una sposa tutta vestita di verde, come una specie di enorme ramarro. Certo, i due morosi avranno avuto i loro romantici motivi per fare una scelta del genere, ma si sa: il cuore ha le sue Regioni, che la ragione non può capire, come diceva il grande filosofo Pascal (che peraltro, pochi sanno essere, in realtà, nativo di Cernobbio).
Comunque, che sia stato celebrato in italiano o in lombardo, che si sia svolto di fronte a un assessore o a Brighella, che la sposa sia arrivata in ritardo, secondo tradizione, o con una puntualità tutta nordica, non ci rimane che fare gli auguri più sinceri ai piccioncini in questione nel "giorno più bello della loro vita". Auguri e figli comaschi.

"L'Intoccabile" ti guarda dai muri di New York: nelle strade di Soho, il quartiere alla moda, nei vicoli di Little Italy, nei vialoni del Lower East Side, l'ex ghetto di ebrei, italiani e banditi che oggi è tutto localini e botteghe chic.
"L'Intoccabile" naturalmente è lui, Silvio Berlusconi, Quello-Che-Comanda-Tutto che anche gli americani stanno imparando a conoscere: grazie ai reportage del settimanale radical The Nation, agli speciali della conservatrice Fox tv, alle cronache dell'allarmato Wall Street Journal e, ieri mattina, del compassato New York Times, che ha portato in prima pagina lo scandaloso "licenziamento" di Dino Boffo. Ma da un paio di giorni il premier che alle domande dei giornalisti risponde chiamando la magistratura è finito anche al muro, a New York. Una serie di manifesti ispirata agli "Intoccabili", il capolavoro di Brian De Palma dedicato, guarda un po', ad Al Capone, con il faccione del primo ministro e la scritta: "L'intoccabile". Sotto, un gioco di parole tra "Untouchable" e "Unimpeachable", cioè che in Italia sfugge all'impeachment che pure in America sfiorò perfino Clinton.
E ancora: "Nessuno può toccarlo, nessuno può fermarlo". Il mistero dei poster potrebbe essere presto risolto: dietro all'iniziativa ci sarebbe un gruppo di studenti e professionisti, da tempo negli Usa, che si definiscono "I nuovi carbonari". L'operazione sarebbe costata 4 migliaia di dollari ("Autotassazione...") ma i manifesti sarebbero solo l'inizio e nuovi blitz sono allo studio. Per la cronaca, tra un paio di settimane Berlusconi l'Intoccabile qui dovrà sbarcare, atteso con gli altri leader mondiali per il vertice Onu.
La concorrenza spietata tra 'Libero' di Maurizio Belpietro e 'il Giornale' di Vittorio Feltri renderà particolarmente vivace la ripresa autunnale. Le due testate si contendono con ogni mezzo il pubblico di destra più appassionato. Ecco le prossime tappe della contesa. Attacco all''Avvenire' 'Libero' accusa 'il Giornale' di essere stato debole e compromissorio con il quotidiano cattolico: con il titolo 'Sono tutti finocchi!' Belpietro rivela che non solo il direttore, ma l'intera redazione dell''Avvenire' è omosessuale e si reca al lavoro in minigonna, come testimonia una negoziante dei dintorni che ha venduto ottanta minigonne negli ultimi due mesi. "Ottanta è esattamente il numero dei giornalisti dell''Avvenire'", scrive Belpietro, "e questa non può essere una coincidenza". Feltri accusa il colpo e rilancia. Con il titolo 'Finocchi anche i lettori!' accusa di omosessualità anche i lettori del quotidiano cattolico, nessuno escluso. Con una prosa insolitamente sorvegliata, Feltri spiega nel suo editoriale che "chi è abituato a inginocchiarsi spesso è già allenato a compiere atti sessuali contro natura". Prima pagina di 'Libero' del giorno dopo: 'E zoccole le sorelle'. Lettori in visibilio. Altri scoop 'Libero': "Esiste anche una sorella di Prodi. Indovinate che mestiere fa?". 'il Giornale': "Gianni Agnelli non capiva niente di calcio. Quando il portiere prendeva la palla con le mani gridava 'rigore!". 'Libero': "Dalla scienza una speranza per gli intellettuali: possono guarire". 'il Giornale': "Spetta a Luciano Moggi l'eredità degli Agnelli". Strategie editoriali La stagione dei titoloni insultanti mostra la corda. Il pubblico sembra saturo, vuole di più. La prima mossa è di Feltri: lancia la prima pagina col sonoro. Nelle edicole convenzionate l'edicolante, con un sovrapprezzo di soli dieci centesimi, leggerà urlando al cliente il titolo di prima pagina. Per la giornata d'esordio il titolo è 'La sinistra sa solo grugnire', gli edicolanti più abili riescono a leggerlo imitando scherzosamente il verso del porco. 'Libero' passa al contrattacco. Arriva in edicola nella speciale carta piranha, che grazie alla sua composizione chimica divora le pile degli altri giornali. Feltri inventa il quotidiano arrotolato: arriva in edicola già pronto per essere dato in testa al lettore di sinistra gridandogli 'vergogna!'. 'Libero' non si lascia intimidire, e propone ai suoi lettori il formato lenzuolo, che ha un doppio pregio: è scritto in caratteri così enormi che anche le previsioni del tempo sembrano aggressive e insultanti, e se arrotolato ha le dimensioni e il peso di una clava. Guerra delle firme Feltri lancia Amos Mannaggia, un ex pugile espulso dalla Federboxe perché si spacciava per peso mosca pur pesando centodieci chili. Prosa spiccia ma efficace, molto apprezzata dai lettori. Nel suo primo editoriale, intitolato 'Ostia!', Mannaggia replica così alle polemiche contro il governo: "Piantatela opur si non la piantate vi facio una faccia cusì, ostia!". Entusiasma la genuinità dello stile popolare, in contrasto con la prosa barocca e decadente degli intellettuali di sinistra. Non si fa attendere la replica di 'Libero'. Licenziato Marcello Veneziani (da un dossier non firmato, Maurizio Belpietro viene a sapere che si tratterebbe di un intellettuale, anche se Veneziani rifiuta di ammetterlo), viene assunto Hans Oberer, un perseguitato nazista che si è rifugiato in Argentina. Fa sensazione il suo elzeviro di esordio: "Foi tofete stare zitti, altrimenti io fi torko il collo fino a ke non fi pentite ti essere nati!", nel quale Oberer interviene nella polemica con il gruppo Repubblica-Espresso.


È innegabile che i social network abbiano preso piede, ma purtroppo si tratta di un piede di porco. La compagnia assicurativa britannica Legal & General ha pubblicato i risultati di un'indagine, da cui risulta che i ladri usano oramai già da qualche mese Facebook e Twitter per localizzare le proprie vittime: si spacciano per potenziali amici, raccolgono informazioni e poi colpiscono implacabili.
Da Internet all'Interpol il passo è breve, dunque. Nel rapporto intitolato "il crimine digitale" (non ci sono riferimenti a Mediaset Premium, lo diciamo per evitare che nel nostro Paese gli animi si surriscaldino ancora di più), si dice chiaramente che ben 4 utenti di Facebook su 10 rivelano dettagli sul periodo in cui vanno in vacanza e sugli ultimi acquisti hi-tech realizzati. Il 33% di loro sente il bisogno di avvisare il mondo anche se parte per un weekend. Questo dimostra chiaramente una cosa: si più essere tecnologicamente evoluti e autentici babbei al tempo stesso. Senza dubbio, la spinta ad aprirsi in maniera così totale, sebbene sul web, deriva da un forte desiderio di rapporti umani e di nuove conoscenze. Tutti ambiscono ad avere la casa piena di amici, ma se questi poi ti portano via gli elettrodomestici e i mobili, può essere molto seccante. Come ci si può difendere da questi manigoldi telematici, che si fingono amiconi via cavo? Gli esperti danno pochi, ma utili consigli. Ad esempio, se colui che ti chiede l'amicizia su Facebook ti fa domande del tipo: "Tanto per fare due chiacchiere, volevo chiederti...dove nascondi l'argenteria quando vai in ferie?" oppure "scusami, una curiosità cabalistica... qual è la combinazione della tua cassaforte?".
In casi del genere, a detta degli studiosi, è meglio diffidare decisamente. Le amicizie di massa proposte dai social network sono inevitabilmente molto superficiali e, in realtà, dettate dal desiderio di esibire grandi numeri, come nei tesseramenti dei partiti politici o per le conquiste amorose di un calciatore di serie A. Gli amici veri, nel corso di un'esistenza, si contano sulle dita di una mano. Neanche Marcellino pane e vino, se fosse arrivato all'età adulta, con tutta la sua bontà è sincerità d'animo, avrebbe potuto vantare 1.500 veri amici (cosa che ognuno di noi può illusoriamente riuscire a ottenere, proponendo il proprio profilo in rete). Inoltre, è sempre bene controllare la credibilità di uno che ti si propone come amico: se Prodi lo avesse fatto con D'Alema e Berlusconi con Bossi, si sarebbero evitati numerose amarezze. L'unica nota positiva che si può trarre da questa vicenda, consiste nella crescente professionalità dei malviventi. Un tempo, nei mesi estivi, ti arrivavano le classiche telefonate silenziose, per controllare se l'abitazione era vuota o meno. Oggi, i ladri d'appartamento ricorrono a Internet e forse, in futuro, al fitto sistema di satelliti che circolano sopra le nostre teste. Intanto, per non correre rischi, la Legal & General ha allo studio un aumento del costo delle sue polizze per furto, ai danni degli utenti di Facebook e Twitter. Magari basterebbe soltanto un po' di buon senso.
Come recitava anni fa un famoso slogan pubblicitario: "La fiducia è una cosa seria che si da alle cose serie". Si può imparare qualcosa anche da una semplice ed ingenua formaggetta.
La Lega, per evitare polemiche, ha tolto dalla sua pagina web il video-game 'Respingi il clandestino', curato da uno dei figlioli di Bossi (si sa, ignoranza chiama ignoranza). Il gioco è stato giudicato troppo rozzo dagli esperti del Carroccio, che hanno proposto di sostituirlo con 'Colpito e affondato', un game di più moderna concezione, evoluzione del vecchio classico 'battaglia navale': chi colpisce un gommone in mare ottiene cento punti, mille per chi riesce a centrare una carovana di cammelli ancora in pieno deserto. Penalità per chi dovesse colpire, per errore, un gommone vuoto: potrebbe essere riutilizzato dalla nascente Marina Militare Padana. Previsto su Tele Padania anche il documentario scientifico 'In pasto agli squali', con suggestive immagini degli abissi ribollenti. Il mondo dei video-game è in subbuglio anche per un altro gioco, messo sul web da un gruppo di immigrati senegalesi. Si chiama 'Fai lavorare gli italiani', vince chi riesce a far lavorare in un autolavaggio il figlio di Bossi, o a reclutare manovali, muratori, raccoglitori di pomodori o badanti tra i ragazzi del Nord. Evidente il carattere del tutto virtuale del gioco. Polemiche anche qui: gli appassionati del settore giudicano il gioco troppo difficile, per qualcuno addirittura insolubile. Ma vediamo le altre iniziative maturate nel corso di questa febbrile estate leghista. Responsabilità Un gruppo di periti lumbard, che hanno osservato molto da vicino gli ultimi naufragi a bordo della goletta 'Uella Carugati!', sostiene che i frequenti ribaltamenti dei gommoni dipendono dalla pericolosa abitudine dei migranti di piegarsi tutti insieme in direzione della Mecca durante la traversata. I naufragi sarebbero dunque esclusiva colpa della religione islamica.  Stop agli sprechi I gommoni, con ogni evidenza, sono le vittime incolpevoli del fenomeno immigrazione. Molti sono ancora in buone condizioni, con qualche rattoppo e una buona disinfestazione (suggerimento di Borghezio) possono essere destinati alle famiglie padane più meritevoli. "L'Idroscalo", sostiene Matteo Salvini, "è in grado di ospitare degnamente le manifestazioni nautiche più prestigiose, e addirittura di far rivivere il tradizionale 'Raid della Melma', che fu il vanto della motonautica milanese. Ho studiato bene le convenzioni internazionali, i gommoni sequestrati sono un bottino di guerra, portiamoli qui e facciamola finita". Mario Borghezio si è detto favorevole, a patto che i gommoni sequestrati vengano gonfiati a fiato dai detenuti stranieri. Radici cristiane Il cappellano della Lega, don Gino Parabrezzi, con una accorata lettera ai padani assegnatari dei gommoni, ricorda le radici cristiane della Padania, e raccomanda: "Prima di partire per un bel giretto con la moglie e i figli, ricordatevi comunque di rivolgere un pensiero commosso ai morti". Eventuali polemiche subito sedate dallo stesso don Parabrezzi con una seconda missiva: "Ovviamente parlavo dei nostri morti". Altre buone idee L'associazione umanitaria 'Nessuno tocchi Carlino' (dedicata a Carlino Bossi, un altro dei figli) fa presente che, a parte l'Idroscalo, la pianura padana è ricca di un altro tesoro naturalistico, i laghetti di pesca sportiva dove pensionati in canottiera pescano pesci siluro da due tonnellate con la tecnica dell'argano. Perché non destinare un gommone a ogni laghetto, per permettere di pasturare con pagnotte intere, angurie e ossa di bue quelle acque così care ai lumbard? Di diverso avviso il circolo culturale 'Fabrizio Corona', che propone di dotare i gommoni di ruote cingolate, barre antibufalo e torretta militare e utilizzarli come veicoli per l'happy hour nel centro di Milano. Favorevole anche il circolo giovanile 'Doppia fila'.
Dopo i clamorosi scandali bancari di questi ultimi anni, anche i grandi Istituti di Credito sembrano ora intenzionati a salvare almeno la forma: quella di parmigiano. Le cronache, infatti, ci informano che uno di questi istituti ha fatto costruire due giganteschi capannoni, degli autentici bunker nei quali stipare 440.000 forme di questo formaggio noto in tutto il mondo, a titolo di garanzia da parte dei caseifici sui prestiti ricevuti (ammontanti a oltre 100 milioni di euro). Se questi non dovessero venir restituiti, la banca stessa provvederà a vendere l’enorme quantitativo di parmigiano. In poche parole, per dirla alla veneta, “la banca no l’è mai straca se no la sa de vaca”.
Vista l’inaffidabilità dei mercati, le nostre banche hanno deciso di puntare sull’unica Borsa che non tradisce mai: quella della spesa. Forse non hanno tutti i torti, perché azioni, bond e obbligazioni possono oscillare e spesso addirittura crollare, mentre una caciotta è sempre una caciotta, indipendentemente dall’andamento di Wall Street. Se questa inattesa svolta dovesse prendere piede e magari venire estesa dalle aziende con centinaia di dipendenti ai piccoli risparmiatori, di qui a qualche anno si potrà probabilmente accendere un mutuo presentandosi in banca con due mortadelle e un bottiglione di lambrusco. I tradizionali beni di rifugio, così amati dagli Italiani e finora costituiti dal mattone e dall’oro, saranno rimpiazzati dai barattoli di conserva, dai sottaceti e dal limoncello fatto in casa. Inoltre, tenendo presente la volontà di valorizzare le tradizioni locali (comprese quelle gastronomiche) fortemente manifestata dalla Lega, si potrebbero immaginare degli Istituti finanziari ispirati ai piatti più popolari, come ad esempio una Banca Nazionale della Cotoletta e, perché no, una Cassoeula di Risparmio delle Province Lombarde. Siamo certi che i più stretti collaboratori di Umberto Bossi, mentre molti di noi sono ancora in vacanza, stanno già lavorando alacremente a ipotesi di questo genere.
È evidente che un sistema bancario interamente basato sulla culinaria potrà presentare dei risvolti problematici e innescare delle nuove, gravi tensioni sociali: saranno discriminate le persone a dieta e quelle con i valori del colesterolo troppo alti, le quali, per evidenti motivi, non potranno offrire in garanzia dei prestiti richiesti determinati cibi, vietati loro dal medico o dal nutrizionista. “Ti hanno concesso quel fido?” “Non me ne parlare… la Banca pretendeva in deposito cauzionale 800 cannoli siciliani… capirai, io ho 286 di glicemia!”. Discorsi di questo genere, diventeranno purtroppo di ordinaria amministrazione. Sarà invece una grande fortuna avere un parente particolarmente abile ai fornelli: poter mettere un’ipoteca sulla parmigiana di zia Elvira o sul ciambellone di nonna Rosina, rappresenterà un privilegio da non sottovalutare. Insomma, in un futuro non troppo lontano, chi avrà nella propria cassetta di sicurezza prosciutti, tartufi e caciocavalli, potrà definirsi un benestante. E se dovesse trattarsi del rampollo spregiudicato e dissipatore di una ricca casata, dopo il suo tracollo economico si potrà veramente dire, fuor di metafora, che “si è mangiato tutto”.